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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
12 dicembre 2012
Quella volta che mi lanciò la spazzatura
La cosa che mi sento dire più spesso in questo periodo è “che mani fredde!”. Oggi me lo ha detto persino il cassiere del supermercato. Stavo digitando il codice del bancomat e lui teneva l'aggeggio bancomat per facilitarmi la cosa. Io con una mano imbustavo un ananas, del pollo e il latte più magro che esista (forse acqua) mentre con l'altra, per centrare i numeri, stringevo l'aggeggio bancomat e credo di avergli sfiorato un dito.
Non me ne sono accorta subito, francamente, perché pensavo al telefono, ai numeri del codice, ai baci, a premere il verde. Troppe cose sparse per una mente stipata come la mia.
Quindi lui mi ha sorriso, dicendomi delle mani fredde, e io gli ho risposto con gli occhi più dolci che riesco a fare. Niente di importante.

Così, mani fredde, si è beccata l'influenza. Immancabile e natalizia. Ma certo non vi tedierò con i miei capogiri.

Il fatto è che mani fredde, ovviamente io, è una persona a cui dispiace apparire poco precisa. Quindi oggi, nonostante avessi male a ogni osso (piangete per me, che io quando mi sento male sono una moribonda -aggiungiamolo, dicono i link su fb, alla lista delle mie mancanze femminili!) sono uscita, nel freddo della quasi sera, per andare da Fa. l'uomo che dovrebbe curarmi le psicosi e che invece mi farà diventare matta. Fa. non è uno psicologo normale, Fa. è un divertentissimo e originalissimo folle-profondo.

Oggi mi ha lanciato la spazzatura. E non intendo usare una metafora eh, me l'ha lanciata veramente.
Gli stavo dicendo che la mia paura più grande è quella di dire delle cretinate, per questo, spesso, preferisco il silenzio.
Così lui mi ha chiesto cosa potesse fare, lui, perché io lo considerassi cretino. Ovviamente non sapevo che dirgli. Ma ho capito dopo, dopo la spazzatura, che era quello, il non avere la risposta, quello a cui voleva farmi arrivare. Quindi, nel mio silenzio famoso, ha iniziato a rovistare tra la spazzatura, lasciandomi a bocca aperta, e a lanciarmela, in modo aggraziato, certo, evitando rifiuti putridi, addosso. Ho uno strano impulso, ad affarrere le cose che mi si lanciano: ecco Fa. Queste sono il genere di cose per cui io mi do della cretina. Comunque alla sua domanda “sono abbastanza cretino così?”, io ho risposto che più che cretino è un provocatorio, lui mi ha sorriso, mi ha dato ragione (evento rarissimo) e mi ha detto che io e lui, nel fare i cretini, abbiamo lo stesso problema: non siamo cretini quindi difficilmente possiamo farlo. Molto carino. Ma 10 minuti dopo mi ha dato dell'ottusa per il fatto che io credo solo ai miei pensieri e molto poco al provare l'esperienza. Credo, insomma, che le cose andranno come penso e questo mi immobilizza.

Poi Fa. Mi ha rivelato una cosa a cui, io che mi vanto di analizzarmi più spesso possibile (ha ragione, sono un'ottusa!), non avevo pensato: “sei talmente tanto ancorata alla paura che non riesci nemmeno a sentirla. Tu vivi di paura, costantemente. Basta che non conosci il percorso di un autobus, parole tue, e passi due giorni a piangere!”.

Ha ragione. Poi ha cercato di affrontare una delle mie paure più terrorizzanti: il mio corpo. Per un momento ho temuto che mi chiedesse di spogliarmi. Non oserebbe forse, ma dopo il lancio della spazzatura niente è così folle. Ma Fa. Sa che non gli serve arrivare a tanto, gli basta chiedermi di alzarmi dalla sedie e fare un giro della stanza perché io minacci, a voce alta, di fuggire terrorizzata. Ma oggi, alla sua pretesa che io mi alzassi dalla sedia, non si poteva dire di no, tanto era convinto. Così mi è venuto vicino, mi ha preso il braccio, ci siamo alzati e mi ha portata nel corridoio a passeggiare sotto braccio. La scena sarebbe stata esilarante se io non fossi stata terrorizzata dall'impredivibilità di tutto. Poi, a metà corridoio di ritorno, mi ha lasciata e mi ha detto di camminargli davanti. Volevo fuggire peggio che terrorizzata ma ho lasciato che succedesse.
La morale, per lui, ma io ci sto pensando, è che non è vero che non ho il coraggio per fare determinate cose (alzarmi quando uno mi guarda, parlare con un docente, sostenere un esame) è che mi prendo in giro, è che dovrei impormi.

Quindi Fa. mi ha regalato il mio primo proposito di questa fine d'anno e di anno prossimo: smettere di avere paura. O meglio, Fa. Dice che io sono allo stadio peggiore: devo prima imparare a distinguere la paura da me, staccandomene, e solo poi provare a eliminarle una per una.

L'antiinfluenzale inizia a fare effetto, muoio di caldo, mi faccio un po' di pubblicità, pubblico il post, lo rileggo fumando e chiudo le tende.

Ovviamente sono ancora iscritta qui. Se mi votate, tutti i giorni un voto al giorno, Fa. avrà meno problemi. Fatelo per lui oggi.
7 dicembre 2012
Però "lifestyle" è veramente troppo modaiolo per essere da me
LadyMarica è una persona strana. Ma ha amici essenzialmente molto gentili. Quindi, uno tra questi, le ha chiesto “perché non provi a iscriverti qui? Forse ti voterei anche.” Forse. E così, per mettere alla prova il forse, ma anche perché mi diverto abbastanza a leggere e scrivere, eccomi che mi iscrivo al concorso per blogger: Grazia "Blogger we want you".

Parlare di me è la cosa più facile che mi si possa chiedere. Poi c'è chi sostiene che tanto non lo faccio mai veramente e chi, come me, sostiene che non faccio altro.

Odio il calcio e i cestini del supermercato che si trascinano e fanno rumore. Trovo entrambi antiestetici.
Credo di avere una qualità ed è quella di saper giocare con le parole. Ho il senso della frase come direbbe Pinketts, uno scrittore milanese che leggo volentieri, considero geniale e che sono certa, di persona, detesterei. Ma Pinketts non rientra nel parlare di me, suppongo. Il fatto è che divago, divago sempre.
Sono grafomane grave e silenziosa a livelli esasperanti. Due cose che non ho ancora capito come posso possedere simultaneamente.
Sono composta da talmente tante parti che certe volte non mi riconosco.
Cerco l'invisibilità e sono un'egocentrica di prima categoria; cerco di non provare niente e poi sono sempre estrema.
Vivo di paranoie e film drammatici autosceneggiati.
Leggo, mai abbastanza, ma leggo. Studio filosofia. E la filosofia è la cosa più bella che mi sia mai capitata. Il vero amore. Passare la giornata a chiedermi se siamo cervelli in una vasca collegati a dei pc e non veri esseri umani è la mia occupazione più utile. A voi immaginare tutto il resto.
Odio i paroloni esasperanti. Forse li odio perché non ne sono capace e non li comprendo, ma mi racconto che semplicemente per me farsi capire dagli altri è essenziale al fine di poter dire di aver un pensiero di senso compiuto. Se gli altri non ci comprendono possiamo parlare col muro e dirci quanto siamo speciali anche se vaneggiamo del niente.

Su facebook sono fan del forno a microonde, delle melanzane, di Dobby (l'elfo domestico della saga Harry Potter), dei carboidrati, di Tarantino, dell'Oki (l'antidolorifico, sì), dei pregiudizi, della parola Belin. E lo dico perché mi pare fondamentalissimo.

Scrivo molte più parolacce di quelle che dico. E cerco di non scriverne quasi mai. Le trovo poco femminili.

Io e il cibo giochiamo una partita avvincente da quasi 23 anni. Dopo un vantaggio di 21 anni circa, adesso, pare che sia io quella che se la comanda. E credo anche di intendermene. Se mai volessi iscrivermi a una seconda laurea credo che sarebbe sulle scienze dell'alimentazione.

Tendenzialmente non amo e non provo sentimenti in genere, poi ci sono delle eccezioni. Domani saranno 4 anni che venero un certo ragazzo che mi considera, circa, una presenza di cui il mondo potrebbe benissimo far a meno. Ma lui lo direbbe in maniera assolutamente più divertente ed è per questo che continuo ad amarlo. Ripeto che tendenzialmente non amo o ho già spiegato bene quanto mi mento?

Sono convintamente atea ed è la mia migliore qualità. Ma sono anche, assolutamente, dittatoriale in questa materia: peggio dei cattolici considero gli agnostici, quelli secondo cui non ci sono prove né dell'esistenza di dio, né della sua non esistenza. L'onere della prova, cari agnostici, spetta a chi vuole provare qualcosa. Altrimenti elfi, gnomi, stregoni e la teiera invisibile nello spazio (Russell) avrebbero tutti pari dignità d'esistere come dio. Dio esiste quanto la teiera invisibile nello spazio di Russell, se è così mi va bene.

Sono anche leggermente cinefila ultimamente. Quindi ho apprezzato l'articolo di Grazia del 29 novembre “i più brutti film del 2012”, che trovate sulla rubrica cinema&tv, anche perché, in effetti, sono tanti i film che guardo e di quasi nessuno dico bene. L'autore si è dimenticato un paio di pellicole orrende tipo Twilight, l'ultima, speriamo, parte, ma lo capisco, infondo ammettere di aver visto Twilight dovrebbe essere un motivo di vergogna da tenere segreto anche ai parenti più stretti. Perché non vederlo? Trama inverosimile anche se ammettiamo esistano i vampiri, attori molto più belli che bravi. E, ovviamente, si ripetono che si amano molte più volte di quanto dicano i loro nomi. Insomma, quando esci puoi non ricordarti come si chiama lei, come si chiama lui, ma sicuramente ti ricorderai che si amano. Non so se l'ho già detto che loro si amano e che questo è un motivo per non vedere il film.

In compenso l'autore cita film che non guarderei nemmeno fossi ubriaca. L'era glaciale 4 è uno di questi.

Vorrei essere una persona positiva e dirvi il titolo di qualche film, del 2012, che vale la pena di vedere, ma proprio non me ne vengono in mente. Li avrò saltati al cinema.

Quindi ho concluso. Non preoccupatevi troppo di votarmi che tanto l'autostima in me è un parametro assente. Però, gentilmente, fatelo che non ci vuole niente.

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE