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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
18 aprile 2013
Sole fuori e noia dentro decidono che lei uscirà. Si lava, veste e controlla i capelli. Si guarda allo specchio. Infila dei libri, un telo e una bottiglia d'acqua nella borsa dal colore viola indefinibile. Si allaccia le scarpe. Molto nere, che ha comprato proprio per comodità. Mette la...

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11 dicembre 2012
[Lei] Senza domenica
Per chi se lo fosse perso sono iscritta a questo concorso. Oramai ho anche capito cosa posso “vincere”. E nonostante io sappia che le possibilità non esistono ho deciso di essere insistente.

Mi votate cliccando qui e il cuoricino. Sì, è così. E grazie.


Non lo so che voglio dire né quello che non voglio dire.

Un cono d'ombra, il mare, una domenica senza averne l'aria. Un caffé che non riuscirò mai a pagare io. Ottengo una cosa che voglio da 4 anni e qualche mese. Chissà poi se l'ho ottenuta veramente. Perdo punti, quei pochi che avevo, nella conversazione. Muoio di freddo e quindi devo trovare una toilette. Costantemente per tutto il pomeriggio. Sono un disastro completo col freddo. Ho la bocca secchissima e mi si spaccheranno le labbra.

Viaggio in macchina, col sole sugli occhi, fastidioso quanto piacevole.
Il semaforo è rosso e io ho scordato le sigarette a casa. Non troverò niente di aperto per comprarle. Io che dimentico a casa le sigarette. Qualcosa non sta andando razionalmente. Posso sopravvivere per qualche ora senza accendere niente, spero. Mi guardo intorno. Vedo dalla fila davanti a me, una macchina scura, spostarsi a destra per accostarsi. L'uomo, seduto alla guida, si è accostato, a quanto vedo, solo per baciare la ragazza sedutagli vicino. Non ho idea di che rapporto ci sia tra i due, mi metto a pensare. Solitamente, nel traffico, se trovo davanti a me due che si baciano gli suono un tantino prima che scatti il semaforo e me la rido guardandoli staccarsi in velocità. So che è un divertimento quasi scemo, ma sono più coraggiosa seduta in macchina per essere orribile. Questi si sono addirittura spostati. La coppia nella macchina scura si bacia senza prestare attenzione all'orologio. Non hanno alcuna intenzione di ripartire. Li guardo e penso a un sacco di cose. Lo hanno già detto a se stessi che, quasi sicuramente, non vogliono entrambi le stesse cose dall'altro? Se lo sono detti che molto probabilmente uno dei due finirà per non ottenere ciò che vuole? Mi chiedo se gli piaccia in egual misura. Ma penso anche che, se non gli piacesse in egual misura, non piacerebbe a nessuno dei due, lo si sentirebbe. Li guardo e penso che sono una bella coppia, esteticamente. Sono proporzionati, direi. Lui è molto alto, ha mani e braccia grandi. Lei non è così alta ma nemmeno una bambolina. Il bacio è lungo. Non sembra il primo, ma non lo so. Certo sarebbe divertente sapere che lui ha accostato veramente solo per baciarla. Ma è mai possibile che possa succedere una cosa così? Suvvia, quanto può essere vero? Mi chiedo se io non abbia interpretato male quello che guardo. Mi chiedo se, forse, avevano litigato prima.

Domenica senza averne l'aria, il sole e il mare. Il cono d'ombra che mi infreddoliva il sole, adesso mi scalda anche le mani. E io con le mani calde sono una novità.
Devo ancora cercare un bagno ma paziento.
Ho le labbra umide.

La macchina scura, con i due che si baciano, è ancora accostata ma io ho smesso di guardarli facendomi convincere dallo scattare del verde.
Viaggio in macchina e penso. Alla strada direi se qualcuno mi fosse seduto vicino per chiedermelo.
Spero che sia stata. Spero che non sia. Mi chiedo perché faccio cose che so benissimo essere poco logiche: sperare qualcosa, invece che vivere l'attimo è tempo perso.

5 dicembre 2010
533 Le foto non rendono niente
Stavo scrivendo minchiate quando mi sono ricordata di avere delle foto.

Non dico che le foto arginino le minchiate (che scrivo comunque –io scrivo, scrivo, scrivo, scrivo- e che poi finisco per pubblicare) però almeno le posticipano.

 

Ho delle foto del mio week-end a Salerno (liberissimi di dire che non vi interessa, o di dire che vi interessa anche se poi non vi interessa) che è stato una tragedia per via di un dolore lancinante che mi trapassava da parte a parte gridandomi: “ucciditi e smetterai di soffrire!” (alla Harry Potter per chi si ricorda di quella notte, quando stavamo al ministero, pregando che non fosse successo, non veramente).

Però, anche se non vi interessiamo io, il mio week-end e Harry Potter le foto vi dimostrano che, per esempio a Salerno, si può vivere un Natale originale, di festa e meno di fede.

 

Il  panorama è quello di un “giardino incantato” che si perde e mischia allo spazio infinito.

Quindi piante, animali, costellazioni, pianeti, soli e tanti fiori, tutto di luce, per un totale di 30 km (dicono perché io non li ho contati) di illuminazione.

Spettacolare, soprattutto la via lattea e i pianeti.

 

Giardino incantato.
 
Sostanzialmente il giardino incantato è stato allestito nella villa comunale, tra le piante reali. Bisogna sottolineare che le "piante magiche" sono state tutte realizzate con le bottiglie di plastica (e le luci) dimostrando che non tutta la Campania è Napoli.
  
(funghi velenosi)
 
(fiori di campo realizzati da mamma bottiglia)
 
(sarebbe un pavone, non so se la foto è venuta abbastanza bene)
 
 
(pianta magica)
 
Spazio e dintorni.
 
Realizzato per tutto il corso. Corso affollatissimo, come "Via del Corso" per chi ha presente cos'è Roma a Natale. Naturalmente da gustarsi a piedi perché la macchina è limitativa al massimo. Sono belli i vicoletti, ognuno con un tema, ognuno con una luce particolare. Tutto il corso è pieno di stelle e pianeti fino ad arrivare al perno: il sole.
 
 
 
(l'ho fatta in movimento, è un po' sfocata: fermarsi significa morire. Soprattutto se dietro hai la banda!)
 
Camminando, camminando per le vie del centro (?) si giunge poi ad un albero meravigliosamente illuminato. 
 
(non è un granche', ma è difficile far foto alle luci!)
 
No, se ve lo state chiedendo De Luca, il sindaco di Salerno, non mi paga il viaggio per la pubblicità.
 

Per quanto queste particolari luci di Natale (che potete trovarci fino alla fine delle feste), frutto di tanto lavoro e di tanta arte mi piacciano molto io trovo insuperabili cose come queste, che fotografo, immancabilmente, tutte le volte (anche se ne ho miliardi di queste foto, mi sembra sempre che "la luce sia migliore").

E mi stupisco di quanto io sia pro-natura certe volte, nonostante solitamente preferisca la cultura a tutto quello già fatto dal caso.

9 ottobre 2010
501 Benvenuti al sud (visto al sud)

Sono partita ieri, due giorni a Salerno, tanto perché ci piace l'aria marittima.

 

Lo specifichiamo (io e me stessa, plurale maiestatis che fa sempre fico), di averlo visto al sud, perché, credete a me, fa differenza.

A parte il cinema antecedente alla guerra mondiale (la prima, la prima!) che io ho visto solo in qualche racconto e che fa veramente molto sud, diciamo che è proprio l’ambiente circostante a rendere la visione così “presente”.

 

Ma non voglio, per smania di dire, togliervi i dettagli del cinema.

Posti NON numerati. Credevo fosse una leggenda l’esistenza, anche nel remotissimo passato, di questa specie di disposizione degli spettatori.

-“Scusi, per decidere che dove mi siedo io non può sedersi anche lui cosa devo fare, tirare fuori la pistola dalla borsetta?”

-“Stereotipi, stereotipi: niente armi da fuoco, bastano le gomitate.”

Fine primo tempo inizio secondo tempo. Nessun strano soffitto che si alza per far uscire il fumo (questa è veramente una leggenda? Ditemi di sì). Solo una pausa che nei cinema di Roma non fanno più da quando avevo io 5 anni (si legga infinito tempo fa).

Posti non rialzati. Difficile la scelta: guardare il film o la capoccia (testa, senz’altro) del signore troppo alto che sicuramente ti capiterà davanti?

Non è propriamente una battuta: la mente è una cosa complicata e tende a voler guardare sempre le cose meno interessanti ma più, potenzialmente, problematiche.

Sala enorme, almeno per 35 miliardi di persone. E se serve ancora spazio il soffitto è libero: “iamm', vi facimm' nu’ buono prezzo se vi volite mett' lassupr” (si potrebbe anche non dire così, io vado soltanto a ricordi lonatani!).

 

Ma veniamo alle popolazioni autoctone.

Perché sarà pure come dicono di me che “sono più milanese che romana” (la realtà è che i milanesi mi piacciono, o anche me ne piace uno al mese, di tanto intanto) però difficilmente può succedere, in cinema più alti (!), che la ragazza dietro di te si metta a cantare la canzone (totalmente in napoletano) del film. Cioè, diciamoci la verità, è difficile che qualcuno canti durante il film, in un cinema. E che non partano i cori di “scc”.

 

Applausi, balletti, giuro, ho visto un accenno di tarantella. Qualcuno dispensava opinioni stradali (tipo non prendere la salerno-reggiocalabria!), altri giocavano al “malicisiamostatiieri”.

Altri cercavano di tradurmi le battute in napoletano che io, veramente, non ho ancora capito. Già, perché la spiegazione di una battuta in napoletano è una spiegazione più lunga in napoletano. Anzi, scusate. La spiegazione è stata in salernitano che altrimenti poi s’arrabbiano.

Un po’ come quando cerchi le parole sui dizionari monolingue. Soprattutto quello inglese mi sembra leggermente incomprensibile.

 

Nonostante io non abbia il senso dell’umorismo il film mi è piaciuto.

Non so se visto a Roma mi sarebbe piaciuto lo stesso, perché checché se ne dica “guarda u’ mare quant’è bell ‘spira tant sentiment” è una realtà (circa). A me non ispira sentimento ma fa sembrare più “reali” certe cose e magari anche più spiritose.

Battute leggere, per un film leggero, ma con messaggio (e cioè che tipi come Bossi  andrebbero cancellati dalla faccia della terra). Per nulla volgare, nemmeno troppo scontato, niente bellocci hollywoodiani in mezzo, niente esagerazioni, niente aspettative. Forse troppo Bisio, ma ben amalgamato.

Per essere un film italiano non male, insomma.

 

Ben s’intenda, niente più che una piacevole leggerezza da week end, ma sempre meglio delle famose dita negli occhi.

 

p.s. a forza di prendere in giro la mia compagna di università, che tra un appunto e l’altro si soffia il naso, mi è catuto addosso un raffreddore tremendo, per colpa di una sigaretta (il fumo fa male). Ecco, prendete liberamente in giro me, adesso.

2 aprile 2009
Il respiro del mare
Cerco un respiro lento...
Un'armonia
Un equilibrio


Cerco il respiro che calmi il mio...



Sento….

un caos…

di parole,

di pensieri,

di cose da fare,

da dire,

da decidere,

di obblighi,

di condizioni e di pagamenti,

di penitenze e penitenti,

di ansie

di delitti

e di ossessioni

 

….sento di non riuscire più a scrivere…

e questo mi consuma…

 

Un respiro lento…lo cerco…

 

Ho immaginato di portare una maschera…

La porto?

La sento…

e non riesco a capire se mi piace…se così fosse, almeno, mi sforzerei di assomigliarle…


 

Ho voglia di vedere il mare…

Di sentirlo andare e tornare…
(come Ungaretti..."vi arrivail poeta e poi..." non l'ho mai sentito tanto... il mare....come da lui...)

In un pacifico silenzio…

In un ritmo definito…

In una scadenza che non dipende da me…


Ho voglia di perdermi con lo sguardo…

Di vedere blu…

Di sentire il sole scaldarmi la pelle…

 

Ho voglia di leggere un bel libro e scordarmi delle "leggi"…






Ho voglia del suo sguardo addosso…

 

 

 



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permalink | inviato da LadyMarica il 2/4/2009 alle 0:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



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