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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
22 giugno 2011
619 [modi di fare i genitori] Anche i dentisti hanno un lettino

Stavo scrivendo tutto un altro genere di post. E buttiamo via intere pagine di idiozie in bella forma, okay, tanto il sudore (le dita sudano signori!) è mio.

 

Una litigata da racconto epico con mia madre, ecco cosa mi ha fatto cambiare argomento. Perché qualsiasi cosa io faccia, in qualsiasi modo e con qualsiasi risultato non basta mai e non è comunque nemmeno lontanamente paragonabile a quello che non faccio.

 

Promemoria personalissimo: nella malaugurata ipotesi avessi figli io non gli farò mai, ma mai, niente del genere.

 

Ci stavo già pensando oggi guardando i Simpson (alto momento riflessivo).

Nella scena a cui mi riferisco Homer diveva a Bart una cosa come: “non è vero che riuscirai a fare tutto quello che vuoi. Qualsiasi cosa tu sia bravo a fare ci sono almeno mille e cinquecento persone che la sanno fare meglio di te”.

 

Attenuanti generiche di morte prematura bypassate mi è venuto in mente che mi sono sentita dire una frase del genere almeno un milione di volte.

 

Continuiamo con un ricordo che la psicologia intera sarebbe molto orgogliosa di sentirmi raccontare.

Ero una ragazzina e avevo appena finito il mio primo libro, il cui titolo vi terrò nascosto fino alla mia morte. Un libricino idiota, semplice, da ragazzini appunto.

Lo lessi in una settimana. All’epoca pensai di essere stata molto brava. Mi dicevo: “duecento pagine in soli sette giorni? Incredibile!”
Allora andai da mio padre per condividere il successo e lui rispose che andava bene ma che nel mondo c'erano studiosi che leggono libri enormi in due giorni.

Forse non disse proprio così, mi ricordo solo i "due giorni” perché io non capii il senso generale del “si può migliorare” ma la pensai come “il prossimo libro lo leggerò in due giorni, così sarò brava”.

 

Aveva ragione, certo.

Lui cercava di spingere verso l’eccellenza, verso la perfezione.

Ma la perfezione non è raggiungibile e a volerla cercare sempre, continuamente, in un primeggiare continuo si rischia di perdere di vista che un otto non è un dieci ma nemmeno un 4.

Mio padre rispondeva a questo genere di frasi che se volevo essere una pesona mediocre allora potevo benissimo continuare ad accontentarmi degli otto.

 

Lo faceva perché mi migliorassi certo, mica per distruggermi, però questo continuo sentirmi dire che tanto qualcuno lo aveva già fatto o che lo avrebbe fatto meglio di me, a poco a poco, deve aver impresso una qualche forma nella mia testa.

 

Fingetevi psicanalisti che io mi sdraio sul lettino.

 

Non me lo ricordavo. Né la storia del libro, né il collegamento con certe mie fisime. Curioso come una sola frase, e sentita casualmente nei Simpson, apra certi nascondigli.

 

Mi viene in mente che io cerco sempre un modo per non essere abbastanza soddisfatta di me.

E non che non ne abbia motivo a volte eh. Però anche quando potrei essere contenta, o dirmi “brava” io mi invento (forse), consapevole o inconsapevole non lo so, cose per smontare questa soddisfazione.

 

Posso fare esempi svariatissimi.

Il mio ultimo esame. Trenta e lode. E sono stata fortunata.

Ecco, vediamo se riesco a spiegarlo. Io vorrei dirmi, da sola, “cavoli, sono stata brava!”, invece sono seriamente convinta (e mi infurio con chi non è d’accordo con me) che sia stato troppo semplice, che sia stata questione di fortuna e quasi mi sento insoddisfatta.

 

Essere insoddisfatti di un trenta e lode significa essere leggermente incontentabili.

 

Sono uscita da lì pensando “il prossimo andrà meglio”. Come se avesse senso, come se fosse possibile. Ed è l’impossibilità di quello che pretendo a farmi in svariati pezzi perché continuo a ritenermi quasi cretina ma a non poter far niente, o comunque poco, per dimostrarmi che non lo sono.

 

La msdc (mezza specie di cugina) ha sentenziato: “vabbè, la prossima volta chiediamo se puoi farlo a testa in giù”. Mi piacciono le sospensioni.

 

Oppure quando esco con qualcuno: io sono sempre convintissima che se esce con me, quando invece potrebbe uscire con altre centocinquanta persone meglio di me e che sanno uscire meglio di me (come da Simpson), è perché mi vuole fregare in qualche misura. E se proprio non trovo motivi per vedere le fregature (e li cerco bene) allora inizio a pensare che siccome frequenta me allora deve essere veramente scemo (mi scuso).

Distruggo, distruggo, distruggo.

 

Ci sono ragazzi a cui i genitori dicono bravo continuamente (povera LadyMarica, okay, questo post fa ridere, mi scuso anticipatamente), io li vedo sostenere gli esami, uno dopo l’altro, serenamente: studiano, vanno, hanno fortuna, certe volte sfortuna e tornano a casa tranquilli, consapevoli di quello che valgono o di quello che sono.

 

Io poche ore prima dell’esame mi convinco al 100% che probabilmente ho frainteso tutto quello che c’era scritto e che tutto significa la cosa opposta a quella che ho pensato io. Dal primo esame che ho fatto fino all’ultimo di venerdì sono sempre stata convinta, ma non per scaramanzia, proprio convinta, che sarei stata bocciata. Non è successo.

 

Un amico, quando gli comunico i risultati, dice che tanto l’unica a non saperlo prima sono solo io. E avrà pure ragione da vendere. Ma questo lo dico solo dopo.

 

Mi distruggo in duplice parte insomma. Mi considero cretina fino a che un esame non stabilisce per iscritto che non lo sono e poi, quando l’ha stabilito, io inizio a costruirmi motivazioni (certe volte più reali di altre –quest’ultima volta per esempio sono seria, è stata fortuna –Marica!) che mi dicano che non sono motivi validi e che sì, sono cretina.

 

Lo so che avreste preferito il racconto della litigata con mia madre, l’evolversi delle grida isteriche e il mio aver detto tutte le parolacce di cui sono capace nel giro di 30 secondi (mi pento e mi dolgo). Mi dispiace, invece vi sono toccati i ricordi ombrosi di una malata di mente che ha perso il suo posto sul lettino dell’analista.

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

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L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

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Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

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Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

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