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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
17 settembre 2011
643 Per vederla coi miei occhi...

...dovete PRIMA cliccare qui.

 

In effetti potete anche non ascoltare la canzone in se stessa, però dovete, per vederla come la vedo io sempre, lasciarvi portare da quella voce in un senso, piacevole infondo, di ansia, solennità, altezza, vertigine, non senso, paura, smarrimento, errore. In una parola sola, forse, tragicità.  

 

Poi se in testa avete ben chiaro anche Match Point, il film di Woody Allen (incredibile film) quello che intendo lo capite bene anche senza tutto quel corsivo.

 

Non sarà un capolavoro, anche perché nessun capolavoro può essere fatto di pongo, ma per me crearla ha reso la sensazione materia. E tanto mi basta.

Ci dovrebbero essere due teste, due gambe e ricci e mani in misura indefinita.

 

E' sabato. E un sabato appena iniziato per giunta. Abbiate pietà.

 

 

 

 

 

4 luglio 2011
622 Gestazioni

Apro un’altra lattina di cocacola light e parallelamente un altro documento word. E ci saranno dissensi ma mi fa più male la seconda attività. Scrivere quando percepisco solo deserto mi crea un prurito interno. Mai provato? Qualcosa sotto al collo e prima del punto in cui dovrebbero esserci le tette (mi riferisco a chi ce le ha, non a me) ma all’interno, in un punto inarrivabile. Un prurito fastidioso, ronzante, quello che credo sia responsabile della storia di Madame Bovary, tutto compreso.

A me Madame Bovary viene in mente coi saldi, non so perché.

 

Tentiamo un punto della situazione. Non so di quale situazione in effetti ma lo scopriremo.

 

Intanto ho scoperto di essere tristemente eterosessuale.

Non che voglia o sia capace di mettere limitazioni e confini a quello che può succedere in generale o a quello che penserò in un futuro (che va dal domattina a tra 3 anni) ma attualmente il pensare ad una relazione con una donna non mi entusiasma come un tempo. Non saprei dire il perché. In generale perché appena apre bocca, la maggior parte delle donne è il soggetto, distrugge tutta la mia carica erotica e in particolare perché credo mi piacciano certe fattezze maschili.

 

Ma forse l’eterosessualità non c’entra e c’entrano i soggetti singoli, come sempre.

 

Recentemente sono stata bendata. Esperienza che merita almeno un vago richiamo qui. Devo specificare il contesto della benda sugli occhi o basta questa riga di leggera insinuazione per lasciarlo intenderlo?
Okay, ho un sorrisetto esplicativo sulle labbra. Pace.

 

La cosa non mi ha procurato particolare sofferenza/disagio, anzi, non sapere le intenzioni di certi movimenti prima o dove gli occhi si posassero o cosa guardassero mi ha forse resa più serena del solito.

 

Non sempre la serenità, nel sesso, è una nota positiva, ma in qualche caso forse sì.

In questo caso direi una variante strana rispetto alla solita ansia.

 

Ho scoperto di essere molto meno a mio agio invece non potendo sentire. Curioso, credevo che la vista fosse il senso più indispensabile e invece in una prova durata un secondo in cui lui ha messo le mani sulle mie orecchie ho sentito molta più “preoccupazione” che nei 10 minuti di benda.

 

E questa era una situazione.

 

Fronteggio di nuovo la filosofia politica. Due libri a cui cerco di scappare da due sezioni diverse. Francamente li trovo deliranti, odiosi e inutili. Scritti entrambi dal mio professore che per quegli stessi campeggia su wikipedia come filosofo italiano e in una lingua (italiana) che suona tra l’incomprensibile e l’esasperante.

 

Mi chiedo sempre se sia possibile sapere tante cose ma non riuscire a comunicarle.

C’è un limite direi. Anzi, di limiti ce ne sono due e nei due lati opposti. Da una parte non si devono banalizzare i concetti con espressioni inappropriatamente semplici ma dall’altro non si deve rendere nemmeno un concetto, anche particolarmente complesso, inarrivabile, impenetrabile per colpa di un lessico troppo aulico, sempre inappropriato.

 

Noto che nella filosofia purtroppo questa è una tendenza parecchio diffusa. Da un lato, ma mi rifersico a filosofi “famosi”  lo trovo un tentativo di mascherare concetti poveri e insulsi affinché meno facilmente vengano smontati e dall’altro, ma questo c’è anche nei filosofi moderni, persino negli universitari snob direi, c’è un atteggiamento elitario, chiuso, come se i filosofi potessero e dovessero parlare solo ai filosofi e per i filosofi. La filosofia non diventa una scienza solo perché si scelgono i termini più complicati e si chiude l’apprendimento “agli altri”, la filosofia è una scienza solo quando usa metodi scientifici per dimostrare qualche linea di pensiero.

 

Sapere una cosa e non essere in grado di trasmetterla è quasi non saperla.

 

E non vi state sorbendo tutto questo solo perché non mi va di studiare filosofia politica.

Ci sono anche dei ragazzi, della mia età, che pensano seriamente che usare melanchonia al posto di malinconia o espressioni come “l’infausto prometeico del ritorno dell’identico” per parlare di concetti chiarissimi e più facilmente espressi dal filosofo ideatore (in questo caso parliamo di Nietzsche) renda la filosofia molto più seria, molto più degna. Secondo me la rende solo molto più “arieggiante”, molto più vuota e molto più “che cosa inutile è la filosofia”. Gi autori che più hanno ispirato il pensiero scrivono, leggendo i testi stessi e non le interpretazioni di tutti quelli che per secoli dopo non hanno avuto nulla da fare, in un modo chiarissimo.

Per usare un’espressione famosa e a me molto cara scrivono in modo comprensibile a tutti concetti non comprensibili da nessuno.

 

Ho iniziato a correre dopo le nove di sera. Altro punto fondamentale nel punto della situazione.

E devo dire che mentre quando correvo di giorno la cosa era abbastanza noiosa ed io ero preoccupatissima di strare in ordine e ben vestita perché la “gente mi poteva guardare” (sono matta del tutto) adesso, di notte, con qualche animale notturno per compagnia, lo trovo un momento liberatorio. Corro, non penso, non vengo vista troppo dagli altri e lascio che la giornata mi scivoli addosso con tutto quello che di storto ho fatto, visto, sentito o letto.

 

Poi però torno a casa sudata, a pezzettini e con una mancanza di ossigeno non indifferente. Esattamente come di giorno.

16 giugno 2011
616 Un uccelletto

Non amo, particolarmente, l’azione.

Direi che più spesso possibile la sostituisco a una profonda riflessione. Inutile ovviamente, come si conviene a qualsiasi riflessione. E anche se pensare di fare una corsa di un’ora non corrisponde al farla sul serio, certe volte riesco anche a sudare.

 

Lasciando da parte le idiozie che intermezzano tanto per rendere il tutto meno suicidio-take away, direi che meno dell’azione amo la non azione prodotta dalla riflessione.

Perché, quasi alla fine, quando uno una cosa non l’ha fatta ha comunque preso posizione sull’azione e precisamente nella non-azione.

Spiegare concetti intuitivi, o che per me lo sono, è faticoso: quasi sto sudando.

Penserò comunque di aver corso.

 

Ero sdraiata in giardino con il gatto tra le gambe, un libro tra le mani e un evidenziatore perennemente tra le labbra, quando vedo un uccellino avvicinarsi.

 

Sì, io mordo le penne, le matite o gli evidenziatori: tremendamente antiestetico.

 

Non faccio in tempo a spaventarmi (le cose in movimento mi spaventano, così come le persone, così come certe parole lanciate, così  come gli animali, così come i volatili) che vedo il gatto, quell’adorabile creatura che dormendo tra le mie gambe incrociate sembrava comunicarmi tutta la bontà del mondo, fare un salto e, in un rapido, bellissimo in quanto tragico, gesto, prendere l’uccellino.

 

Cosa si pensa di una azione così?
Io, razionalmente (sì, ogni tanto ancora mi succede) avrei detto che una scena del genere è normalissima amministrazione, che è più indicato aspettarsi sensibilità nelle telenovele che non nella natura, che non si può chiedere al gatto di non essere cacciatore o all’uccello di non essere preda così come una pianta o, per rendere ancora meno vita e conseguentemente meno volontà, un cassetto non smettono di essere pianta e cassetto per una richiesta. Nemmeno fatta a lacrimucce.

 

In una parola un evento del genere è semplicemente “vita naturale”.

E io sarei stata d’accordo nella mia stessa riflessione se l'avessi fatta a stomaco vuoto (d’esperienza diretta intendo). Perché c’è stato qualcosa di, istintivamente, poco razionale e assolutamente poco naturale nel cinguettio disperato dell’uccello, dilaniato dai denti del gatto.

Insomma, cercando di spiegarla meglio se è naturale che un gatto faccia preda un uccellino, piccolo e abbastanza indifeso, ed io questa naturalezza la riconosco, la apprezzo e ci conto in generale nell’esistenza, altrettanto naturale non è il grido dell’animale ucciso.

 

Non so se riesco a spiegarmi. La morte è naturale, la caccia è naturale, vincitori e vinti sono naturali, prede e cacciatori anche, lo stesso movimento del gatto, quel balzo aggraziato e nevrotico insieme è stato, nella sua tragicità ripeto, molto naturale, è nel cinguettio di strazio, di dolore, di pena  dell'uccello che la naturalità improvvisamente si infrange.

Mi ha fatto orrore, mi veniva da piagere, mi ha disgustata incredibilmente, non tanto per la pena verso l’uccellino morto ma più propriamente per quel suono, per quella violenza fatta all’armonia naturale.

 

La violenza non è naturale, non è l’esplicazione di una forza, è l’esplicazione malata di una forza, l’impossibilità di quella forza di cogliere nel suo esistere anche l’esistere dell’altro. Non è, la mia, una sorta di morale di compassione per la preda, ma più universalmente una sorta di disgusto per l'interruzione della melodia naturale.

 

Mi sono, ovviamente, preoccupata bene di togliere dalla storia l'intero grado di grottesco che come in ogni buona storia tragica c’era. Il mio gridare “mamma” per esempio, incapace all’azione o anche solo incapace di prendere una decisione (correre dietro al gatto?), il mio gridare come una pazza isterica. Ho anche lanciato al gatto un libro, le scarpe che mi ero tolta e pure una crema solare, ma senza successo. Solo all’arrivo di mia madre il gatto traditore è stato acciuffato.

 

Promemoria personale: "a distanza di cinque metri anche se usi tutte le belle parole che vuoi non riuscirai a convincere il gatto a fare quello che vuoi tu, cara Marica".

 

L’uccellino, liberato dai denti di dubbia pulizia del gatto, è comunque morto, senza possibilità di appellarsi a lieto fini accidentali di questa storia (non attiva).

19 luglio 2010
453 Sogno di mezza estate

Ho una sicurezza: fazzoletti, medicinali, spray per la gola e tanto caldo non fanno una bella estate.

 

Seconda subdola febbriciattola estiva: ma da quando sono diventata tanto delicata (noiaosa meglio)?

Brucia tutto, e sopra a tutto, brucia quella cosa contenuta nella scatola cranica e chiamata, anche, cervello.

Ma almeno c’è.

Bè, non è detto sia un cervello, però qualcosa brucia.

 

Oltre la febbre ho un mal di gola non da urlo.

Sapete perché sto dando il bollettino medico?

Perché questo significa che domani non potrò stonare in pubblico e quindi che sono rovinata.

Ci sono persone che s’aspettano che io lo faccia, non posso deluderle così, saranno tutti molto tristi (!).

 

Il caldo mi fa girare la testa, come se questa non girasse anche da sola.

 

Venerdì notte ho fatto un sogno stano.

Mi trovavo in una città molto buia, in piena notte.

Una città che poi deve essere Milano, anzi è Milano.

Ma sapete come funzionano i sogni?

Una cosa può essere quella cosa, ma anche un’altra.

Logicamente.

Infatti Milano nella mia testa era Berlino, assolutamente Berlino.

C’era tanta, tantissima gente.

Non ci posso scommettere ma c’eravate anche voi.

C’erano i miei parenti.

Persino i miei compagni del liceo.

Tanta tantissima gente e tutti che conosco.

Però non riuscirei a dire con sicurezza chi poteva esserci e chi no.

Forse pioveva, o aveva piovuto.

Ed io correvo.

All’inizio su una collinetta erbosa.

Poi fuori da un supermercato e poi al suo interno.

Correvo e vedevo macchine di polizia e carabinieri fissarmi.

Temevo mi avrebbero fermata.

Ero terrorizzata, ma fingevo di non esserlo.

Non avevo alcun motivo per temerlo so attualmente, ma nei sogni ogni cosa è fatta a modo suo.

 

Diciamo che non è un sogno così particolare in sè.

A parte la sensazione, una volta svegli, di aver corso veramente per tutta la notte.

 

Io sogno cose così articolate spesso, anche se di solito riesco a trovare un collegamento con il reale facilmente mentre stavolta non ci sono ancora riuscita.

 

Tutto normale quindi, finché non ho raccontato il sogno alla msdc –mezza specie di cugina.

Anzi, finché lei non mi ha raccontato il suo sogno.

Parallelo al mio, quasi complementare.

Anche lei correva in un supermercato inseguita da poliziotti che sembravano nazisti.

Dico complementare al mio perché sembrerebbe spiegare il motivo per cui anche io, in piena notte, correvo cercando di non farmi vedere da queste macchine di polizia che pattugliavano l’esterno del supermercato.

Poi. quando ho detto che però io mi trovavo a Berlino e la msdc ha spalancato la bocca esplicitando di essere stata nella medisima città, mi sono un poco sorpresa.

 

Non che ci sia da rimaner colla bocca aperta e gridare al paranormale però devo dire che la storia m’ha fatto abbastanza effetto.

 

Abbastanza effetto da spendere un intero euro al lotto e giocarmi un terno secco su Milano con i numeri che ho ricavato “dal dizionario dei sogni”: polizia, notte, correre.

 

Solo dopo ho scoperto che i sogni si giocano su Venezia perché pare sia “l’isola dei sogni”.

Se poi volete una completa istruzione nel campo del lotto dovete ricordarvi che le morti si giocano sulle ruote di Milano e Bari (morte e bara) e le nascite su Napoli e Cagliari (nascita e culla).

 

C’è da aggiungerlo?

Ovviamente i numeri non sono usciti.

Né su Milano, né su Venezia, né su nessuna delle altre ruote.

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE