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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
8 settembre 2012
Quattro
Entro su fb e mi trovo scritto sulla bacheca dalla msdc (mezza specie di cugina):”più leggo i tuoi post, qui e sul blog, e più mi convinco che viviamo in una strana forma di simbiosi, adoro te e il tuo cervello unico. Sono contenta che sulla terra viva un esserino come te, mi fa sentire meno sola!”

Regalo di compleanno più bello questo blog non l’ha mai ricevuto. E credo che lei nemmeno immaginasse che il mio blog di lavanda oggi compie 4 anni dall’attivazione.

                                                          08 settembre 2008
                                                          08 settembre 2012


Grazie. Per avermi sopportata, per essere passati, per esservi fermati, per aver scritto, per aver letto in silenzio, per avermi dato del genio, per avermi dato della stupida.
Grazie signori della corte.

24 gennaio 2012
Marica, fottiti
Ho una pagina pseudo culturale su fb. Molto pseudo.
E oggi ho raggiunto il massimo delle preferenze. Oggi perché ieri ho pubblicato una foto triste e superficialissima di 5 ragazzi, cinque c.d. bei ragazzi, mezzi nudi. Non apprezzo, in generale, chi taccia di superficialità il mondo così e poi fa la bella statuina. Però nella mia minuscola paginetta c’erano citazioni di Woody Allen che valevano, almeno tre volte, quei ragazzi. E pure il loro nudo.
Ma io sono disinteressata ai consensi quindi da domani ne pubblicherò solo di più. Di ragazzi nudi dico.

Oggi si apre la sezione invernale. Appelli. Non rispondere sarebbe sconveniente.
Mi ero promessa di non ridurmi più all’ultimo, mi ero giurata che stavolta mi sarei detta “non vedo l’ora di andare lì e confrontarmi con il docente”, mi ero detta che è tempo di superare questo panico improduttivo ritornando al panico produttivo delle interrogazioni scolastiche: bei tempi, l’adrenalina era al massimo e io, messa sotto pressione, davo il mio meglio.
E il mio meglio a volte era pure eccellente.

Mi sono persa nel passato. Dov’ero? Ah sì, facevo una lista, priva di numeretti, delle promesse che non ho mantenuto.
Mi sono ridotta all’ultimo (dieci giorni e meno oggi nove) e soprattutto non ho un briciolo di adrenalina al positivo: vorrei solo chiudere gli occhi e svegliami con il tutto alle spalle.
Questo significa che balbetterò come la solita incapace che sono ma potrei non essere.

Poi questo esame mi preoccupa particolarmente (anche questa non è propriamente un'esclusiva, siamo seri). Ho fatto troppe battute stupide sulla sensualità del professore per non ricordarmene mentre mi chiederà del problema del solipsismo in Strawson. E sapessi che diavolo è il solipsismo poi. Quello che so è che Strawson ha risolto i miei problemi di insonnia. Se mi boccia (leggi: prendo meno di 30 e lode) prometto solennemente (tanto per aumentare la pila delle mie promesse da marinaio) che lo informerò della cosa.

Superato Strawson, niente paura, devo sapere qualche concetto basilare di fisica quantistica, le implicazioni filosofiche e qualche miliardo di teorie su che "cos’è un oggetto" per mille miliardi di filosofi. Perché mi preoccupo tanto? Quanto vorrei fosse scritto.
E’ un esame che ho scelto di fare. Il corso è stato talmente bello che lo rifarei anche una trentina di volte: con un po’ di sfortuna realizzerò questo desiderio.

Intanto ho dato l’addio a tutte le mie voglie (cosa che mi rende più morta “emozionalmente” del solito) sostituendole tutte con una sola, dilagante, malefica, preoccupante, deliziosa voglia-prima: dire parolacce. “Si fotta” è la mia preferita. Si fotta Strawson. Si fotta l’esame. Si fotta questa ansia da apnea.

Materiale viscoso l’ansia però, scivola anche dietro i miei bei “si fotta”.

Intanto di notte, col silenzio bacchettone del ricordo del tempo in cui avevo tempo e non l’ho usato, ogni pagina studiata vale una sigaretta. Mi chiedo se con la mia laurea in filosofia potrò almeno ripagarci quanto speso di tabaccaio e mi rispondo anche: “fottiti e non perdere altro tempo”.

E mentre brucia lenta questa sigaretta, io un po’ di fretta ce l’ho (semi cit.).

5 ottobre 2011
649 [Sentenze] Gradi di pulizia

La rubrica “sentenze” nasce da un problama psichiatrico della titolare del blog che non riesce a chiudere ma nemmeno a scrivere sempre diffusamente. Perché per comunicare ci vuole una certa predisposizione e per parlare di sè ce ne vuole una quasi maggiore. E per comunicare se stessi ci vuole quasi un miracolo.

 

Quindi “sentenze” ovvero frasi breve (seppur alle volte pensate per ore e ore) che sperano (perché hanno vita propria) di essere belle, divertenti e di ispirare qualcosa, fossero anche insulti.

 

Quindi riandiamo col titolo.
Gradi di pulizia.

 

E dopo aver passato un’intera sera a pulire il pavimento finalmente sono riuscita a vedere le macchie di sporco.

3 ottobre 2011
648 Mese che vai proposito che trovi

Mi sento invincibile stanotte.

Eh, non c’è un perché, certe volte mi capita. E più o meno basta. Ma tranquilli, è una sensazione che dura tanto poco da costituire, proprio per la brevità, una piacevole variazione delle condizioni normali di insicurezza cosmica.

 

L’unico a battermi, attualmente, è il thé verde: mi ci sono appena bruciata il palato.

 

Per farla breve sono un curioso caso di essere invincibile che si brucia col the verde.

 

Non mi sentivo tanto serena da mesi.

E questo mi pare già un buon perché della iniziale esternazione.

 

Domani riprendono le lezioni all’università. E credo di aver fatto un programma di corsi ed esami molto al di sopra, non delle mie di possibilità, ma delle possibilità di un umano medio. La cosa però contribuisce a rendermi serena. E se non serena almeno impegnata.

Curioso come le due cose coincidano, in generale, almeno per il 50%.

 

Anche la dimensione palestra, dobbiamo aggiungere, contribuisce a questo clima, generale, di serenità. In questa settimana ho provato, moderatamente, di tutto. E’ stato lo spinning sabato, devo essere sincera, a piegarmi però definitivamente: le gambe oramai hanno vita propria e decidono loro quanto voler funzionare e quanto volermi solo far male.

 

Ora che ho più o meno visto ritmi, orari, contributi extra e tutto il resto cercherò di far una cosa equilibrata o almeno di incastrare intelligentemente gli orari. Prediligerò le ore serali perché c’è ovviamente meno gente e perché tanto a me la roba che danno in tv fa solo schifo.

 

Il mio proposito primario attualmente è uno soltanto. Trovare quel certo quid che per tanto tempo io ho sostituito con l’innominabile (che non è una persona ma un oggetto inanimato – e non un vibratore!) e preferibilmente di non trovarlo in un uomo.

 

E veniamo agli uomini, sì. Posso dirla brutale e bruttina? Finalmente mi sto perdonando. Gli errori di valutazione in primis e poi forse anche certi comportamenti leggeri. No, detta così è brutta sul serio. Non alludo al sesso, figuriamoci. Alludo alle aspettative, alle pretese, al cercare, all’accontentarmi. Io mi consideravo il peggio possibile. Non che ora io abbia una così buona considerazione di me (non ancora, ma ci lavoriamo) però rispetto al tempo in cui non riuscivo a mettere una foto su fb perché guardarmi, bella o brutta (sì, è la seconda) che fossi mi faceva orrore, un po’ sono migliorata.

Io mi sono capita.

 

Di proposito ne ho un altro, secondario e abbastanza ambizioso: farmi un’amica. Che detta così suona molto patetica. Io do ad “amica” un certo intenso significato. Per me, ad eccezione di pochi elementi virtuali e della msdc (mezza specie di cugina) ma lei non fa testo perché è un’aliena speciale, che io considero “amiche”, tutte le persone che frequento sono, al massimo, conoscenti. E non perché sono snob o particolarmente acida ma perché esistono gradi e gradi di confidenza: io posso parlare della stessa cosa con 3 persone diverse ma in tre modi totalmente diversi. E poi, solitamente, le donne non mi piacciono: detesto parlare di ormoni, esperienze sessuali e scarpe (con eccezioni più o meno rarissime).

 

Quindi il mio nuovo proposito è riuscire a socializzare in massimo grado: cioè farmi un’amica. C’è una ragazza all’università che potrebbe essere la candidata perfetta. Mi piace molto per iniziare. E’ cattiva, acida, snob, intelligentissima, grafomane, fissata con la grammatica, la cultura e la punteggiatura. Io l’ho notata bene molto prima che lei sapesse della mia esistenza.

Non so come abbiamo fatto amicizia su fb. Anzi, lo so: semplicemente un giorno mi ha chiesto un’amicizia che ho accettato. Io all’università non le ho mai, ovviamente, rivolto la parola. Questo perché mi spavento facilmente, credo di essere inappropriata e anche poco intelligente (credo eh?!). E lei, che non è tipo da perder tempo, ha continuato ad ignorarmi considerandomi quella che sono: piatta e inutile.

 

Pare, in questo periodo, che lei mi abbia osservata su fb.

Su fb mi è molto più semplice parlare: se scrivo boiate si possono non leggere. Quando “dico” boiate bisogna ascoltarle per forza: è questo che mi frena di più. In parole povere credo di piacerle. Su fb. Ed è il fatto che io piaccia a una che piace a me ad essere incredibile.

 

Mi dispiace deludere i feticisti o quelli che sarebbero stati interessati a piccanti rapporti: adesso cercando rapporto-saffo-lesbo-isola-eccetera si leggeranno tutta ‘sta roba contorta del piacersi reciprocamente per poi scoprire che io parlo di un rapporto d’amicizia senza sesso.

 

Tenterò di articolare, quindi, con la sopracitata tipa acida (ma fantastica appunto) un discorso anche dal vivo, senza scappare come mio solito.

 

Ma detto stasera non ha grande validità: sono invincibile, ecco perché così propositiva.

In facoltà, invece, appena mi capiterà l’occasione di mettere in pratica il mio proposito finirò per nascondermi sotto uno dei banchi terrorizzata. E con tutte le probabilità del mondo sbatterò anche la testa.

14 giugno 2011
615 Immunologo

Scrivere, questa è la parolina magica.

Quando ho fatto l’enorme errore di smettere di scrivere? Pubblicare, non pubblicare, piacere, non piacere, far scappare o far restare le persone, quando ho dato più importanza a questo?

 

Non che il quando sia seriamente da intendersi come una richiesta cronologica, dico quando tanto per locuzione.

 

Lo so che queste sono le cose che si raccontano gli sfigati che scrivono roba sfigata che nessuno leggerà e dicono “eh, ma la mia è arte!” (no, la mia no, l’arte deve avere una logica) o anche, peggio, “questo sono io: sono così!”.

 

Io non sono così e nemmeno non lo sono.

E’ una parte delle mie tante parti, perché siamo molteplici e mai singoli, mai individuali, altra derivazione della cristianità, unico suo modo di poterci (vi?) gestire.

Giudizio davanti a dio e colpa.

Ma la colpa esiste solo se il giudizio lo puoi dare a una cosa intera: quale dio se la sentirebbe di condannare un’anima molteplice, santa come assassina, santa come salvatrice?

Dico talmente spesso di quanto dovrei studiare che quasi mi sono convinta di averlo fatto. Direi che finito di scrivere il post ricomincio a dirlo con convinzione.

 

Odio le competizioni e mi ci metto sempre spontaneamente dentro e ovviamente sono anche l’unica a gareggiare.

Altro sintomo di masochismo o disastrosa, scocciante e tracotante voglia di primeggiare sempre e in tutto.

 

Mi ritengo molto meglio di quello che sono.

 

Pensavo di cambiare indirizzo a LadyMarica e conseguentemente nome. C'è qualcuno che vuole essere informato la notte in cui deciderò di farlo e basta? La mia email è a lato, o anche sopra. E questo non lo chiederei mai spontaneamente ma non vorrei perdermi qualche lettore affezionato. Che non ne esistano è una delle possibilità.

 

Voglio cambiare indirizzo, nome al blog e lasciar perdere le mie tracce perché questo blog ha troppo nome oramai e sotto il peso di quello perde tutta la funzionalità e la sua libera espressione.

E poi ora conosce troppe facce, troppe facce tra quelli che la leggono. E non è un male ma nemmeno un bene, è solo un perché.

Poi c’è il fatto che l’autrice di questo blog farebbe di tutto pur di non ferire quelle facce e dietro quelle facce quelle persone e dietro quelle persone quegli amici e quelle amiche.

 

Non sono “ipersensibile” come qualcuno ha voluto dire, sono solo eccessiva, sempre eccessiva, in qualsiasi cosa. Perché le cose sono sfumabili certo ma se si può avere il nero fermarsi al grigio è come minimo biasimabile. E tutto questo non è per dire “così sono e così mi dovete sopportare”. E’ per scriverlo nero su bianco e ricordarsi di farci qualcosa in un ipotetico futuro.

 

Ho incontrato due soli bloggers conosciuti su questi campi di lavanda. E li ho baciati entrambi. Uno appoggiata alla cucina di casa di mia madre in un novembre piovoso e magnifico di due anni fa e l’altro sotto casa mia, sul portone. Nessuno dei due mi è piaciuto. Ma uno dei due non mi è piaciuto solo al primo colpo.

 

Venerdì, sabato e forse pure domenica incontrerò altri bloggers,  ma stavolta penso di non baciarli. Almeno non nello stesso senso.

 

E dopo venerdì possono le cose tornare uguali?

Io da quando ho baciato quei due bloggers seriamente non li ho più considerati bloggers. Non perché sono “ipersensibile”, solo credo in alcune cose. Come nel non credere in niente per esempio.

Li leggo come persone adesso (quando li leggo) e non mi permetto la stessa sfacciataggine, lo stesso tipo di leggerezza che mi permettevo prima.

Non si può veramente pensare di conoscere una persona e mantenere lo stesso rapporto per sempre. Sto dicendo un’ovvietà. Ma l’ovvietà vale di più se sono bloggers quelli che incontri e che conosci più profondamente. Le mie libere parole smetteranno di essere libere, il mio non volto o qualunque volto avrà occhi, naso, orecchie e tutto storto tra l’altro (è una battuta).

Rinunciare a incontrarli non è possibile. E il perché non ve lo dico. Non per beccarmi altri “ipersensibile”. La voglia di abbracciarli, di riderci, di guardarli in faccia è diventata più forte della voglia di lasciarli tutti belli, sistemati, sistemabili, controllabili e ordinati nella virtualità.

 

Che sono un tantino preoccupata per l’incontro mi pare superfluo da aggiungere. Non sono “ipersensibile” è che non amo spogliarmi in pubblico e sicuramente non amo il gioco d’azzardo: quando tutto è calcolato si fanno meno male tutti.

Ma del resto come mi disse un vecchio saggio quando ci incontrammo per la prima volta (ma in webcam e se serve che io lo specifichi certo vestiti –la gradualità aiuta le isteriche) “se questo rischio ti ha suscitato anche solo metà dell’emozione che ha suscitato a me allora né è sicuramente valsa la pena”.

 

Chi sarebbe l’ipersensibile?

Io devo solo sottolinaeare a quelle parole, a quelle persone, a quelle facce, a quegli amici/amiche che incontrerò che la stessa delusione che si prova vedendo la riproduzione cinematografica di un libro amatissimo si applica anche alle persone. E forse lo sanno già ma è meglio ripeterlo spesso.

 

Non sono ipersensibile, ho solo bisogno di farmi una doccia.

10 gennaio 2011
548 Lady sì, ma fino ad un certo punto

Come sempre mi fregherà lo stabilire il punto, ma questa è un’altra storia.

 

Quello che importa adesso è superare questo blocco della non scrittrice, ma sulla scrittura.

 

La crisi è una scusa, creata per non fare quello che si dovrebbe fare.

E nel mio caso che si vorrebbe fare.

Attenti, sì, sto per scrivere “postare”.

 

La devo solo smettere di pensare a “quello che vorrebbe/vorrebbero leggere”  (ho crisi isteriche, niente di più!) e ricominciare a parlarvi di LadyMarica (cosa del resto normale, perché come dice Yax, magari in maniera più geeky -si dice così?-, questo infondo è uno spazio mio, almeno in senso metaforico/affettivo. Forse Yax non direbbe “affettivo”, che dio la benedica). Quindi, dicevo, dovrei parlare di LadyMarica, che è quell’essere indefinito che alberga qua e là nel globo terrestre, che alle volte scappa in quel posto che si chiama ragionamento (senza giusto) e che probabilmente è qualcosa di poco meno di un umano.

E se un umano (con tante scuse alla categoria) è quell'essere che è, immaginatevi cosa debba essere LadyMarica.

Vabbe’, smettete di immaginare, l’ho detto io, poco meno.

 

Quindi domenica sera sono uscita (io, LadyMarica) con un ragazzo sfortunato.

Almeno ad uscire con me.

E sono orgogliosa di raccontare che ho fatto la prima cosa romantica della mia vita. Cioè, orgogliosa di dire che mi ci sono trovata di mezzo e che spero non si ripeta.

Tutti quelli che verranno dopo questo, infatti, non saranno più giustificati a fare cose romantiche, visto che ho già dato la mia buona parte. Una volta nella vita direi che basta.

 

Ingredienti principali: lago, candele alla citronella e tanta non conoscenza.

Che poi lago è un’esagerazione, visto che stiamo parlando dell’artificiale laghetto dell’Eur (io sono di Roma e non ho la minima idea di quanto l’Eur sia famoso in quello che “non è Roma”. Comunque l’Eur è un posto. Di Roma. E questo più o meno è tutto). E le candele erano lì per puro culo (lady fino al punto. Fino a questo punto precisamente).

Io avevo con me della febbre, per ogni necessità (che è un bellissimo modo per dirvi, senza dirlo, che ero, se è possibile, più mostro del solito).

 

A questo punto si dovrebbe ridere, così io riprendo fiato.

 

Fatto sta che scendiamo dal mezzo di trasporto e iniziamo questa passeggiata con la luna, il lago e le candele (lì vicino doveva esserci un pub o cose del genere).

Ora, ci sono tre cose, vari ed eventuali escluse, che mi fanno venire un tremendissimo bisogno fisico di andare alla toilette (lady). Una è il the, ma è escludibile dal racconto per improbabilità. L’altra è acqua che rumorosamente si muove o che non si muove, ma sta lì a gocciolare, a stagnarsi, o fare qualsiasi cosa faccia l’acqua in un lago. E la terza, la peggiore, è il freddo. In breve io, a dieci minuti dall’aver iniziato la prima cosa romantica della mia vita (come detto in precedenza) inizio a, quasi, saltellare pregando che il lago sparisca. Lui, invece, è entrato nella parte, insomma in qualche parte. E mi dice, tra le altre, che tutto quel panorama gli fa venire la voglia di fare una “pazzia d’amore”.

 

Siete liberissimi di disistimarmi per i soggetti con cui scelgo (più o meno consapevolmente) di uscire.

 

Non c’è una vera e propria conclusione perché alla fine lui non si è buttato ed io ho finito per dirgli che la luna, le candele ma soprattutto il lago a me di voglia ne facevano venire una sola: quella di andare in bagno. Lui non ha apprezzato, forse il mio non aver detto la voglia giusta, ma succede.

 

La conclusione è semplice-semplice: fin’ora credevo che il problema fosse la mia immaturità sentimentale, e invece, è la mia vescica debole.

9 giugno 2010
430 Don't cry
(Guns'N'Roses, Don't cry -traduzione)
 
Sono persino stanca di scrivere.
Tanto quello che scrivo non mi piace mai e finisce per diventarmi antipatico.
Che giornate del cavolo: ho i nervi talmente a pezzi che sarebbe meglio tenersi ad una considerevole distanza di sicurezza. Provare per credere.
 
Ed ho la testa chissà in quale galassia.
Infatti, tanto per la cronaca, l'altroieri ho tamponato una tipa in macchina.
Sono un'idiota come nessuno al mondo, mi sono distratta a...guardare un cartellone pubblicitario.
 
Mi passa, un paio di giorni ancora.
 
Ah, e dico più parolacce di uno scaricatore di porto, con tutto il rispetto per la categoria.
Uhm...
11 maggio 2010
414 Posizioni
La posizione è importante.
Lo è sempre stata.
 
Geograficamente poi, non ne parliamo.
Vicino ai fiumi per formare città feconde.
Sopra e sotto a seconda dei giorni e delle voglie.
A pancia in sotto, sdraiata sul letto per postare.
 
Attualmente la cosa mi è difficilina.
A questo, e non alla mancata ispirazione, va attribuita la scarsa quantità di materia prima.
Prima per un blog ovviamete.
A meno che non si inizi con le foto.
Artistiche.
 
Ho trovato una posizione simile a quella postale, finché dura scrivo due righe.
 
"una frase sciocca, un volgare doppio senso, mi ha allarmato non è come io la penso, ma il sentimento era giù un po' troppo denso, e son restato" (Lucio Battisti -con il nastro rosa)
 
Fisicamente sono un po' provata, ma andrà meglio.
Domani tolgo i punti e piano piano recupererò.
 
Mentalmente, invece, mi sento una totale incapace.
Non riesco a spiegarmi perché, ma anche le cose che cedevo di saper fare, come scrivere (sono una presuntuosa, diciamocelo), improvvisamente sembrano sgretolarsi tra le mie mani.
 
Vabbe', ci manca solo che mi metta a fare il post del pianto e poi veramente fareste bene a non tornare (per due ore al massimo, ovviamente).
 
Donna, deve essere questo il mio problema.
Le donne sono difficili da trattare, soprattutto quando sono così "prossime" come lo sono io per me stessa.
 
L'unico modo per trattare una donna è farle la corte se è carina e farla a qualcun'altra se è brutta (cit.)
 
Io non posso fare la corte a me stessa e tantomeno non fargliela.
 
Situazione più complicata del previsto.
Yo-ho dormiamoci su!

[effetto posizione simil esaurito]

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unimarica@hotmail.it

 

 

Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE