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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
3 aprile 2013
A causa dei malfunzionamenti del cannocchiale, questo blog si è trasferito in un posto migliore. E non è nemmeno morto.

Per leggere il post basta cliccare sul titolo.
18 maggio 2011
607 Mezze catullità

Seguo il consiglio di lei :quando malinconie e preoccupazioni minacciano meglio blaterare e pensare al nulla. 

 

Mettersi a discutere di idiozie conclamabili dovrebbe servirmi quindi a lasciare, quella parte di me che blatera malinconie, da sola, a sfinirla, catturarla, toglierle la libertà di ferire e, a seconda di una posizione civile o di una posizione barbara, rieducarla e reinserirla nell’io o sopprimerla del tutto, anche senza processi.

 

Quindi ecco una lista di facile compilazione, e spero piacevole lettura, di cose che odio o che mi intristiscono particolarmente. Escludo solo il mondo nella sua interezza, più che altro perché priverebbe di senso il post.

 

I nuovi cestelli del supermercato. Quelli che puoi anche non portare come cestello, cioè al braccio, ma trascinandoli. Detesto le signore che li trascinano, lo trovo indelicato verso l’estetica in primo luogo, verso il pavimento in secondo luogo e verso le mie orecchie in terzo.

 

Le luci mentre dormo (o tento di). Di qualsiasi natura e genere esse siano. Persino i buchetti verdi o rossi luminosi che servono per identificare lo stato della tv, del dvd o del decoder. Li trovo snervanti.

 

Le persone che parlano in pubblico a voce bassa, impercettibile. La trovo una forma di presunzione.

 

Il vento. Perché rende i miei capelli seriamente nocivi per la comunità.

 

Le telefonate prima delle dieci di mattina. Perché o sono cattive notizie o è qualcosa che devi fare.

 

Le domeniche. Perché la domenica mi ricorda il tempo che passa sempre uguale, mi ricorda che i giorni si ripetono per una pura forma convenzionale, mi ricorda che il tempo è vuoto di senso. 

 

Dormire e svegliarmi. I cambi di condizione celebrale insomma. Fatico a spegnere il cervello così come a riaccenderlo il mattino dopo.

 

La mancanza dei saluti finali nelle conversazioni di messaggistica istantanea. Per scrivere o dire un “ciao” ci vogliono dai 3 agli 8 secondi, forse anche meno, direi che è un sacrificio umano fattibile.

 

I brividi di freddo. Perché ti prendono alle spalle e si insinuano sotto la pelle, li considero malvagi.

 

L’odore di fumo stantio negli ambienti chiusi. Non so perché ma mi ricorda una vecchietta sola.

 

Troppi o pochi puntini di sospensione. I puntini di sospensione sono sempre tre (oltre a non essere virgole).

 

I pantaloni a zampa d’elefante. L’antiestetismo puro e incondizionato.

 

I reggiseni non imbottiti. Mi ricordano la vecchiaia.

 

I cattolici ignoranti. E già che non ho detto i cattolici e basta è una qualche forma di tolleranza. Quelli che non hanno mai letto il bibbia, quelli che non capiscono niente di teologia, quelli che conoscono solo un dio raccontato, e soprattutto quelli che sulla propria ignoranza ci insistono pure.

 

I proverbi, “le frasi da vecchi”, le espressioni banali, certi modi di dire, un lessico vecchio. Mi rende piatta.

 

Rifare il letto. E’ un’azione talmente momentanea e a durata più che breve che mi lascia interdetta. Si avvicina al non senso estremo della vita.

 

Le regole di abbreviazione. In quale mondo è normale che l’abbreviazione di “capitoli”, plurale, sia “capp.”? E’ antiestetico.

 

Le cose grandi in generale. Due piccole, rimangono due piccole, ma danno un equivalente di una grande. Se invece da una grande vuoi averne una piccola devi dividere quella grande ma dividendola puoi rischiare di distruggerla. E poi le cose grandi non sono mai belle.

 

Riprendere un capitolo lasciato a metà. Preferisco saltare il rimanente e iniziarne uno nuovo.

 

Quando un video di youtube si blocca.Dipende dalla connessione, certo, ma io odio i video.

 

Le persone che vedono solo se stesse. Indubbiamente tutti vediamo prima noi stessi (anche l’altruismo è un egoismo inverso) ma non “solo”.

 

L’alcol. Sostanza ignobile.

 

Il calcio e le veline. Non uno sport ma uno stile di vita.

 

I pusillanime, le posizioni da bandiere a mezz’asta e la neutralità.

 

La sfiga di aver avuto l’unico analista senza lettino nel mondo. Cinquanta euro ogni 45 minuti e nemmeno il cavolo di lettino. Assurdo.

 

Le scollature tonde. Mi rendono più ottocentesca del solito.

 

L’agnosticismo. Per il suo possedere un dio. Nascosto e quindi più pericoloso.

 

Il the di prima mattina. Mi fa venire una fame spaventosa.

 

La sincerità a tutti i costi. Quella che non tiene conto della delicatezza.

 

Le moto o i motorini che superano a destra. Perché mi fanno dire un mucchio di parolacce.

 

Le donne isteriche. Quelle che urlano, si lamentano, brontolano, dicono parolacce, hanno movimenti poco eleganti. E' sempre un problema estetico.

 

I fuochi d’artificio. Mi spaventano a morte.

 

Le notifiche bloccate di fb. Avete presente quando vi segnala una notifica voi andate a guardarla ma la casella rossa continua a segnalarla? Ecco, io impazzisco.

 

I fioretti imposti al mio corpo (e alla mia anima quindi) da altri. Io all'inferno ci tengo!

 

Postfazione
1)mi propongo di arricchire la lista con ogni nuova consapevolezza d’odio. Sento che mi mancano idiozie fondamentali da metterci.

2)il titolo è un tocco di genio anche se non dovrei dirmelo da sola.

1 novembre 2010
514 Io non odio dio, figuriamoci

Scusatemi per l’assenza.

(ho capito, non ve ne frega nulla: fingete!).

Purtroppo, il fatto che l’Italia sia popolata da strani esseri viventi chiamati cattolici non aiuta per nulla l’attività di noi esseri demoniaci durante le feste di Halloween.

I sopracitati cattolici (non tutti, non tutti, vabbe’) che detestano tutto ciò che non è canonicamente stabilito, tutto ciò che fa parte di una cultura diversa (e non per questo migliore, peggiore o bla, bla, bla), tutto ciò che è leggerezza, costringono noi mostri (in realtà sarebbe più proprio streghe però sono consapevole del fatto che il termine oggi manchi molto del suo lato “orrendo” –colpa di Harry Potter?) a lunghi ed estenuanti viaggi all’estero.

 

Io non odio dio, solo perché non esiste. Odio l’invenzione di dio, che, invece, purtroppo, esiste.

 

Quindi sono dovuta partire (a cavallo di un’aspirapolvere) per lidi in cui l’idiozia generale sia, anche leggermente, più bassa. E non è stato difficile.

Più difficile invece è, di anno in anno, trovare bambine giovani (e ingenue) a cui succhiare l’anima per mantenermi giovane e brutta. Perché se di una strega dicessi bella sarebbe seriamente perdere il senso d’importante nelle cose.

 

Novembre è il mese peggiore.

Forse lo dico di tanti mesi, oltre novembre, ma non è un problema se escludiamo la coerenza.

Le foglie che cadono, il giallo e il marrone a spadroneggiare sui colori, il freddo più interno che esterno, le piscine che si chiudono fino a estate prossima e i ricordi che piombano tra un passo e l’altro nel giardino.

Certi giorni, lui, mi manca talmente che non lo so nemmeno io.

Anzi, mancare non è l’espressione giusta. Indica me più che lui (e forse è davvero così).

Certi giorni vorrei che vivesse, perché non è giusto, perché continuo a pensare, come una di quelle melodie che rimane nella testa giorni e giorni (mesi e mesi), petulante, di non conoscere nessuno che amasse tanto vivere.

E’ questo che mi fa male (metaforicamente eh, perché io in realtà non sento nulla).

Lui viveva di lunedì, alle sei di mattina, sotto la pioggia, di venerdì sera nella malinconia di un’amicizia fatta di tempo passato (perdonate i giri lunghi!), di domenica pomeriggio a casa, a sistemare la siepe.

 

Sempre vita, persino negli ultimi momenti di quell’ospedale. In quegli ultimi momenti che scaccio sempre via prima di dormire, senza grande capacità.

E a cui non voglio pensare, non ora, basta così.

Volevo solo lasciar scivolare un pensiero su mio padre, niente sentimetalisti che altrimenti vomito le caramelle che ho proverbialmente rubato ai bambini.

 

Io, di contro, comunque, detesto tutti i giorni (!), le festività inutili (come quella appena trascorsa) e soprattutto i giorni dopo le festività. Per detestare di meno questo tutto uso la piastra per capelli che mi fa sembrare il mondo migliore di quello che è, più “liscio”.

Ma niente lieto fine.

Infatti piove. E con la pioggia non c’è piastra che tenga. La piega.

(o piega che tenga la piastra?)

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE