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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
13 febbraio 2013
A causa dei malfunzionamenti del cannocchiale, questo blog si è trasferito in un posto migliore. E non è nemmeno morto.

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2 agosto 2011
630 Fritto misto

"sono lontani quei momenti, quando uno sguardo provocava turbamenti" 

                            

E io mi meraviglio.

E questa meraviglia mi offre il pretesto per un post serio. Ma non si dovrebbero scrivere posti seri d’estete. Non è normale, non è naturale, non è salutare, non è nemmeno igienico.

Nemmeno dietetico se qui può starci il punto.

 

Due giorni fa sono entrata in una tavola calda in cui, in totale, nei miei quasi ventitre anni di vita (vorrei una crema antirughe grazie!) sarò stata sicuramente meno di dieci volte. A Salerno per giunta. A Roma sono entrata in pizzerie più di dieci volte in ventitre anni e sicuro non parlo ai proprietari né loro si ricordano di me e forse nemmeno io di loro.

 

In questa tavola calda si serve pizza sì ma fritta o, andando sul più leggero, timballi di fritto con salsa fritta e ripassati nella friggitrice. Persino l’insalata ha qualcosa di fritto. Nonostante questo la tipa che queste robe le schiaffa nel piatto, prima di far cassa, è magra e alta. Bruttina a dimostrazione che magrezza non è bellezza. Ma sticazzi della bellezza se si può essere magri. Anche solo magri. In più porta, la tipa magra e bruttina, un crocifisso al collo. Se però per essere magri bisogna aver anche la croce allora, forse, è meglio non esserlo. Ma questo non significa che sia meglio essere grassi eh. Non lo so, ci devo pensare.

 

La tipa della pizzeria si ricorda di me, a quanto ho capito entrando quel giorno.

Ed è qui l’incipit, è qui che mi meraviglio. E non soltanto perché si ricordava di me, quello lo capisco, ma perché ha avuto, non so nemmeno come dire, il coraggio, usiamo questa espressione, di dirmi cose che non si permettono nemmeno le mie amiche. Amiche ipotetiche dico, io sono asociale e certo non ho amiche e comunque, anche le avessi, se si permettessero di dirmi cose del genere già non lo sarebbero più.

Io, che certi argomenti li fiuto anche nel fritto oramai, ho visto la signora pronta a seppellirmi in un kg di fatti non suoi e sono scappata fuori con i miei pomodori anche loro in fuga. Dalla frittura.

 

Lo so, non si capisce niente così.

Riprovo.

 

Io pranzavo in una pizzeria salernitana in cui sono entrata, in totale, meno di dieci volte. In nessuna di queste volte ho mai parlato con la tipa bruttina, cattolica ma magra, che schiaffa il fritto nei piatti al banco. E quella oggi, tanto per farlo, ha pensato che sui pomodori gradissi anche un po’ di affari miei strimpellati da lei. Quando qualcuno vuole parlare di quell’argomento, che io non nomino ma che per chiarezza da post possiamo definire “argomento riguardante l’aspetto fisico”, e vi sorprenderebbe sapere quanti ne vogliono parlare, sempre, continuativamente, anche per ore, io glielo leggo in faccia. Se riesco scappo lontana se non lo faccio rispondo a brandelli.

 

La tipa, con gesti orrendi più che con parole, non a me che quindi ero già lontana, ma ad altri che ovviamente mi hanno riportato il fatto, ha sottolineato qualche grandioso cambiamento veda in me. Tutti in ginocchio allora. Poi ha detto qualcosa su quanto io ora sia bella.

 

Il “quanto sei bella ora” (ancora in ginocchio, grazie) è una frase meravigliosa perché consente di mascherare finemente l’insulto. Gli idioti ci perderanno tutto il giorno a pensare a "bella" dimenticandosi, volutamente, di “ora”.

 

Io sono bruttina, grazie, e gradisco restare nella mia condizione. Oramai mi ci sono acclimatata.

 

Ma sono bruttina ora come prima. Tutto il resto è un’altra storia, una cosa che con la bellezza, c’entra nulla.

 

Tutto il resto è la mia più grande vittoria e la mia più grande sconfitta, parallelamente.

Possibile?

E’ la vittoria della mia incredibile forza di volontà, certo. Ma è la sconfitta del mio personalissimo problema col mondo. Non sono riuscita a smuoverlo di un centimetro, non sono riuscita a far notare che ero un essere umano con intelligenza e qualità prima così come lo sono, se lo sono, ora. Sono la prima a definirmi una stupida, il punto non è quello, il punto è che ero ieri quello che sono oggi.

No, ma non è corretto nemmeno così. Nessuno è quello che era ieri anche se ci si spera sempre un po’. Quello che non sono riuscita a fare è dimostrare, sempre al mondo, da brava illusa, che non ero, e non sono giudicabile preventivamente, come nessuno lo è. Potevo e posso essere stupida, certo, ma come tutti, non stupida preventivamente per estetica.  

 

Con i cambiamenti fisici non cambia il (basso) livello della mia intelligenza, non divento più umana, meno pezzo di carne da sbrindellare qui e lì, da studiare approfonditamente. Non divento improvvisamente più rispettabile ora. Non divento meno stereotipo. Non lo ero prima, tutto qui.

 

Ma non ci sono riuscita, a spiegarlo al mondo, e allora ho adattato me. E' diventato più facile ad un certo punto. Ed eccola la sconfitta che mi permette di vivere molto meglio: sono cambiata io per avere la stessa forma che il mondo trova appropriata. E ne sono contenta eh, ogni giorno di più. E certo l’ho deciso io, nessun altro. Però adesso che posso dire la mia, visto che sono dotata di apparente normalità oramai, ci tengo a dire che quell’ora, chiunque, ma soprattutto la magra schiaffatrice di fritto, può tenerselo ben stretto. Non c’è nessun ora perché per me non c’era nessun così diverso prima. E chiunque pensi veramente di vedere ora bellezza è solo un idiota che la bellezza non l’ha mai vista veramente.

Non voglio far la buonista e dire che la bellezza è solo interiore, per carità, dico solo, o lo vorrei, che la bellezza è un certo insieme di roba, di proporzioni, di pensieri, di profumi, non una mera questione di misure e parametri.

 

E non che questo mi faccia rientrare nella categoria, assolutamente, ma l'ho già detto sopra.

  

La signora dell'altro giorno è stata il mondo. O una sua apparizione. E mi ha fatto sentire il suo gesto orrendo nell’ora, ancora una volta, affatto nel prima.

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

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pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

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Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

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