.
Annunci online

LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
10 aprile 2013
Roma, via del corso. Il lungo città del commercio. Un luogo aperto al traffico, coi marciapiedi stretti e sempre pienissimo di persone. Persone che comprano, persone che guardano, turisti persi, turisti sulla retta via, artisti di strada. Costellato di negozi prestigiosi e di negozi da qualunque...

A causa dei mal funzionamenti del cannocchiale questo post continua su webnode!
Basta cliccare sul titolo.

26 febbraio 2013
A causa dei malfunzionamenti del cannocchiale, questo blog si è trasferito in un posto migliore. E non è nemmeno morto.

Per leggere il post basta cliccare sul titolo.
13 febbraio 2013
A causa dei malfunzionamenti del cannocchiale, questo blog si è trasferito in un posto migliore. E non è nemmeno morto.

Per leggere il post basta cliccare sul titolo.
13 novembre 2012
Tarature

Mi serve un post. Riflessivo e noioso come nella miglior tradizione dei blog personali. Silenzioso ma non bugiardo. Abbiate pietà, che basto io a non averne.

Vorrei sapere quanto dura una stanza (cit.).
La mia oggi mi è sembrata non finire mai. Mi sono alzata tardi, ho fatto niente con molta calma e ho pensato troppo. E fumato troppo. Ma questa non è una novità (dissi accendendone un’altra). E mentire con uno falsissimo “smetterò” è l’unica cosa che riesco a fare in proposito. Il non far niente, e niente con la fretta, sortisce in me l’unico effetto di continuare a non far niente. In questi giorni, potendo, procrastinerei anche il deglutire.

Non lo procrastino ma lo faccio sbuffando. Da sola sbuffo e respiro anche, il mio psicologo (che dice che non respiro un «ca… nulla») sarebbe educatamente stupito di saperlo.
E procrastinare le cose è uno dei miei mali più incurabili.

Dieta.
Sono stanca. Stanca che me ne parlino, stanca di sentire cose sulle calorie, stanca di pensarci io continuamente. E’ un pensiero che ha monopolizzato gli ultimi due anni della mia vita: vado a dormire pensando a quello che ho mangiato ed elencandomi, mentalmente, quello che non mangerò domani. Mi sveglio prendendo una serie infinita di caffè per non sentire il naturale bisogno del corpo di mangiare qualcosa, qualsiasi cosa. Riesco a star giorni interi mangiando un mandarino, riesco a non pensare a niente altro che al cibo per tutto il giorno.
Questo è un bellissimo modo per distruggersi la mente prima e lo stomaco poi. Non che io non sia soddisfatta dei risultati della mia dieta (epocali se posso permettermi di dirmelo da sola con un massimo di presunzione) ma riesco anche a capire, lucidamente, che ora è tempo di regolarizzare le cose, di smetterla con gli eccessi bulimici e anoressici, di smetterla di pensare il responso della bilancia come l’unica cosa importante della mia vita.

Il mio psicologo il problema cibo nemmeno lo affronta: non lo vede. Il fatto che lui non lo veda ovviamente mi fa felice, significa che il risultato in effetti mi garantisce un posto tra le persone senza problemi, apparentemente, alimentari. Devo mostrarglielo io. Mi riprometto sempre di portargli una vecchia foto mia, una che lo gli mostri con chi ha a che fare, e la porto sempre, però a tirarla fuori, ecco, quello non lo faccio mai. Anche in questo caso l’unica cosa che faccio in proposito è dirmi che lo farò e procrastinare quel futuro in grande stile.

Mi serve un diversivo, un hobby, un fidanzato. Il diversivo purtroppo dipende più dalle giornate che propriamente da me. Certe volte arriva, certe volte no. Può essere una cena tra amici, un’email, una telefonata. Hobbies ne avevo, ma si impoveriscono da soli. La mia creatività scrittoria la vedete anche voi scemare, la mia creatività manuale si annoia, la mia creatività vocale manca di uditori (e tutti possiamo capirne il perché, direi). L’unica cosa che mi riempie completamente, quella che mi soddisfa, distrugge e fa capovolgere ogni prospettiva, l’unica cosa per cui provo un interesse completo, mi pare, attualmente, un ambito troppo lontano dalla mia quotidianità, così difficile, così distante, a volte, nelle linee generali da quello che voglio io.
Un fidanzato? Vi cito una canzone.

«vuoi la verità ragazzo?
di questo mondo pazzo a noi non ce ne frega un cazzo
la guerra, la fame? Cazzate!
facce preoccupate se va male con le fidanzate
ci sfugge qualcosa, ci manca l’essenza
datemi l’amore,
datemi l’amore, altrimenti…
altrimenti vivo senza. »

Non voglio l’amore comunemente inteso, non voglio niente che non sia una parte attiva nella vita, non voglio un’abitudine, non voglio un amore platonico, voglio, se la voglio, una persona di cui innamorarmi continuamente, non di cui essere innamorata per presa visione. E c’è tutta la differenza del mondo. Beati coloro i quali non la comprenderanno mai.

23 ottobre 2012
[Lei] Prezzi invisibili

(sempre roba né vera né finta eh)

Quando l’ha visto ha pensato che “fosse stata magra”, un mantra di rinuncia chesi ripete, come se a sperarlo ci guadagnasse nell’avvicinarcisi, da quando siricorda, lo avrebbe adorato e comprato.
Il "fosse stata" ovviamente le suggerisce di non avvicinarcisi nemmeno a unsimile modello. Vestito nero, di pizzo nero, delicato e leggero.
Si può amarecosì tanto una pezza di stoffa ben tagliata?

Si cita una figlia, di De André,che provava il suo vestito nuovo e sorrideva e forse fa un po’ il gioco dellavolpe che non arriva all’uva e allora la dice acerba. Lei non arriva allataglia del vestito e allora la addita come frivolezza.
Però non è sola aguardare i vestiti del reparto “fossi stata magra” e quindi qualcuno laconvince a non considerare il congiuntivo e a provare il vestito da secca. C’èscritta una taglia che non può essere. Lei se lo prova e già le sembra assurdoche le entri e le cada addosso. Non ha il coraggio di guardarsi mafortunatamente non riesce a far l’asino di Buridano per più di 3 minuti. Quindialla fine alza gli occhi e si guarda. Con sua enorme sorpresa scopre che laragazza che la guarda disillusa più che preoccupata, ma anche preoccupata,dallo specchio è una che porta i suoi stessi capelli ma che con quel vestitosta bene. Senza se e senza molto, sta, semplicemente, bene.

Lo compra. Hacomprato un vestito che se fosse stata magra avrebbe comprato. Aggrotta lafronte pensandoci. La banalità di un pezzo di stoffa le stampa un sorriso infaccia, l’essere riuscita a coincidere, per 10 minuti, in un camerino, con lalei che vorrebbe essere cancella il termine banalità.

Sorride pensando di essere la candidata adatta per la pubblicità della Mastercard.

Le dita le scivolano tra le labbra con una automaticità spaventosa. Lo stomacosi contrae e tutto in lei sembra prepararsi a un rito troppe volte fatto. Ledita scorrono nella bocca, sfiorano il palato, si spingono in gola, fino aquanto è possibile, per tutto il tempo possibile. Lei stringe gli occhi e tuttosuccede. Non se lo ricorda nemmeno come è finita così.
Mangiava un panino, condelle amiche, dopo non aver quasi toccato cibo da tutto il giorno, più per lagiornata incasinata che per altro. Mangiava un panino, felice.
Poi il vestitole è comparso negli occhi, i denti che mordevano il panino sembravastrappassero pezzi di vestito. Pezzi di pizzo nero duri da inghiottire. Pezzidi pizzo nero che le riempivano lo stomaco, arrivavano in gola, soffocandola.
Ein un attimo finge la calma necessaria per raggiungere il bagno, lasciando ilvestito morso sul tavolo, senza grossi sensi si colpa per l’abbandono. Entranel bagno come se non stesse succedendo niente, ma i brandelli di vestitoingeriti continuano a soffocarla, entra in bagno come se tutto andasse bene ein realtà vorrebbe correrci. Compie il suo rito come se bevesse dopo una lungasete, gli occhi le diventano lacrimosi per i conati. Poi si calma, si sciacquamani e viso e torna al tavolo come se niente fosse.
La spaventa questa capacitàdi sdoppiarsi, questa capacità, mentre perde il controllo, di controllarsi.

Nonè un problema, quello che fa nel bagno in quei momenti, lei se lo dice sempre,non è un problema perché in fondo non è così abituale, non è un problema,perché, se lo fosse, almeno sarebbe magra, e lei magra non è.

Non è un problema, nienteè un problema, non finché quel vestito le entra, non finché ha quella sensazione di coincidersi così presente in testa.

4 ottobre 2012
Contenitori e cose contenute
Il mondo arriva fino alla 46. Poi tutti i tipi di stupidità sono ammesse.
19 settembre 2012
La regina dei multipli del mutismo
Con tono quasi seriamente interessato occhi di pozzo mi domanda: «con la dukan hai finito, giusto?» E poi leggermente più piano, quasi a voce bassa, aggiunge: «Dai, dimmi che hai finito!»
A mente lucida so benissimo che non gli interessa, ma trovo la domanda iniziale e l'esclamazione finale, compreso l'abbassamento di tono, un balsamo di dolcezza.

Dolcezza from occhi di pozzo to LadyMarica? Uhm, non in questo mondo, signori.

Secondo lui non è una dieta sana e la sua voce, in quella sequenza precisa, mi vuole far credere a un poco di interessata, ed educata, preoccupazione.
Non che si strappi gli occhi (peccato, li conserverei volentieri sulla mia scrivania per quanto son belli) però è meglio di niente.

Non glieli vedo gli occhi oggi e un po' mi dispiace ma li ricordo bene. E io sono in pigiama. I suoi due occhi in cambio del mio pigiama? E’ il dubbio che mi assilla per tutto il tempo, ma rimango al solo audio.

Come al solito ottiene in risposta i miei pensieri e il mio mutismo d'accatto.

«E il sushi?» E' ostinato col cibo oggi. «Lo mangi ancora?»
Ancora il mio mutismo, ma ora è d'attacco.
Mormoro piano un sì, tanto per confermargli che lo sento.

«Siamo su un programma che simula un rapporto telefonico funzionante attraverso l'internét», penso senza dirlo ovviamente, e pensando anche, più sotto, a quanto questa frase per indicare skype potrebbe piacergli, «e tu mi parli di diete, di cibo? Trovo a fatica le parole per rispondere alle cose meno personali, anche alle considerazioni sul tempo e proprio l'argomento che meno affronterei con te mi devi sbattere sul naso?».

Di lì si diramano altri due filoni di pensiero: che il mio naso non mi piace e che si è allungato nell’ultimo anno, eppure io non mento; e che non mi dispiace parlare con occhi di pozzo, qualsiasi argomento esca fuori dal cilindro, anche se prova a convincermi a indossare un costume da margherita.

Lui continua, dopo il mio sì, e credo di doverlo ringraziare, uno amante della crudeltà, ma non credo che occhi di pozzo non lo sia, almeno un po’, avrebbe mollato la conversazione e io mi sarei mangiata le unghie pensando un modo per rianimarla, per dire qualcosa di intelligente: «guarda che non devi rispondere a monosillabi come se ti vergognassi: il sushi lo approvo!»

In me qualcosa sprofonda e riemerge. Tipo un serpente marino. Il mio istinto primario è un mutismo di conservazione. Non devo dire niente, non devo nemmeno fantasticarci sul maledetto verbo "approvare". Che poi, io lo so, è quella prima persona singolare che mi fa letteralmente parlare serpentese. Approvo. E, il mio serpente marino interiore si specifica che anche il “non approvo” gli farebbe fare il bagno a largo.

Il mio mutismo di non compromissione tiene un’aringa contro la me sfacciata. Vince lei, non si sa per quale moine verso i giudici. Il mutismo oramai di broncio si nasconde da qualche parte e la parte sfrontata di me dice ad occhi di pozzo: «non hai la minima idea di quanto quell’ “approvo” sia sexy». Sexy non è il termine giusto, però ci si avvicina. Occhi di pozzo ride, non riesco a ricordarmi se mi pare un riso curioso o un riso di chi ha capito. Cerca di spingermi da qualche parte, così mi sembra, quindi forse è un riso che mira a capire.
Cerco il mutismo nascosto ed è per quello che rimango zitta: un mutismo di ricerca?

Mi vorrei lasciar spingere francamente, in quello che c’era di nascosto in quel “sexy” per esempio, ma non posso: ho il pigiama, sono spettinata e gli occhi di occhi di pozzo in versione foto ricordo celebrale non riescono a fottermi. Dovrei dirglielo ma ho ritrovato il mutismo. Dovrei dirglielo che quando mi fissa, anche se non glielo lascio far spesso, il mio serpente marino si agita per quegli occhi fottenti e non più per la linguistica.

11 settembre 2012
Questioni di cibo
In macchina, tornando a casa da una cena di pallavolo, pensavo che avrei parlato della mia ritrovata serenità in questo lunedì. Invece devo dire che una volta tornata a casa ho scoperto che non sono serena, non veramente.

E’ stata una settimana, quella passata, intensa, positivamente, ma anche invivibile. Piena di cose, di persone, di emozioni ma anche emozioni non particolarmente piacevoli.
Non c’è stato un giorno in cui ho cenato a casa, non c’è stata una notte in cui ho dormito, andavo a letto alle 8 di mattina e mi svegliavo alle 14. Senza normalità alcuna. E’ divertente se lo fai un paio di volte, vero, diventa un po’ spaventoso se lo fai tutti i giorni. O almeno, a me ha spaventato. Mi sentivo una voce nella testa dirmi: che vuoi fare nella vita? Passare le notti a ubriacarti con gli amici?
Così ho deciso che era tempo di tornare alla normalità. Anzi, normale non sono e si sa, ma a orari decenti magari sì, potevo tornarci.

Così ho mantenuto il mio non fumare (e sono più di 7 giorni oramai), ho ricominciato a studiare (poco, troppo poco) e cerco di dormire a orari decenti (sono le 2, lo so, ma non diventeranno mai le 4). A tutta questa ritrovata voglia di una retta via ho aggiunto una dieta un po’ esasperata.
Una parte di me mi chiede se non stia pretendendo un po’ troppe cose, un po’ tutte troppo insieme.

Quella che mi pesa di più, attualmente, è la questione cibo. Sarà che il digiuno di oggi mi ha fatto bene, a mo’ di privazione dopo il troppo, ma a questa ora mi sta praticamente mandando in panne il cervello. Che poi è un simil digiuno, siamo seri, ho mangiato un'insalata alla cena di pallavolo.

Non so se la soddisfazione che mi darà domani mattina la bilancia possa essere paragonabile alla frustrazione di stanotte. Ma i primi giorni, dovrei saperlo, sono così.

La modalità di stasera funziona più o meno su: “perché?”. Perché lo sto facendo? Per dimagrire, okay. Ma oramai non è più una questione, la mia, di essere normali, oramai lo faccio per un capriccio estetico. E mi importa veramente così tanto? Non so dirlo. Mi importa piacermi sì, ma fino a che punto non mi importa di più il piacere? Certe volte ragiono come, o sono portata a ragionare come, se tutto dipendesse dalla magrezza. Ma non è che la magrezza mi darà rapporti soddisfacenti, non è che più sono magra e più troverò il mio posto nel mondo, non è che se sono magra smetterò di soffrire per delle banalità, non è che se sono magra studiare mi costerà meno fatica.

Oppure uso tutti questi non è che giusto per permettermi di lasciar perdere la dieta. Non lo so. Non so se ho ragione e in quale delle due versioni ce l'ho.

Non so, saranno complici gli sbalzi ormonali, ma stasera sono portata al “meglio sarebbe non essere mai nati. Meglio sarebbe, se si è nati, morire presto”.
Preferibilmente però dopo aver mangiato, magari una pizza.                                                                                                                                                                                                                                                                           
Sì, non penso a niente altro che al cibo stasera, ma domani, dopo aver mangiato, starò meglio.

31 maggio 2012
Questi li avete cercati voi

No, adesso basta.

Non posso continuare a ignorare quello che voi fate per me. Non posso passarci sopra. Non posso non ringraziarvi. Non posso, ed è l’ultimo, continuare a tacere sulle più assurde “chiavi di ricerca” con cui cercate e approdate su questi lidi.

 

Divido per argomenti, non tanto perché credo sia meglio, solo perché sono una maniaca.

 

Oramai ho aperto l’argomento dieta e quindi me lo cibo anche nelle chiavi di ricerca. Blog per donnicciole in progress.

 

E’ consentito il wasabi in dieta dukan?
Rispondo seriamente solo a questa perché la cercate in tanti: direi che sarebbe meglio evitare qualsiasi alimento non specificato. Volendo si può considerare un limitato (non un tollerato), tipo la senape, e usarlo di tanto in tanto.

Un corpo cambia peso se lo appendo?
Eh, chiedi alla persona giusta. Ho provato a impiccarmi un paio di volte, ma la bilancia dice che non la frego così.

Se spezzo il giorno libero di dieta?

Non fargli male.

riso cotto ha lo stesso peso crudo.

Non ti preoccupare, tutti ci abbiamo sbattuto la testa sul riso.

dieta 500 calorie blog.

Questi mi hanno preso per una proana.

come sapere se ho vomitato tutto?

Mandaci una foto con lista di quello che avevi mangiato e indico un interessantissimo sondaggio proprio per te.

Dieta dukan involontariamente ho bevuto caffè con lo zucchero.

E sottolinerei “involontariamente”.

Blog a dieta.

In effetti ho scritto poco ultimamente. Ma recupero.

Questa invece ci manda una ricetta: mangiare riso crudo. Deve essere ottimo.

 

Poi c’è tutto il filone dei ricercatori della sentimentalità.

 

Come trasformare uno stronzo in uno zerbino?

Semplice, tecnica Sheldon. Dagli un cioccolatino per ogni cosa fatta bene. Quando non ti morde le scarpe per esempio.

I ragazzi impazziscono per il no.

Sìsì.

Gli piaccio ma lo nega.

Un corso per la modestia?

Cosa si può scrivere su fb x far felice una persona?

Boh. La risoluzione di quell’incognita?

Ci sono gesti che non arrivano mai.

Devi provare i cazzotti. 

100 case per far felice una ragazza.

Eh, ma così è troppo facile, faresti felice anche me con 100 case.

La gelosia tra amici non deve esistere al massimo puoi essere geloso di una cosa ke è tua link fb.

Il vuoto di certe menti ci ucciderà tutti seppellendoci sotto i kappa ovviamente.

 

Ci sono poi almeno 50 ricerche circa sul tema “cose strane, pazzesche, fantastiche, belle, romantiche, originali da fare con la ragazza”.

Cercatele insieme su internet!

Ma quello più simpatico è stato: “annoiato cose divertenti da fare con la fidanzata”.

Che rapporto entusiasmante il vostro.

 

Poi ci sono le questioni incomprensibili. Tipo dio e spiritualismo ma molto più sceme.


Si può pagare diversamente dalla carta di credito per la dieta dukan?

Siamo il punto erotico e tifiamo per la lazio.

Sabrina Misseri fica.

Jkààààù.

La canzone finale finale di al lupo al lupo.

Fare un divisorio con bottiglie di plastica. Verrà bellissimo immagino. Poi mandaci una foto.

Caffeina una strana strega blog disordinati. Il mio blog è l’unica cosa mia in ordine, non critichiamo!

 

Buffi accostamenti (o cose che non sapevo)

 

Orgogli e pregiudizio Wilde.

Gianna Nannini Baudelaire.

De andrè madonna Munch

Anna tatangelo feticismo.

Ecco, questa potrebbe anche essere.

 

Vietato ai minori. Perché come al solito tutti quelli che non fanno sesso reale lo vengono a cercare qui.

 

Video porno grati sfrenati.

Sfrenati.
Vecchie vacche.

Triangolo donna deve per forza essere bisessuale.
Questo ha pure qualche dubbio psicologico sulla faccenda.
Sadomaso crudele sangue.

Estremista.

Voglio fare sesso con te.

No, ti prego, con me no, non farti del male.
Pene malformato.

Ecco perché non fa sesso e lo cerca!

Mi piace tanto fare sesso con la mia zietta.

Ottimo.

Mio marito si traveste.

Non è contagioso.
Però poi è arrivato anche il marito della signora di sopra cercando: mi piace vestirmi da donna.

Già lo sapevamo.

Foto piedi ragazzini.

Ci stiamo riducendo male, sono arrivati anche i feticisti pedofili.

Guardo cosa si mettono a fare 3 ragazze universitarie dalla finestra.

Eppure di blog cattolici ce ne sono! Lì le confessioni riescono meglio.

Feticisti cannibali dei piedi.

Forum feticisti.

Erezione zia.

Certo che deve essere una donna proprio sui generis.

Santanché piedi (cercato da oltre 20 persone).

Aiuto.

 

Senza categoria ma pregevoli seriamente.

 

Cerco marica su fb.

Cercami bene.

Marica di dio.

Questi sono i miei fan.

Ho bucato una ruota per vendetta. Tu mi piaci.

Nitzch elegansa.

Che bravo! Hai fatto una ricerca di due parole e sei riuscito a sbagliarle entrambe.

L’asino di buridano significa che?

Muori di fame.

Cosa significa essere pudica per Oscar Wilde?

Altro quesito bizzarro.
Stranezze sessuali nel mondo.
E pensi di trovarle tutte in internet? E tutte sul mio blog? Mammamia.

Auto orco pelle umana.

Questo è più schizzato di me: il mio uomo ideale.

Cado sempre dal letto.

Uuh, quante cose abbiamo in comune!

Tatuaggi fabrizio de andrè
C’è chi è più fissato di me.

Titoli originali
Almeno 15 persone sono arrivate qui cercando titoli originali sulla rete. Ma non sono tanto originali se li copiate, sapete?


Per la categoria, invece, cercasi autostima smarrita nell’internet è venuto tra noi: “Fb è vero che anche gli uomini coi capelli lunghi sono belli comunque?”
Sigh. Me lo giuri croce sul cuore?

 

Pubblicità non occulte.

Flying Spaghetti Monsterism. Iscriviti sì. Il mio dio è superiore.

Cosa succede dentro al vaticano?

Resta connesso a questo blog e lo scopriamo.

Come faccio a trovarmi  una ragazza? Con l’annuncio ci ho provato anche io, niente da fare. Apri un blog, magari qualche disperata ci casca.

Come faccio a staccare mio padre da fb? Dinamite o metodi coatti in generale.

 

Ma i miei simpatici ricercatori hanno anche inventato una nuova gamma di giochi per bambine.

Barbie morta.
Barbie decapitata.
Barbie maledetta.

Manca solo la barbie sulla sedia a rotelle, ma questa la dico io.

 

Concludo con quanto scritto una decina di minuti fa su fb. Sì, riciclo le cose.

Certe volte, non raramente, di alcune persone, tante, spietatamente penso: “aiuto”.

3 maggio 2012
La non dieta (II)

Secondo me questa parte, rispetto alla precedente (che trovate qui) è meglio.

La non dieta è un modello alimentare o stile alimentare, chiametelo come volete, non so quanto famoso.

La regola è molto semplice ma ogni volta che tento di spiegarne il funzionamento le persone mi guardano dubbiose e mi chiedono di cosa farnetico. Quello che bisogna fare per seguire la “non dieta” è semplicissimo: mangiare quando si ha fame e fino a quando si ha fame. E’ esattamente, oramai si capisce, lo stile naturale dei veri magri. L’idea “teorica” di fondo è altrettanto semplice: riportare il nostro organismo ad avere, nei confronti del cibo, il comportamento naturale; bisogna quindi imparare (re-imparare) a distinguere la fame da tutti quegli stati emotivi, ormonali, mentali o vitali che, nella società occidentale (ma si può sempre dar colpa alla società?) si placano con il cibo.

 

Non è credibile. O almeno per me non lo era così tanto. Pensavo: non si può pensare di perdere peso mangiando quello che si vuole con l’unica regola di fermarsi quando non si ha più fame!

 

Però mi sbagliavo.

 

E torniamo un poco indietro. Torniamo alla mia dieta fai da te da 500 calorie giornaliere. La mia dieta aveva una pecca. Non avevo considerato la mia reazione nel “dopo”.

Già, perché quella del “riprendere i kg dopo le diete ipocaloriche” è un’altra cosa troppo detta. Non è una cosa totalmente falsa, solo è riportata male. Non è affatto vero che dopo una dieta ipocalorica il metabolismo è così tanto rallentato che qualsiasi cosa si mangia si riprendono chili. La cosa funziona un po’ diversamente. Il problema è che più la dieta è restrittiva più, appena ci si concede un pasto/giorno/periodo libero, più, in quel periodo, la nostra mente/corpo cercherà di rifarsi di tutte le privazioni sostenute.

 

La mia dieta, che volete, io riporto sempre il mio caso personalissimo, è durata dal 21 febbraio 2011 al dicembre di quell’anno. Circa otto mesi senza nessuno, e lo dico con un pizzico di soddisfazione, mai, nemmeno per sbaglio, piccolo sgarro. Era abbastanza ovvio, ma io non me lo aspettavo, che appena mi fossi presa una pausa avrei fatto qualcosa di inenarrabile.

 

E così è stato.

Più mi dicevo che avrei interrotto la dieta solo un giorno, solo due giorni, solo una settimana, più accumulavo bollini rossi (sì, io segno i giorni rispetto a quello che mangio: bollino rosso = disastro). Per giorni e giorni, tutto dicembre e metà gennaio, ho lottato così, con la mia volontà di dieta e il mio bisogno mentale di cibo calorico. E così ho iniziato un ciclo di, diciamolo, minchiate. Alternavo digiuni completi e giorni di abbuffate senza fine. Lacrime, vomito, sensi di colpa e tutti i rimedi più imbecilli per cancellare il peso.

 

Ecco la conseguenza negativa di una dieta come la mia: ad un certo punto ci si dimentica che cosa si sta facendo e perché. A me di essere bella non è mai fregato niente però essere normale, quello sì, mi è sempre importato. Mi ero dimenticata, in breve, che il punto non era il peso, il punto era star bene emotivamente prima ancora che fisicamente.

 

Così mi sono scontrata con altre diete. Meno fai da te e tutte un po’ folli. Già, perché se c’è una cosa che non sopporto è la dieta stile mediterraneo, quella con gli 80gr di pasta e il cucchiaino d’olio, la dieta “tradizionale”. Io l’olio non lo tocco se non in casi particolarissimi e direi che faccio solo bene. Se si ha paura per la pelle meglio una mandorla. L’insalata fa schifo anche con l’olio mentre le zucchine vanno benissimo con la soia o il curry o solo lesse (vabbe’, queste sempre idee mie di “dieta”).

 

Il tentativo direi più eclatante e peggio riuscito è stato il mio mese, forse due, di dieta Dukan.

 

La Dukan è un’altra dieta dal funzionamento semplicissimo. Anche un’idea eccellente devo dire per il dimagrimento. Consiste nel mangiare solo determinati alimenti, proteine più che altro, senza limiti quantitativi. Ho constatato, facendola, che non è una dieta semplice da mantenere come potrebbe sembrare: a mangiare pollo alla fine ti stufi e anche se in commercio esiste l’aroma al panettone direi che non è proprio convincentissimo. Cosa peggiore, poi, la Dukan non è una dieta adatta a tutti. Il mio organismo, tanto per fare un esempio, non la tollerava molto.

 

Quindi abbandonata la dieta Dukan e senza la forza di ricominciare un’altra ipocalorica ho passato un altro mese, forse qualcosa di meno, con le mie solite minchiate: digiuno, abbuffata, vomito.

 

Poi ho deciso che non potevo continuare ad abbracciare la tavoletta del water ogni tre giorni e così ho scritto a melarossa, un sito internet di diete. Loro “prescrivono” una dieta ipocalorica mediterranea (quella col cucchino d’olio –che tra le cose del mondo che odio è una delle peggiori, direi), quindi non mi hanno aiutata tanto con la dieta ma mi hanno aiutata con una risposta sul loro sito.

 

In breve dicevano che dovevo pensare un po’ al cibo, alla fame e all’atto di mangiare. E ci ho pensato.

 

Ci ho messo un po’. Ho iniziato seguendo la loro dieta alla lettera, senza omissioni. Ovvero, non solo non mangiavo i cibi non permessi ma cercavo (olio a parte) di mangiare tutti i cibi previsti. Così finalmente si è spezzata quell’irritante catena di digiuno-abbuffata-vomito e ho riabituato il mio corpo (e la mia mente) al cibo giusto. E uso “riabituare”, me ne rendo conto, in modo protettivo: l’ho abituato, siamo sinceri, non l’avevo mai fatto.

 

Dalla dieta bilanciata e ad uso della bilancia costante di melarossa sono quindi approdata nel mondo della non dieta. Posso essere un po’ favoleggiante? E’ un mondo invisibile. I veri magri non sanno di fare “una non dieta” e quelli in sovrappeso/obesi/ex obesi/ex sovrappeso non sempre la capiscono. Io ci sono arrivata per caso. Ogni tanto fallisco eh, assolutamente, però mai in modo tanto grave, fino ad ora almeno.

 

Quindi non conto più le calorie di quello che mangio o non mangio. Ed è un traguardo anche solo in termini di tempo visto che passavo almeno 3 ore a far la spesa controllando ogni singola targhetta (lo faccio ancora in effetti, ma non così ostinatamente). Sono capace di lasciare metà pizza se non mi va più, senza mangiarmene tre il giorno dopo. Con la non dieta ho fatto un mese assolutamente libero, senza contare una sola volta le calorie, senza sentirmi “privata” di qualcosa e non ho preso un etto.

 

Non ho certo risolto in un sol colpo i miei sconfinati problemi alimentari, figuriamoci.

Due sere fa, per esempio, mangiavo una pizza con degli amici e uno, ridendo, mi ha detto: “abbiamo tutti finito e Marica è ancora lì che la guarda la pizza”; e certo quella pizza è rimasta lì, senza che io avessi il coraggio di mangiarmela (chissà poi perché: la mia mente è un luogo di desolazione e tormento!), però ho comunque iniziato a migliorare. Anche in termini di qualità: se una cosa non mi piace attualmente non me la mangio. Che è un ovvietà ma solo per voi gente normale.

 

Rimane solo un punto. Anzi un mezzo punto. Un’opinione personale. Io sono assolutamente convinta oramai che il principio della non dieta sia il migliore anche per perdere peso. Però, chiaramente, è un funzionamento molto più lento e molto più insidioso rispetto a una comune dieta ipocalorica (anche quelle col cucchino d’olio, sì) perché lavorare sulla mente e non sul conto delle calorie è certo più difficile. Quindi io, anche se sono l’ultima persona al mondo a cui chiedere consigli alimentari visto il mio percorso (ancora in atto) parecchio “discutibile”, non la consiglierei a chi deve perdere parecchi chili perché per perdere parecchi chili serve, oltre a volontà e costanza, anche il vedere dei risultati immediati. Meno calorie, meno chili: questa è l’unica regola valida oltre all’ascoltarsi ovviamente (perché qualcosa che fa star male non è buono nemmeno per perdere peso).

 

Concludo, e mi scuso per l’inondazione di parole, con una frase che ho letto non vi dico dove in favore della mia campagna contro l’olio nelle diete ipocaloriche: che senso ha aggiungere grassi in un corpo che cerca di eliminare i grassi?

2 maggio 2012
La non dieta (I)

Siccome quando non scrivo certo non scrivo (?) ma quando scrivo non finisco mai, il post è venuto fuori simile a un’inondazione di parole. Per non farmi picchiare da nessuno e soprattutto perché spero sia un post interessante, vista la fatica emotiva che mi è costato, ho pensato di spezzarlo in due parti. I sequel sui blog, l’ho già detto mi sa, secondo il mio modesto parere, sono noiosi e scoccianti, quindi pubblicherò le due parti consecutivamente, lasciando un giorno di distanza.

 

Buona lettura, perdonate la troppa “personalità” della cosa.

 

Questo blog non batte chiodo. E questo soprattutto perché mi rifiuto, oramai da quasi un anno, di parlare liberamente di quello a cui ho devoluto, beneficamente, gran parte della mia attenzione ultimamente (abbiamo passato l’anno sì): il peso corporeo.

 

Non farò dietrologia, non darò numeri, no davvero, però voglio dire e riconoscermi (da sola, sì, oggi giochiamo di presunzione) che io di dieta qualcosa la capisco. Perché mi sono un tantino stufata di tutti i perenni magri, bontà loro, che questionano su cose che hanno sentito dire.

Cioè, spieghiamola peggio: mi va benissimo che chiunque esprima il proprio parere e mi va benissimo anche se è un parere insulso; e mi va benissimo anche che, mentre su altre cose non ho problemi ad assecondare i pareri insulsi considerandoli solo tali, su questo argomento la cosa mi irriti alquanto, però direi che è il momento di dirmi, almeno da sola, che francamente di dieta ne capisco qualcosa di più rispetto a quelli che dicono le ovvietà passate in tv o sui settimanali vita e donna del caso. E non perché io sia stata illuminata dall’altissimo in un giorno in cui non aveva di meglio da fare, ma semplicemente perché l’esperienza ha un valore aggiunto. Wilde l’avrebbe detta meglio, io non sono Wilde e quindi tanto ci basta.

 

Non sono un medico e questo lo specifichiamo, sono solo una presuntuosa con un’esperienza.

 

Per iniziare mi voglio diligentemente schiantare su alcune delle più irritanti false teorie sul mangiare-non mangiare.

 

La colazione per esempio: “il pasto più importante”, quello che, quando parli di diete, tutti dicono essere “un obbligo”.

Proprio no.

La colazione, come gli altri pasti infondo, è una questione di abitudine. Ci sono magri che non fanno colazione e altri che la fanno. Nessuno è magro perché fa colazione (o perché non la fa). Il nostro corpo non è un idiota e, soprattutto se si vuole perdere peso, forzarlo a mangiare non è propriamente intelligente. Se al mattino il corpo non chiede niente significa che non vuole niente. Farlo mangiare obbligatoriamente non ha alcun senso, mai, nemmeno in caso di colazione.

 

Io, facciamo esempi personali, visto che tanto stiamo ballando, faccio colazione la mattina, attualmente, solo se ho fame (cosa che non capita quasi mai).

Nei bei tempi in cui (stiamo sempre ballando?) facevo una dieta ipocalorica (parecchio ipocalorica, diciamo così) la facevo esclusivamente mai. Certo non sono morta e certo ho perso peso. E se il “non sono morta” non vi convince posso aggiungere che non solo il mio organismo funzionava al massimo delle sue capacità, miglioramenti dalla concentrazione fino all’umore, ma che anche le analisi del sangue erano normalissime.

 

Facevo una dieta da 500 calorie al giorno, mediamente, ovvero qualcosa che miliardi di geni della medicina (e non) considererebbero assolutamente sbagliato, ma il mio corpo funzionava alla perfezione. Mai un mancamento (altra convinzione assurda ma reclamata a gran voce). Nessun metabolismo rallentato (altra convinzione presa non so da dove).

Mai una volta, se posso essere sentimentale, la mia dieta, fai da te, mi ha fatto pensare che non valesse la pena.

 

E dopo i falsi miti sulla colazione, possiamo, che ne so, parlare di digiuno.

Digiunare ogni tanto non fa male. Non uccide nessun metabolismo. Non implica, il giorno dopo, prendere 5 kg. Digiunare ogni tanto significa dar respiro al corpo. E non parlo di benefici in termini, esclusivi, di peso, figuriamoci. Digiunare ogni tanto fa bene anche alla mente, allo spirito. Aiuta a sentire per esempio. Anche la fame, a volte, bisogna sentirla, bisogna imparare a conoscerla.

 

E qui facilmente sono equivocabile. La mia non è certo una apologia anoressica o robe del genere, figuriamoci, io credo che il cibo sia uno dei pochi piaceri abbastanza completi e indipendenti della vita, però credo anche che come tutti i piaceri vada saputo godere. Se uno si ingozza tutti i giorni sicuro non si gode nemmeno un boccone.

 

Personalmente ho fatto un digiuno di 24 ore poche volte. E questo perché la mia volontà è limitata, in primis, poi perché non è una roba facilissima e soprattutto perché io il bisogno di cibo lo sento ogni 5 secondi, non mi servono 24 ore.

No, questa era una battuta, autorivoltami, infelice. L’ho fatto poche volte, di 24 ore, perché è difficile. Di meno ore, invece, l’ho fatto, e lo faccio se capita, più spesso: non solo è fattibile ma, personalmente, mi fa anche bene.

 

Ché poi, per sfatare tutte queste false tradizioni sulla dieta basterebbe guardare il comportamento dei veri magri, cioè dei magri naturali.

 

E sfatiamo un altro mito. Cancellatevi dalla mente quell’idiozia che io ho sentito dire almeno un milione di volte prima di capire che era, ed è, mondezza: “un mio amico (perché ogni racconto inesistente comincia così) mangia tantissimo, sempre e tutto quello che vuole, ma non ingrassa. Ingrassare è una predisposizione naturale.”

Proprio no, francamente. Quell’amico non esiste. E’ una bugia inventata da quelli a cui piace mangiare e poi dire che tanto sono predisposti all’obesità. Certo, esiste una predisposizione naturale, non dico di no, ma è una predisposizione che poi, sull’obesità/sovrappeso, ha solo una bassa, bassissima, percentuale di colpa.

 

E torniamo all’invidiabile comportamento di un vero magro. Il vero magro, molto semplicemente, non arriva mai, o quasi mai, a dire “sto per scoppiare”. Detto meglio, il vero magro, si ferma quando non ha più fame. Non mangia quando non ha fame. Non sostituisce al cibo le soddisfazioni mancate. Non usa il cibo per riempire la noia. E tanti eccetera.

 

Fateci caso quando vi capita di cenare con un magro, uno naturale dico. Fate caso al fatto che lascia nel piatto i bordi di una pizza per esempio, fate caso che prende acqua da bere invece di cocacola, fate caso che magari sì, mangia “abbondantemente” ma poi, per esempio, mentre tutti lo prendono lui rifiuta il dolce, semplicemente perché non gli va. Fate caso alle piccolezze del suo comportamento.

 

E il primo che mi commenta dicendo: “io ho un amico che mangia tanto e non ingrassa” lo banno senza se e senza ma. Qui la democrazia proprio non esiste, fortunatamente.

 

Altra cosa che fanno, rovesciando quello che ho già detto, i, oramai chiamiamoli così, “veri magri” è mangiare quando hanno fame.

Nessun vero magro controlla le calorie di quello che mangia o ha il timore di alzarsi e prendere una seconda porzione di qualcosa. I veri magri (che ovviamente in questo post, e più in generale per me, hanno le sembianze di un dio) hanno un modo di ragionare sul cibo talmente naturale da risultare quasi offensivo. O almeno per me, col tabù del cibo troppo facile, a volte, risultano quasi troppo spinti.

 

Di qui la non dieta. Ovvero un principio alimentare contro cui ho combattuto per quasi un anno e che poi ho constato essere la cosa più intelligente, fattibile e dai buoni risultati dell’intero mondo delle diete.

 

E come funziona ve lo spiego domani, non perché voglia creare aspettativa ma per il motivo dell’inondazione già anticipato nell’incipit.

sfoglia
  

Rubriche
Cerca
Feed
Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Curiosità
blog letto 1 volte


 

Scrivi per qualsiasi stramberia a
unimarica@hotmail.it

 

 

Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE