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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
8 aprile 2013
Viaggio a picchi di nervosismo altissimi e non ci sono motivi. A parte le persone ovviamente. Mi sembra che lo squallore umano sia uscito col sole per prati e vicoletti. Che poi è la primavera vista dai cinici, probabilmente. Stamattina, mentre già mi ero inacidita avendo aperto la porta a un...

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8 novembre 2010
518 Volevano una caciotta
Grandi giornate culturali a Roma di questi tempi.
Persino il cielo, ieri, ha scelto di far pausa dalla pioggia.
Io sono sostanzialmente in ritardo, ma la cosa mi sembra non faccia troppa differenza: conta lo spirito giusto, niente altro.
 
Naturalmente l’occasione per una simile mobilitazione di forze del panorama intellettuale mondiale, è quella rarissima (due volte all’anno, come minimo) offertaci dal derby romano, o anche detto, dello “scontro dei gladiatori”. Gladiatori dei nostri giorni, ovviamente, nell’olimpio-colosseo, con due schieramenti d’occasione (e eccezione) in campo: i celestini laziali dall’aquila addomesticata e i lupi del colle (sceglietene uno dei sette), tutti con le caciotte nelle borse.
Già, perché la pastorizia è nominata in  qualsiasi libro di storia romana e non vedo perché ce ne dovremmo privare in questi alti momenti calcisti, in cui la barbaria della prima Roma che vestiva pecore calde (“i sette re di Roma”, con Gigi Proietti, per maggiori informazioni), ritorna a farsi viva e forte come non mai.
 
Io lo detesto il calcio.
Se fossi presidente del consiglio (o, meglio, democraticissima dittatrice a vita) lo proibirei.
Secondo me c’è dell’ilare nel fatto che (ma parlo di laziali e romanisti che conosco, escludendo dal mio dire la facile tendenza a proverbializzare erbe a fasci –intendo dire che non faccio di tutta l’erba un fascio, ecco!) tutti gli amanti di questo calcio-mondezza siano “politicamente” per un rimpianto dei vecchi tempi, quando “tenevamo chiavi alle porte”, per capirci. Io ai vecchi tempi ce li farei tornare, con il sacrosanto obbligo di venir ad ascoltare i miei discorsi allo stadio, di domenica, alle tre di pomeriggio, altro che calcio.
 
Cancellando dalla faccia della terra il calcio forse si contribuirebbe anche a cancellare questo mondo alla “Lele Mora” che sguazza nella televisione e di lì dritto in politica. Smontando pezzo per pezzo questo circuito che mostra ballerine e calciatori, ma nasconde tangenti e interessi, forse si voterebbe diversamente, anzi forse, si inizierebbe a pensare diversamente.
Questo stato di cose gira a livello peninsulare, io direi che ha capitale a Milano (e d’estate in Sardegna) ma solo per motivi di posizione delle discoteche più rinomate, in realtà è un sistema che riguarda casa per casa entrando, la televisione, da tutte le parti. Purtroppo.
Ma a Roma, azzarderei, il problema non è solo questo ampio ed enorme del giro che dicevo lassù da qualche parte, a Roma il derby si concretizza in un circuito chiuso di ignoranza, violenza, cafonaggine e caciotteria. Non è così assurdo che io ci aggiunga “dio”, ed è vero che sono “di parte” (quella giusta però!), però è anche vero che non si può rinunciare all’evidenza. Per esempio su fb non c’è profilo recante scritte calcistiche sul derby (del tipo “IL VOSTRO SIMBOLO NON DOVREBBE ESSE L AQUILA... DOVREBBE ESSE IL SORCIO... ROSICATEEEEEEEEEEEEEEEE”, da un romanista ad un laziale) che poi non abbia scritto, precedentemente, cose come: “se ci credi condividi”. Ora, non tutti i cattolici-cristiani sono del genere tifo calcistico-ingnoranza
ma tutti quelli che tifano (del tipo ingnoranza dico, non del tifo generale) sono anche cristiani-cattolici.
 
Ho tentato di estraniarmi e nascondemi ieri ma senza successo, perché i tifosi, a ben guardare, sono proprio vicino a te.
Ero a casa, qualche parente e qualche amico, niente di più e ho sentito gente litigare per la partita.
A un pranzo “di famiglia”?
Poi sono uscita e ho sentito gente litigare.
Per strada?
Allo stadio qualcuno è sopravvissuto? Io sono parecchio cattiva, ma non credo sarebbe una così grande perdita per l’umanità.
 
Comunque sento parlare di questa partita ancora oggi, anche all’università. Una lezione che credo avrebbe smosso anche il più caparbio imbecille (sulla probabilità dei miracoli, per inciso) e che, al termine, mi ha lasciata quasi sensa fiato e loro, i cretini, lì a dire quanto è bello vedere i laziali (o i romanisti –chissenefrega) a mangiarsi le mani.
 
Concludo con una conclusione. Io non ho  assolutamente niente contro quelli che amano la sana competizione sportiva, anzi, trovo che lo sport racchiuda qualche cosa di “salva-vita” per chi riesce a vedercelo, qualcosa che ha a che fare con “il movimento”.
Ricordo una pagina di “l’eleganza del riccio” in cui la protagonista annota tutto “il senso della vita” (riassumo io ma è più complicato di così!) che c’è nella perfezione del movimento (mi sembra stesse vedendo delle tuffatrici, mi sembra).
 
Forse anche in un goal può esserci questa attenzione al movimento (io non lo so) quello che è certo, è che se il calcio continua a essere il mondo degli ignoranti sarà sempre più difficile che ci si ponga anche solo il dubbio.
 
In una parola, mi avete rotto le scatole a strombazzare clacson per tutta la notte solo perché chissà chi ha vinto il derby!
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[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

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Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



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