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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
27 marzo 2013
A causa dei malfunzionamenti del cannocchiale, questo blog si è trasferito in un posto migliore. E non è nemmeno morto.

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permalink | inviato da LadyMarica il 27/3/2013 alle 17:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
17 dicembre 2010
539 Fatima alla Mecca

Ci sono momenti della vita in cui le certezze crollano e bisogna rendersi conto che un qualche dio a cui rivolgere preghiere da qualche parte deve pur esistere.
Almeno nella misura in cui esistono le preghiere da rivolgergli.


Non importa che tu sappia che non esiste, non importa nemmeno che tu sappia di essere una persona razionale e non importa nemmeno che potresti passare almeno tre ore a spiegare perché le preghiere non fanno esistere dio.
E non importa, tutto questo, perché può capitare, a chiunque, di aver bisogno di un miracolo.


Capita per esempio di dover partire per una “crociera di Natale” che mille secoli fa avevi accettato (e proposto tu stessa, mio dio!) di fare, giustamente a Natale, e di scoprirsi non propriamente una “tipa da cena di gala”. "Scoprirsi", in realtà saperlo già.

 

Ah, della partenza non vi avevo detto nulla.

Ed era meglio: mi garantiva un certo successo nel non pensarci. Ma oramai domenica è peggio che arrivata: molto prossima.

E molto prossima è peggio che arrivata per ovvi motivi. Arrivare è il passo appena precedente al “passare”, “molto prossima” non è il passo precedente di nulla, tranne che dell’ansia dell'arrivare.


E non è che tu voglia fare la gran fica, sulla barca dico, basterebbe non avere questa “faccia da intellettuale” (si usa, nel gergo delle commesse/parrucchiere/rivenditrici, per dire “sfigata”), se non per te almeno per quelli con cui parti.

 

Quindi ci vuole un miracolo.

E il miracolo, come tutti i miracoli, inizia dalla fede, dalla testa: io farei dai capelli.

 

Ecco perché può succedere, alle due di pomeriggio, che un'atea convinta si trovi ad una fermata della metropolitana ad aspettare Fatima che ti miracolarizzi i capelli.

L'appuntamento al mio miracolo l'ho dato io.

Avere il numero del tuo miracolo, di Fatima precisamente, ha i suoi vantaggi.

Eccetto quando sbagli numero e ti ritrovi a dire ad una estranea “salve, parlo con Fatima?”. Perché c’è tutta la probabilità del mondo che non ti prendano sul serio e ti mandino alla Mecca. Dalla concorrenza.

 

Alla fine, dopo giri e giri, ho parlato con Fatima, quella vera.

Ancora non passata al vaglio del miracoloso ma con buone credenziali, fosse altro che per il nome.

 

Quindi ci troviamo alla metro, deciso.

Ed io la vedo.

La vedo perché è impossibile non vederla, non perché mi appaia.

 

Lei non mi immaginava così, ne sono certa, e fatica non poco a capire che voglio da lei.

 

Le persone che chiamano Fatima sono leggermente belle.

O almeno aspirano alla.

Io non faccio parte della categoria.

Forse “belle” non esprime bene, diciamo che le persone che chiamano Fatima hanno una certa cura particolare di se stesse che rientra in lampade, tatuaggi, capelli lunghissimi, unghie finte ecc

Insomma ci tengono alla loro bellezza.

Ed io non faccio parte nemmeno di questa categoria, che forse è la stessa di sopra.

 

Come da tradizione miracolosa generale non capisco niente di quello che mi dice parlando io solo italiano e lei solo poco italiano. Ma questo è fondamentale nelle apparizioni miracolose in genere, altrimenti alcuna pastorella ignorante direbbe di aver visto, sul serio, la Madonna.

 

Comunque, appurato che lei è Fatima ed io Marica, ci avviamo verso il luogo stabilito per il miracolo.

 

Lei è una madonna nera.

Che è nera lo vedo subito, non propriamente per la pelle, più che altro per uno strano fagotto che porta legato sulle spalle con una coperta: suo figlio, Bubi, sei mesi.

Non so se mi spiego, è più una questione di “dettagli tradizionali” (o tradizionalmente stereotipati) che di colore vero e proprio: non avrei fatto caso al colore della pelle se non fosse stato per il suo modo di fare (e "fare caso" significa solo notare).

 

E’ mediamente bella e stringe alla mano libera un’altra ragazzina: Babi.

Molto bellina, seria seria, che non mi degna di un sorriso nonostante io abbia ripetutamente cercato di ispirarle un po’ di simpatia, vabbe'.

 

Fatima, Bubi, Babi ed io arriviamo a casa.

Lei cambia il bambino, dà da mangiare alla ragazzina mentre io non so se andarmene per lasciarle piena libertà o se rimanere per non farle perdere tempo in attesa del suo dirmi “viene a me”.

Tanto per precisare forse questa è più da pokemon che da frase religiosa, non so.

 

Decido di rimanere ferma in quella stanza, ma girata verso il muro: una via di mezzo.

 

Poi Fatima mi fa sedere e inizia a toccarmi i capelli.

A tratti penso che mi strangolerà e a tratti guardo sua figlia che versa il mcflurry sulla mia sedia mentre mi fissa con due occhi neri come il mare di notte che vedi da una festante nave da crociera (è un come triste se ve lo state chiedendo).

 

Sorrido alla bambina, pensando che della sedia mi frega meno che del mio collo.

Banale istinto di sopravvivenza.

 

Il piccolo Bubi, ancora e sempre sulla schiena della madre, intanto inizia a piangere.

Fatima non si ferma dal lavoro tra i miei capelli ma improvvisa una danza che io non vedo ma sento nelle sue dita.

 

Le sue mani volano tra i miei capelli, intrecciando qua e là.

E’ quando prende l’ago e inzia a conficcarmelo nelle trecce da lei fatte che, Fatima, mi porta a veder le stelle.

E non solo le stelle, anche l’inferno e il paradiso.

 

Oddio, sembra stia parlando di un orgasmo, abbiate pazienza.

 

Fa male, tanto male.

Forse come partorire, se si partorisse dalla testa.

 

Mentre sono lì-lì per morire di dolore la ragazzina finalmente mi sorride e mi chiede di aprirle la sorpresa che le hanno dato al mc donald’s: un po' di luce nell'oscurità della sofferenza.
E' il miracolo!

Quindi apro il pacchetto, monto e lei finalmente mi dà un po’ di confidenza.

Visto che la sorpresa fa veramente schifo e c’è da restarne delusi le regalo un porta cellulare con sopra una bomboletta che a lei piace molto e si mette al collo come borsetta.
L'avrei regalata a qualsiasi bambina, non l'ho regalato a lei per motivi raziali, gliel'ho regalato perché la sorpresa faceva veramente schifo.
Non so perché ma mi verrebbe da precisarlo, soprattutto a sua madre.

Il tutto dura mezz’ora e il risultato è che ho tanto capelli che metà basterebbero a rendere “figli dei fiori” almeno una colonia di calvi.

 

Lei riprende tutte le sue cose, i figli e 180 euro, mi saluta con un bacio e scompare come è apparsa. Miracolosamente.

 

Io mi trovo lì con metà capelli miei e metà neri come la pece.

Sembro una strega con un cattivo parrucchiere.

 

Cure successive hanno reso i miei capelli e quelli finti omogenei.

Il risultato, finalmente, oggi, mi convince abbastanza.

Fosse solo l’influenza dei 180 euro.

 

Mi devo solo abituare a non spostarli tutti insieme per non creare trombe d’aria o cataclismi.

31 maggio 2010
422 Esclusiva, priorità blog
Post a immagini.
 
Eppure ne avrei di cose da dire.
In questa settimana, quante cose sono successe!
Tante che quasi quasi ho pensato di scrivere un bel post formato ironia stasera e pubblicare domani le foto che tengo nel pc da tre giorni e che vi ho "promesso" (direi decantato) oramai una settimana fa del "viola-nero".
 
Però sono stanca, sporca e con il vomito facile.
E così, che dovrei fare mentirvi?
Quindi rimando le mie disavventure-avventure a Mirabilandia (che detta così sembra veramente da post liceale) a poi (espressione senza alcuna reale collocazione temporale) e vi mostro il risultato delle tre giornate di lavoro in camera mia.
Più che risultato azzarderi processo.
 
(in principio)
 
(poi ladymarica e msdc diedero una "prima mano" di vernice)
 
(e il soffitto iniziava a prendere forma)
 
(dopo almeno quattro mani di vernicie -manca un passaggio intermedio? Ero occupata a verniciare, non potevo far foto!)
 
(eppoi, miracolosamente, il colore prendeva realtà)
 
(la tenda: un colpo di genio!)
 
(sistemata quasi ordinatamente soprattutto perché non ho fotografato gli scatoloni sotto al letto!)
 
(soffitto, il mio soffitto artistico)
 
(e in basso la firma -chi altri ha una camera d'autore? Le Emme sono un'associazione pericolosa -io, mia cugina e suo marito, tutti autori del capolavoro che avete ammirato).
 
Nota personale: si ringraziano i sopracitati della pazienza e dell'impegno, settimana prossima facciamo il salotto sfaticati!
24 maggio 2010
419 Affermazioni
Non sono molto lucida, potrebbe essere vero.

Sono molto stanca, altrettanto vero.

Avrei da dire un sacco di cose, verissimo.

Non sta sera, decisamente.

 

Giornate movimentate queste ultime.

Perché il trucco, quando vuoi pensare il meno possibile, è tenere occupato il fisico.

Ma lo sanno tutti, non ho inventato nessuna panacea.

 

Lo stancarsi quindi è una condizione necessaria.

 

Ho pitturato dei tavolini di legno da esterno, partecipato a pranzi del parentado e verniciato la cucina (con l’aiuto della mia santa e famosa msdc –mezza specie di cugina).

Nessuno le dica che ho detto santa, si offenderebbe.

Ieri abbiamo finito a mezzanotte.

Ed ho anche scoperto che, nonostante la mia buona volontà, a spennellare muri sono un'incapace.

 

Oggi pomeriggio, come premio, mi sono fatta una canna: è l’ultima, veramente, la devo smettere.

 

Quando fumo i pensieri spariscono tutti.

Provo a dire qualcosa di preciso: sento due “menti” che pensano simultaneamente; una è offuscata, intontita, vaneggiante e poi ce né un’altra, più profonda, che ascolta quello che la prima mente sta facendo.

Una delle due cerca di emergere, senza riuscirci.

Ma non saprei dire quale.

So dire con certezza però che questi discorsi mi preoccupano un poco.

Presto o tardi mi spiegherò meglio!

 

(La canna me la sono fatta nel pomeriggio, effetto svanito, parlo seriamente.)

 

Ad un certo punto comunque, quando l’effetto sta per svanire, i “pensieri” ricrollano tutti.

Senza preavviso.

Pensantemente.

Anche le cose più lontane, a cui non credevi di aver pensato ultimamente, a cui, in verità, non credevi di aver mai pensato.

E’ un po’ come svegliarsi da un’anestesia totale e sentire tutti i dolori che durante l’intervento non sentivi. Succede, garantisco io.

Solo che poi, per i dolori ti danno della morfina, per i pensieri, invece, puoi solo metterti a fare qualche altra cosa.

  

Ho sonno.

Cos’è, la prima volta che lo dico da mille anni?

Non mi ricordavo com’era aver veramente sonno, solitamente dormo per convenzione.

Sociale.

Familiare.

 

Domani iniziamo (io e msdc) a pitturare camera mia, per il momento vi dico solo i colori: nero e viola (viola lavanda, ovviamente).

 

Poi, se il lavoro verrà decente, pubblicherò le foto. Se verrà un’opera d’arte, invece, non lo farò, mantenedo l’esclusiva per qualche rivista.

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



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