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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
16 aprile 2013
Gioire del “bello” (che non si esaurisce certo nella dimensione estetica) credo che sia un'inclinazione umana per nulla secondaria a quella di mangiare, bere e riprodursi. Ovviamente nel mondo moderno, chissà se primariamente in quello occidentale, il bello viene comunemente confuso con la...

Il cannocchiale mi dà ai nervi ultimamente per le sue continue mancanze. Quindi questo post continua su webnode. Basta cliccare sul titolo.



31 maggio 2011
611 Dimenticanze isteriche

Ho scoperto stasera voci parlanti su di me, alle mie spalle, quando io non ci sono.

Aspettate che ci ho messo troppe cose.

Non possono le voci parlanti parlare su di me e contemporaneamente alle mie spalle. Al massimo possono parlare sulle mie spalle se mi stendo a pancia in giù sul letto. Quello che proprio non possono conciliare è che parlino di me alle mie spalle (o come abbiamo giustamente rivisto sulle mie spalle) quando non ci sono. E’ una questione ovvia e fisica: se non ci sono io non ci sono nemmeno le mie spalle.

Comunque, pur non avendo capito quale combinazione metaforica-proverbiale sia più consona la storia non cambia di molto: ci sono persone che quando io non ci sono parlano di me. E precisamente dicono: “ultimamente Marica è isterica!”.

Scusate, ma vi sembro isterica? E soprattutto perché limitare a ultimamente?

 

La faccenda comunque, le voci su di me quando io non ci sono (?), mi ha fatto diventare isterica. Ecco, adesso sì.  Se l’isterismo lo notano anche gli altri forse è tempo di farsi curare. Peccato che decido di chiamare lo psicologo solo a quest'ora e mai ad orario consono per una telefonata.

Sarebbe giusto che uno psicologo comprendesse le fisse dei suoi pazienti e fosse disponibile ad avere una paziente che telefono solo alle 2 di notte.

 

E a proposito di giusto tanto vale, vista l'ora, l'isterismo di cui sopra, e l'insonnia solita, parlare delle beghe mentali che il film che ho visto sul divano della msdc (mezza specie di cugina) venerdì pomeriggio mi ha fatto venire in mente.

 

Intanto c’è una questione di fondo non so quanto risolvibile: il mondo funziona come vorrei io o come tristemente è?

 

Io credo di pensare (ma perché lo penso senza volerlo pensare?) che la giustizia sia molto relativa al “sistema” (di vita, di pensiero, di idea) in cui collochiamo la cosa che deve essere giusta/ingiusta.

Sostenere questo equivale però, per logica direi, anche a sostenere che essendo la giustizia relativa al sistema di riferimento e prendendo in considerazione quello di un omofobo, sia giusto pensare che gli omosessuali vadano discriminati. E questo va contro tutto quello che io credo ovviamente. Quello che io vorrei poter affermare (e lo affermo, assolutamente!) è che in qualunque sistema è ingiusto discriminare sulla base di una preferenza sessuale. Per fare questo però devo necessariamente non considerare la giustizia come relativa al sistema ma la devo considerare come poggiante su qualcosa di solido e indistruttibile, qualcosa di evidente e indiscutibile. E, morto dio, dove la trovo una cosa almeno potenzialmente simile?

 

A me viene sempre in mente la forza degli assiomi, quella roba che non va spiegata perché è ovvia, evidente a tutti, così e innegabile della matematica. Ecco, il mondo come vorrei io (e che voglio credere ma forse non credo) poggia su assiomi evidenti a tutti di giustizia e ingiustizia. Discriminare le persone per i gusti sessuali non è sbagliato per me perché io vivo in un sistema mio ma è sbagliato in generale per tutti. 

 

Torniamo al film.

La trama è semplice semplice.

Alcune persone vengono prese per un lavoro. Un esperimento di 14 giorni in un finto carcere. Alcuni tra i scelti fanno i prigionieri e altri le guardie. Inutile dirlo in brevissimo tempo le guardie scoprono come sia bello giocare a fare dio e i prigionieri scoprono quanto sia divertente fare le vittime e/o i rivoltosi.

 

Le guardie commettono ogni sorta di orrore: iniziano con l’obbligare delle flessioni ai detenuti per comportamenti errati e dopo poco passano ad urinare in testa loro per punirli di comportamenti sempre più sbagliati (bè, sbagliati?). I detenuti non ci stanno: si ribellano, si alleano, si fanno forza e massacrano letteralmente di botte le guardie.

Ed io ho pensato vedendo un detenuto picchiare la peggiore delle guardie: “bene così, ammazzalo!”

 

Il fatto è che, ho pensato dopo, in quel sistema di riferimento, in quel carcere senza uscita alcuna, “la giustizia” ci viene fatta credere coincidente con la vendetta. Ma lo è? La vendetta non è giustizia, su questo penso di essere abbastanza sicura, ma nel caso in cui, come nel film, manca completamento un riferimento più vasto (la realtà) e l’unica cosa che si vede è un certo mondo, un certo sistema (il finto carcere), allora anche la giustizia si riproporziona a quel sistema ristretto?

 

Nel momento della vendetta (massacrante) finale la giustizia, sembra volerci dire il regista del film, è proprio quella. Non è più la Giustizia quella del mondo ma è una giustizia di violenza e sangue, una giustizia orrenda e raccapricciante. E soprattutto che, in virtù degli assiomi evidenti di cui dicevamo prima, non è giustizia (massacrare, uccidere, umiliare la dignità umana credo siano tutti punti-assiomi di ingiustizia).

 

Il male per vendicare male non può portare al bene ma solo ad altro male. Anche le guardie, all’interno del sistema del penitenziario-esperimento, si credono, e realmente, nel giusto. Loro puniscono “commisuratamente” gli errori dei prigionieri, le ribellioni, i casini in genere. Una sorta di catena della vendetta peggiore insomma: piccolo torto, media vendetta, torto più grande, vendetta ancora più grande e così via.

 

E non si può certo stabilire chi abbia ragione nei due mali chiedendoci l'infantile "ma chi ha cominciato"? Spontaneamente ci verrebbe di essere dalla parte di quelli che hanno subito il potere, dalla parte dei deboli insomma, ma ragionandoci la faccenda è almeno discutibile.

 

Io non sono per il “porgi l’altra guancia” che ha di cristiano anche l’apostrofo, io sono per un (credo) migliore “dimenticati di aver preso un primo schiaffo”. C’è una certe differenza tra il perdono (così cattolico che finisce per essere un debito) e il dimenticare che invece è solo enormemente naturale, solo un atteggiamento naturale e non un atto di volontà.

 

Direi che è un comportamento spontaneo rispondere alle ingiustizie con nuove ingiustizie, ma non “giusto” (sempre pensando che la giustizia viaggi per assiomi). Insomma il mondo si arricchisce solo di cattiveria, di vendetta, di torti e persone con il risentimento. Così facendo non ci evolviamo, rimaniamo scimmie.

 

Sempre che esseri umani sia meglio che essere scimmie.

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

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La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

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Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

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Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

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Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

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Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

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La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

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Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

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