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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
24 aprile 2013
Due di notte e mi è tornata l'inappetenza per il dormire. Proprio ora che avevo stabilito un certo ritmo. Interrotto da chissà cosa. Dal rumore, ogni notte, di una goccia d'acqua che sale le scale. O così mi viene in mente...

Per vedere come continua questo post e per capire che cosa farnetico di gocce che salgono le scale basta cliccare sul titolo!
2 giugno 2011
612 Marco voleva andarsene lontano (cit.)

Questo blog è diventato una fatica.

Che aspetto a lasciarlo agonizzare in pace? Sono testarda e a un miracolo di laicità ci spero sempre.

Non è un buon periodo, non so che farci.

 

Io credo alle coincidenze.

Cioè a quegli eventi casualissimi che sembrano essere combinati con intelligenza e perizia da enti superiori o da menti umane al servizio della tua vita ma che, invece, sono solo, appunto, eventi casuali. La consequenzialità, la concatenazione gliela diamo noi umani perché ne abbiamo bisogno, perché pensare che la nostra vita sia solo una combinazione tra caso e volontà (che il bilanciamento sia quella cosa che gli ottimisti chiamano felicità?) ci spaventa. Le coincidenze esistono e non sono “fatti del destino” o intenzioni di qualcuno che voleva farle apparire come casualità, sono coincidenze appunto.

 

No, la ricerca dell’uomo della mia vita, stranamente, in questo post, non c’entra niente. Godetevelo.

 

Ultimamente, lo avrete sentito dire (questa è una battuta, ridete), o lo avrete letto qui, sono mentalmente un po’ sofferente. Paure folli che non ho mai avuto, attacchi di panico improvvisi e immotivati, pensieri di morte e dannazione eterna. Vabbe’, togliete la dannazione eterna ma solo per deformazione professionale. Ultimamente, per dirla senza sintomi, la mia mente ha qualche problema a ricordarsi com’era prima.

Sono spaventata.

Da tante cose, tutte arrivate senza annunciarsi. Qualcuno dice che questo stato d’animo è legato al modo in cui mangio ultimamente (?!) ma io non credo, credo dipenda da paure dissotterrate improvvisamente da un qualche avvenimento non meglio identificabile (almeno qui).

 

Il punto del post è che per cercare di capir meglio se la mia mente ha problemi suoi o ha problemi che dipendono da cose che posso controllare ho effettuato l’accesso su un forum privato. E questo è il punto di cui il post. Perché la mia mente distorta era la premessa (divenuta divagazione) non il punto.

Al solito, mi sono persa.

 

E qui, nel forum, cade la coincidenza da post.

Un ragazzo a cui non avevo mai parlato prima di due giorni fa, ha scritto, in tre interventi soli in risposta ai miei, esattamente le cose che nemmeno io voglio ammettere a me stessa. Ha descritto perfettamente alcuni miei comportamenti, alcune cose che lui crede “proverò” in  futuro e che sono proprio le cose che mi hanno spinta a scrivere in quel forum. 

 

Quello che ha scritto mi ha colpita. E’ stata una coincidenza certo, un buffo caso ma c’è una sua frase che mi coglie in pieno e che io non avevo bene pensato prima di sentirla da lui.

Lui si è definito un tipo molto orso e poco incline alle paroline dolci (e anche qui non posso dire che non mi abbia ricordato qualcuno) e subito dopo mi ha detto che gli faccio venire in mente “una gattina abbandonata (dalla sua stessa autostima)”. Nonostante io apprezzi il diminutivo ma non mi senta molto felina ultimamente credo che “abbandonata” descriva bene il sentimento che provo.

Se dovessi trovare una sola parola per spiegare quello spavento di cui sono affetta (!) userei proprio l’abbandono: la paura che qualcosa, qualcuno, non lo so, se ne vada da me improvvisamente, senza tornare, senza che io possa far niente altro che seppellirlo poi, metaforicamente che sia.

 

Non so perché io senta forte l'idea di abbandono ultimamente: gente intorno ce n’è e per fortuna! Non è qualcosa di reale, io credo, non troppo almeno, è qualcosa “d’odore”.

  

I gelsomini sono fioriti e ovunque ne sento il profumo. La memoria involontaria mi “riportata” a una sensazione d’ansia, a un qualche motivo per essere preoccupata. E non solo non so cosa sia attualmente questa preoccupazione (almeno se la smetto di fare l’isterica per una preoccupazione che non ha motivo d'esistere), non so nemmeno a cosa sia legata nel passato, non ho veri ricordi negativi con i gelsomini, non mi sembra almeno. Okay, uno ce l’ho sono sincera però non è legato all’odore dei gelsomini ma al mio raccontare come sarebbe stato giugno a casa il loro fiorire.
Ritorniamo al padre morto? No grazie, nell’insalata niente aceto.

 

Non c’è un "da chi" in particolare in questo abbandono. Diciamo che ultimamente ho visto fallire rapporti in cui credevo molto (in una fantasia mia), ho visto superficialità in un rapporto a cui avevo pensato come possibilità di “futuro” (non so, non capisco ancora bene), ho visto persone a cui tenevo, a cui ho cercato di dimostrare affetto in un modo in cui non ho mai fatto (sarà poco ma è l’unico modo che conosco) trattarmi come una frivola conoscenza da blog.

 

Mi sento abbandonata da me stessa, forse anche. Mi sento abbandonata dalla mia solita buona capacità di “vedere le cose” prima di pensarci: non vedo niente, adesso; c’è un casino di roba uscita fuori qui e lì che non so ricollocare, buttare o, prima di rimettere a posto, lavare.

 

Non vedo dove sto andando, quello veramente non l’ho mai visto (eccetto un periodo che ricordo con una piacevolissima serenità: non ritrovabile), il problema è che non vedo nemmeno dove poggio i piedi proprio ora. Non resta che aspettare di scoprirlo credo. Precipitare o scoprire che era terra stabile è tutta una questione di conseguenza.

 

Spero di sbucciarmi un ginocchio e non di finire conficcata in un palo, tutto qui. Ma l'ansia di scoprirlo forse i maggior danni già li ha fatti.

6 aprile 2011
588 Cerchi

Tendiamo, pare, a voler lasciare di noi un’impressione migliore di quanto in realtà siamo. E peggio lo facciamo inconsapevolmente, quasi come fosse un istinto di salvazione della dignità, quasi fosse un modo per salvarci sempre. Ma questa non è una grande scoperta, lo si sa dalla notte dei tempi, solo che quando un post non parte io ricorro all’aiuto del generale che mi lascia prendere il via più facilmente.

Ed è questo il caso.

 

La notte insonne, difficile e lacrimevole che ho passato per motivi molto diversi e non tutti facilmente spiegabili, passando ha portato via anche una strana, fredda, ma intontita, consapevolezza che il non sonno mi suggeriva, precisamente, che è il mio momento di affrontare le cose. L’idea notturna fondamentalmente era costituita dal 1) scrivere un post (perché scrivere post sinceri su me stessa mi permette di capire le cose) e 2) affrontare quindi alcune situazioni.

Un’idea di corretta correttezza (spero abbiate gusti medievali in fatto di stile cfr “selva selvaggia”) che svanendo con la mattina mi ha lasciato un senso di terrore, di incapacità, di auto-critica esasperata, direi quasi disprezzo personale, di ansia e di fame incontrollati. La fame è l’unica cosa che posso risolvere attualmente, con il caffè.

Caffè che sto prendendo per endovena ma in cui dovrei fare un bagno per cercare di dare coraggio anche al resto del corpo: mi sono addormentata verso le 4 stanotte e mi sono svegliata alle 7, stamattina, anticipando di mezz’ora lo squillo della sveglia. Qualsiasi cosa dica, sono giustificata!

 

Non mi pesano tre ore di sonno, non se ho il caffè a portata di labbra, mi pesa aver perso quella splendida sensazione di saper quello che bisogna fare, di aver trovato un po’ di coraggio insomma. E possiamo discutere di quanto sia razionale e sensato trovare il coraggio per la scelta giusta in una notte insonne. Che poi coraggio non è nemmeno l’espressione giusta. Perché essere coraggiosi è una virtù abbastanza epica, qui si tratta di non essere codardi che è solo un non difetto.

Non codardi e coraggiosi non sono sinonimi.

 

Come mi si diceva ieri sera mi comporto da “grande stronza” ultimamente (sempre cit.). E qui non stiamo discutendo su quanto sia preoccupante l’insulto, che comprendo nei termini di un rapporto particolare e abbastanza confidenziale, quello che mi dà da pensare è il retroscena, diciamo così. Me lo stesse dicendo Padre Pio o qualcuno di quella specie io lo capirei e mi direi che è sostanzialmente un giudizio morale estremo che non può andare d’accordo con me, ma se me lo dice chi di norma viene definito stronzo credo dalla maggior parte delle donne, forse è il caso di pensarci sul serio.

Perché non si tratta di dire “questo non si fa perché è immorale”, si tratta di dire che ci sono modi e modi per farlo, e il mio sta facendo schifo.

 

Credevo di essere una persona leale, che mente raramente, invece sono una codarda, senza spina dorsale e con la paura di fare una scelta che possa implicare anche, alla fine, la solitudine, la perdita, senza ritorni, di qualcosa.

Non è specificatamente paura della solitudine ma di certo, in un qualche fondo, c’è una paura di abbandono, o più che altro di abbandonare qualcosa e di scoprire solo dopo quanto era importante. Forse paura dell’abbandono è fuorviante, è anche peggio: è paura di prendersi la responsabilità di abbandonare.

Quindi oltre che codarda sono anche egoista. Certo, perché se uno si preoccupasse anche di qualcosa al di fuori di se stesso dovrebbe tener conto del fatto che non fare qualcosa per la paura di fare una scelta sbagliata, anzi, controproducente, è da merde (sono incline alla parolacce auto-rivoltemi).

 

E, perché anche se faccio l’atea e la cinica ho un qualche senso spirituale parecchio pronunciato (ma questo non rende dio più esistente, rende solo me più debole e più “alla ricerca”), mi chiedo se il fatto che stia succedendo ora, in questo mese, a quasi un anno da una vecchia storia triste, non sia in qualche maniera una specie di segno. Non un segno che mi mandano dall’aldilà, per carità, così idiota non sono, diciamo un segno che mi suggerisce me stessa, una me stessa che non ascolto sempre, una me stessa che non parla direttamente, che "sente". E’ come se il fatto che stia succedendo ora e non un mese fa significhi, per me stessa, che in qualche modo c’è una circolarità, come piccoli cerchi che si incastrano e che forse è il momento giusto, che forse adesso me lo posso e me lo devo permettere.

 

Quello che mi preoccupa è che il precario equilibrio su cui oggi poggio i piedi potrebbe cedere al più piccolo movimento delle assi sottostanti perché non le ho certo messe bene, anzi, direi che sono fortunata a stare ferma, attualmente. E se ne levassi una, se levassi quella sbagliata, potrei cadere a terra.

Ma è ancora essere codardi ed ancora essere egoisti. La paura di cadere sarà certo razionale quanto il cercare di non farsi male ma certo non può essere una base della vita. A volte bisogna sporcarsi di merda, a volte bisogna lasciarsi far del male, a volte bisogna lanciarsi per vedere se si riesce a volare. Si può finire per terra e ci si possono rompere le ossa, questo sì. E non sto dicendo che comunque è meglio rischiare che non farlo, non è da me questo qualunquismo di metafore, sto dicendo che la sofferenza non è meno vita della gioia e che la si affronta anche quando non si è pronti, che sfuggire ci rende solo meno vivi e assolutamente non più felici.

 

E questo post incommentabile non significa un beato niente, è pieno di parolacce, di metafore consumate, di isterismi, di non-sensi e anche di banalità.

Ma è sangue.

(ladymarica una volta era simpatica, ho dei testimoni!)

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE