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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
5 aprile 2013
A causa dei malfunzionamenti del cannocchiale, questo blog si è trasferito in un posto migliore. E non è nemmeno morto.

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5 novembre 2012
Semi-cit.


Però io non è che ce l'abbia con le bionde, eh. Semplicemente ce l'ho con la stupidità. Poi se la trovo sembre in qualche biondina può essere colpa mia?
29 novembre 2011
Per mantenersi giovani e acidi


è opportuno notare che esistono persone incapaci persino di usare le parolacce.
27 gennaio 2011
560 [facebook] Donne ricordabili

Su fb, tanto per fare qualcosa di nuovo, gira un giochetto. Anche carino.

Dopo i giorni in cui tutti erano cartoni animati e quello in cui tutti erano artisti attualmente penso possiate notare che tutti sono donne. Tante donne diverse e per la maggior parte, io vedo, in bianco e nero.

E’ un avvenimento voluto per ricordare grandi donne del passato e per sottolineare come la figura emergente dalla cronaca politica di oggi non rappresenti nulla, meno che mai le donne.

 

Se scegliere un cartone animato o un artista è stato abbastanza semplice, scegliere una donna è stato parecchio più complicato. Forse sono semplicemente meno informata sulle figure femminili di rilievo, forse nascondo una sorta di maschilismo latente, scegliete voi.

 

Il fatto è che a me la categoria donne per come essa stessa si comporta (e non solo per come viene dipinta) non piace.

Perché la colpa dell’immagine che viene trasmessa (stampata o televisiva) delle donne è, sì dei giornali e delle tv che seguono una certa politica, ma è anche delle stesse donne.

Ruby, per fare un esempio banale, non è una vittima della stampa.

Le donne che si prestano a certi giochi, quelle che vogliono far carriera facile (Signora Minetti grazie per essersi offerta volontaria come esempio!), quelle interessate ai soldi, quelle oche e intramontabili sono tutte responsabili dell’immagine femminile compromessa.

 

Immagine femminile compromessa o semplicemente più reale?

Se la maggioranza fosse questa?

Laddove non c’è il voler arrivare facile, la facilità di mostrarsi, io trovo una sconfinata idiozia.

Sarò cattiva, ma la banalità e il qualunquismo investono il 60% delle donne che conosco. Forse qualcosa in più.

 

Non so se mi spiego bene.

Io vedo, attualmente, la categoria generale (ma generalizzando si sbaglia sempre -sottolineo che non parlo di "tutte le donne che conosco, figuriamci, qualcuna la sposerei per quanto mi piace!) donne schiacciata da due parti che non mi piacciono per niente: quella delle ragazze giovani che vogliono arrivare senza impegnarsi ma con le gambe ad apertura facile (e a giurisprudenza ne vedevo di ogni, vabbe’) o quelle dalla rigida morale, reflusso cattolico, che mancano completamente di originalità, spessore, interesse.

 

Mi dispiace dirlo ma negli “uomini” io non vedo questo rigido schieramento. Gli imbecilli ci sono in ogni dove, nessuno lo mette in dubbio, io parlo di una maggioranza di quello che vedo (che nel mondo è più o meno catalogabile come nulla, ma questo blog, sfortunatamente per voi, è mio).

 

Non sto certamente facendo una campagna a favore di chi lascia passare sempre e solo una determinata immagine della donna e sono assolutamente convinta che il “cercare donne da stimare”  e metterle come immagine profilo sia una scelta intelligente e di valore, però bisogna ammettere e sottolineare che se le donne danno sempre una stessa immagine (per quanto schifo possa fare la tv, la società e tutto, le c.d. Ruby non sono costrette) perché in realtà sono quell’immagine.

 

Facciamo un passo in un’altra direzione.

Vogliamo parlare dei rapporti tra donne?

Amore-tesoro, e poi hai un coltello conficcato in una spalla.

E sempre e solo donne fanno queste cose, questi giochetti ipocriti, tra loro.

E’ più facile trovare due donne (intelligenti) che litigano per idiozie che due uomini (sempre intelligenti).

Ed è un altro motivo per cui la categoria donne (sempre con le dovute eccezioni, ripeto) non mi piace.

 

E ovviamente c’è poi il tassello amore. Caratteristica peculiare delle donne di oggi (che sacrificherebbero anche il cervello) e di ieri.

Donne promettenti, rivoluzionarie, intelligenti si sono messe ai margini di un fornello perché “amavano”.

Certo, possiamo parlare dell’influenza che la società maschilista esercitava, ed esercita, ma non possiamo dimenticare che anche donne “libere dal matrimonio” hanno rinunciato a tutto in nome di un presunto amore. Di presunti figli. Di presunte età biologiche.

 

Non ho nulla contro chi ama, ma quando sento storie di donne che hanno perso il senno, la carriera e la grandezza per un non-amore mi si contorce lo stomaco.

A ritrovarlo dico.

 

Sono tutti punti, seppur accentuati dalla società, dai contesti storici e politici, che esistono e vanno sottolineati affinché le donne intelligente (ed esistono!) ci pensino.

 

Ci sono donne che hanno rappresentato dignitosamente la categoria femminile, secondo me sono meno degli uomini (uccidetemi pure a colpi di pietre), ma ci sono. Per fare qualche esempio io personalmente citerei Emily Dickinson, Anna Politoskaia, Sabina Spielrein, Gianna Nannini, George Eliot. E ce ne sono tante altre.

 

Io, personalmente, ho scelto di essere (su fb, ovviamente) Hannah Arendt. Filosofa, ebrea di nascita, tedesca, naturalizzata usa, sperando di sottolineare, nella ricorrenza dell’apertura dei cancelli di Aushwitz, il riferimento alla giornata della memoria.

 

La Arendt, filosofa politica soprattutto, non è certo stata immune dal problema degli amori impossibili. Si innamorò e frequentò segretamente, guarda tu che caso, il suo professore di filosofia Heidegger (un filosofo teoretico con abbastanza chiare tendenze al nazismo). Non dimenticò mai l’amore per questo anche dopo aver preso coscienza delle sue tendenze politiche tanto che testimoniò al processo, tenutosi contro di lui, in suo favore.

La sua filosofia però non ne venne influenzata e mai in modo decisivo e questo secondo me la rende una grande donna, una che ha saputo amare fino a soffrirne ma che è anche riuscita a discostarsi dal sentimento a vantaggio della cultura e di un pensiero filosofico chiaro.

 

C’è differenza tra amare e lasciarsi lacerare dall’ossessione nevrotica. Un’infinita differenza.

 

Con Hannah Arendt oltre a ricordare una grande persona voglio anche sottolineare come io non stia dicendo che la categoria femminile dovrebbe alienarsi dai sentimenti, mettere i pantaloni, fare l’uomo e sparare al nemico, anzi, io credo che le donne sbaglino proprio in questo voler essere “come l’uomo”. Non possono essere come l’uomo essendo donne, è evidente. Ma non ce n'è alcun bisogno. L'aspirare a diventare come è semplicemente quello che ancora ci portiamo di una posizione "inferiore". Non esiste una posizione inferiore e una superiore, esistono uomo e donna, due esseri umani diversi, che devono rimanere diversi (altrimenti dove sarebbe il bello?) ma con uguali diritti, doveri, possibilità, opportunità e valore.  In una parola, cose diverse ma allo stesso livello.

20 gennaio 2011
555 Personale (e noioso)

Certe volte gli stereotipi sono verità congelate, che stanno lì ad aspettare che tu ti accorga di loro.

E così ho dovuto, senza volere, riflettere su quanto una sciocchezza come il tifare una determinata squadra di calcio rispetto ad un'altra identifichi un certo tipo-livello di persona.

 

Da una squadra di calcio?

Io stessa ne rimango stupita e piuttosto intristita.

Se qualcuno mi giudicasse per la squadra che tifo (ma io non tifo) probabilmente mi infurierei, eppure non sono riuscita a non notare che di solito chi tifa una determinata squadra ha determinate caratteristiche.

Oh, magari era normale ed io non ci avevo fatto caso.

 

Per esempio chi tifa “lazio” è tendenzialmente di destra e cattolico.

Non ho detto “tutti”, ho detto quelli che ho notato io. E non è che posso testare ogni laziale del mondo, secondo la storia dei cigni bianchi e neri, faccio un’induzione imprecisa e a comodo mio, lo noto e lo comunico. A voi, non alla stampa.

 

Siamo quello che tifiamo, oltre che quello che mangiamo, oltre che quello che ascoltiamo, oltre che quello che guardiamo magari in tv.

Ed è leggermente triste.

Io ho tifato squadre di calcio, mangiato e non mangiato, ascoltato tutto quello che mi è stato chiesto di ascoltare e guardato tutto quello che era giusto-ingiusto guardassi in tv e non ho capito mai, nemmeno una volta quello che ero, quello che sono.

E questa riflessione scaturisce tanto spontanea che pur non c’entrando niente con il post in sé la lascerò.

 

Dal generale al particolare.

Da un po’ di tempo tengo d’occhio il profilo di una tipa su fb. Se dicessi una che lavora con me vi mandrei fuori strada, una persona vicina alla famiglia, cugina di mia madre che ha lavorato 20 anni, forse di più, con mio padre.

La tenevo d’occhio perché credo sempre di capire le persone con una parola e mezza. E invece certe volte me ne servono anche meno.

 

Passano i giorni e i link.

Ed io leggo cose come “le persone sensibili hanno il difetto di soffrire più delle altre” o ancora “vuoi rovinare un buon rapporto con una persona entra su fb”. O ascolto Baglioni che canta “strada facendo”, la Mannoia che parla di dio e robe di questo tipo.

Ah, leggo miliardi di link sulla lazio.

Forza lazio in tutte le salse del mondo, forza lazio anche in bergamasco.

 

Poi leggo frasi sospette.

All’inizio fingo che non siano rivolte a niente che io conosca.

Piano piano non riesco più a convincermene.

Oggi perdo il senno.

 

Sembrerò un po’ fuori di testa ma so manovrare almeno sufficientemente fb, insomma, so gestire le bellissime impostazioni privacy. Quindi se non volessi far vedere qualcosa io non la farei vedere, ma, eccetto questo blog e forse un’altra cosetta, io non ho segreti, alcun tipo di segreto.

Non ho segreti nemmeno quando scrivo status sul lavoro.

Ora, non per far la vittima o annoiarvi ma io credo di aver uno stramaledetto diritto a odiare quell’ufficio.

Mio padre ci passava anche i fine settimana tante volte perché lui lo amava.

Io no.

E tanti sticazzi alle colpe.

Sarò libera di vedere morte là dove prima c’era la sua vita?

Ecco, questo è il mio pensiero fisso quando cammino tra quelle pareti. Se ogni tanto a casa mia posso non pensarlo quando sto lì lo penso costantemente. E poi ritorno a pensare alle litigate, e poi ritornano gli ultimi istanti e poi il suo contare prima di morire e il mio non capirlo.

E poi e poi.

 

Gli altri non lo sanno.

Ed io spero continuino a non saperlo.

Gli altri non lo sanno e a me non frega nulla.

 

Il mio modo per scacciare un po’ di tensione dall’ufficio è facebook (e questo blog), è condividere stati abbastanza ironici (o tendenti a) per smuovere un po’ me, per non pensare, per far scivolare il tempo.

 

Non mi aspetto che tutti lo capiscano, ma per me poter stampare sorrisi con le parole è un modo per stamparlo su di me.

 

Io non voglio essere compresa, compatita o santificata da nessuno e meno che mai dai miei “colleghi”. Voglio solo essere lasciata in pace.

Se non faccio o faccio male ne possiamo parlare, ma se faccio e faccio bene vorrei non si parlasse di quanto mi lamento o non mi lamento.

Sono libera di dire, anzi scrivere, quanto io stia male?

 

Quindi stasera trovo lo status interessante della tipa, mezza parente di cui parlavo sopra e che che chiamerò S.

Status interessante significa degno di nota, non persona incinta. Potrei essere volgare spiegando perché il suo essere incinta avrebbe potuto garantire un minor concentrato di acidità, ma non lo farò.

 

Allora, lei ipocritamente scrive:

Voglia di lavorare saltami addosso, ma fammi lavorare meno che posso!!! Dedicato a chi durante l'orario di lavoro non c'ha voglia di fare, ma il bello è che lo esterna palesemente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

Il fatto che si riferisse a me credo sia chiarissimo per tutti ma non bastasse riporto il seguito della conversazione.

 

S: aggiungo alla faccia di chi lavora e lo fa con senso del dovere, ma passando per coglione!!!!!!!

 

G (un nostro amico comune): AHO!!ma che t'è successo?? ;-)

 

S: no niente, ma siccome ci sono delle persone che perennemente scrivono di come vivono male la loro situazione lavorativa...e lo riscrivono, e lo riscrivono e ci riscrivono... c'è una mia amica che dice un pò poco va bene ma un pò troppo rompe il .... a fantasia!!!

 

G: ma non è che ti riferisci a qualcuno piu vicino ad un'amica?

 

S: sai come si dice a buon intenditor... comunque se ti fai un giro su fb e se poi qualche giorno sei a casa dalle nove alle tredici e dalle quindici alle diciotto e trenta si fa presto a capire il significato di rispetto!!

 

Mi sembra chiarissimo. Gli orari di lavoro sono i miei, l’amico in comune è con me, eccetera

 

Io potrei escludere questa soggetta dai miei stati su facebook che parlano del lavoro, modificando semplicemente le impostazioni privacy (ci riescono anche i bambini di 11 anni, non bisogna essere per forza nerd!) non lo faccio perché in tutta franchezza non credo che ci sia nulla di male nel manifestare il senso di schifo che provo a stare in quel posto, a manifestare con il sorriso il mio voler stare da tutt’altra parte.

 

Quella che affronto è una guerra civile tra due me: quella che vorrebbe vendere la sua scrivania e quella che vuole restarci attaccata finché può. Non è una cosa che deciderò domani con il caffè e nemmeno mi serve tempo, mi serve di guardare gli eventi ancora un po’.

 

Il punto è che non voglio essere capita e nemmeno me lo aspetto, nemmeno dalla “persone sensibili che soffrono più delle altre” vorrei solo essere lasciata in pace.

 

Per sapere che cosa vuoi devi prima capire e scartare ciò che non vuoi, mi sembra Mark Twain dicesse una cosa del genere.

 

Per iniziare io ho messo mi piace (dietro suggerimento di un amico) ad ogni singolo pezzetto della conversazione di cui sopra. Un mi piace che dovrebbe solo suonare come un “presa visione”.

Leggermente paura?

 

p.s. altra notte sprecata a scrivere minchiate. Fantastico.

10 dicembre 2010
536 Credenze

Ho avuto tutto il giorno per postare ed ora, che è ora di andare a casa, mi prende la voglia.

Mi trattengo un po’ di più un ufficio, non mi farà male.

Cioè, “non mi farà male” a meno che insieme a me non si trattenga o un uomo con l’ascia o la mia pessima collega (avevo scritto una parolaccia, ma ci ho ripensato sempre tributativamente al nome del blog che ho scelto!).

Comunque sulla collega non proferirò altra parola.

Oggi.

 

Per il resto è stata una giornata ai limiti dell’inferno.

Credevo... e invece sono la solita fessa.

 

E a proposito di credere ho trovato, su facebook, una immagine piuttosto interessante.

 

          

 

Io ci ricamerei sopra una pubblicità progresso.


Immaginate.
Tutto buio, quella sola immagine e il pianto disperato di un bambino in sottofondo.

Poi il pianto diminuisce e la voce fuori campo maschile e brillante dice (per piacere, immedesimatevi un poco!):

“Stamperesti uno di quei simboli, a fuoco, sul corpo di tuo figlio? Quando gli stampi in testa una tua credenza gli fai lo stesso danno”

Con quel “tua” che aumenta a dismisura come insegnano gli effetti delle presentazioni powerpoint e il pianto del bambino che cresce.

 

I battesimi diminuirebbero (almeno se passassero la pubblicità tra un pezzo di uomini e donne e l’altro) e spero, con buona pace dei cattolici, diminuirebbero anche le famiglie che scelgono di avvalersi dell’ora di religione cattolica a scuola.

Non tanto nelle scuole medie inferiori e superiori (tanto quelle sono ore inutili in cui si finisce quasi sempre per sentire i deliri di un mezzo prete) ma soprattutto alle scuole materne ed elementari.

Mi ero scordata di questa tradizione barbara, stamattina una e-mail me l’ha ricordata (grazie!).

Non so perché, soprattutto all’asilo, non ricordavo ci fosse un’ora e mezza di indottrinamento cattolico.

 

L’imposizione del cattolicesimo nelle scuole pubbliche è un fatto allarmante.

Io vi ero così assuefatta che nemmeno ci pensavo più concretamente.

Certo, si può scegliere di non avvalersi (cito dal sito dell’UAAR “come se si rifiutasse chissà che vantaggio –io mi sentivo sempre un po’ in colpa sbarrando la casella, come se mi perdessi una cosa che gli altri facevano. Vabbe’.) ma a decidere, soprattutto ad asilo ed elementari (ma anche medie, forse), sono i genitori.

E ritorniamo al marcare a fuoco le credenze in menti che dovrebbero invece essere abituate a “cercare”, termine che a me ricorda sempre, inesorabilmente, progresso e scienza.

Per questo io credo necessaria l’istituzione di un’ora di storia delle religioni. Dalle materne alle superiori, materia obbligatoria, che mantenga il senso “religioso” collocandolo in una dimensione storico-conoscitiva.

 

Se a un bambino dai 3-4 anni insegni le diverse percezioni che si possono avere di dio, le diverse visioni della religione, i diversi gruppi religiosi non solo quel bambino avrà un'impostazione mentale aperta e tollerante (conoscendo veramente il diverso si annulla il razzismo) ma avrà anche più l'abitudine di "cercare cosa scegliere" e sostanzialmente di conoscere.

 

Ovviamente i metodi d’insegnamento andrebbero studiati, soprattutto per l’asilo. E questo, ma di economica non capisco un tubo, potrebbe generare un nuovo settore, un nuovo ambito di professione. Dico forse, magari in maniera molto minore roba simile esiste già e io parlo di acqua calda.


Il problema rimane sempre che in Italia non abbiamo alcun interesse a sviluppare una dimensione di questo tipo visto che è tanto più facile dirci quanto dio ci ami, esista e sia simile a noi.

19 ottobre 2010
507 Pecore in "fugga"

Dopo un pomeriggio passato su un libro che non vuole saperne nè di finire né di essere compreso (e a me andrebbe bene qualunque delle due) ho scoperto le benefiche qualità dell’orzo. Solubile precisamente. 

 

Ed è vero che ultimamente, forse, mi manca un po’ di ispirazione da post, però non vi ho, metaforicamente, convocati qui per una disquisizione sull’orzo, anche se sarei capacissima.

 

E allora parliamo di FF, perché continua la saga della giovane idiota che ho il privilegio di veder agire da vicinissimo. FF perché non ho grande fantasia sui nomignoli, FF per dar idea della doppia stupidità farfugliante, FF perché semplicemente è sempre stata chiamata così.

 

Riassumo i fatti per coloro di voi che non l’hanno mai sentita nominare su questo blog: circa quattro anni fa F (che non era ancora FF) si è trovata il suo primo ragazzo.

Passi sanciti dal codice del comportamento perfetto delle ragazze che hanno il fidanzato fatti: corteggiamento scarsissimo, almeno un regalo da far vedere alle “amiche”, sesso.

Poi lei ha trovato un altro ragazzo. Non ha ovviamente lasciato il primo se non dopo essere stata a letto con il secondo. Diciamocelo, avrò anche invertito i passi del sopracitato codice (prima sesso, poi corteggiamento e regalo da esibire) però li ha nuovamente rispettati.

 

Quest’ultimo scarafaggio, si è convinta la doppia consonante, è l’uomo della sua vita.

Ed è rimasto l’uomo della sua vita anche dopo un aborto che lei non voleva fare, ma che lui, essendo privo di qualità mentali (basta con la storia degli attributi), l’ha invitata ad eseguire (con la complicità dei genitori di lei, certo). E’ rimasto l’uomo della sua vita anche dopo l’ultima lasciata nella quale, tanto per raccontarne una, lui l’ha denunciata per stolking. E’ rimasto l’uomo della sua vita anche se parallelamente stava con qualche altra, anche dopo gli insulti, gli altri insulti e un altro giro di insulti, tutti abbastanza veri.

 

Adesso è l’uomo della sua vita, convintamente.

Più convintamente di prima, insomma.

“E più convintamente di prima” quando hai sopportato che dicesse a suo cognato “se vuoi con FF un giro ce lo puoi fare, tanto ce lo hanno fatto molti” (versione nuova della precedente riferitami direttamente da lei) non lo so bene cosa significa.

Anzi lo so.

 

Siccome i genitori di lei (questa è una storia senza santi, altri soggetti ingiustificabili) erano contrari ad un nuovo capitolo della saga (che forse è più una sagra di paese) lei ha fatto i bagagli ed è andata a casa di lui.

Di lui che vive con i genitori.

 

Ma occorrono specificazioni.

Intanto non è che i genitori di FF non volessero per chissà quale bel principio morale sulle minestre bruciate e riscaldate, semplicemente non volevano perché lui ha litigato con loro, un giorno, tempo fa, non so nemmeno bene per cosa. Non è che non volevano perché pensano che la figlia non debba dipendere da un uomo, ma debba prima costruire la sua felicità e poi condividerla, no, loro non volevano perché il soggetto non gli andava bene, perché lui non vuole piegarsi a far quello che dicono loro (tipo sposare la ragazza, dare percentuali di stipendio e robe simili).

E allora per aiutare la figlia sapete cosa hanno fatto? Niente case carine in Canadà, ma sono andati dal datore di lavoro di FF e l’hanno fatta licenziare.

Complimenti vivissimi. Miglior esempio di come non si fanno i genitori.

Io ci sono sempre stata (mia madre e la madre di FF sono molto amiche e noi abitiamo vicine. Io non scambio parole con esseri umani ma osservo tanto) e ho visto quanto la madre spingesse sua figlia “all’accoppiamento” come ragione di vita. Triste.

 

Attualmente quindi FF vive con il fidanzato (quello stesso che le farebbe tranquillamente fare un giro col cognato! –lo ripeto perché io solo a sentirla una cosa del genere divento matta, mentre lei ci dorme insieme), a casa dei genitori di lui, mantenuta dai genitori di lui.

Magari fanno del sesso mentre i genitori di lui guardano la tv in salotto (giuro che i dettagli macabri mi si affacciano nella testa spontanei!).

 

Mi immagino quando le serviranno un paio di mutande nuove e andrà a chiedere i soldi alla suocera. Anzi, forse li chiederà al fidanzato. 

 

Ma questa è solo la storia.

 

Quello che è cambiato proprio in questi giorni è il “metodo di diffusione”. Certo, perché a che serve tirare su i figli che fanno tragedie (nessuno si azzardi a dire greche!) banali e stereotipate, se poi non trovi il mezzo di diffusione giusto? Grazie al creatore (del programma) c’è facebook.

Quindi l'intera famiglia di FF e l'intera famiglia del ragazzo di FF, con i protagonisti annessi si fanno guerriglia su facebook, DIRETTAMENTE IN BACHECA, facendo straleggere a tutti i cavoli loro.

 

Vorrei un certo riconoscimento speciale al padre di FF, in qualche modo F anche lui, che esprime ragionamenti articolati e complessi che io non solo non capisco, ma che credo seriamente facciano parte di un codice linquistico in arrivo da marte.

Riporto i punti salienti, certissima che sarà un’ottima lettura. Se la prendete come un’esagerazione comica (ma io vi giuro che è reale, tutta realtà).

 

1)    Fase anteriore, litigio tra FF e il boyfriend.

 

Lui, il fidanzato scrive (sempre sulla bacheca eh!): ce potevi pensa prima ke te ce sei levate e mutande davantin al l okki ke nerano i mia”.

Si sente tutta la possessione dell’uomo tradito. Non è arrabbiato per il tradimento fisico ma “pe’ quell’okki”, non suoi, che hanno gurdato roba sua (si legga con tono serio  ed epico).

 

FF risponde, ma è inutile, come sempre.

 

Fpadre risponde con un ragionamento che lascerebbe senza parole credo chiunque, tanta l’astuzia: E’ facile parlare, dare giudizi ma, dire cazzate è ancora più facile x altre persone, che tutt'ora NON CAPISCONO UN CAZZ…. DELLA VITA e giudicano, altri, NON conoscendo che merde sono se stessi.
In più la cronologia dei fatti e dei pensieri non si addice alla persona che giudica e che spergiura perché NON E’ ALL’ALTEZZA MISERO.”

Notare la punteggiatura messa sapientemente a caso, l’uso di termini che gli uni con gli altri non significano niente e le incognite espresse nel linguaggio matematico x.

Poi "cronologia", messa a caso, dà tutto un altro senso.

 

Cosa avrà voluto dire Fpadre? E’ il mistero di cui prima o poi si occuperà Voyager.

 

2)   Fase pronfonda depressione paterna per aver perso la figlia

(che nel frattempo è andata a vivere con il fidanzato, a casa dei genitori di lui, da essi mantenuta).

 

Fpadre: “In questo frangente abbiamo perso tutti, ma, soprattutto io.......papà che gli hanno tolto gli occhi,il naso, le orecchie la bocca del senso della vita!!!!!!!!!.”

 

Un po’ è commovente: un concetto chiaro da quest'uomo?!

 

Cocludo, per non far post troppo lunghi (considerate gli spazi enormi e le parentesi inutili per piacere!).

 

3)  Fase guerra civile e insulti

(è una fase fresca -4 ore fa- attendetevi presto svipuppi. Scusate per la volgarità, ovviamente, io riporto solo).

 

Lui, il fidanzato di FF, scrive sulla bacheca di lei: mavete rotto er cazzo . . . . e cose ditele in faccia a pezzi de merda siete cm e merde schiaccite da na makina me fate skifo nn ve sputo in faccia
senno ve lavo”

Oh, noi che amiamo il k messo un po' ovunque: makina.

"E ve ce investimo se insistete eh!"

 

E lei cosa ha fatto?

Ha detto al fidanzato che ci sono altri modi per sistemare le cose, che magari possono andare insieme a parlare con i genitori per risolvere?

No, lei ha messo "mi piace" sotto il messaggio in bacheca del fidanzato.

Ha messo “mi piace”.

L’ho sempre detto che quel “mi piace”, se messo nelle mani sbagliate, è pericoloso.

 

E nella prossima puntanta: pecora gravida torna all’ovile.

18 ottobre 2010
506 [facebook] Bastardi senza gloria

E allora d’accordo, parliamone.

Infondo facciamo parte di questo circolo mediatico, facciamo parte di quelli che volendo o non volendo vengono a sapere. Di meno, e lo spero vivamente, facciamo parte della gente che gusta tutti i dettagli scabrosi. Di quelli che più dettagli scabrosi, macabri, grotteschi, anti-umanità ci sono e più si infilano nella televisone, a godere di quel fiume di sporcizia che gli scorre in mezzo ai piedi.

E chissà poi perché io la sporcizia la vedo sempre liquida.

Forse perché liquida si infila meglio in tutti i posti.

Forse perché le cose liquide, che scorrono, si nascondono meno semplicemente.

 

Perché quando a Matrix ci si diverte tanto a spiattellare quanto abbia o meno eiaculato nel corpo morto della nipote, lo zio, facendo ben attenzione a non perdersi l’inquadratura sul volto della figlia dell’uomo, allora, credo io, abbiamo realmente toccato il fondo.

Parlo di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa, certo.

Non devo specificare come, chi, quando visto che i dettagli sono più pubblici di quanto siano mai stati privati.

 

Proprio per questa “pubblicità” del fatto, chiunque si sente in diritto di dire “chi pensa sia l’assassino” (nemmeno stessimo partecipando a un gioco a premi), di dire quanto gli faccia schifo questo o quel personaggio, di dire quali e quante pene deve ricevere.

Chiunque si sente in diritto di chiamare la ragazza uccisa per nome, dire che è come se fosse sua sorella e tutti gli altri cavoli belli.

 

Comincio seriamente a pensare che la democrazia non sia così “cosa buona” dai tempi di Socrate. O forse la democrazia lo è, forse dico, ma la sua degenerazione in demagogia è quanto di più pericoloso possa esistere.

 

E’ facebook, finestra della nostra società (qualcuno mi dica di no!), a darmi, come spesso, lo schema di quanto sia grave la cosa. Non solo perché è possibile iscriversi a gruppi come questo “per tutti quelli che pensano che Sabrina Misseri sia complice del padre, ma anche e soprattutto perché in quello stesso gruppo è poi possibile scrivere qualsiasi cosa passi per le menti ristrette e insignificanti degli stessi iscritti. Non si potrà essere intolleranti con gli intolleranti, ma io fatico parecchio a non scrivere loro quanto siano cretini. Lì, direttamente in bacheca. Ma con molta probabilità io verrei segnalata e bannata, loro invece indisturbati potrebbero continuare a lasciare commenti come questi che seguono.

Scusate il tono (censuro dove è possibile), riporto soltanto.

 

“DOVETE SOFFRIRE E MORIRE…NON C’E’ RELIGIONE E GIUSTIZIA ALTRUI” . Questo non è un commento, scusatemi. Forse è una lista a caso delle parole che la ragazza conosce.

 

devi morire skifosa tu e tuo padre fate skifo vermi viscidi skifosi fate skifooooooooooooooooooooooooooo”

Metti un’altra k a vanvera? (sempre da una ragazza).

 

brutta put*** tu devi fare la stessa fine di sarah ma km ka**o fai ad uccidere xsone ke nn hanno ftt un ka**o o certa gnt e malata di mnt”. Xsone. Non lo leggevo veramente da tanto tempo. Mnt invece non lo avevo mai visto prima d’ora (anonimo. Che si vergogna di quello che dice, ovviamente).

 

“Skifosa cm si fa a togliere la vita a una stella cm sarah e poi far finta di niente sei una bastarda e tu e tuo padre vi auguro il peggior male del mondo \ saretta riposa in pace pikola ke si fara giustizia ti voglio bene

A parte il facile sarcasmo che posso fare sulla punteggiatura/ortografia/stile, ma ci rendiamo conto del grado di immedesimazione di cui questa casalinga disperata soffre. Che pena. (appunto da casalinga disperata)

 

“Puttana perversa mi fai schifoooooooo vergonati”.  Io francamente non capisco questa facile tendenza a dar della puttana a qualsiasi donna nel mondo che non piace. E viene sempre dalle donne stesse. A Misseri almeno nessuno ha dato del gigolò (da donna sui trent’anni).

 

“Sabrina l'orca assassina marcisci nelle tenebre..” Questi, che non hanno nemmeno la capacità di crearsi un profilo a testa perché devono far capire a tutti che sono fidanzati (cioè che qualcuno “li ama” nonostante la pochezza) hanno pensato che faceva più fico dirlo alla satanista.

“siete la vergogna delle famiglie italiane”. Invece questo gruppo è l’emblema di quelli col cervello? Forte.

 

"Chiattona fai schifo". Già, qualche anno glielo devono dare anche per non aver fatto una dieta prima di essere arrestata.

 

“Bastarda schifosa. Eri gelosa di sara ecco qual’è il problema” Oddio, c’è un punto?

La tipa si è firmata bambolina, non aggiungo altro.

 

“Secondo me sabrina da piccola subiva violenze dal padre ed e questa la verita che ha voluto mettere a tacere!” Siamo contro gli accenti. Dai, dai, sempre più a fondo, vogliamo i dettagli sulle prime volte.

 

“Bastarda ergastolo devi morire” (banalmente un ragazzo).

 

“la devi pagare e devi morire nello stesso modo di come è morta lei..devi soffrire...avete rovinato la vita di una ragazza innocente di 15 anni che aveva tutto il diritto di vivere..
la devi pagare tu e tuo padre..luridi vermi..marcite sotto terra..”
La ragazzina che ha scritto questo messaggio credo abbia circa 17 anni.

                                                          

Ne ho presi a caso, di qua e di là, ma non ho dovuto cercare molto, ce ne sono in ogni commento, in ogni foto, in ogni discussione. Naturalmente io non sto dicendo che i Misseri (o uno solo dei due) siano innocenti, visto che non ho modo di saperlo. E nemmeno sto dicendo “poveracci”, non so nemmeno quello.

Sto dicendo che la magistratura farà il suo dovere, ci sarà una condanna secondo la legge e quindi quanto più giusta possibile (se non vi vanno bene le leggi probabilmente avete votato male) e che solo poi potremmo stupirci di come e quanto avessero mentito prima.

 

Ultima cosa: a sengalare un gruppo ci si mettono circa 30 secondi.

Ah, non ci credete?

Vabbe’, provate segnalando questo. So che è un sacrificio (vista la validità di certe argomentazioni) però ne vale la pena per “imparare le tempistiche di facebook”.

(sono simpatica almeno?).

12 ottobre 2010
502 [Stranezze] Da Venere

Sto peggiorando.

Sotto tre punti di vista.

 

Raffreddore. Che adesso credo sia allergia o qualsiasi cosa abbia la capacità di arrivare e poi sparire

lasciandomi lacrimante. E sì, escluderei il grande amore a priori.

 

Marta. La mia meravigliosa compagna di università a cui mi sembrava di essermi staccata e che, invece, si attacca sempre con più convinzione. E ci mostra (a me e a una più normale e che l’ascolta un pochino di più) i suoi appunti con freccette colorate, cerchietti e non so che altro. Mi preooccupa seriamente quella ragazza, proprio seriamente.

 

Alien. Di Thierry Mugler. Un profumo.

O anche un’ossessione.

 

Una volta ho visto un film tremendo.

“Profumo”, se il nome vi dice qualcosa.

Non mi ricordo bene, anzi, lo ricordo malissimo, ma il protagonista aveva, mi sembra, inventato un profumo particolarissimo che spingeva al sesso libero, all’amore, alla felicità, al convincimento, tutti quelli che ne odoravano pochissime gocce (me ne servirebbe solo una goccia).

Alla fine lui, non mi ricordo se come gesto disperato, se lo butta tutto addosso e viene divorato vivo dalla folla.

 

Un film orrendo. Magari horror, proprio orrendo per noia.

Ma l’ho visto che ero infinitamente giovane, magari potrei ripensarci.

 

Alien ha più o meno quella potenza.

Goccia più, goccia meno.

 

Vi farei sentire perché descriverlo a parole è impossibile.

Cattivo, molto dolce, rovente.

Fatemi un favore, fatelo a voi stessi, entrate in una profumeria e sentitelo.

Alien. Ricordate, Alien.

Poi, se siete donne acquistatelo, se siete uomini acquistatelo per qualche ragazza.

Oppure mettetelo voi stessi.

Mettetelo a tutto il mondo.

Che tutto il mondo sia Alien!

 

Scusate, l’estasi.

 

Novantuno euro di profumo.

Nella prima profumeria centralissima, bottiglia per famiglia.

Sessanta nella profumeria in cui l’ho comprato io, boccetta media.

Sempre lo stesso incanto.

 

Ma passiamo a qualche esempio concreto della potenza di questo profumo.

 

Ne ho spruzzato un poco su un cartoncino di quelli per il tester e c’era gente che si girava per strada a sentirne la traccia rimasta su di me, riconoscendolo e chiamandolo per nome.

 

Stamattina all’univeristà ho rincontrato una ragazza che veniva al liceo con me (non stessa classe, ma stesso corridoio) che io credevo non si ricordasse nemmeno il mio volto e che invece mi ha fermata, quasi strillando: “non ci posso credere, finalmente ti rivedo!”.

Poi mi ha abbracciata.

E’ entrata quindi in funzione la modalità provvisoria che cercava di capire cosa rappresentasse quella situazione in un sistema sociale come il nostro. Queste elucubrazioni sono state interrotte dal suo: “ma porti Alien? E’ buonissimo.”

 

Alien.

Devo trovare il modo di spruzzarne un po’ su facebook, magari riesco a sistemare due o tre cosette.

8 giugno 2010
429 [facebook] Il ratto delle cretine

Fortunatamente qualcuno, un giorno, magari per caso, ha pensato (bene) di creare facebook.
Il qualcuno in questione è lo stesso che in seguito deve essere diventato "Qualcuno", e con i soldi.

Specchio della civiltà contemporanea, massima espressione del pensiero libero e informato, utilizzato dalle nuove generazioni, ma anche da quelle vecchie, luogo di ritrovo e di scoperte.

Ma è un'altra ancora la caratteristica di facebook che me lo rende così caro: l'essere l'incredibile vetrina della stupidità galoppante, degli stereotipi duri a morire e del dualismo idiota-femmina che sempre mi ha stupito.

Perché, perché le donne devono sempre essere più idiote degli uomini?

Non temete, non mi è preso un attacco di maschilismo acuto.
Procedo con la vivisezione del link che si intitola "queste sono donne" (tua sorella!).

- vanno al mare con i tacchi 
- vanno al mare truccate
(ehm...al mare, siamo sicuri?)
- si truccano al volante
(pericolo constante, che fa sempre rima)
- insaltina, coca cola light, uno yogurt e due banane
(chi ha scritto una cosa del genere? Uno che non ha la minima cognizione dei valori alimentari? Le banane sono l'unico frutto sconsigliato nelle diete per l'elevato apporto calorico).
- dormono con i peluches
(non dopo i tre mesi, mi auguro).
- non capiscono nulla di calcio
(con l'ovvia eccezione del calcio femminile ovviamente).
- appena a casa entrano su facebook
(certo, è tutta una questione di appartenenza sessuale, mica di non aver nulla da fare!)
- al bagno sempre in coppia
(questo è un luogo comune idiota, schifoso e assolutamente falso. Certo, come no, avere il medesimo organo sessuale autorizza tutti a espletare bisogni pubblicamente -stavo per esser volgare).
- s'accollano
(eh!?)
- aspettano una chiamata che non arriverà mai
(quelle non sono donne, ma povere illuse)
- fanno caso alle misure
(gli uomini no invece, lo so: 90-60-90 sono le mie)
- si sentono donne in carriera alla sex and the city (cosa ci sarebbe di male non saprei dirlo)
- conoscono tutti i tronisti e i corteggiatori (e nemmeno un congiuntivo)
- amano fare shopping per raccontarlo alle amiche (certo, mica per comprare)
- vorrebbero essere amiche intime di Paris Hilton (io vorrei, se proprio devo desiderare qualcosa che includa Paris Hilton, che avesse un cervello)
- impazziscono per un graffio sulla macchina (ah, le donne eh?)
- si spacciano come sorelle e poi si fottono l'uomo della migliore amica (potrebbe essere vero)
- rendono pubblici i loro stati d'animo su facebook (certi uomini sono tanto patetici che certe volte mi chiedo se una prostituta non potrebbe risolvere tanta tristezza!)
- sono perennemente in ritardo (io sono pernnemente in anticipo: non dipende dal sesso, ma dall'ansia nevrotica)

Vi risparmio le altre solite banalate sugli argomenti prevedibili e che non mancano mai (non devo specificare, intuite no?).

Le affermazioni (o idioti luoghi comuni) sono divertenti per fare ironia e nemmeno uriticanti.
Quello che invece è preoccupante (e urticante) è il commento della solita cretina di turno in risposta a qualcuno che aveva obiettato che "donna è altro": "io mi rivedo in tutte le frasi, ma di certo non sono una gallina/oca; "la donna è altro" ma davvero??e cosa fa??gioca a calcio e lo segue insieme ai suoi amici maschi??io trovo ridicole le ragazze che lo fanno...e praticano cose da maschi...e anche quelle che mettono in mostra il loro spirito da "camionista"...la donna è simbolo di femminilità..se viene persa non capisco cosa rimane della donna..."
Forse i puntini di sospensione stra-usati, di sicuro, leggendo il commento, non il cervello.

Quindi ricapitolando, secondo il prototipo femminile sopra parlante, "conoscere tutti i tronisti di uomini e donne e nemmeno un congiuntivo";"aspettare una telefonata che non arriverà mai come un'illusa";"essere sempre in ritardo (e maleducata)"; "rendere pubblici patetici stati d'animo"; "fottere il ragazzo di un'amica" non sono da considerarsi criteri per stabilire l'appartenenza al genere animale, e precisamente alle oche.

E, sempre secondo la brillante tipa, seguire il calcio o essere attratti da attività considerate maschili (andare in moto da cross per esempio, dice la tipa in un secondo commento) è da persone ridicole "che lasciano uscire tutto il loro lato da camionista perdendo la femminilità". Invece, lasciando perdere i camionisti che magari non sono tutti-tutti così, gli uomini che urlano, volgari e osceni, sono meravigliosamente belli da vedere (e frequentare) no?

Magari è la maleducazione, la volgarità, in generale a dover essere condannata.
Magari.

Basta, sono esaurita (e poi sono quasi le 18.30, devo andare a casa).

Io, se fossi in voi, non ci crederei, questo è il link , cliccate e avrete la fede.

27 aprile 2010
408 [la maricaparlante] Bossisimpatia

Cos'è la Bossi simpatia?

Di certo non un modo di essere del soggetto Bossi Umberto, figuriamoci.

E non è nemmeno un mio invito personale al povero Bossi, al quale, di tappa, ne rimane ormai solo una.

Ma nessuno qui vuole certo mettere fretta alla signora con la falce.

Bossi ringrazi, senza martello.

 

Per "Bossisimpatia" si intende, io intendo, la tendenza riservata a "quelli come Bossi" (altrimenti detti "Lega, schifo e Co") di essere considerati altro dall'umanità.

 

Sì, altro dall’umanità.

 

Un esempio esplicativo.

Silvana Comaroli (ovviamente Lega Nord), ha recentemente proposto che agli immigrati, che desiderano aprire un’attività commerciale, venga prima richiesto il superamento di un test di lingua italiana.

Nulla in contrario ai test sulla lingua italiana in sé, è quel “agli immigrati” che mi suona leggermente razzista.

Perché, agli italiani farebbe male qualche congiuntivo indovinato?

E con Lapo Elkan che facciamo?

Non rimane che l'esilio.

 

Per sistemare le cose la riforma è stata così ampliata: (e) ad ogni bel negozietto nostrano è imposto un traduttore simultaneo di dialetto in modo che i clienti riescano a capire almeno tre sillabe del discorso.

 

Ma la Comaroli, che dio l’abbia in gloria, non si è fermata a questo primo, brillante, tentativo di legge razzista, e ha fatto domanda per rendere le cose anche più spiacevoli.

Si dorrebbe, secondo lei, prescrivere anche il divieto di aprire negozi con insegne in lingua straniera favorendo invece le insegne dialettali, o in limiti estremi, italiane.

 

Ecco perché la Comaroli può, e deve, essere definita una bossisimpatica.

 

Eppure nonostante la padania sia infestata di gente tanto spiacevole, non sul metro Camaroli (Bossi) io personalmente giudico ogni padano.

Non sul fatto che in una mensa ad Adro (servizio di giovedì scorso, annozero, Sandro Ruotolo), nel bresciano, è stato dimostrato tanto razzismo da poterci erigere un muro, mi metto a dar dire che a nord ogni muro è fatto di razzismo.

Può essere bossisimpatico anche un calabrese, per intenderci.

 

Insomma, mi sembra una regola, non dico di civiltà, ma sicuramente di buon senso non giudicare per categorie ma singolarmente.

 

Eppure su facebook anche le più banali leggi dell’intelligenza vengono capovolte da chicchessia.

 

Mi incuriosirebbero molto i complicati sistemi mentali che spingono i soggetti a parlare credendo di possedere il monopolio della verità se non mi facessero, prima di incuriosirmi, incazzare.

 

Stabiliamo un presupposto, così da non confonderci.

Generalizzare su qualsiasi gruppo, popolo, categoria è la cosa meno intelligente che una persona possa fare.

 

I gay sono pedofili, le lesbiche puttane e i negri puzzolenti sono stereotipi abominevoli che l’umanità ha usato per anni ed anni.

Falsi ovviamente.

 

Ma anche espressioni come: i napoletani sono tutti simpatici e ladri, i romani tutti coloriti e volgari, i milanesi tutti grigi e ordinati, i siciliani tutti bigotti e pieni d’agrumi sono da considerare semplificazioni stereotipate e proverbiali, da evitare.

 

Eppure, le persone che hanno la mente che funziona a stereotipi, si sono ingegnate per trovare sempre nuovi modi di agglomerare esseri umani in categorie.

 

L’ultima delle accuse che ho letto, su una bacheca di facebook, contro i romani ha dell’incredibile.

Essi sarebbero rei, secondo una signora cinquantaquattrenne, di non essere veramente simpatici come quelli dei “films” (eh, che peccato!)

 

Ma guarda un po’ te, che gente!

Non parlano tutti “amò, cioè, er toro, ‘a roma”, incredibile.

Non a tutti piace “er vino dei castelli” e qualcosa che c’entra con il baccalà (com’era la canzone?).

Assurdo.

 

La signora con cui ho amabilmente discusso (cioè, io ero amabile, lei molto meno) sosteneva che tutti i romani, essendo come un ex marito, un tassista e chissà cos’altro, siano poco gentili, irrimediabilmente cafoni e senza la simpatica pelata di Verdone.

 

Ci tengo a precisare che dell’offesa gratuita che indirettamente mi ha rivolto (esclusi i capelli di Verdone) non mi interessava molto; per me i termini “italiana” “romana” non significano nulla: io sono cosmopolita celebralmente, ed è tutta un'altra cosa.

 

Sono intervenuta con una battuta, anche cretina, solo per voler sottindendere alla signora, che sembrava parlare per diretta illuminazione divina, che le persone si giudicano singolarmente e non in base alla regione di appartenenza.

 

Quindi ho scritto con ironia stemperante: “invece la padania è ricca di simpaticoni come Bossi, caspita, sarà colpa del tevere?!” con uno smile. Non volevo entrare nella disputa “Nord vs Sud”(che è secondo me, piutttosto idiota), cercavo solo di farle capire quanto il suo giudizio fosse troppo generale.

Ho citato Bossi a caso, perché pensando alla “simpatia” è il primo che mi è venuto in mente.

 

La signora si è parecchio adirata per il mio “buttarmi sulla politica”.

 

E allora, insospettita, ho preso informazioni sulla donna e ho scoperto quale parte politica preferisse.

Eh, non devo nemmeno dirvelo, lo so.

 

Quindi, se prima avevo citato Bossi casualmente, dopo l’ho fatto con intenzione.

“Ci leggo un panno rosso” mi ha risposto lei.

 

Per la Comaroli sarà una vittoria: un esempio di qualcuno che comprende la lingua italiana.

 

Le ho dato del lei e le ho semplicissimamente spiegato, stavolta senza forme ironiche, che bisognerebbe dare giudizi singoli.

Lei mi ha risposto che devo smetterla di lanciare accuse e che si scusa per il tono confidenziale che aveva precedentemente usato.

“l’ho imparato a Roma” ha aggiunto.

 

Già, la devo smettere con le accuse.

 

Poi ha raccontato la sua storia di un tassista romano incivile dicendo che QUINDI (un’idea strana della conseguenzialità) a Roma la gentilezza è rara.

 

Io ho concluso dicendole che si può dire che tutti i tassisti di Roma siano poco gentile tanto quanto si può dire che tutte le donne che votano PdL siano galline vecchie inutili persino per il brodo. “Sono generalizzazioni sbagliate” ho aggiunto assicurandomi che il messaggio non le arrivasse distrorto.

 

Poi ovviamente, come fanno in tanti, non avendo null’altro da dirmi ha attaccato sul e con il personale; ha parlato della sua esperienza, della mia poca esperienza (nessuno che sappia essere originale!), di un suo linfoma e di qualche altra cosa.

 

Ho lasciato perdere, e quando lascio perdere è perché ho vinto platealmente.

Grazie per l’applauso spontaneo.

 

(*brutta, proprio brutta settimana, se vi interessa saperlo.)

31 marzo 2010
385 Dialoghi col feticista
Ieri sera ero in vena di conversazioni.
Conversazioni normali precisiamo.
Quindi ho aperto la chat su facebook, cosa che faccio una volta ogni 3 mesi.
Quello che segue è il risultato, che ho salvato personalmente, quando mi sono resa conto dell'eccezionalità del soggetto.
 

22:09 Daniele

come stai

22:09Marica

Bè, ciao!

bene, tu?

22:10 Daniele

di dove sei

22:10Marica

di Roma

22:10 Daniele

vogliamo fidansarci

22:11Marica

Certo, anche

ma magari aspetto che ti ricordi il mio nome anche domani per decidere

22:11 Daniele

marika

22:11Marica

ecco, hai già sbagliato

con la c!

22:12 Daniele

marica

22:12Marica

oki, ci avviciniamo al fidanzamento

adesso servono di sapere i segni zodiagali no?

22:13 Daniele

cancro tu

22:13Marica

oh, proprio cancro?

non è che ci vado molto d'accordo

Acquario

22:14 Daniele ci fidanziamo si o no

22:15Marica

no, dopo attenta riflessione direi che non è proprio il caso

22:16 Daniele

ti piace annusare i piedi

22:16Marica

lo sai che sei quasi spaventoso?

22:17 Daniele

voglio leggere i segni dei tuoi piedi

22:17Marica

prima o dopo un libro di grammatica?

22:19 Daniele

tu a casa tua hai le scale a chiocciola

22:19Marica

un sacco di scale a chiocciola

perché?

22:20 Daniele

ci sei mai salita a piedi nudi

22:20Marica

perché la fissa con i piedi?

ti piace tipo essere calpestato?

22:21 Daniele

ti vorrei dare un bacio

22:23Marica

eh, immagino sui piedi vero?

raccontami, da che nasce questa passione

?

22:25 Daniele

se io e te ci mettiamo insieme ti faccio vedere come salgo nello scalandrino a piedi nudi

22:25Marica

sìsì, non discuto sia interessantissimo da vedere

ma non rispondi mai alle mie domande?

22:26 Daniele

dai mettemoce insieme

22:26Marica

mettemoce?

è quasi più spaventoso dei piedi

perché non vai da un neurologo bravo?

oh, anche da uno psicologo..

22:29 Daniele

tua madre sa nuotare

22:29Marica

vuoi fidanzarti con lei ora?

22:29 Daniele

si dirglelo

22:29Marica

oh, hai risposto?

bello

facciamo progresso

*progressi

22:30 Daniele

tua madre che sa fare in piscina

22:31Marica

quanti anni hai?

22:31 Daniele

25

22:32Marica

e già stai messo così?

la tua che fa in piscina?

22:32 Daniele

niente e la tua

22:33Marica

mia nonna la verticale

22:34 Daniele

tu ci sai salire nello scalandrino

22:34Marica

cos'è uno scalandrino?

22:35 Daniele

se vieni a casa mia te lo faccio vedee

22:36Marica

ahaha

questa era buona, bravo!

 

             
 
 
Ho cercato di fargli domande “da inchiesta giornalistica” per avere materiale, ma il ragazzo era interessato solo ai piedi, allo scalandrino (veramente, cos’è uno scalandrino?) e al fidanzarsi.
Che poi, quello che non capisco è: ma per farmi vedere i piedi e tutto il resto, c’era bisogno ci fidanzassimo ufficialmente?
Un feticista tradizionalista mi pare troppo veramente.
 
La conversazione è finita poco dopo.
Non riporto la parte finale perché poi il tipo ha iniziato ad essere più esplicito e meno simpatico.
L'ho eliminato dopo altri 3 minuti circa.
Solo virtualmente.
 
Devo dire però che qualcosa di questa conversazione mi osessionerà più o meno per sempre: cosa renda eccitante vedere qualcuno scendere a piedi nudi le scale a chiocciola per esempio.
25 marzo 2010
381 Arte di parte

Ho fatto amicizia con un tipo su facebook che scrive squola.

Una delle poche amicizie che ho richiesto personalmente.

Perché amo spiare l’incivile che c’è nel prossimo tuo.

Come in te stesso.

Diciamo, aggiuntivamente, che il ragazzo in questione, è l’autore di uno dei miei gruppi preferiti.

Ne cito testualmente il titolo: “per noi che nonostante habbiamo quasi 18 hanni….non ci comprano il cel” .

(e ho voluto perfezionare maiuscole e minuscole per renderlo leggibile)

 

L'ortografia mi ucciderà.

O mi farà uccidere.

Oggi dettavo un documento alla mia collega.

Leggittimamente.

Lo ha scritto lei.

Word lo segnava in rosso.

E lei si chiedeva come mai.

E’ stata un gioia (cattiva, infame, brutta, da "all'inferno senza passare dal via", lo so) poterle dire che c’era un g di troppo.

 

Volevo scrivere un post su un mio difetto e mi sono messa a parlare dell’ortografia degli altri.

Questo è quello che si chiama favoritismo, spirito di sopravvivenza, attaccamento alla propria persona: ad un processo nemmeno io mi crederei.

 

Dicevo del difetto.

Cioè, del difetto di stasera, mica pretendo di farne una lista completa in un solo post.

Non so disegnare.

No, ma detto così non sembra veramente quello che è.

Io adorerei saper disegnare.

E’ una delle cose che ho sempre fatto contenta.

No, forse no.

Io adoro l’odore del foglio bianco.

Adoro comprare tantissimi colori e vederli vicino al foglio bianco pronti per essere usati.

Adoro vedere la matita appena temperata e la gomma bianca mai usata. Magia.

 

Poi prendo in mano la matita, tiro due righe, non vengono perfette, non mi va minimamente di sporcare la gomma, lascio perdere e la magia soccombe.

 

Una volta, mi pare facessi la terza media, l’insegnate ci diede (dette è meglio? io odio il passato remoto nella formulazione linguisitca) da fare un disegno per casa.

Un disegno che doveva rappresentare “l’infinito”.

 

Io mi presentai in classe con il foglio bianco, fingendo di aver pensato che per me quello era “l’infinito”.

"Infinito" volli sostenere "perché è l’inizio di tutto e quindi potenzialmente pieno di scelte infinite. Infinito perché potrebbe contentere tutto e, quindi, non contiene nulla di finito".

Tremenda.

 

Lei fu molto soddifatta della mia genialità (ed ecco perché giurisprudenza).

Presi il voto più alto tra un tetro dissenso di tutti quelli che avevano passato il pomeriggio a disegnare mari e cieli toccarsi.

 

Ed io ero solo incapace a disegnare.

 

Ho una certa manualità, tipo pongo, creta, cera, restauri di casette del presepe (non sono brava, ho detto che ho una certa manualità!) ma nel disegnare veramente (anche l’astratto) sono un fallimento totale.

 

Allora, fatte le premesse, proprongo un quesito di difficile soluzione.

Tra i due quadri, riconoscereste quale ha dipinto Kandiskij e quale no?

 

(Alcuni cerchi -Vasilij Kandiskij, 1926 Olio su tela 140x140 New York, the Salomon R. Guggenheim Museum)

 

(Non lo so -Non Kandiskij sicuramente, 2010, bic su foglio, Roma, nel cestino)

 

 

Credevo sarebbe stato troppo difficile, quindi ho aggiunto le descrizioni.

Scusate se vi ho rovinato il gioco.

10 gennaio 2010
336 [facebook] Rivelazioni
Visto che odio fare gli auguri su facebook, faccio da qui tanti auguri di buon compleanno al mio amico free (ma speriamo che non si metta a fare il vecchio, più del solito!)

Ditemi la verità.
Sono giorni che non dormite, che non mangiate, che non guardate la partita, ossessionati da un'unica domanda, sempre la stessa...

Sono giorni che quei colori vi martellano la testa...
Tanti, diversi, predominante, mi sembra, il nero.

Aveta paura, io lo so.

Anche di accendere facebook.
Paura che una montagna di inspiegabili colori faccia capolino tra una bacheca e un'altra.

E la domanda, "perché tutte le ragazze mettono come status un colore?", l'avete sempre in testa ma non sapete a chi porla, nè con chi parlarne.
E l'ossessione, in un circolo vizioso, vi paralizza il cervello (ho esagerato!).

Niente paura, LadyMarica è arrivata per liberarvi dai dubbi.

Parliamo seriamente: quanti uomini se ne saranno accorti?
Non che io non abbia fiducia nel genere maschile, ma so per esperienza che sono...distratti.
Dicono di dimenticare, ma in realtà non prestano proprio attenzione.
(Riferimenti puramente casuali)

E quindi, mi domando, avrete fatto caso che quasi tutte le bacheche femminili hanno il colore?

Credevo fosse una moda idiota partita da chissà quale ragazzina, e quindi 3 giorni fa, quando mi è arrivato il primo invito per questo "gioco svedese" non mi sono data la pena di partecipare.
Poi ho inziato a vedere che in tutte le bacheche c'era il colore.
Anche alcune blogger partecipavano, insomma, persone più serie di quelle che mi avevano mandato l'invito.
Allora ho pensato: "vabbe', devo partecipare anche io!"
E l'ho scritto.
(premio per l'originalità del colore almeno!?)

Siete pronti?
Uomini, ve lo dico in esclusiva (quasi): 
ogni ragazza doveva scrivere il colore del reggiseno che portava in quel momento.

E' un gioco anche idiota se vogliamo, ma le domande sul "perché il colore?" circolavano veramente.
Cosa singolare: soprattutto tra le ragazze non ancora informate del giochetto.

Bene, molto bene.
Adesso siete preparati.
Pronti ad affrontare quei colori a testa alta.

(se il prossimo gioco riguarda le mutande io mi cancello da facebook! -si scherza eh, oramai controllo il mondo dal mio profilo!)
21 dicembre 2009
325 Certezze di vita

Parliamo delle nuove impostazioni della privacy su facebook.

Non sono la cosa più bella mai vista?

Già, perché fiumi (e laghi) di persone non hanno avuto la capacità, il tempo, la voglia o l'interesse di cambiarle e rimanere alle vecchie impostazioni privacy ed hanno dato accesso libero a bacheche, foto, commenti ecc ecc.

 

E in quei fiumi ora, stormi di impiccioni, fanno il bagno.

E quindi ne ho lette delle belle!

 

Per esempio, una ragazza, parlava della Santissima Trinità:

 

-Mi sono innamorata di un ragazzo.

-Un altro mi provoca, ogni volta che ci parlo, convulsioni d'eccitazione.

-E poi c'è lui, a cui voglio molto bene, molto molto bene.

(nb: quest'ultimo è il fidanzato!)

 

Trinità.

Santitissima Trinità.

In un certo senso la ragazza è sfortunata, nella religione cristiana alla fine la trinità coincide (si riassume?) in una sola "persona", credo invece che i tre ci tengano a rimanere scissi.

 

Anzi, credo proprio che lei, con un'intelligenza almeno sufficente, abbia evitato di parlare delle "esistenze multiple", e magari si sia limitata a "è un amico per me".

E già, come se qualcuno ancora ci credesse..

 

"Fra un uomo e una donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia."

 

Ora io non sarei portata a credere alle parole dei santi, ma Oscar Wilde fa eccezione.

 

Passiamo oltre.

I miei regali di Natale sono scontati, sono arrivata a capirlo.

 

Però, se eliminiamo la parola "scontati" dal vocabolario mondiale possiamo anche guardare il lato positivo.

E' una delle poche certezze della vita: "che regalo farà Marica? Libri".

 

Il luogo in cui si comprano i libri è, per cominciare, pulito e con un odore gradevole (perché qualcuno fa regali nella pescheria? No, ma in profumeria sì, e non sempre il profumo non puzza).

E poi è uno solo: un unico grande ambiente (a più piani se sai dove andare -ma arrivo).

 

E poi i libri.

Colorati, esteticamente belli (esclusa quanche edizione -per esempio "l'adelphi" che io personalmente non amo), dalla ampissima varietà.

 

E poi i libri sono rettangolari.

Cosa c'è di più facile da incartare?

Ed il pacchetto difficilmente si rompe, anche se cade il danno è minimo.

 

Tutti punti favorevoli.

 

E non ho ancora parlato del piacere che si prova (o che solo io provo) a girare per ore ed ore, tra scaffali e scaffali, leggendo i titoli, osservando le copertine, occhieggiando le trame e  soppesando i volumi.

 

Se poi hai la fortuna di vivere a Roma (anche se io sono milanese. Per vocazione) c'è la libreria di Termini (la stazione no?).

 

Tre piani, un'orgia di carta.

 

Ieri io e Ce ci abbiamo passato almeno 3 ore.

 

Ho visto un libro di Sergio Quinzio (un commento alla Bibbia) che avrei acquistato se il prezzo non fosse stato così proibitivo (42 euro), e poi, nella sezione informatica, un meraviglioso libro su come creare e mantenere un blog.

Quattordici euro, un prezzo che potevo permettermi, ma a comprarlo mi sono sentita una demente (autocritica) e così ho evitato.

 

Ho optato per un libricino noir (un altro Pinketts) dal prezzo contenuto (feltrinelli, economico, sette euro e mezzo- "Lazzaro vieni fuori").

 

Mi sembra una blogvendita.

 

Ripensandoci comprerei il libro sul blog, troverei un post geniale (con conclusione, visto che a me mancano sempre) e diventerei famosa.

Naturalemente senza direi mai a nessuno il trucco.

 

(okay, ho saltato -perché non esiste- il passaggio logico che lega il "scrivere un post geniale" e il "diventare famosa").

 

ps: vi sbalordirò con il post degli auguri, è una promessa!

(lanciare sempre sassolini che invoglino il lettore a tornare per il prossimo post primo punto del manuale!)

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Curiosità
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unimarica@hotmail.it

 

 

Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE