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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
22 ottobre 2012
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29 giugno 2012
Idee sulla volgarità
Nessuno pensa al futuro di venerdì notte. Così dicono.
La fregatura è che nessuno pensa al futuro nemmeno di giovedì notte se poi il giorno dopo lo chiamano festa. A Roma festeggiamo santi. Amen. Io non sono cattolica, per carità, ma sono festeggiante.

Più che non farmi pensare al futuro i finesettimana, festeggiativi, lunghi sortiscono in me due effetti indesiderati: mi fanno fumare a livelli incredibilmente idioti e mi fanno pensare a livelli incredibilmente pericolosi.
E notare come idioti e pericolosi siano, in questo caso, assolutamente invertibili e quindi, in questo caso, sinonimi.

Non penso al futuro, su quello penso poco, e male, durante la settimana. Penso alle cose irreali, infruttuose, “sul senso dell’esistenza”, della mia, egoisticamente, esistenza.
Penso al senso. Errore grossolano da cui fuggo nelle ore diurne ma da cui mi lascio legare in quelle notturne.
Immagine, essere, priorità. Tutto si mischia. Mi sembra di non ballare al tempo giusto. Crudele per chi come amerebbe saper ballare. Ah, ma io non lo so fare nemmeno fuori dalla metafora.

Ho scurito i capelli. Frivolezza mi rendo conto. Eppure mi pesa: mi ha cambiato i lineamenti. Adesso sembro esattamente quello che non ho mai voluto essere. Una, come sento dire alla romanità, panterona. Volgare, artefatta. Si schiariranno, certo, il problema non è quello.

Curioso, ma l’ho sempre trovato tale, quanto un corpo che non riesce ad assomigliarci ci faccia penare. Devo citare Pirandello? Sì, è opportuno: “ per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere!”.
La trovo una calamità. Perché, giriamo la faccenda, se le mie idee fossero decentemente interessanti e i miei capelli, cozzando con la mia faccia, orrendamente volgari allora, gli altri, crederebbero di ascoltare, senza sentire, volgarità. E non è un problema solo con “gli altri”, francamente non ho così gran considerazione dell’alterità. Mi succede spesso, su messenger per esempio, di dover togliere la foto del mio volto reale, mettendoci una Lady Oscar a caso, per parlare con un certo ragazzo perché quando mi guardo il viso io mi sento che non sarei interessante con quella, mia, faccia. E’ un’assurdità patologica bella e buona. Però Pirandello un po’ mi consola: significa che non sono matta completamente, al massimo, un tantino strana, difficile, boh, catalogatemi dove vi piace.

Mi sforzo, a volte, di lasciarmi in quel quadratino di foto. Non spesso mi convinco.
Ovviamente le cose si complicano quando devo parlare con la mia vera faccia, la mia vera voce, la vera, corporalmente, me stessa. Difficile, per me, far quadrare le mie parole con la mia corporeità. Spesso cado in un mutismo d’agonia. Non affogo mai, purtroppo.

Sarà per questo che la dimensione scritta, per me, ha molta più facilità. Esami, conversazioni, conoscenze. Scrivendo le cose mi appaiono più semplici. Perché c’è una tempistica differente e più tempo per riflettere? Anche, ma soprattutto perché non espongo nulla di fisico, non espongo nessuna parte che non è, esattamente, come voglio io. Non so se mi spiego. Decido io forma, struttura e contenuti e non mi devo preoccupare che le cose appaiano diverse da quello che voglio far essere (e si potrebbe dire ancora apparire ma poi entriamo nel filosofico maniacale nietzschiano).
Apparenza e concetto, mi sembra, quando scrivo, si corrispondono.

Per carità, non sto dicendo di voler vivere di relazioni epistolari. Sto solo dicendo che la mia difficoltà a parlare, solita e noiosa francamente, non è dovuta a niente se non al fatto che non mi corrispondo fisicamente, che non riesco a vedermici. Non è un problema di capelli, come l’ho pur messa inizialmente, è un problema di auto credibilità. Sono noiosa?
Stavo leggendo Russell nel pomeriggio e lui dice che un romanzo tutto brio, dalla prima pagina all’ultima, è quasi sempre un romanzo mediocre.
E questa la dico qui, così, non tanto per giustificarmi, quanto per essere d’accordo: i romanzi migliori che ho letto sono quelli in cui sopporti pagine e pagine di descrizioni senza brio. Perdonerete comunque, spero, anche se non ho giustificazioni d’autore, questi miei post a serietà esplosa.

Adesso il primo che commenta dicendo che questo è un post volgare prende ovviamente il massimo dei punti.


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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE