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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
23 aprile 2013
(cit.)

Però, per il seguito e l'inizio di questo post dovete cliccare, se vi interessasse dico, sul titolo perché il cannocchiale mi sa che è morto. O circa. Ma Lady Marica ancora no.
3 aprile 2013
A causa dei malfunzionamenti del cannocchiale, questo blog si è trasferito in un posto migliore. E non è nemmeno morto.

Per leggere il post basta cliccare sul titolo.
6 giugno 2012
Alexis de Tocqueville
Non sono sparita, né emigrata, né rimasta chiusa fuori di casa dimenticandomi le chiavi dentro (cosa che mi si addirebbe molto). Semplicemente mi frullano per la testa tante cose e tante cose che non voglio si dicano. Non ho segreti, non faccio confessioni ma nemmeno mi autocrocifiggo.

Quindi quando quello che si vorrebbe dire non è dicibile, non ancora almeno, si può ricorrere al citare. E se si citano i filosofi è molto meglio.

«ci sono in Europa certe nazioni in cui l’abitante si considera una specie di colono indifferente […] questo disinteresse si spinge tanto in là che egli incrocia le braccia per attendere che l’intera nazione venga in suo aiuto […] quando le nazioni sono giunte a questo punto bisogna o che modifichino le leggi o che periscano: vi sono ancora sudditi, ma non più cittadini.
»


Il signor Tocqueville parlava dell'Italia, senza saperlo bene, già nel 1840, anno più anno meno. Io trovo che l'unica scelta possibile sia la seconda opzione (sopprimersi) o anche, ma sono un'ottimista, resettare la mente degli italiani, cattolici pro-vaticano in primis.

15 dicembre 2010
538 Calzare

E’ inutile metterla sul complicato, farsi tanti problemi e il restante circolo, il tutto, alla fine, si riduce semplicemente all’atto di infilare.

 

Forse cerchi di far in modo che scivoli senza troppo dolore per te e per lei, ma quello che fai, senza lusinghe o poetizzazioni è solo e semplicemente infilare.

 

E lo infili per farcelo restare: il tempo di una sera, di una notte se le cose andranno troppo bene o troppo male. Il tempo che ti ci vuole per farti impazzire, perché pare che senza dolore non si arrivi al risultato.

 

E più è lungo più impazzisci.

Questa è la prima regola.

Di cui si parla, ed anche troppo spesso.

 

Poi, per tutta la sera, dopo averlo infilato, ti senti un poco instabile.

Ma è colpa del calzino, lo hai scelto troppo fino, troppo da donna.

“Eh, cara mia!”

 

E la scarpa scivola e continua a scivolare.

Finché è il piede a farlo, senza dolore per te e per lei, la scarpa dico, tutto è okay, ma se mentre cammini, e ti godi il gemito del tacco sul pavimento, senti il piede naufragare nel mare della scarpa allora quello che ti monta addosso è uno strano senso di sospensione e instabilità.

Insieme a tanta femminilità.

Rigorosamente artificiale.

 

Hai visto mai che essere donna significhi essere scivolosa?

 

Disistima per la calzatura.

E arriva, la disistima, perché non hai provato tutte le altre scarpe e non puoi amarla più delle scarpe che potresti trovare se tu le cercassi.

Significa che non la ami.

O che l’amore non esiste.

Preferisco.

 

“Ma perché ti deve venire in mente proprio adesso, mentre attraversi la strada?”

Mi dispero con me stessa.

“Fingi normalità!”

Sono un pezzo della tappezzeria.

“Fingi almeno di non essere nulla!”

 

Consigli. Per abbellire le pareti.

 

“Ma tanto non puoi levartele, le scarpe, perché pensi che ne troveresti, in linea di principio, di meglio.

Non ora e non sulle strisce pedonali, comunque. Ti conviene usarle.”

 

Parlo senza fiato.

Con e tra me.

E non a quelli che mi fanno compagnia nella cena.

Non ci parlo perché tanto sono già cucinati nei loro brodi di isterismi e commedie, senza preoccuparsi di essere autentici.

 

E’ possibile essere autentici quando ceniamo l’uno con l’altro perché non possiamo cenare con chi vogliamo cenare?

Perché “con chi vogliamo cenare” potrebbe essere chiunque. E in scala infinita.

 

E allora ce ne freghiamo.

Se devo fingere un po’ tanto vale che metto in scena una (e la) vita.

 

L’autenticità è la mancanza di ipocrisia.

Almeno un po’.

 

Tutta colpa della calzatura.

Probabile che non fosse quella giusta.

E come potrebbe esserlo nel mare delle possibilità?

 

Bukowski ha messo un tacco nella piaga.

Pensando fosse un dito.

 

E il tacco non scivola.

Scivola il piede, ma quella era un’altra storia.

 

“L'amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa comodo. Come fai

a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se

solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri"

 

Il comodo del momento che impera nei rapporti umani.

Stretto, riassunto e anche unto.

 

Bello!

 

Mi si è incastrato il tacco, come (in) tutti i tombini.

Cercasi cavaliere per liberazione.

Liberazione troll.

Perché troll non ha il femminile.

 

Non datemi tanto peso: dormo poco, con Figh Club sotto il cuscino (a giustificazione del modo), ho un piano di studi da presentare tra 7 ore e ancora non ho deciso se voglio metterci “biologia” o “storia del cristianesimo”.

 

Una scazzottata mi sembrerebbe allettante.

Solo con uomini però: gli incontri-sexy-tradonne-nelfango li lascio ai siti erotici che hanno perso, giustamente, anche l’ultimo lettore.

 

E poi io i cazzotti li voglio prendere, non dare.

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE