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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
23 gennaio 2015
Esistono

Esistono tempi che mi mancheranno per sempre, e il tempo contenuto in queste pagine è uno di quelli. Qualcuno dice che le persone come me, nostalgiche di professione, lo farebbero comunque, a prescindere dai tempi che si son passati e agli attimi contenuti in quelli.

Tante volte ho pensato di tornare e tante volte mi son chiesta perché volessi accanirmi su qualcosa che è morto di cause naturali. Nel silenzio di qualche notte son tornata comunque, in silenzio, a leggere quanto scritto e far i conti con quanto è restato. Ci sono episodi che non ricordo più e commenti di cui ricordo persino anno e giorno. C'è un momento in cui ho imparato a scrivere in italiano e ho smesso di rispondere ai commenti "un caro saluto". Pensare a "caro saluto" mi fa sorridere, era il motto che si usava tra i blogger quando, nel 2008, approdai qui. Ci sono persone: alcune, molte, le ho conosciute; con qualcuna ci ho flirtato; con qualcuna ci sto ancora flirtando. Altre le ho incrociate in posti diversi, alcuni con sorpresa, altri con meno. Mi fa felice notare che con ogni persona di questo blog, almeno importante, ho mantenuto i contatti in un modo o nell'altro. Manca solo la Silver Silvan, ma non so se insulta (carinamente però) ancora in giro.

Non so che m'è preso e perché sto scrivendo. Sarà che ieri mi è venuta nostalgia e ho pensato a come sarebbe andato tutto se avessi fatto o non fatto alcune cose. I se sono inutili per definizione, lo so, ma pensarci rimane sempre un cantuccio caldo.

Va be'.

Va tutto bene, per quanto possa andar bene la totalità insomma, e son certa che nessuno se lo stesse chiedendo, ma forse la mia lavanda sì. Che ho fatto in questi anni? Ho imparato a scrivere "va be'" pare, e poi un sacco di sesso*.

(*) no, mento, chiariamolo subito.

23 novembre 2010
526 Chiamatemi Giulia (che fu Cesare, che fu Maria Antonietta -eh?)

Alea iacta est.

E lo dico senza voglia di saltare fiumi, intraprendere guerre civili, rincorrere pompei, o lasciargli sposare mia figlia. Per Giulio Cesare ho sempre avuto un debole. Forse perché è mezzo scrittore e mezzo combattente, forse perché costringeva i pirati che catturava a sentire le sue orrende poesie, forse perché è sempre stato solo. O quando non solo tradito.

 

Ma quello che volevo dire, parlando di dadi tratti, è semplicemente che oramai ho fatto le mie mosse.

Fuor di metafora “ho studiato le mie pagine” per l’esame di domani.

E quelle non studiate bè, non lo saranno.

 

Non ha senso mettersi a rincorrere dati, dettagli infiniti letti qua e là. Non ha senso mettersi a cercare confusamente tra le pagine alla ricerca della cosa che non sai per fare in modo che la lettura occasionale generi fortuna e conoscenza. E poi io penso che la mia mente sia troppo rigida per comprendere cose innovative di un argomento che ha già catalogato. Anche se leggessi proprio stasera la risposta alla domanda che domattina comparirà sul mio foglio di esame, probabilmente, non me la ricorderei.

 

Il fatto che sia un esame scritto un po’ mi impensierisce, almeno perché non so, e forse nemmeno lo devo dire, scrivere.

Almeno non su un foglio, almeno non con una penna.

E’ una questione di lessico, non di grammatica (io e la grammatica ci siamo sempre amate) ma di ortografia (che invece è una stronza), una questione di vera e propria mancanza di capacità espressive almeno se le devo esprimere scrivendo con la penna.

La mente che genera le parole, le stesse parole che uso qui, dovrebbe, a rigore, essere sempre la stessa eppure la pagina del PC, la tranquillità di poter cancellare senza rendere disordinata la storia e altre differenze che non conoscono, la rendono, la mente, diversa, quasi sottosviluppata (ed è tutto dire se il confronto è con questa mente qui!). Non è una questione di “giudizio” quello c’è sempre (ed il mio credo sia il più infame) è proprio una questione di foglio e penna.

 

Niente, ma sono tranquilla (lo sono, lo sono, lo sono sicuramente!) perché male che vada c’è sempre l’orale a gennaio, non sarebbe la fine del mondo.

 

Certo, rimane a mettermi un po’ d’ansia l’idea che se non prendo almeno 52 mi considererò cretina per qualche settimana (non si può prendere 52, Marica!) e che ho un rapporto strano con la bocciatura.

Non è “rifare” l’esame che mi preoccupa, è proprio il fatto che io in quella bocciatura non vedo solo un “devi studiare meglio quegli argomenti”, ma un giudizio olistico sulla mia intelligenza.

Forse nemmeno troppo a torto.

Sono stata bocciata una sola volta (fino a domani!) e dopo ho cambiato facoltà. Precisamente diritto privato, un esame scritto, che su 90 persone hanno superato in 9. Nelle mia mente si è scatenata un’esplosione a catena: io non ero tra queste 9 persone, ero meno intelligente, meno portata, meno capace. Non sono più riuscita nemmeno a guardarlo il manuale di privato.

 

Questo per dire che sono leggermente paranoica e leggermente esagerata e questo, mi sa che devo convenire produce una certa ansia collaterale.

 

Ma sticazzi.

Questo è lo spirito con cui mi pongo al domani.

 

Certo, inutile dire che, anche questo atteggiamento, di calma e menefreghismo, mi mette ansia.

E giustamente.

 

Oddio, ma, sul finale, sarò ansiosa o no?

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



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