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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
24 aprile 2013
Due di notte e mi è tornata l'inappetenza per il dormire. Proprio ora che avevo stabilito un certo ritmo. Interrotto da chissà cosa. Dal rumore, ogni notte, di una goccia d'acqua che sale le scale. O così mi viene in mente...

Per vedere come continua questo post e per capire che cosa farnetico di gocce che salgono le scale basta cliccare sul titolo!
13 agosto 2011
633 Alle 20 tre respiri. Ma brevi

Così oggi pomeriggio ancora in lacrime, ancora lacerata dal vuoto cosmico, ho deciso di telefonargli. Ho preso il coraggio, ho pensato positivamente che un limite al peggio c'è, ho composto il numero e l’ho chiamato.

Ma questa è la versione da Gossip Girl.

 

In realtà la faccenda è stata molto meno istintiva e ganza. Mia madre, stanca di pianti isterici e debolezza mortale, mi ha quasi messo il telefono in mano con il numero composto dicendo che o lo chiamavo subito o lo avrebbe fatto lei. Ed io pur di non farmi prendere in giro dall’uomo fino all’eternità ho chiamato. Incredibilmente lui si ricordava di me. E già sentirgli dire “mi ricordo perfettamente” mi ha scaldato il cuore. Poi abbiamo fissato un appuntamento per venerdì prossimo.

Solita ora, solito luogo, solita tariffa.

E mi sento molto più leggera a pensare che mi siederò di nuovo sulla sua sedia, lui mi guarderà con gli occhi azzurri e mi chiederà cosa c’è che non va. Io piangerò anche tentando di non farlo, lui guarderà l’orologio e mi dirà “ci rivediamo venerdì prossimo”. Gli darò 50 euro prendendo per me la convinzione di essere stata ascoltata. Ma che dico, anche capita!

 

Eppure mi sento meglio veramente. Ancora non alleggerita dei 50 euro ma meglio. Sembra come di poter tornare indietro di mesi e mesi, a quando ero, almeno, tendente alla felicità. Oh sì, perché c’è stato un momento in cui lo ero. Quello che mi fa sorridere è che se avessi potuto esprimere un desiderio allora mi sarei chiesta più vicino ad oggi, senza sapere che poi avrei, oggi, desiderato assolutamente tornare indietro.

 

Poi sono stata felice, veramente, almeno per qualche tempo. Forse una settimana. Molto felice. Periodo di massimo splendore. Ma più in alto vai e più cadere fa male. E questa si chiama banalità.

Ora ho paura, costantemente e di tutto. Sull’idiotissimo piano sentimentale, temo di affezionarmi a qualcuno che non può darmi certezze. Cosa decisamente comune (oltre che giusta): nessuno può darmi certezze prima dell’affetto o anche solo prima di un po’ di conoscenza come io vorrei. Già la sicurezza del dopo è una finzione, figuriamoci quella del prima.

 

E’ come sempre colpa dei miei: non hanno stipulato il contratto di matrimonio alla mia nascita con uno sconosciuto. 

 

I perché io, che ero quella che blaterava di tranquillità, coppie libere, l’agnosticismo dell’amore, il sesso facile e tante altre cose, sia caduta in questo terrore, li conto più o meno tutti ma metterli in ordine, tirarli fuori e restarli a guardare, con l’aiuto di doctor (che è uno psicologo se non lo avessi spiegato bene) non può che farmi bene. E forse potrei riuscire a capire il perché di questa ansia, senza motivo, che mi prende pensando alle cose più strane.

Sono arrivata ai livelli massimi: mi ci sveglio certe mattine che credo di non poterne respirare.

 

Qualche sera fa parlavo con un ragazzo in fb. Oramai la chat di fb è casa mia. Non so perché gli ho detto una cosa che non dico mai a nessuno, una cosa molto personale, fisica, che mi riguarda. E lo conosco veramente pochissimo. E lui ha detto “per aver fatto una cosa del genere devi aver i coglioni!”

Intendiamoci, io non volevo gratificazioni, non ero alla ricerca di consensi, ammetto che lo so da me che è una cosa impressionante e piuttosto difficile e che ad averla fatta da sola, con la mia sola forza, proprio uno schifo non sono, però sentirlo buttato lì, sentito messo così senza abbellimenti, senza riflessioni su “come, quanto e quando” o su “sano, non sano” mi ha fatto effetto. Come mi avesse suggerito che sì, non ho solo rimediato alla mia stupidità, ho fatto qualcosa che magari non tutti riescono a  fare.

 

Quindi ho i coglioni, mi va bene, però anche l’ansia da cambiamento, o per meglio dire, una totale perdita delle priorità. E’ come se improvvisamente io non sapessi più cosa volere e lo volessi tutto insieme, velocemente. Voglio divertirmi, conoscere persone, sempre più persone e allo stesso tempo voglio essere considerata quello che ero prima e apprezzata per quello e solo quello. E’ ambivalente e complicato.

 

Quindi stasera, ultima botta presa e portata a casa (non ne vorrei parlare, non ancora, se permettete) ho stilato un programma.  Programma che mi vedrà morta e che gestisce ogni mio movimento dalla sveglia, passando per la doccia e per il primo caffè. Un programma scritto veramente eh, tipo per bambini con problemi comportamentali/mentali.

Il programma include una sveglia delle 7 precise ogni mattina, un’ora di corsa (sperando sia l’orario giusto stavolta) poi una doccia e un caffè. In seguito prevede altre attività che variano di giorno in giorno (adesso ricordo un centro estivo -o sociale?) e cercano di dare tempo a internet sì, ma poco, sempre meno, quasi a disintossicarmi. Il tempo per la scrittura, invece, è garantito dai diritti civili.

Il programma prevede persino 15g di nutella quando il mondo sembra distruggermi: 80 calorie per un po’ di felicità.

Lo so che è quasi folle oltre che molto maniacale ma è l’unico modo per salvarmi, per cercare di mandar via un po’ di ansia o almeno l’ansia del fare. E in più il cercare di regolarizzare tutto dovrebbe aver come scopo anche quello di ricordarmi di studiare quando ho finito con le crisi isteriche e i messaggini da adolescente sul telefonino.

 

Agosto non è il mese giusto per la rinasciata, ci vedo meglio settembre, il settembre che ricordi la scuola. Però, intento, possiamo far esercizio.

12 novembre 2010
521 [filosofie alternative] Come sarà la fine del mondo
Quello che mi dicevo stamattina, circa alle 10, era: “non ci pensare nemmeno (di passare altro tempo a pensare “alle fate”) e studia”.

Quindi ho deciso di prendere in mano la penna.

E quella, che fa?

Si suicida, esplodendo.


Fuori una.
Decido, quindi, di abbandonare la scrittura e passare all’orale (e sì, avevo altre penne, però io credo al destino –no, mento).

Inizio, quindi, a ripetere qualche cosetta, a voce alta, ma non troppo.

Okay, forse troppo perché non sento aprirsi la porta (e richiudersi).

Arriva l’ingegnere.


Passo indietro.

Forse mi sono dimenticata di precisare che ero in ufficio, stamattina, ma non c’era nessuno.

Ero a “arriva l’ingegnere” (che in larga parte mi detesta, e ha ragione avendo letto la mia tesina al liceo dal titolo “amore e morte”. Quando ci ripenso mi detesto anche io. Come si può essere tanto stucchevoli?).

Comunque lui entra e mi trova lì a farneticare. Ora potrebbe aver intuito che stavo “studiando” ma io credo che pensi che sono anche diventata matta e che quando non ho altro da fare, mi faccio due chiacchiere da sola (mi sembra che fosse Seneca a dire che quando voleva farsi due risate si prestava a un bel dialogo interno).

 

Così ho mandato al diavolo carta e penna e ho deciso di fare una pausa-post (ma breve che devo parlare con Hume e con i suoi problemi!).

 

Ricomincio con le filosofie alternative, quelle che potete sentire o direttamente in una facoltà di filosofia o applicate allo studio della filosofia.

 

Oddio, oggi ne ho una soltanto, perché con l’avvicinarsi dell’esame (24 novembre. Che rimane 24 novembre sia se ve lo stavate chiedendo sia se non lo stavate facendo) più che ascoltare gli altri che parlano, studio (o provo a).

 

Ma veniamo all’esposizione della filosofia-alternativistica.

Bisogna partire dalla contestualizzazione.

Allora, io stavo cercando di spiegare al mio ascoltatore perché la finalità umana potrebbe riassumersi con una finalità biologica della riproduzione (come in tutti gli esseri viventi), lasciando alla soggettività propria dei singoli uomini le finalità più “umane”.


Lui mi lascia concludere e poi dice: “Marica, ma potremmo dire quindi che non rispettare i nostri scopi biologici sia ontologicamente una violazione?”

Io non credo di capire e dico un "mah" e lui, serio serio, propone di non perdere tempo e passare subito alla pratica della riproduzione.

 

Non è tanto la richiesta sessuale con fini filosofici a sconvolgermi, quello che proprio mi terrorizza è pensare ad un universo, ipotetico, con altre me.  

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE