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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
3 ottobre 2011
648 Mese che vai proposito che trovi

Mi sento invincibile stanotte.

Eh, non c’è un perché, certe volte mi capita. E più o meno basta. Ma tranquilli, è una sensazione che dura tanto poco da costituire, proprio per la brevità, una piacevole variazione delle condizioni normali di insicurezza cosmica.

 

L’unico a battermi, attualmente, è il thé verde: mi ci sono appena bruciata il palato.

 

Per farla breve sono un curioso caso di essere invincibile che si brucia col the verde.

 

Non mi sentivo tanto serena da mesi.

E questo mi pare già un buon perché della iniziale esternazione.

 

Domani riprendono le lezioni all’università. E credo di aver fatto un programma di corsi ed esami molto al di sopra, non delle mie di possibilità, ma delle possibilità di un umano medio. La cosa però contribuisce a rendermi serena. E se non serena almeno impegnata.

Curioso come le due cose coincidano, in generale, almeno per il 50%.

 

Anche la dimensione palestra, dobbiamo aggiungere, contribuisce a questo clima, generale, di serenità. In questa settimana ho provato, moderatamente, di tutto. E’ stato lo spinning sabato, devo essere sincera, a piegarmi però definitivamente: le gambe oramai hanno vita propria e decidono loro quanto voler funzionare e quanto volermi solo far male.

 

Ora che ho più o meno visto ritmi, orari, contributi extra e tutto il resto cercherò di far una cosa equilibrata o almeno di incastrare intelligentemente gli orari. Prediligerò le ore serali perché c’è ovviamente meno gente e perché tanto a me la roba che danno in tv fa solo schifo.

 

Il mio proposito primario attualmente è uno soltanto. Trovare quel certo quid che per tanto tempo io ho sostituito con l’innominabile (che non è una persona ma un oggetto inanimato – e non un vibratore!) e preferibilmente di non trovarlo in un uomo.

 

E veniamo agli uomini, sì. Posso dirla brutale e bruttina? Finalmente mi sto perdonando. Gli errori di valutazione in primis e poi forse anche certi comportamenti leggeri. No, detta così è brutta sul serio. Non alludo al sesso, figuriamoci. Alludo alle aspettative, alle pretese, al cercare, all’accontentarmi. Io mi consideravo il peggio possibile. Non che ora io abbia una così buona considerazione di me (non ancora, ma ci lavoriamo) però rispetto al tempo in cui non riuscivo a mettere una foto su fb perché guardarmi, bella o brutta (sì, è la seconda) che fossi mi faceva orrore, un po’ sono migliorata.

Io mi sono capita.

 

Di proposito ne ho un altro, secondario e abbastanza ambizioso: farmi un’amica. Che detta così suona molto patetica. Io do ad “amica” un certo intenso significato. Per me, ad eccezione di pochi elementi virtuali e della msdc (mezza specie di cugina) ma lei non fa testo perché è un’aliena speciale, che io considero “amiche”, tutte le persone che frequento sono, al massimo, conoscenti. E non perché sono snob o particolarmente acida ma perché esistono gradi e gradi di confidenza: io posso parlare della stessa cosa con 3 persone diverse ma in tre modi totalmente diversi. E poi, solitamente, le donne non mi piacciono: detesto parlare di ormoni, esperienze sessuali e scarpe (con eccezioni più o meno rarissime).

 

Quindi il mio nuovo proposito è riuscire a socializzare in massimo grado: cioè farmi un’amica. C’è una ragazza all’università che potrebbe essere la candidata perfetta. Mi piace molto per iniziare. E’ cattiva, acida, snob, intelligentissima, grafomane, fissata con la grammatica, la cultura e la punteggiatura. Io l’ho notata bene molto prima che lei sapesse della mia esistenza.

Non so come abbiamo fatto amicizia su fb. Anzi, lo so: semplicemente un giorno mi ha chiesto un’amicizia che ho accettato. Io all’università non le ho mai, ovviamente, rivolto la parola. Questo perché mi spavento facilmente, credo di essere inappropriata e anche poco intelligente (credo eh?!). E lei, che non è tipo da perder tempo, ha continuato ad ignorarmi considerandomi quella che sono: piatta e inutile.

 

Pare, in questo periodo, che lei mi abbia osservata su fb.

Su fb mi è molto più semplice parlare: se scrivo boiate si possono non leggere. Quando “dico” boiate bisogna ascoltarle per forza: è questo che mi frena di più. In parole povere credo di piacerle. Su fb. Ed è il fatto che io piaccia a una che piace a me ad essere incredibile.

 

Mi dispiace deludere i feticisti o quelli che sarebbero stati interessati a piccanti rapporti: adesso cercando rapporto-saffo-lesbo-isola-eccetera si leggeranno tutta ‘sta roba contorta del piacersi reciprocamente per poi scoprire che io parlo di un rapporto d’amicizia senza sesso.

 

Tenterò di articolare, quindi, con la sopracitata tipa acida (ma fantastica appunto) un discorso anche dal vivo, senza scappare come mio solito.

 

Ma detto stasera non ha grande validità: sono invincibile, ecco perché così propositiva.

In facoltà, invece, appena mi capiterà l’occasione di mettere in pratica il mio proposito finirò per nascondermi sotto uno dei banchi terrorizzata. E con tutte le probabilità del mondo sbatterò anche la testa.

21 agosto 2011
636 Tentativi sociali (lamentele sparse)

Di scrivere non mi va, così come, attualmente, mi va poco di parlare. Non so di ascoltare in effetti ma tenderei ad escludere anche quell’attività. Proprio in generale fare qualcosa che implichi le altre persone, eccetto pochissime e per brevi lassi temporali, non fa al caso mio.

 

Aspetto, e spero, che agosto passi spalmandomi doposole in un concentrato di inutilità sempre crescente.


Sono intollerante.

Il ché non è una novità. La novità è che mi sono un po’ stancata di perdonare troppo facilmente, di essere troppo gentile e troppo educata.

Sì, perché di solito io lo sono. Educata soprattutto. E’ (era) il mio pregio riconosciuto (da me stessa).

 

Mi sono stancata di perdonare i torti, fare il bene e pensare che se negli altri noti il male è perché il male è, per prima cosa, in te. Mi sono scocciata di essere quella che non si arrabbia mai. E siccome so che tutto questo è contro qualsiasi cosa io abbia mai predicato (gentilezza, altre guance, educazione, al limite allontanamento in punta di piedi) un po’ mi dispiaccio. Dovrei non frequentare per il momento, darmi tempo per passare illesa il periodo e riparlarne a settembre, a nuova vita. Non è possibile però, la socializzazione è estiva ed io, nemmeno io, posso tirarmi indietro. Potrei in effetti ma poi impazzirei di noia e pensieri, senza dubbio.

 

C’è da aggiungere che penso spesso al vendicarmi. La vendetta è riprovevole eppure mi fa star meglio, pensarla. Mi proibisco però qualsiasi applicazione reale (perché i miei pensieri possono pure essere naturalmente, spontaneamente sbagliati, ma le azioni le gestisco ancora io): la giustizia fai da te è solo degli imbecilli.

 

Non è accaduto niente di sconvolgente, solo non sono disposta io, più, a sopportare piccole cose che prima sopportavo lungamente. Anche cose economiche devo dire con mio sommo dispiacere, trovo volgare il parlare di soldi.

 

Diciamo che ho un po’ di rabbia accumulata.

 

Sono arrabbiata con delle ragazze per un tiro sinistro che mi hanno lanciato. Io mi sforzavo di star con loro, asociale e restrittiva come sono, loro mi hanno fatto organizzare un tutto che non perdo tempo a raccontare, per poi, all’ultimo, dirmi che avevano organizzato in altro modo. Amen, certo, e nemmeno mi dispiace troppo ad essere sinceri ma non apprezzo la scortesia. Che poi è la stessa scortesia di organizzare una cena e farsi già trovare a prendere un aperitivo-cena. In quel caso io ero dalla parte opposta, seduta all’aperitivo insomma, ma non ero d’accordo, affatto. Non ho avuto il coraggio di dire niente, è vero, però è un fatto a cui ho pensato anche troppo, dopo.

 

Non è scortesia ma semplice maleducazione. E la maleducazione non ha mai, o quasi, mire specifiche. Ecco perché pensare ad una vendetta o a una ripicca non ha molto senso, ma ha senso, semplicemente, catalogare quelle persone per il loro comportamento e in futuro stabilire se frequentarle o meno tenendone conto.

 

Sono brava a parole, ma in realtà tutte le sere penso a quanto mi piacerebbe far loro fare qualche viaggetto a vuoto. No, non lo farò, già detto.

 

E’ l’ingiustizia che mi fa arrabbiare, non so se si capisce, non il fatto in sé.

 

Poi sono arrabbiata con le prese di posizione facili, con i rapporti utili e sicuri a discapito di tutto il resto. E torniamo al padre di cenerentola. Ora, non perché aveva paura di invecchiare da solo, o di dover pagare una badante a caro prezzo, è giustificato per l’essersi preso come moglie una donna malvagia e insopportabile. Lui l’ha scelta, qualcosa che non andava doveva averlo.

E allo stesso modo io non giustifico nessuno che faccia simili scelte. Un conto è che tua madre sia favorevole alla pena di morte (mica te la scegli la madre) un conto è che lo sia l’uomo o la donna con cui scegli di aver una relazione: c’è un limite all’amore. E pure alle belle gambe (braccia, naso, capelli, occhi, cuore, sedere ecc). E quel limite è nella civiltà, direi io. Essere favorevoli alla pena di morte è incivile, non è una posizione altra dalla tua.

 

Come cura per tutta questo non riuscire a stare col prossimo in maniera civile andrò una settimana con tre amiche (o circa insomma, io e le definizioni non ci piacciamo) in un qualche dove di Salerno. Poi, tornate da quella, ci facciamo, sempre con le sopracitate amiche (...), qualche giorno a Berlino.

 

Non sono preoccupata per me, Berlino mi guarirà, ma per le due amiche  che non so se ne usciranno incolumi. Poveracce loro.

29 marzo 2009
I THINK (non spesso fortunatamente!)
Sono nevrotica con tutti... 

Domani è Lunedì e mi hanno informata che finalmente dopo un mese quasi escono i risultati di privato…


Non me ne frega niente …


La “secchiona”, mia compagna di università, mi ha scritto in un messaggio su FB: “spero tanto che verrai lunedì” (era una settimana che disertavo!) “perché così ci sosteniamo a vicenda!!”
Ma perché le persone mi devono per forza far irritare?
Che ti devi sostenere che hai studiato per quell’esame, senza esagerazioni, ogni giorno con una media di 5 ore al dì?
Glielo ho detto…e lei mi dice: “sì ma sai, non conosco i loro “parametri”…”
Vabbè dai…mi devo irritare per forza!!


E poi pure quell’altra cretina (una così detta “amica”… bah)
“oddio” che nervi…
Si permette di mettere bocca su rapporti che non ha la capacità di capire…
su rapporti troppo puliti, troppo delicati perché lei li possa anche solo pensare…
Ho fatto l’errore di condividerli con lei…non lo farò mai più…

Perché tutto quello che non è subdolo, che non fa schifo, che non è merda…non può andar bene?

Vorrei fuggire lontano…da tutti…da tutto…

Vorrei essere pioggia…
Cadere…

Vorrei non essere quello che sono…

Vorrei dire meno stronzate…
(e sarebbe il caso!)


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permalink | inviato da LadyMarica il 29/3/2009 alle 23:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

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