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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
16 aprile 2013
Gioire del “bello” (che non si esaurisce certo nella dimensione estetica) credo che sia un'inclinazione umana per nulla secondaria a quella di mangiare, bere e riprodursi. Ovviamente nel mondo moderno, chissà se primariamente in quello occidentale, il bello viene comunemente confuso con la...

Il cannocchiale mi dà ai nervi ultimamente per le sue continue mancanze. Quindi questo post continua su webnode. Basta cliccare sul titolo.



16 dicembre 2011
Putridume cattolico

Sicuramente questo post è malamente influenzato dall’aver iniziato la mattinata leggendo Bruno Volpe di Pontifex. Bruno Volpe è un essere, dichiarato umano (?), che va elencando continuamente nei suoi scritti in cosa gli omosessuali siano malati, cosa la loro condotta (sempre malata) porti nella società (l’AIDS per esempio) e tanti eccetera.

Bruno Volpe è resuscitato, alla maniera biblica, dall'anonimato in cui viveva, per il recentissimo articolo di cui da Fiorello al Fatto Quotidiano si parla tanto.

Molto brevemente Volpe avrebbe detto, in questo articolo orrendo, che l’incidente avvenuto a Trieste, costato la vita a un operaio ventenne mentre lavorava alla costrizione del palco di Jovanotti, avrebbe "una positiva conseguenza”. E che essa sarebbe “la sospensione del concerto di questo menestrello del vietato vietare, del tutto è permesso, della vita sregolata e dell'incitamento ad ogni scompostezza esistenziale.” Ma Volpe non è poi tanto furbo in questo articolo e non si limita a quelli che potrebbero essere interpretati, dal suo fan club di dubbia intelligenza, come “gusti musicali” e va oltre affermando che “da questo punto di vista, esiste una giustizia divina".

E cosa avrebbe fatto Jovanotti per scomodare l’intera giustizia divina? Semplicemente si era detto, insieme a Fiorello, pro-preservativi.
Come ha potuto? Si sa, un dio a lieto fine e AIDS è sempre ben gradito, soprattutto a Natale.

Mi preoccupo seriamente per la salute del mio fornaio. Non vorrei che dio, per punire i miei peccati, iniziasse con lui. Mi dispiacerebbe, è un caro ragazzo e mi sorride sempre.

Una giornata iniziata così che altro poteva portare se non un livello di saturazione tale da rendere ogni nuovo incontro col cattolico che è fuori di te vomitevole? E così è stato. Perché dalla volpe sono finita mezza impelagata in un discorso che nemmeno mi interessava troppo.

Avrete sentito, immagino, la storia della sedicenne torinese che per nascondere la sua romantica prima volta col fidanzatino, e quindi l’essere venuta meno ad un voto fatto alla nonna in punto di morte e all’onore famigliare (rimanere vergine fino all’altare), ha accusato di averla violentata degli zingari.

I collegamenti tra questa bugia, i perché, le reazioni di una folla ignorante e violenta e quanto italianamente tipico sia tutto questo, io li lascerei al brillante articolo di Lidia Ravera sul fatto quotidiano (qui). E andrei oltre, andrei al modo cattolico di trattare la faccenda.

Credo si sia tutti d’accordo. La ragazzina ha fatto una cosa discutibilissima.
Quello che mi domando è quanta colpa abbia realmente. Ha detto una bugia a sfondo razzista? O ha detto una bugia che pensava sarebbe stata creduta senza troppe verifiche?
E’ facile essere buoni se si cresce in un mondo di buoni, più difficile è essere buoni quando nessuno ti ha insegnato, veramente, a esserlo.
Non so se mi spiego.
A sedici anni quanto si può discernere pienamente bene e male? Non completamente, dice la legge. E soprattutto, se vivi in un mondo in cui per tutti il nero è bianco come fai a capire che il nero è nero?

E non voglio certo dare la colpa interamente alla società ma forse interamente al cattolicesimo e all'ignoranza, sì.

Inoltre, se gli articoli che ho letto su di lei e sulla sua storia sono reali e non solo frutto di cortesie linguistiche dei giornalisti, la ragazza dà l'idea di una povera ignorantella che vive in un clima di minacce, fisiche e mentali, che non hanno certo contribuito a creare una persona in grado di "scegliere".

Io non sono un’innocentista, però nemmeno mi piace pensare che “i crimini siano solo crimini". Ci sono motivi, ci sono tempi, ci sono perché. E vanno considerati.

In questa storia una cosa è la ragazzina ignorante e spaventata che ha creduto alle cose sbagliate con cui l’hanno sempre indottrinata, un’altra è la famiglia bigotta e ottusa, un’altra la società razzista e violenta che ha usato la faccenda per sfogare il razzismo represso, e un’altra ancora è il cattolicesimo, vero mandante di tutta questa infamità. E questi livelli non si possono confondere (più o meno volontariamente) tanto per far diventare la storia giustizialista e popolare.

Ed è qui che arriviamo al punto.
Perché i cattolici, non lo diresti mai, ma sono furbi. Alla volpe.
Infatti, se dai la colpa alla ragazzina, se dici che è una poco di buono lei, una “testa di cazzo”, allora, chiaramente, il cattolicesimo deviato che l’ha portata a fare cose del genere sarà mezzo salvato. Dai la colpa alla sedicenne dicendo, come pure ho sentito, che meriterebbe l’ergastolo così sei legittimato a non prendere nemmeno in considerazione la violenza mentale che certi valori assurdi, assoluti, pieni di dolore, sacrificio e innaturalità (essere vergini o non esserlo è, o dovrebbe essere, una scelta del singolo, non il risultato di un meeting famigliare) le hanno fatto.

Questo problema profondo radicato nella società di razzismo e violenza, incoraggiato da una certa religione, che diventa la colpa di una sedicenne, in un furbesco travisamento cattolico, mi manda fuori di testa.
Per non parlare del coro dei “mi piace” che ho visto spuntare su fb.
E non mi consolano nemmeno gli esempi filosofici che da Socrate in poi dicono la maggioranza non una buona cosa.

E’ lo stesso cattolicesimo, c’è poco da fare, alla Volpe. Quello stantio, quello putrido, quello che promuove e diffonde solo il negativo. Il cattolicesimo che distrugge il buono che pur ci potrebbe essere nella sua tradizione (carità, amore, perdono, altre guance) per issare bandiere di dogmi e atrocità.

Impiccherebbero la sedicenne (anche meno metaforicamente di quanto già stiano facendo) se fosse una minaccia per la loro istituzione e lo farebbero convinti di star facendo il bene.

Ma che non si dica che non sono innovativi: qualche giovane prete metterebbe le foto su fb.
E sai quante pecorelle a cliccare “mi piace”? Quante le stelle.

17 maggio 2011
606 [un'atea tra i cattolici] Medjugorje

Agente Lady Marica rientrata viva (si legga atea) anche dalla seconda missione nel covo cattolico, tutti sereni.

Devo ammettere che questa volta ho sfiorato l’isterismo: non è stata una cosa facile, soprattutto visto l'abbandono del fratello traditore.

Riporto la mia testimonianza ora, con le ultime forze rimastemi, prima di far cadere tutto nell’oblio del dimenticato guardando, per lo meno, una trilogia porno. E speriamo ne esistano.

 

Proprio mentre scrivo, vorrei rendervi partecipi, una minaccia catastrofica si abbatte su di me: le moltiplicate e moltiplicabili richieste d’amicizia in fb dei cattolici. Vabbe’ che ci sono modalità della privacy mirabi ma che sono atea è scritto ovunque (direi anche sulla mia fronte) e, peggio del peggio, c’è un mio disprezzo costante dei cattolici che fa capolineo in ogni mezza righetta: come mi salvo? Devo fare una categoria di amici solo per loro e lasciargli vedere solo la mia data di nascita, ho idea. Ci penserò. Loro non sanno che non ho vita sociale e su fb ci vivo, posso fingermi impegnata per un po’.

 

Torniamo a questa lunga serata tra i crocifissi e le preghiere (ho sentito tre padre nostro in un’unica sera, è possibile?). Sono entrata alle 19, dopo una questione spinosa automobilistica (io odio guidare, mai detto?) e sono uscita solo alle 23.

Era la serata del cineforum. Film e chiacchiericcio post film in poche parole. La programmaticità dell’evento è stata ritardata di almeno un’ora causa evento soprannaturale. No, nessuna apparizione della vergine madre nella cappella (il lessico è blasfemo senza le mie intenzioni) ma il ritorno di una partecipante del gruppo da Medjugorje.

 

E’ stato il momento in cui mi sono seriamente spaventata. Vero è che ultimamente non ci vuole molto a farmi prendere paure folli e incontrastabili però la sicurezza con cui la ragazza parlava di ciò che “ha visto”, “sentito” e “provato” mi faceva tremare. Non tanto per me, sappiamo che queste cose mi toccano poco, quanto per quelli che l’ascoltavano, per lei stessa che lo raccontava. Non che mi preoccupi di loro, non sto dicendo questo, non so, mi sembrava una scena dell’orrore con la protagonista che racconta di forze soprannaturali assurde e rende pazzi anche gli altri tutti. Un misto tra la paura che accompagna sempre il sentire prese di convinzioni così forti (niente è bene all'ennesima potenza) e, sembrerò cattiva, un po' di pena. Non posso farci niente, non è un denigrare è che il mio pensare che tutto quello di cui la ragazza è così convinta sia e risulterà niente mi fa provare un po' di pena.

E poi io la ragazza la conosco. Conosco la madre, il padre, il fratello (che è bello, veramente bello, niente altro da aggiungere)  e gli altri fratelli. Conosco le zie. Conosco il clima che ha sempre vissuto in famiglia: cattolici fino alla fine del midollo. Cattolici buoni, per carità, ma sempre cattolici. Capite? Mi sembrava di vedere un misto tra la capinera di Verga e qualche orrenda figura dei film horror sulla religione che ogni tanto sopporto di vedere.

 

La ragazza ha raccontato con un sicurezza che le invidio (nel modo con cui ha raccontato, non nel che cosa) della sua esperienza a Medjugorje.

Mi ha colpita la storia del sole.

La tipa sostiene che alle 18.40 di tutti i giorni ad una delle sei veggenti compaia, puntuale, la madonna. Il chè non mi pare un granché come storia fantasy però c'è un resto. La ragazza sostiene anche di aver visto, a quell’ora precisa, nel cielo, il sole avere degli strani comportamenti: cambiare colore, storcersi, diventare addirittura celeste.

 

Il racconto che ho ascoltato è suggestivo davvero se non fosse per un dettaglio aggiuntivo: questa cosa strana col sole avviene solo quando il sole c’è già. Per dirla meglio: dei cinque giorni in cui lei è rimasta a Medjugorje questo “miracolo” è avvenuto solo una volta, solo quando il sole era già nel cielo per la bella giornata. Questo non significa niente certo, ma se io mi volessi realmente convincere che la madonna appare tutti i giorni alle 18.40 a uno dei sei veggenti non sarebbe ovvio pensassi che allora tutti i giorni un qualcosa di “miracoloso” nel sole si vede anche se il sole non c’è? Boh, che ne so, come minimo per quei pochi minuti il sole dovrebbe farsi vedere per poi tornare il diluvio, o diffondere una luce particolare o boh, qualsiasi altra cosa.

Direi che è più sensato pensare a un effetto ottico dello stesso sole che appunto si verifica solo quando il sole c'è. Suvvia, come forma di miracolo andiamo strettini.

 

Ho visto qualche video (roba di questo genere) e francamente non mi sembra proprio così sconvolgente come da racconto, ma potete guardarvelo da soli.

E poi i miracoli provati da video in internet hanno smesso di convincermi quando penso che c’è chi sostiene che ci siano prove del fatto che un certo santone indiano abbia, boh, trasformato il niente in oro. Credo che il sole celeste di Medjugorje e l'oro indiano trasformato siano entrambe forme di suggestione montata, però volendo si può scegliere anche di crederle tutte manifestazioni reali, contanto anche l'incanto patronum però.

 

(per approfondire l’argomento questo mi è sembrato interessante)

 

La ragazza ha poi riportato le indicazioni che la veggente, la più famosa, quella con l’appuntamento puntuale e giornaliero con la madonna (due delle sei mi sembra la vedano tutti i giorni, gli altri solo per le feste comandate) le avrebbe detto dall’ultima apparizione.

Non vi riporto niente, si trova tutto, esattamente, identicamente, con le stesse identiche parole su wikipedia. Ma identiche -identiche eh!

 

Ho letto un romanzo di Pinketts, pare difficile da trovare, meraviglioso sulle apparizioni della madonna: “il conto dell’ultima cena”. Ve lo presto volentieri.

 

La ragazza ha concluso la testimonianza distribuendo dei regali che ha preso per i membri del gruppo. Ed è qui che arriva il perché io partecipo a queste cose anche se nessuno lo capisce. E no, non ci vado per ricevere rosari gratuiti che poi mi rivendo! Ovviamente i regali non prevedevano me e mio fratello, i nuovi. Un ragazzo allora (non quello carino –nota importante per gli interessati all’argomento estetico) ha chiesto se le corone fossero scelte per ognuno particolarmente e se quindi non potesse dare la sua a noi nuovi.

Vedete? Dove si trovano manifestazioni così particolari di vita?

Su nove persone cattoliche presenti solo uno ha fatto, o pensato di fare, quello che i cattolici consiglierebbero: dividere pani e pesci con noi sventurati senza. Sono certissima di sapere che le endorfine che si rilasciano da una simile cosa sono maggiori rispetto a quelle che tenersi il rosario rilascerebbe ma è la differenza di comportamento, tra lui e gli altri, l'idea così particolare, l'inclinazione al dettaglio del giovane soggetto mi hanno fatto pensare.

E dobbiamo aggiungere che me ne sono accorta solo io. Gli altri erano presi da altre cose e non hanno osservato la domanda fatta in punta di piedi e l’idea che stava dietro. Sì, sono le volte in cui sono soddisfatta di me.

 

Le reazioni umane sono una cosa meravigliosa, cattolici o meno, non c’è niente da fare.

 

Il racconto di questo viaggio, tutto tendente a far emergere l'idea de "la rivelazione di colei che ha visto il miracolo”, mi ha storto particolarmente soprattutto dopo l'espressione "Madjugorje è molto più evoluta di qualsiasi terra anche se erano tutti comunisti: lì non trovi uno che non crede, lì credono tutti". Ah, ma che bella fortuna!

 

Fortunatamente poi tutto questo Medjugorje è finito e siamo tornati al cineforum. Oddio, credevo "fortunatamente". Il film era ovviamente sul tema del mese. E questo mese il tema scelto era proprio un signor tema: l’Amore.

Ma perché non possiamo scegliere qualcosa in cui non devo per forza fare la cinica?

 

Comunque abbiamo visto questo presunto film.

Ma non era un film: era un cartone animato, “Ponyo sulla scogliera” o una roba del genere. Un film d’animazione senza il quale sarei vissuta lo stesso. E bene.

No, la scelta è stata intelligente (c’era sul serio tanto amore e in tante forme) ma il film non era certo né bello né scorrevole. Una roba troppo fantasiosa per me, ovviamente, ma bei disegni.

 

Al termine ha invece avuto luogo una lunga ma piacevole discussione sui temi emersi dal film. Non negherò tutti i riferimenti all’amore di dio e al paradiso terrestre che sono stati fatti (ma io non sento!) però non si sono potuti evitare anche i temi più intelligenti. Niente di particolare, ben inteso, però pregevole nella conversazione.

Ho notato un paio di idioti blateranti, poveracci, ma il resto se la cava abbastanza sulle riflessioni.

 

La mia riflessione è stata giustamente cinica. Io ho evidenziato come la protagonista con la scusa di "amare" stia per distruggere tutto il mondo. Credo di aver detto una cosa come "l'amore senza razionalità è pericoloso e nocivo e l'amore con razionalità forse nemmeno esiste". Nessun commento sul mio commento: i cattolici non si parlano sopra, i cattolici parlano e basta.

 

Alla fine ci è stata data una frase, a pesca, dal coordinatore.

La mia diceva così: “c’è una cosa che riguarda tutti: prendersi cura di qualcuno e rispettare una promessa. Perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te.

Amaramente (in parte) ho pensato che non mi sono mai sentita tanto lontana da qualcosa come da questa frase, dal suo senso stretto (matrimonio?) ma anche dalla citazione di Battiato. Ma cosa si vuole promettere in un mondo tanto mutevole? Subito dopo, sento anche quelli degli altri, ho pensato che saper scrivere decentemente è un dono e che il ragazzo che ha fatto i bigliettini non ha.

 

Venerdì prossimo niente cattolici: partono.

Mi hanno chiesto di andare con loro (più precisamente mi hanno chiesto i 30 euro di quota e di partecipare ad un lavaggio auto per raccimolare altri soldi -io al massimo gli portavo la mia da lavare) ma sapendo bene che ho dei limiti evidenti (di sopportazione come di contenuti cattolici) ho rifiutato convinta.

Quello che mi dispiace è che perdiamo il venerdì "della discussione": ero curiosa.

 

Mi dispiacerebbe sospendere gli incontri perché vengono fuori post interessanti (!) e mi sembra essere anche un modo sensato per conoscere quel mondo più internamente possibile, però l'ultima volta ho seriamente pensato di morire lì tra Ponyo e Medjugorje.

Vedremo di seguire l'imperscrutabile volontà di dio comunque (amen).

6 dicembre 2010
534 La cosa importante è il clima

Quando mi fanno incazzare io divento molto cattiva.

No, non è vero, fa solo fico dirlo e quindi l’ho detto.

O sì è sempre cattivi oppure non lo sì è mai.

I cattivi a tratti sono come i sensibili a tratti: finti.

Io dico di essere sempre cattiva, di me dicono, altri, che non lo sono mai.

Ma non è un bene, per niente, anzi, quelli che lo dicono di solito lo usano come insulto perché alla fine dicono “ingenua”.

Che poi, significa stupida.

Sarò stupida, non ho problemi.

 

Però torniamo sul cattiva e su una tipa che mi ha fatto incazzare.

Ho notato che in gioventù ero tremendamente meno incline alla rabbia.

O almeno, se mi arrabbiavo, bastava poco per farmela passare.

Con la vecchiaia (mia madre ride, ma io uso creme preventive per le rughe da almeno un anno) mi innervosisco, oltre i limiti del lecito, con le persone stupide, superficiali e mediocri.

Cerco di non frequentarle da quando ho scoperto che i miei morsi sono velenosi.

E così loro hanno iniziato a cercare me.

Che vi devo dire?

E’ che arrabbiata sono più bella.

Già, gli occhi fuori dalle orbite, la faccia che accenna un po’ di rosso, le vene del collo tirate, la schiena eretta e quella lieve approssimazione in Hulk mi rendono affascinantissima. Come una ferrovia, più o meno.

 

Tutto avviene su Facebook, sempre bacheca del cattolico (come lo dovrei chiamare, qualcuno me lo dica!).

E stranamente non è lui a farmi incazzare (anche se lo farà).

 

Noi ci divertiamo con le nostre conversazioni pseudo-serie (io mi diverto probabilmente, lui cerca di convincermi!) quindi stavamo giusto naufragando in una delle solite. Precisamente parlavamo dell’etica ricavabile dal metodo scientifico, cioè, io ne parlavo.

E’ un discorso lungo, complicato e articolato che mi sono data la pena di semplificare e riassumere perché infondo una bacheca di facebook è una bacheca di facebook (logica dell’identità?).

Quindi il cattolico risponde alla mia lunga spiegazione che vi evito (prego!) chiedendomi spiegazioni su un punto. Prima che io possa rispondere (ero in un’altra regione!) risponde una tipa, uscita non so da dove: “non mi pare un ganche voi che dite”.

 

Ciao, bella ciao, punteggiatura!

 

Passi che si esprima un’opinione contro la mia, passi volermela far leggere e passi senza argomentazione alcuna, ma non può passare la mancanza dell’accento.

 

Quindi le rispondo leggermente acida, lei mi risponde leggermente patetica e arriviamo a costruire la conversazione che qui riporto e tagliuzzo per voi.

 

Io: M. (mi rivolgo al cattolico ndr), te ne parlo lunedì (sono in viaggio), se vuoi, ma in privato. Considerami un po' snob ma non mi va di spiegare cose SU CUI PROFESSORI UNIVERSITARI STUDIANO a persone a cui "non pare granche". Non mancano solo accenti, manca anche interesse e capacità argomentativa (non si lanciano giudizi, si spiega!).

 


p.s. gli atei tra loro sono tutti diversi, ci tengo a sottolinearlo adesso più che mai.

 

(la tipa è atea ndr)

 Lei: “non è che mancano gli accenti e l'interesse e la capa una laurea ce l'ho anche io (ndr: perché tutti devono dire se sono o meno laureati? Questo li fa intelligenti? Una cattolica qualche giorno fa ha precisato, mentre mi augurava di incontrare dio, come ha fatto lei, di essere intelligente e razionale poiché è un ingegnere. Non sapevo che a ingegneria dessero anche l’attestato di intelligenza e razionalità. Brava!) semplicemente ci sono momenti in cui le persone forse hanno problemi personali piu grossi e allora fanno commenti brevi solo per dire ci sono anche io nella discussione ma ho altro per la testa. grazie pr la critica comunque potevi evitare visto che non mi conosci..”

Forse sono io che svalvolo.

Cioè riassumendo: io e un altro parliamo di cose serie, almeno per me, arriva la prima zappa del mondo e dice che la cosa che ho detto (ma non l’ho detta io, professori e libri e studiosi lo hanno fatto) non è un granché, io gli faccio notare (concediamole “con un po’ di acidità e presunzione”) che sarebbe stato opportuno argomentare e lei tira fuori i suoi grossi problemi personali, ringraziandomi per la critica (lo avrà letto nel manuale della felicità, lo so).

 

No, vabbe’, ho evitato di dirglielo, ma se erano problemi mentali, bastava me lo dicesse e io avrei detto che aveva ragione, volendo.


Ma non si ferma così. Anzi, lei, di sua iniziativa mi manda un messaggio personale in cui scrive:

“ti pregherei di essere meno precipitosa nelle tue risposte se non conosci chi scrive e i suoi grossi problemi”.

 

Ehi, sono io che sono matta o notate anche voi che io ho solo detto (antipaticamente, ripetiamolo) che discutere così, senza argomenti è da idioti?

 

Le rispondo (io rispondo a tutti!):

“Ed io ti pregherei di non mischiare "l'andamento della tua vita" con questioni di ordine filosofico/scientifico/conoscitivo. Grazie”

 

Breve e concisa: le volte in cui mi amo.

 

Lei non si perde d’animo e con forza ribadisce la sua ostinata stupidità:

“l'ho fatto solo per spiegare il mio commento veloce e comunque puoi evitare grazie si vede che a te va tutto cosi bene che puoi dedivìcarti alle questioni di oridne filosofico/scientifico/conoscitivo..beata te e tanti auguri peer le tue riflessioni....chiudo perche non vorrei diventare maleducata ciao”

 

Non vorrebbe diventare maleducata.

Con me.

La povera lingua italiana non può dirsi altrettanto fortunata dopo questo massacro, dobbiamo ammetterlo.

(ovviamente non ho evitato di dirle nemmeno questo. Un po’ sono pentita, dovrei evitare di cedere a certe sciocche soddisfazioni, almeno a quelle.)

 

C’è da dire che non la possiamo scusare con l’età, mi spiace. La signora ha un figlio quasi della mia età, ho letto su facebook e quindi non credo abbia (proprio per dire poco) meno di 40 anni.

 

Io sono stata leggermente antipatica, decisamente snob e un po’ presuntuosa, ammettiamo anche questo.

Quello che mi manda fuori di testa nelle discussioni è quando qualcuno tira fuori il personale (tuo o suo).

Una tattica che usano in molti e l’unico modo per rispondere è farla presente. Poi diranno che rispondevano a una tua accusa, facevano domande retoriche o lo facevano per “mostrare perché il commento era frettoloso”.

 

Sapete come è vitale commentare su fb, no? Anche con miliardi di problemi grossi, tante cose da fare e un senso alto della morale la signora riesce a farlo. Dovremmo tutti prendere esempio, soprattutto io con la mia vita lieta, spassosa e meravigliosa.

 

E’ tanto difficile accorgersi di essere idioti?

Per questo ci si sposa, per stare in allerta?

 

“Giuriamo che il primo di noi che si accorge che l’altro è diventato idiota glielo dice magari tramite raccomandata con ricevuta di ritorno!”

Questo è il giuramento che chiederò al mio prossimo fidanzato, ho deciso.

(la signora è divorziata, sarà perché il marito glielo aveva detto? Ebbene sì, sono una stronza).

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE