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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
16 aprile 2013
Gioire del “bello” (che non si esaurisce certo nella dimensione estetica) credo che sia un'inclinazione umana per nulla secondaria a quella di mangiare, bere e riprodursi. Ovviamente nel mondo moderno, chissà se primariamente in quello occidentale, il bello viene comunemente confuso con la...

Il cannocchiale mi dà ai nervi ultimamente per le sue continue mancanze. Quindi questo post continua su webnode. Basta cliccare sul titolo.



5 settembre 2011
640 La guerra di Marica (semi-cit.)

Nuovo inizio post.

E tutti quelli che scrivo e poi (anche giustamente) non pubblico mi si accumulano sotto, in una specie di anti inferno, colpevoli di mancare del coraggio per essere pubblicati ma anche di quello per essere cancellati definitivamente.

Chi non ha problemi col definitivamente?

 

La mia testa sta morendo di fame.

E basandomi sulla mia poco interessante esperienza io chiamo questa fame "il terzo tipo di fame": il più ostico da controllare, sempre secondo me.

 

La fame allo stomaco è la mia fame preferita. Per calmarla basta un the, un’insalata, un po' di pollo. E’ fame abbastanza vera (la fame vera, vera la provano in pochi, direi) e si risolve mangiando qualcosa di normalissimo. E’ la fame delle persone normali, ripeto, la migliore.

 

Poi c’è la fame da gola.

Non è una fame disperata, non se presa in tempo. E’ facilmente eludibile, infatti, se hai un programma.

Oh sì, un programma! Con un programma ferreo si può ritagliare uno spazio (la cui ampiezza è inversamente proporzionale ai risultati di una dieta ovviamente) in cui inserire qualcosa che questa fame da gola la plachi.

 

E poi c’è la già citata fame da testa.

E non significa voler mangiare cervelli umani, no. Significa semplicemente che è la testa ad aver bisogno, come reazione immediata, istantanea, macchinale ad uno o più “pensieri” di mangiare ovvero di attivare le mani per afferrare il cibo, di attivare i denti, la lingua, la bocca per sminuzzarlo, ingerirlo e di attivare lo stomaco più tutto l’apparato digestivo per assorbirlo. C’è una finzione di lieto fine: la testa (vuota) si riempie, trovando così finalmente pace. Ma mentre trova pace ovviamente si scorda di considerare i danni che la bilancia il giorno dopo segnerà.

Sembra finire male ma in realtà un’ultima speranza c’è: la bilancia segna i danni solo se ti pesi. E questa è la grande vittoria della mente sul grasso. Però è anche vero che se scegli di non pesarti, per un numero significativo di volte, forse hai un problema.

 

La mia personalissima soluzione alla fame da testa? E’ discutibile ma sensata: sedano e cocacola zero. La cocacola zero, come qualsiasi bevanda gassata, farà pure male, ma ha l’indiscusso pregio di riempire velocemente lo stomaco. E’ comoda, fresca, già pronta, veloce, senza calorie: la prendi, la stappi e la bevi.

E in questa lotta conta solo la velocità.

Il sedano, che funziona altrettanto bene essendo un cibo disgustoso e poco calorico, richiede però un minimo di programmazione: perché può capitare che se non ce l’hai bello pronto in frigo, la merendina che incontri prima sulla tua strada, si farà mangiare. Bastarda.

Non è una fame razionale, ripeto, non scegli un bel niente, semplicemente apri il frigo, o la credenza o qualsiasi cosa, prendi e ingurgiti, veloce.

 

Cambiamo fronte: domani, dunque, Berlino.

Ed ecco una delle cose a cui gradirei non pensare: il viaggio. Ma non il viaggio fisico, è proprio il “lasciare casa” (e detesto essere così). A Berlino, presto o tardi (ma dopo aver imparato il tedesco, grazie) vorrei andarci a vivere, figuriamoci se mi posso far problemi per andarci 4 giorni, in vacanza.

E’ il “partire” a impensierirmi, il pensare a quello che lasci e quello che prendi. Non so spiegarlo meglio, pazienza.

 

Credo saranno 4 giorni senza internet. Perché gli internet point te li tirano dietro, vero, ma è il tempo per fermartici che manca o si spera manchi.

 

Berlino è una città molto grande, di solito si corre qui e lì per vederla tutta. Io stavolta vorrei far meno gita turistica e vederla in profondità più che in ampiezza.

Ci vado per “ripartire da Berlino”, come riprova di questi nuovi inizi che sembrano spingere da tutte le parti per venir fuori o, meno grandiosamente, ci vado a settembre, in questo settembre, come punto di un’estate che mi è sembrata, sul serio, non finire mai (negativamente parlando), in cui il tempo mi si buttava addosso, in eccedenza, asfissiandomi. Colpa mia che l’ho gestito male, senza dubbio.

 

Niente (o tutto), siamo arrivati alle solitissime raccomandazioni finali. Mi raccomando, come sempre, in primo luogo, la lavanda, che ha bisogno di essere annaffiata, non d’acqua ma di parole, qualsiasi parola va bene ma preferisce le venga letto Wilde. Me lo disse mesi fa. Gentilmente buttate anche un occhio a quei maleducati che lasciano sacchetti di plastica e rifiuti di vario genere sul mio terreno (i c.d. troll insomma). Raccomandate al vicino di non far scorrazzare i cani sulla lavanda almeno non più di quanto già faccia ora mentre io fingo di non vederlo. Caricate un numero imprecisato di volte questa pagina che senza le mie visite continue si sentirà molto sola. E soprattutto festeggiate il suo compleanno: l’otto di questo mese qui si fanno i tre anni di blog, mio dio.

27 gennaio 2011
560 [facebook] Donne ricordabili

Su fb, tanto per fare qualcosa di nuovo, gira un giochetto. Anche carino.

Dopo i giorni in cui tutti erano cartoni animati e quello in cui tutti erano artisti attualmente penso possiate notare che tutti sono donne. Tante donne diverse e per la maggior parte, io vedo, in bianco e nero.

E’ un avvenimento voluto per ricordare grandi donne del passato e per sottolineare come la figura emergente dalla cronaca politica di oggi non rappresenti nulla, meno che mai le donne.

 

Se scegliere un cartone animato o un artista è stato abbastanza semplice, scegliere una donna è stato parecchio più complicato. Forse sono semplicemente meno informata sulle figure femminili di rilievo, forse nascondo una sorta di maschilismo latente, scegliete voi.

 

Il fatto è che a me la categoria donne per come essa stessa si comporta (e non solo per come viene dipinta) non piace.

Perché la colpa dell’immagine che viene trasmessa (stampata o televisiva) delle donne è, sì dei giornali e delle tv che seguono una certa politica, ma è anche delle stesse donne.

Ruby, per fare un esempio banale, non è una vittima della stampa.

Le donne che si prestano a certi giochi, quelle che vogliono far carriera facile (Signora Minetti grazie per essersi offerta volontaria come esempio!), quelle interessate ai soldi, quelle oche e intramontabili sono tutte responsabili dell’immagine femminile compromessa.

 

Immagine femminile compromessa o semplicemente più reale?

Se la maggioranza fosse questa?

Laddove non c’è il voler arrivare facile, la facilità di mostrarsi, io trovo una sconfinata idiozia.

Sarò cattiva, ma la banalità e il qualunquismo investono il 60% delle donne che conosco. Forse qualcosa in più.

 

Non so se mi spiego bene.

Io vedo, attualmente, la categoria generale (ma generalizzando si sbaglia sempre -sottolineo che non parlo di "tutte le donne che conosco, figuriamci, qualcuna la sposerei per quanto mi piace!) donne schiacciata da due parti che non mi piacciono per niente: quella delle ragazze giovani che vogliono arrivare senza impegnarsi ma con le gambe ad apertura facile (e a giurisprudenza ne vedevo di ogni, vabbe’) o quelle dalla rigida morale, reflusso cattolico, che mancano completamente di originalità, spessore, interesse.

 

Mi dispiace dirlo ma negli “uomini” io non vedo questo rigido schieramento. Gli imbecilli ci sono in ogni dove, nessuno lo mette in dubbio, io parlo di una maggioranza di quello che vedo (che nel mondo è più o meno catalogabile come nulla, ma questo blog, sfortunatamente per voi, è mio).

 

Non sto certamente facendo una campagna a favore di chi lascia passare sempre e solo una determinata immagine della donna e sono assolutamente convinta che il “cercare donne da stimare”  e metterle come immagine profilo sia una scelta intelligente e di valore, però bisogna ammettere e sottolineare che se le donne danno sempre una stessa immagine (per quanto schifo possa fare la tv, la società e tutto, le c.d. Ruby non sono costrette) perché in realtà sono quell’immagine.

 

Facciamo un passo in un’altra direzione.

Vogliamo parlare dei rapporti tra donne?

Amore-tesoro, e poi hai un coltello conficcato in una spalla.

E sempre e solo donne fanno queste cose, questi giochetti ipocriti, tra loro.

E’ più facile trovare due donne (intelligenti) che litigano per idiozie che due uomini (sempre intelligenti).

Ed è un altro motivo per cui la categoria donne (sempre con le dovute eccezioni, ripeto) non mi piace.

 

E ovviamente c’è poi il tassello amore. Caratteristica peculiare delle donne di oggi (che sacrificherebbero anche il cervello) e di ieri.

Donne promettenti, rivoluzionarie, intelligenti si sono messe ai margini di un fornello perché “amavano”.

Certo, possiamo parlare dell’influenza che la società maschilista esercitava, ed esercita, ma non possiamo dimenticare che anche donne “libere dal matrimonio” hanno rinunciato a tutto in nome di un presunto amore. Di presunti figli. Di presunte età biologiche.

 

Non ho nulla contro chi ama, ma quando sento storie di donne che hanno perso il senno, la carriera e la grandezza per un non-amore mi si contorce lo stomaco.

A ritrovarlo dico.

 

Sono tutti punti, seppur accentuati dalla società, dai contesti storici e politici, che esistono e vanno sottolineati affinché le donne intelligente (ed esistono!) ci pensino.

 

Ci sono donne che hanno rappresentato dignitosamente la categoria femminile, secondo me sono meno degli uomini (uccidetemi pure a colpi di pietre), ma ci sono. Per fare qualche esempio io personalmente citerei Emily Dickinson, Anna Politoskaia, Sabina Spielrein, Gianna Nannini, George Eliot. E ce ne sono tante altre.

 

Io, personalmente, ho scelto di essere (su fb, ovviamente) Hannah Arendt. Filosofa, ebrea di nascita, tedesca, naturalizzata usa, sperando di sottolineare, nella ricorrenza dell’apertura dei cancelli di Aushwitz, il riferimento alla giornata della memoria.

 

La Arendt, filosofa politica soprattutto, non è certo stata immune dal problema degli amori impossibili. Si innamorò e frequentò segretamente, guarda tu che caso, il suo professore di filosofia Heidegger (un filosofo teoretico con abbastanza chiare tendenze al nazismo). Non dimenticò mai l’amore per questo anche dopo aver preso coscienza delle sue tendenze politiche tanto che testimoniò al processo, tenutosi contro di lui, in suo favore.

La sua filosofia però non ne venne influenzata e mai in modo decisivo e questo secondo me la rende una grande donna, una che ha saputo amare fino a soffrirne ma che è anche riuscita a discostarsi dal sentimento a vantaggio della cultura e di un pensiero filosofico chiaro.

 

C’è differenza tra amare e lasciarsi lacerare dall’ossessione nevrotica. Un’infinita differenza.

 

Con Hannah Arendt oltre a ricordare una grande persona voglio anche sottolineare come io non stia dicendo che la categoria femminile dovrebbe alienarsi dai sentimenti, mettere i pantaloni, fare l’uomo e sparare al nemico, anzi, io credo che le donne sbaglino proprio in questo voler essere “come l’uomo”. Non possono essere come l’uomo essendo donne, è evidente. Ma non ce n'è alcun bisogno. L'aspirare a diventare come è semplicemente quello che ancora ci portiamo di una posizione "inferiore". Non esiste una posizione inferiore e una superiore, esistono uomo e donna, due esseri umani diversi, che devono rimanere diversi (altrimenti dove sarebbe il bello?) ma con uguali diritti, doveri, possibilità, opportunità e valore.  In una parola, cose diverse ma allo stesso livello.

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



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