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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
19 luglio 2011
626 [stranezze] Non solo sconclusionato

Le cose che ho da dire aumentano e la mia capacità/voglia/bravura/possibilità di dirle diminuisce in una proporzionalità indiretta così scocciante che anche solo citarla è uno spreco.

E l’ho detta tutta d’un fiato la frase di cui sopra (notare l’assenza di virgole).

 

Ho la lacrima facile, specie di queste lune, quindi elencarvi tutte le cose per cui mi faccio un piantarello ultimamente mi pare a dir poco noioso.

 

E ho pianto, questa la devo ammettere pubblicamente per autopunirmi, anche per i capelli. Prendetemi in giro ma ho pianto disperata davanti a quella che me li tagliava.  Non solo sono stupida, sono anche senza alcuna vergogna. Diciamo che avevo combinato un disastro mesi fa (farsi fare i capelli da una che si chiama Fatima, ma come mi è venuto in mente?) e dovevano essere tagliati. La tipa che me li ha tagliati (e che doveva solo sistemarli) ha citato un livello di corto che includeva una “macchinetta per rasature” e io ho pensato di vedermi uscire come le torturate di qualche film d’azione. Ma io non sono certo bella come Natalie Portman. Nemmeno un po', nemmeno se lei è pelata.

 

Poi abbiamo risolto. Ma è un risolto con le virgolette. Anche con molte virgolette volendo.

I miei capelli lunghi erano la mia parte migliore. Andata, per sempre.

 

Ovviamente questo non c’entra niente. Ma di qualche cosa dovremmo pur vivere, quindi passavo la pubblicità.

 

Vorrei andarmene lontano. Una settimana o una cosa del genere ecco. Non al mare o all’ozio, per carità, vorrei essere indaffarata e sudare copiosamente fino a che l’ultimo neurone non sia occupato a pensare alla stanchezza.


Mi accontenterei anche di sparire per più o meno lo stesso tempo. E di ritrovarmi viva a inizio agosto.

Pensavo anche al congelamento. Ma gradirei trovare un modo perché intanto i capelli crescano per conto loro, almeno non perdiamo tempo. Coma farmacologico?

 

Sono arrabbiata con me. E anche un po’ schifata, da me, veramente.

 

Ed è per questo che non scendo le scale per prendere l’antidolorifico che mi darà una tregua. Ah, no. Quello non lo faccio perché sono pigra. E preferisco soffrire.

 

Di dormire non se ne parla, nonostante i miei bei tentativi. Di leggere non se ne parla perché sembra io abbia disimparato. E sullo studiare lascerei cadere un velo pietosissimo. Stavolta si mette male.

 

Mi faccio un soliloquio col ventilatore sperando che almeno lui non mi massacri oggi.

E mi chiami.

23 novembre 2010
525 Homo Sapiens

Ho stabilito di non riuscire a comprendere le c.d. tecniche di corteggiamento maschile.

Appunto così dette, ma non da me, da altri uomini che mi spiegano essere tali quelli che io ho pensato, e ancora penso, essere insulti e modi per svalutare persone.

 

E non mi riferisco al masiniano “bella stronza”: quello è in un insulto anche se fa riferimento all’estetica.

No, mi riferisco a frasi, dette per caso, o volutamente, a comportamenti, a sguardi.

Come quello che in mezzo al traffico ti taglia la strada e poi ti sorride.

La mia interpretazione: “è uno di quei soggetti che pensa, sul serio, che portar la macchina abbia un maggior successo negli esseri che dispongono di spermatozoi. Quindi mi sorride, tanto per canzonarmi”.

L’interpretazione del mio amico che spiega gli uomini: “forse ti voleva chiedere di sposarlo”.

 

Insomma, la teoria di questo maschio che spiega gli altri maschi, in risposta ai miei racconti di uomini che mi fanno sentire come fossi idiota è un’inferenza deduttiva, e precisamente:

tutti i soggetti a ti trattano male per provarci

tutti i  soggetti b ti trattano bene per provarci

tutto il mondo si divide in soggetti a e soggetti b

tutto il mondo ci prova.

 

Cavoli, e tutti con me ci provano?

Devono essere messi peggio di quel che credevo nel mondo.

 

Ma non è che questo pensare, e dire, che tutti ci provino con me è esso stesso un dire che comporta un provarci?

 

Tanto per non smentirmi viene fuori, cinque minuti dopo, una lista dei motivi che un’ipotetica persona dovrebbe avere per “voler provarci con me”.

 

Sintetizziamo dicendo che variano dal “mi piace sentirti ridere” (e questa farebbe concorrenza anche a Moccia) a “il tuo profumo mi rimane addosso per molto” (certo, ma non dipende da me: dipende dal profumo!). L’unica cosa da precisare è che qualsiasi cosa abbia detto naturalmente non è vera.

 

Comunque, finiti di elencare i pro (mentre io dicevo “lascia perdere”, anche se debolmente –è bello farsi elencare i pregi che non esistono!) gli ho fatto notare che mancava l’unica cosa che speravo, veramente, un uomo addurrebbe come "motivazione per stare con me" (perché siamo persone razionali e ci piace argomentare!).

 

Che sono ironica, simpatica e scrivo bene, in poche parole, me lo diceva anche la mia professora al liceo, la differenza dovrebbe essere che ad un uomo, che vuole stare con me, vorrei, come prima cosa in assoluto, far venire una voglia pazzesca di fare sesso.

 

Scusate, ma come si possono elencare i pregi dello stare con una persona se la prima cosa che ti viene in mente non è “farci sesso possibilmente per tutta la vita”? Perché la conversazione potrebbe anche essere brillante per tutta la vita, ma dubito che possa bastare proprio per tutta, tutta.

 

Comunque gli faccio notare, passando intelligentemente dal generale al particolare, che quindi non sono la donna per lui visto che non "mi desidera" (!) nemmeno lontanamente. Lui mi risponde che non è “il tipo” che queste cose le dice (e non avrebbe tutti i torti nel non dirle, certe cose si fanno, al massimo) e che per lui non è così primario parlarne, che solo maschi insicuri parlano tanto di sesso e ne fanno poco. Io gli ricordo che tempo fa gli avevo chiesto, sempre nella mia illusione di riuscire a capire gli uomini, almeno su ciò che “amano”, che cosa lo colpiva di una donna, ad esempio, che cosa ricordava, per prima cosa, di Belen.

Poi gli ricordo anche che lui, senza esitare, aveva risposto “le gambe”.

 

Non mi pare una risposta di uno che al sesso ci pensa poco, ecco.

Si potevano dire gli occhi, tanto per fare un esempio.

 

Lui risponde, cito testualmente: “ma certo, perché ha le gambe storte e quindi cammina male”.

 

Certo, certo.

Anche io ricordo lo sguardo di Banderas perché è leggermente strabico.

O meglio ancora ricordo il pene di Siffredi per qualche strana malformazione che lo rende così, boh, come si può dire?

Così enorme, ecco.

26 ottobre 2010
510 [stranezze] Ammazza la vecchia (col gas?)

La vecchia signora, vicina di casa, ha tanti soldi.

Questa è l’unica cosa che ho sempre saputo di lei.

Non l’ho appreso, non coscientemente: è quel tipo di informazione che ha la stessa innatezza del sapere che il sole sorgerà anche domani.

 

Si racconta che suo padre ai tempi del fascismo avesse accumulato lingotti d’oro probabilmente foderati di pelle umana.

 

Oro rosso.

O anche macchiato di sangue.

Soldi sporchi e che quindi, secondo un’illusione naturale (ma “naturale” lo dico io) prima o poi si sarebbero dovuti scontare.

Insomma, se non in questa vita in una prossima.

O al massimo all’inferno.

 

La signora, dicono le altre signore, avrebbe dovuto…

Boh.

Forse renderli (a chi?), darli in beneficenza, costruirci un altare.

Io dico che la signora ha fatto l’unica cosa naturale che ci si poteva fare, soprattutto se lei non ha ucciso nessuno. Deprecabile il padre per carità, ma umanamente parlando, non è giusto che poveri lingotti d’oro, innocenti anche dal peccato originale, vengano abbandonati rischiando di finire in giri poco raccomandabili (prostituzione, droga, sfruttamento).

 

Oltre il problema della ricchezza disonesta (vabbe’, problema), come tutte le persone ricche (o almeno così è bello raccontare), la signora soffre di tirchieria galoppante.

E’ una donna sola (suo marito è morto otto anni fa e non ha figli) “non può mica portarsi i soldi nella tomba!” (le sentite anche voi le altre vecchiette?).

Pare, e ne dico una per tutte, che se si fa una moca di caffè (si dice così?) da due tazzine, congeli il caffè che non beve per utilizzarlo poi. Ma non consuma di più utilizzando la corrente elettrica per congelamento e scongelamento che rifacendosi il caffè?

Per non parlare del guadagno gustativo.

Ma tantè.

 

Io non credo a nessuna delle storie.

O meglio, ci credo, in via generale, ma capisco quanto le voci si ingrossino facilmente.

 

Quello che me la rende molto nociva è tutt’altro (bè, difficilmente potrebbero essere i soldi!).

Per esempio è sorda, tanto sorda che il suo telefono lo sento anche io, da un’altra casa.

Ed è cieca, tanto che mi dice sempre che sono molto bella.

Ora, a parte la mia risaputa auto-simpatia (sorriso di convincimento) è cieca veramente.

Mi dice sempre di non vedere nemmeno la strada quando cammina ed io, sul serio, sono preoccupata sul come vada in giro. Per lei ma anche per gli altri: prende a borsettate "immigrati" (si può dire che abbia una preferenza!) a cui è sbattuta contro perché pensa che la stupreranno (desideri incosci?). E me lo racconta anche.

Sono molto preoccupara, almeno finché non mi dimentico.

 

Quando sono all’università (e dormo nella casa vicina alla casa della signora -S. Paolo per capirci-) cerco sempre di aggirarmi sul pianerottolo limitatamente e di girare quanto più velocemente possibile la chiave nella toppa in modo da non essere intercettata dalla vecchia.

 

Oh, sarà sorda e cieca, ma mi becca sempre.

 

Oggi poi aveva voglia di chiacchierare.

Quindi non solo mi ha fermata, si è anche auto-invitata dentro e si è comodamente seduta davanti i miei libri e il mio pc. Dopo chiacchiere inutili su cose che so bene, ma che ho finto di non sapere per lasciarla parlare (perché sono modellabile come il pongo e so sempre bene quello che uno vuole leggermi addosso) apre la borsa e tira fuori uno stupefacente regalo per me: una lattina di coca-cola.

 

Non ho 11 anni. E se voglio la coca-cola me la compro.

Non bevo coca-cola a meno che non abbia scritto zero da qualche parte (perché sono una persona triste).

E se proprio vuole farmi un regalo potrebbe intestarmi casa sua invece di lasciarla (spero di aver capito male) alla chiesa.

 

A loro non serve, a me invece sì.

Certo, perché io sfondo la parete che divide le due case e faccio un super mega attico.

(poi vi invito a festeggiare, certo)

 

Vabbe’, ovviamente crepata la vecchia.

 

(no, non è un'immagine rappresentante LadyMarica!)

12 ottobre 2010
502 [Stranezze] Da Venere

Sto peggiorando.

Sotto tre punti di vista.

 

Raffreddore. Che adesso credo sia allergia o qualsiasi cosa abbia la capacità di arrivare e poi sparire

lasciandomi lacrimante. E sì, escluderei il grande amore a priori.

 

Marta. La mia meravigliosa compagna di università a cui mi sembrava di essermi staccata e che, invece, si attacca sempre con più convinzione. E ci mostra (a me e a una più normale e che l’ascolta un pochino di più) i suoi appunti con freccette colorate, cerchietti e non so che altro. Mi preooccupa seriamente quella ragazza, proprio seriamente.

 

Alien. Di Thierry Mugler. Un profumo.

O anche un’ossessione.

 

Una volta ho visto un film tremendo.

“Profumo”, se il nome vi dice qualcosa.

Non mi ricordo bene, anzi, lo ricordo malissimo, ma il protagonista aveva, mi sembra, inventato un profumo particolarissimo che spingeva al sesso libero, all’amore, alla felicità, al convincimento, tutti quelli che ne odoravano pochissime gocce (me ne servirebbe solo una goccia).

Alla fine lui, non mi ricordo se come gesto disperato, se lo butta tutto addosso e viene divorato vivo dalla folla.

 

Un film orrendo. Magari horror, proprio orrendo per noia.

Ma l’ho visto che ero infinitamente giovane, magari potrei ripensarci.

 

Alien ha più o meno quella potenza.

Goccia più, goccia meno.

 

Vi farei sentire perché descriverlo a parole è impossibile.

Cattivo, molto dolce, rovente.

Fatemi un favore, fatelo a voi stessi, entrate in una profumeria e sentitelo.

Alien. Ricordate, Alien.

Poi, se siete donne acquistatelo, se siete uomini acquistatelo per qualche ragazza.

Oppure mettetelo voi stessi.

Mettetelo a tutto il mondo.

Che tutto il mondo sia Alien!

 

Scusate, l’estasi.

 

Novantuno euro di profumo.

Nella prima profumeria centralissima, bottiglia per famiglia.

Sessanta nella profumeria in cui l’ho comprato io, boccetta media.

Sempre lo stesso incanto.

 

Ma passiamo a qualche esempio concreto della potenza di questo profumo.

 

Ne ho spruzzato un poco su un cartoncino di quelli per il tester e c’era gente che si girava per strada a sentirne la traccia rimasta su di me, riconoscendolo e chiamandolo per nome.

 

Stamattina all’univeristà ho rincontrato una ragazza che veniva al liceo con me (non stessa classe, ma stesso corridoio) che io credevo non si ricordasse nemmeno il mio volto e che invece mi ha fermata, quasi strillando: “non ci posso credere, finalmente ti rivedo!”.

Poi mi ha abbracciata.

E’ entrata quindi in funzione la modalità provvisoria che cercava di capire cosa rappresentasse quella situazione in un sistema sociale come il nostro. Queste elucubrazioni sono state interrotte dal suo: “ma porti Alien? E’ buonissimo.”

 

Alien.

Devo trovare il modo di spruzzarne un po’ su facebook, magari riesco a sistemare due o tre cosette.

6 settembre 2010
477 Opere del diavolo
Combatto una guerra a colpi di mouse da stamattina.
L'unico risultato visibile riguarda i miei capelli, che sono diventati elettrici.
Qualcosa nella scatola cranica deve far contatto.



Penso che i codici HTML debba averli inventati il diavolo in persona.
Mi ci vuole un esorcista magari per riuscire a decifrarne uno, uno solo?
Mi accontento di capirci un'acca, non voglio chesso, mettere immagini che cambino ogni ora (anche se sarebbe piuttosto forte).

Si fottano, i maledetti.
Io riprovo settimana prossima.

Riporto la straordinaria segnalazione di Yax, specifica per chi usa Linux e per chi crede che certi cattolici non siano pericolosi.

Recentemente sono stato introdotto ad un sistema operativo conosciuto come Linux.

Allettato dal costo relativamente basso, ho sostituito Windows 98 sul mio computer con Linux. Purtroppo più lo uso più ho il timore che questo "Linux" possa essere un modo insidioso affinché il Maligno guadagni un appiglio più forte qui sulla Terra. So che questa può essere un'affermazione scioccante, ma ho le prove per sostenerla!

Per cominciare, Linux è basato su un sistema operativo più vecchio ed obsoleto, chiamato "BSD UNIX". La "mascotte" di questo sistema operativo è un diavolo che tiene un forcone. Questo OS (così come Linux, derivato da esso) -- usa estesamente i cosiddetti "demoni", cioè programmi che si nascondono, e fanno qualcosa senza che l'utente se ne accorga. Se state utilizzando Linux come sistema operativo allora probabilmente avete questi "demoni" sul vostro computer, difficilmente qualcosa che un buon cristiano può desiderare! Inoltre per avviare o arrestare questi "demoni" un utente deve eseguire un comando chiamato "finger". In questo modo, l'utente esercita sui "demoni" un potere sacrilego, nello stesso modo in cui il Signore delle mosche contolla i suoi servi.

Linux mantiene un'altra caratteristica inquietante del sistema BSD UNIX menzionato sopra: per accedere ad alcuni files normalmente bloccati, occorre aprire un programma simile al prompt dei comandi di Windows, e digitare un codice segreto: "chmod 666". Quali altri orrori nasconde questo "Linux"?

Considerate alcuni di questi altri comandi di Linux: "sleep", "mount", "unzip", "strip" e "touch". Tutti altamente suggestivi nella loro natura sessuale. So che il nostro Signore non può approvare questi ed invito a rinominarli a qualche cosa di più adatto alla Comunità cattolica.

Curiosamente, "CONTROL-G" (il tasto n. 6 dalla sinistra della tastiera) fa un abort.

Per scrivere files èincluso un editor "VI". Tutto questo per intrappolare il cristiano che non sospetta di poter essere tentato scrivendo tutto il giorno "VIVIVI".

In quarto luogo, Linux usa un tipo di DOS conosciuto come BASh. BASh Ú un acronimo per "Bourne Again Shell". A prima vista questo sembrerebbe essere in supporto del Signore. Tuttavia, ricordate che persino Satana può citare la bibbia per i suoi scopi! Mentre credo che Linux può essere "rinato", è š evidente dall'errore d'ortografia di "born" che non è "rinato" nella Chiesa cristiana. Le bugie cesseranno mai?

Inoltre, uno dei principali hippies capelloni addetti alla fondazione del software libero sostiene il comunismo, la contraccezione e l'aborto. Ha costantemente sostenuto i "valori" controculturali degli anni 60 ed il suo sito Web sostiene persino il supporto governativo della contraccezione. Porta anche una falsa aureola, e fa scherzi circa la sua setta che si riferisce al suo software libero. Trovo tale blasfemia estremamente sconvolgente.

Ricordate anche che il creatore di Linux, uno studente universitario chiamato Linux Torvaldis, viene dalla Finlandia. Sono sicuro che tutti i seguaci di Cristo sono informati della natura eretica dei finlandesi: dalla stregoneria ai sacrifici umani, la cultura finlandese è immersa nel peccato. Trovo poche ragioni per credere che qualche cosa di buono e santo possa venire da questa terra diabolica.

Per concludere, ricordate che esiste un'alternativa al satanico Linux. Penso che la storia abbia indicato che Microsoft è abbastanza santa. Mi dicono che il suo fondatore, William Gates sia un forte sostenitore del nostro Signore e consiglio a tutti i Cattolici di comprare soltanto i suoi prodotti per contribuire a tenere a bada il diavolo.

Vorrei avere avuto più tempo per esporre le mie scoperte. Sfortunatamente una famiglia di testimoni di Geova si è appena stabilita nelle vicinanze e devo assolutamente andare a parlar loro della Trinità e di Gesù Cristo. Per favore investigate queste scoperte come ritenete opportuno e sono certo che giungerete alle mie stesse conclusioni.

Grazie per il vostro tempo.

21 agosto 2010
467 [stranezze] Notti riposanti

Dopo le fisse c’è solo la pazzia.

Mi pare me lo abbia detto un proverbio scaduto.

 

Ed io mi fisso, da giorni e giorni, con l’interruttore della luce.

Mi ci appiglio come se lì ci fosse la speranza.

Come se ci fossero, che so, i piedi di Gesù Cristo a cui chiedere salvezza.

Ho sempre dio in testa, e questo dovrebbe giustificare il vuoto perenne che c’è da quelle parti.

 

Il bello è che a quell’interruttore non c’è, oltre alla salvezza, alla speranza e alle note entità inesistenti (cit.) nemmeno la luce.

Ed è facile accorgersene, anche non sapendolo, quando lo premi: il tuo dito schiaccia il pulsante e mentre pensi che i tuoi occhi dovrebbero già vedere ma rimangono al buio arrivi a comprendere, non con poca fatica, che quell’interruttore, proprio quello che hai appena spinto, non va.

 

Nel bagno ci sono due interruttori, da qualche tempo uno non funziona.

 

Non è difficile, il tempo di reazione dovrebbe essere immediato.

Spingi l’interruttore, rimani al buio, cambi interruttore.

Cioè, non mi sto chiedendo di saper in anticipo che l’interruttore a destra non funziona, mi sto solo chiedendo di non rimanere per tre quarti d’ora al buio ad aspettare non so quale luce e di non spingerlo trenta volte pensando che il difetto sia nel dito e non nell’interruttore.

 

Certe volte non riesco a schiodare di lì fino a quando un quesito geniale mi si affaccia in testa: “ma non funziona?”

Quindi mi ricordo che non funziona da due settimane e che io passo nottate, o giornate, a chiedermelo.

 

Certe notti la storia è anche più complicata e non c’è nulla che possa distogliermi da quel pulsante.

 

Assonnata, tonta, spaventosa come un fantasmino, senza lenzuolo però, mi dirigo verso il bagno. Mi faccio tutto il corridoio, ovviamente al buio, e se trovo sul mio cammino un secchio o altri oggetti improbabili, li prendo in pieno e inizio a contorcermi in doloroso silenzio, ma almeno senza svegliare nessuno.

 

Quindi, schivati o presi in pieno gli oggetti sul corridoio, arrivo nel bagno.

E li mi fisso, dai tre ai cinque minuti, con l’interruttore che non funziona.

 

Lo premo una prima volta e con gli occhi cerco la luce.

La cerco bene, non vorrei essere io a non trovarla.

Poi lo rispingo sempre assonnata e mentre non funziona lo guardo con dispiacere e gli chiedo: “ma perché mi fai questo?”

Poi passo alla contemplazione del buio mentre aspetto che per qualche assurdo motivo la luce sarà.

 

In realtà per risolvere egregiamente la questione dovrei solo spostare il dito di mezzo centimetro, ma pare che da qualche parte, una me che non conoscono, pensi di far prima pregando il pulsante di funzionare.

 

Una di queste notti, se non mi riprendo dal grado di rincoglionimento che si è abbattuto su di me in questo agosto strano, potrei star li ad aspettare fino a vedere la luce del mattino.

Che sempre luce è, volendo.

5 luglio 2010
445 [stranezze] Sono la crocerossa
Qualcuno potrebbe giudicare la faccenda strana.
Ed io capirei anche.
Non è colpa mia, stavolta veramente, se ce n'è sempre una.
 
Non lo so, si sarà inflazionata la cattiva sorte, saranno finiti gli altri peccatori (io un paio li conosco, potrei indicarli?), avrò commesso cose spaventose in un'altra vita (e quindi varranno le regole della reincarnazione) oppure qualche dio estero si divertirà a giocherellare con me.
Tutte ottime cose.
 
Nuovo incidente automobilistico della Lady.
Oramai mi converrebbe aprire una rubrica apposita visto che scrivo un post del genere al mese.
 
Stavolta però, incredibilmente, non è colpa mia.
Cioè, premesso che io sono una cretina rara e che la patente me l'hanno regalata, facendo un errore mostruoso, non ho colpe veramente.
(Se volete ripeto che la colpa non è la mia!)
 
Magari sono capace di aver colpa lo stesso visto che la mia incapacità al voltante è proverbiale (proverbio: LadyMarica al volante, pericolo costante), però per il momento non sembro responsabile di niente.
 
Comunque non è mica la prima volta, in assoluto, che ho ragione in un incidente stradale.
Già, perché quando li faccio da sola ho almeno il buon gusto di non accusarmi.
E non è poco.
 
Ma continuiamo con le prime volte
Per la prima volta l'incidentato è una persona civile.
Un motorino, purtroppo.
 
Dinamica?
Ho messo una freccia per girare, mi sono fermata aspettando che non passassero altre macchine (lo faccio solo certe volte, mica sempre), ho guardato dietro e ho visto un uomo volare.
Accompagnato da un urto.
 
Fortunatamente lui sta bene.
L'ho sentito per telefono: mi ha parlato di una caviglia gonfia e riposo; non la smette di scusarsi, ha chiesto della salute dei passeggeri della macchina, e mi ha dato la sua piena disponibilità.
Questo lo rende una persona civile, gentile e piacevole.
Piacevole in generale, ma anche per farci incidenti.
Lui invece non deve trovarmi molto "piacevole", soprattutto per gli incidenti.
 
Curiosa invece la scena del crimine.
S. Paolo, fuori le mura, ma dentro il Grande Raccordo Anulare.
Avviene l'incidente e sulla scena del crimine compaiono subito diverse e strane persone.
Un tipo, occhiali e pizzetto, che si dichiara subito facente parte di qualcosa e membro della crocerossa.
"Io sono della crocerossa", lo ripete una volta ogni 20 minuti, come se la cosa dovesse tranquillizzare qualcuno.
E un vecchino, dallo strano abbigliamento, e la voglia di dar consigli.
 
Il tipo "della crocerossa", evidentemente pazzo, vuole convincerci tutti che il ragazzo in motorino abbia sbattuto la testa, anche se è il ragazzo in motorino  stesso a negarlo.
E mentre lo dice quasi di nascosto a quest'ultimo, il vecchietto smentisce con vigore alle orecchie della controparte, che sarei io.
 
Riusciamo a staccarci di dosso il vecchietto ma non l'uomo-crocerossa che dopo aver chiamato l'ambulanza, inizia a pensare, evidentemente, all'allestire una sala operatoria in strada.
Perché lui è della crocerossa, ovviamente.
Fortunatamente l'arrivo dei suoi amici (della crocerossa) lo distrae.
 
Poi, quello della crocerossa vero domanda: "chi ha fatto la chiamata?"
E il pazzo della crocerossa finto subito trionfante esclama: "io, io!"
Tutti pensiamo che ci sarà una "legion d'onore" (se qualcuno cogliesse il riferimento a Homais ne sarei veramente contenta) invece il crocerossino gli fa solo notare che ha dato il civico sbagliato.
 
Ho visto un uomo risucchiato dal cemento, ma lo so che non ci credete.
 
Poi inizio a vedere gente che s'avvicina.
Non penso ai deficienti curiosi che bloccano il traffico, e faccio male.
Il palazzo intero di fronte all'incrocio è affacciato alle finestre, qualcuno ha chiamato anche i parenti.
Macchine si fermano al lato della strada.
Un tipo in smart, con tanto di fidanzata, tutti e due con gli occhiali da sole e la gomma che fa capolineo tra una masticata e l'altra, blocca il traffico come stesse guardando i mondiali a casa sua.
Sembra di essere stati catapultati in una fiction idiota.
A me viene da ridere quando, entrata nel palazzo di fronte (è lì che stavo andando), le signore in coro mi chiedono: "ma come è successo? Stava in moto?"
La msdc (mezza specie di cugina) mi suggerisce di dire: "ma lo sa signora che io sono una delle protagoniste?" e godermi i riflettori ma io decido di non voler rimanere incastrata 13 mesi a raccontare.
 
Non c'è proprio nulla che attiri come il sangue umano.
I Vampiri esistono e non sono minimamente belli come Edward Cullen (anche se io preferisco l'altro, come si chiama? Il fidanzato di Alice, credo) ma rugosi come ..una vecchia.
 
SCIENZA
1 luglio 2010
443 LadyMarica, ovvero il puntaspilli

Stamattina dovevo vedere delle persone.
Pensavo in camice bianco, ma sembra non sia più di moda.

Ieri mi ero preparata al solito modo che hanno di farti sentire colpevole e ignorata, almeno a me, e credevo che avrei sofferto solo leggermente per l'antipatia che ho da sempre verso la categoria.
Sofferenza morale, pensavo, ma mica fisica.
Anche perché, insomma, a meno che non ti sventrino, credevo che il dolore fisico postesse essere sopportato, e da me (presuntuosa) anche piuttosto egregiamente.
Credevo.
"Male che vada", sempre credevo, "dura quel che deve durare, ma poi finisce."

Ma non avevo fatto i conti con lui e i suoi aghi.

Lui è un medico piuttosto recente, "barbetta", per gli amici M.
Ci ho parlato due volte con oggi, e la prima volta, mentre mi toglieva i punti (una settimana dopo operata), non ha avuto la gentilezza nemmeno di chiedermi se sopravvivevo ed ha parlato tutto il tempo al cellulare.

Lieta oggi di aver attirato la sua attenzione.

Fatti.

Entro e lo vedo.
Io che speravo ci fosse invece il dottore con gli occhieletti tanto carino.
Mi stendo sul lettino e la prima cosa che dice non riguarda me.
Vabbe'.
Poi mi alza la maglietta leggermente, tocca l'addome, prende l'ago e gentilmente lo infila.
Non sento molto.
Almeno al primo inserimento.
Non trova quello che dovrebbe trovare (come ve lo spiego che dovrebbe trovare? diciamo un "passaggio"ecco), quindi ritasta e reinserisce l'ago.
Non esagero dicedo che avrà tentato almeno 30 volte, e con tre aghi diversi (pare si rompessero).
Dopo i primi 5 minuti ho iniziato a sentire un doloretto.
Per tutti gli altri minuti invece ho sentito un dolore tremendo, e mica per l'inserimento dell'ago, ma perché non riuscendo a trovare il passaggio lo sfiorava (pungendolo) e facendolo smuovere un po'.
La sensazione è quella di sentire un chiodo di plastica che hai ficcato sulla pancia muoversi da tutte le parti.
Fa male, ve lo assicuro.

Niente, dopo la rottura di un terzo ago decide di cambiare sala, usare una macchia per l'ecografia, identificare il "passaggio" e conseguentemente procedere all'inserimento del contenuto della siringa (soluzione salina, nemmeno 1 cc).
Ci spostiamo, mi ristendo e ricominciamo.
Passa la macchinetta per l'ecografia, spingendo e trastullandomi mentre io sento solo che con il gomito si è appoggiato sulla mia coscia: comodo?
Crede (ahah, crede!) di aver indovinato il punto e giosamente inserisce l'ago; non voglio fare l'esagerata, io il dolore fisico lo sopporto, ma lui, non trovando l'affare, gira dentro la mia stessa carne.
Fa male.

"Se ti faccio male dimmelo" (dopo l'ottavo ago abbiamo iniziato a darci del tu).
"Ma non mi posso lamentare costantemente, visto che è costantemente che mi fai male!" non glielo dico, ma lo penso anche in aramaico.

Mezz'ora, forse di più.
Aghi su aghi spezzati.
Ho recitato mentalmente almeno il primo canto della divina commedia.
Fori su fori.
Entrata e uscita.
Dolore tremendo sulla valvoletta che sento spostarsi dentro di me.

"Non sopravviverò", a metà lo penso.
E intanto mi colpevolizzo (perché sono una malata di mente parecchio grave) pensando: "avrò fatto qualcosa di male io? Magari ho mangiato cose sbagliate, magari ho dormito in una posizione sbgliata, magari sono proprio sbagliata..."

Gli chiedo di fermarsi.
Di darmi 10 secondi.
"Anche venti" dice lui.
A 7 ricomincia a tastare, non infila aghi però oramai mi fa male anche toccandomi soltanto.

Facciamo un altro quarto d'ora di tentativi (sono stata lì, stesa, un'ora totale a farmi infilzare), altri aghi, altra ecografia, niente di niente.
Poi M., barbetta il genio delle valvolette, decide di mettere da parte l'orgoglio e di chiamare aiuto.
Quando dice il nome di House mi rassereno un poco.

Nella realtà è il dottor P. di nome L. l'unico che tollero (anche quello degli occhialetti devo dire).
E' il dottor House, non da oggi, da sempre.
Dalla prima volta che l'ho visto.
Perché zoppica allo stesso modo e ha gli stessi occhi celesti.
E da oggi pure perché ha la stessa genialità.
Anche se è molto più gentile, ma meno carino.
Dice che è meglio farlo in piedi se non ho intenzione di svenire.
Non ho intenzione.
Tasta l'addome per tre minuti, prende l'ago, io mi preparo alla morte, e con un dolore minimo (c'è, ma è nulla paragonato alla mia ora di agonia) infila la soluzione salina lì dove deve infilarla, nel passaggio.
Al primo, e dico primo, tentativo.

Barbetta M. è rimasto un po' male, ma dice che può succedere "una mano diversa, certe volte...".
"Tua sorella".
Ci sarebbe da dirglielo, ma io l'ho ringraziato, non ironicamente, ma perché comunque sì è impegnato. Certo, si poteva impegnare con meno buchi, però l'impegno e l'attenzione un po' valgono.
Insomma, mi ha chiesto (non so se dopo il ventesimo ago) anche il nome: umanità, stiamo arrivando pure con Barbetta.

Pare che tra quindici giorni sia consigliabile ripetere.
E anche se il motivo "lividi e puntini" mi dona, stavolta magari si potrebbe tentare di riuscirci, non dico al primo, ma al decimo ago almeno.

Perché mai questi tipi in camice non mi siano simpatici non riesco proprio a capirlo.

1 marzo 2010
371 Amore nostro che sei nei cieli
Poche polemiche oggi, parliamo di cose serie.
Stasera su canale cinque i sentimenti fuorvianti hanno superato anche la mia più fervida (e orrorifica) immaginazione.
Ma che bello, ma che bello è il patetico?

Amici.
No, non è un vocativo, dico Amici, lo conoscete il programma della De Filippi?
Sì, certo, per sentito dire, lo so che voi persone serie, persone rispettate (cit.) non lo guardate.

Amici è uno dei così detti talent show.
Un reality che dà poco spazio alle polemiche e fa emergere i giovani talenti (io che lo guardo le definizioni le so a memoria!).

Allora, il punto è questo.
Accade alle volte che nella "scuola" (di Amici) nascano degli amori.
Anzi, degli Amori.
Ed è in quelle occasioni che anche i miei buoni sentimenti fioriscono (usiamo i c.d. verbi di sentimeto): inzio, infatti, a pregare, sperare e (quasi) televotare per fare in modo che gli innamorati finiscano all'ultimo scontro.
Non vi spiego il meccanismo noioso, diciamo solo che finalmente, al termine della puntata, arriva il momento in cui uno dei concorrenti deve (in uno scontro "uno contro uno") lasciare la scuola.
Ecco, io spero sempre che si debbano fronteggiare due "innamorati".
Non so se sia cattiveria o cinismo, ma credessi al televoto chiamerei.

Di solito tanti pianti e tanti isterismi ma poi i concorrenti la smettono e fanno la benedetta sfida.
Stasera, invece, abbiamo assistito ad una scena di galanteria senza paragoni.
No, galanteria non è la parola più esatta.
Profondo grado di rincoglionimento?

Lui (Senzanome) ha abbandonato il programma per non doversi fornteggiare con la sua bella e per, così, consentire a lei di rimanere.

Io, per carità divina, sono pro amori sdolcinati e lo sanno tutti (almeno tutti quelli che non leggono i post), ma lasciare un programma in cui si è scelto di partecipare e che dovrebbe avere come scopo quello di favorire una carriera, (senza voler accennare a tutti i soldi che si vincono) mi pare piuttosto demenziale anche per i questi purissimi sentimenti.

In studio è stato il delirio.
C'è chi ha parlato del "più bel gesto d'amore di sempre".
Lei la ragazza, che altro non è se non il nulla più desolato, non ha, ovviamente, avuto reazioni (okay, le lacrime, ma quelle dopo ore di pianto isterico non lo sono più).

In tutto questo la cosa più preoccupante è la pericolosa (ma forse inconsapevole) svalutazione del genere femminile.
Fingiamo che il gesto avesse avuto un qualche senso, perché lei non dovrebbe aver potuto (e voluto) "sacrificarsi" per lui?
Gli uomini che amano sono dei sessisti unici.
Si comportano come se solo loro potessero andar in guerra, come se solo loro fossero capaci dei gesti eroici.
Le eroine più belle e coraggiose sono donne.
E badate bene, non è affatto una cosa attuale.
I greci (anche se non sembrerebbe) sono maestri in questo.
Esiste forse un'eroina più meravigliosa di Antigone?
Antigone è la straordinaria creatura di Sofocle che sfida la legge in virtù del giusto, che si ribella, lotta e muore.
Emone (il fidanzato) si uccide sul suo corpo, solo dopo il sacrificio (moralemente più alto -non per amore cioè) di lei.

Non sto facendo femminismo se qualcuno avesse dubbi, io sono persino per i ruoli in una coppia, però c'è una certa differenza tra ruoli e personalità.
Si può avere coraggio e spirito di sacrificio pur rimanendo donne, moralmente oltre che fisicamente.
Non perché una donna è abile con la spada significa che non sia fragile e bisognosa di essere salvata (attenzione, zero elementi autobiografici: io non ho fragili nemmeno i capelli -ma quella è questione di shampoo).

Eh, anni ed anni di Lady Oscar, si vedono i risultati!

Diciamocelo, solo io partendo da un reality posso lavorare così tanto di fantasia.

Generalizzando quello che volevo dire è che non bisogna sempre considerare le donne nel loro stereotipato "cuci e cuoci".
No, esiste anche l'uncinetto, perbacco.
10 febbraio 2010
359 [stranezze] La fortunata sfortuna parentale

Parliamo del tempo?

Piove (ma Britti non è incluso).

Tanto per cambiare.

Piove.

Ed io mi sento tonta.

 

Allora, avevo detto che febbraio è maledetto?

Corto, perché se lo allunghi (con l'acqua di queste piogge anche) ti ritrovi se non morto anche qualcosa in più.

 

Mio fratello (ebbene, non in termini cristiani) ha preso la patente il 30 dicembre, da meno di 3 settimane ha comprato la macchina, circa 10 giorni fa ha perso 15 punti sulla patente prendendo come omaggio un motorino incazzato: non ha giocato numeri al superenalotto e quindi ha perso anche le uniche chiavi della macchina che aveva (la consequenzialità l'ho aggiunta solo per piacere mio).

 

Abbiamo scoperto che senza chiavi la macchina non parte.

E per fare non so bene che cosa (ma senza impegnarci molto nel pensiero possiamo riassumere "per farla ripartire") ci vorrebbero circa 1200 euro.

Siamo sicuri che non volete giocare al superenalotto nemmeno questo di numero?

E' (s)fortunato!

 

Ripercorriamo quindi i luoghi in cui la chiave potrebbe essersi smarrita (nessun accusa, lo dice la psicoanalisi, notate la forma impersonale?).

Io ho guardato tra le mie sigarette, e lì posso assicurare che non c'è.

Poi ho guardato su facebook, non si sa mai.

Insomma mi sono impegnata.

Ho guardato pure in un libro su Schopenhauer, che sto leggendo da due mesi (e mi piace), ma ho dei pensieri (e lo scazzo metereopatico -Marica, che termini!).

Ma comunque la velocità di lettura almeno rientra tra gli affari miei, o qualcuno vuole metterci bocca? (punti dolenti, non volevo “sgarbare”)

 

Parco Leonardo.

Se siete di Roma e non conoscete Parco Leonardo, bè, è ovvio che dobbiamo andarci insieme.

Se non siete di Roma e non sapete cosa sia, allora mi pare chiaro che dovete venire a Roma in futuro per andarci.

Se poi a Roma non ci volete proprio venire (e capisco, visto il tempo) bè allora...ma che divagazione inutile sto facendo?

 

Parco Leonardo è un magico centro commerciale.

Non ci sono fatine, ma potreste vederle.

 

Quindi parcheggio.

Scendiamo, io e il fratello mio (ecco, così sembra roba cristiana).

Controlliamo in giro e...: le chiavi.

Lì, per terra.

Ecco, io l'avevo detto che era magico.

 

Adesso, non so se catalogare la faccenda come fortunata o sfortunata.

Cioè, per perdere le chiavi in un parcheggio in cui avremmo stazionato sì e no tra i 15 e i 25 secondi bisogna essere parecchio sfortunati.

Per ritrovare le chiavi perse (e non spendere quindi milleeduecentoeuro), dopo tre giorni, tra le intemperie, i passaggi di macchine, persone, animali e fatine magiche, nello stesso parcheggio bisogna essere molto fortunati.

 

Sono confusa.

 

Mi sono dovuta svegliare alle 10.30 per andare a Parco Leonardo così di fretta.

E ho dovuto esercitare un'influenza mica da poco sulla mia mano che è riuscita, nonostante la magia del posto, a non comprare nulla, che è un po' come...andare vergini al matrimonio? Entrare in una libreria e comprare un cd (succede)? Trovare Banderas nudo nel letto e dormire sul divano?

 

Sfortunatamente sono a lavoro.

Vado a farmi un caffè: hai visto mai che nella macchinetta, persi nella sfortuna del mio “lavorare” (lo so, è contorta), trovassi un milione di euro..!

22 novembre 2009
298 [Stranezze] Silenzio
Non so se raccontarvi una barzelletta che non fa ridere, ammorbarvi con discorsi tetri filosofico-esistenziali, o spettegolare su domenica cinque.

In ogni caso sarebbe un successo.
Rimanere zitti.

(no, eh che non potevo lasciare il blog con il video di S. Francesco, già il lunedì è quello che è... proprio non potevo).

Domani è il compleanno di mio padre.
Ed io mi sento già in colpa.
Fare gli auguri è una di quelle cose che proprio non so fare..
Una di quelle cose che dopo mi fa star male per giorni e giorni..

Non vi preoccupate.
Certe volte almeno il dubbio mi viene: non devo essere tanto normale mi sa!?!



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28 ottobre 2009
288 [stranezze] Mocciosa

 

Non riesco a scrivere un post che mi convinca da un millennio (o tre giorni, dipende dalle prospettive).

 

Oggi mi sono messa di impegno, ho scomodato persino la morale e poi...

Poi ho sfanculato (termine tecnico) tutto.

E il cannocchiale ha strappato il mio post.

Particolarmente irritante.

 

Ma c'è di meglio.

Mai fidarsi degli amici, verissimo.

Mai fidarsi degli ex nemici anche più vero.

 

Insomma su facebook, come oramai sa anche il mio psicologo, non c'è la mia foto.

Perché?

Complicatissimi, intrigati e assolutamente paranoici fatti miei.

Assolutamente paranoici ma vitali.

 

Tempo fa ho pubblicato la foto del BuddyPoke (lo stesso giorno che l'ho pubblicata qui) e naturalmente miss immondizia celebrale, ovvero la sedicenne a cui pensavo (nella mia presunzione) di poter mostrare un altro mondo rispetto a Tatangelo, sesso, rubare ragazzi, e comprare le scarpe rosa o al massimo i fazzoletti di Hello Kitty, ha commentato.

Prima di riportare la "discussione" forse sarebbe il caso di far presenziare il mio avvocato.

O magari basta una bibbia?

 

 

Lei: "Voglio vedere teeeeeeeeee no le bambolineeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee"
 
 
Intervento di un intruso troppo, ma veramente troppo carino che riporto perché sono l'essere più presuntuso (ed esibizionista) del mondo: "la sua bellezza può accecare ♥"
 
Io ingoro la discussione. C'è chi mi difende già.
 
Lei:"Si ma le bamboline nn servono..e poi la vera donna sexy si vede a letto:p...ma poi sicuramente marica sara una bella donna peccato k nn si fa vedere il volto!!!!!"
 
Rischio di svenire.
Una donna sexy si vede a letto.
Si vede a letto?
Mio dio...
Che povera demente!
 
Io: Mah, la "vera donna sexy" si vede anche quando scrive un commento su facebook secondo me. Ma, in definitiva, anche quando respira.
 
Cerco di essere breve, ma voglio intendere che la bellezza, la femminilità (componenti dell'essere sexy) si vedono anche facendo qualsiasi cosa.
Camminando, parlando, ovviamente scivendo.
Anche respirando.
 
"Già, peccato che non mi faccio vedere... ;)" concludo cercando una simpatia che non provo.

 
Dopo poco lei commenta così: "Al tuo posto direi la verita marica invece di nascondere..ma poi nemmeno t kiama marica!!!!!mah"
 
Be' siccome ci conosciamo da due settimane e ci siamo parlate solo due volte, capisco che oramia abbia capito e stia per rivelare il mio segreto.
Nemmeno mi chiamo Marica, oh no...ha capito tutto....
Soo rovinata.
Lei direbbe la verità.
 
Io, invece, sarà che è proprio una brutta settimana, sarà che sono ipernervosa le darei solo un bel calcio...
ehm...
 
Volete allora che chiami Ghedini o posso giurarvi sulla bibbia che realmente mi chiamo Marica e che non ho verità nascoste da rivelare tranne una fissazione maniacale per l'identità personale
(oltre che paranoie smodate sull'osservazione dei comportamenti umani, ma questa è una storia troppo lunga..)?
 
Fanculo (e siamo a due!)
 
6 ottobre 2009
263 [Stranezze] Succederà

Venerdì è il compleanno di un operaio molto simpatico a R.

E quando uno è simpatico a R....

Diciamo che la sua strada ascende ma senza salita.

 

Quando uno non gli è simpatico, o anche è sua figlia (è sorprendente come coincidano le due cose) prende ben duecentocinquanta euro al mese (nemmeno se piantassi pomodori guadagnerei così poco) e in più viene considerato...no, non viene considerato.

 

Oggi la mia collega (ma non quella idiota a cui non rispondo nemmeno, oramai) mi fa presente che R. ovvero l'ufficio tutto, ovvero R. che comanda su tutto l'ufficio, ha deciso (il soggetto è comunque R.) di fare un regalo all'operaio in questione.

"Sai, per il regalo sarebbero 70 euro a testa." fa lei

SETTANTA euro?

Non voglio gridare, ma...

Lo stipendio di quasi due settimane.

Non darei 70 euro nemmeno fosse il compleanno di Madonna.

E partecipare al quel compleanno è il mio sogno (di quest'oggi almeno)

Sbianco, impallidisco, tossisco, mi agito.

Crisi nervosa e isterica si susseguono.

Quando sto per dirle "che non esiste" lei mi dice che sta scherzando e che sono SOLO 10 euro.

Solo.

Per me un giorno lavorativo.

E siccome è l'amico di R., e la decisione l'ha presa R, significa che è come se un giorno lavorassi gratuitamente per R.

Giovedì avrò un corso di pomeriggio all'università (o fingerò)

E domani mi do malata.

Un giorno lo recupero, un altro lo prendo per essere sicuri, sicuri che R. non mi stia fregando.

Vabbè, duecentocinquanta euro al mese mi frega comunque, mi sa.

Quindi la riformulo..

...per essere sicuri che R. non mi stia fregando più del solito.

 

Mi rimane solo da sperare che nessun'altro operaio (amato da R.) faccia feste, compleanni, onomastici, matrimoni, battesimi, cresime, comunioni e qualsiasi altra festa comandata (o meno) in cui si fanno regali.

 

Ben presto finirà che sarò io a pagare R. (con tanto di bigliettini di ringraziamento) perché mi da l'opportunità di lavorare per ("per", non "con" nè "da") lui.

 

Oh, quanti vantaggi ad essere la “figlia del capo”.

Dico, ma non c’è nessuno che ne vuole qualcuno?

 

23 settembre 2009
254 [Stranezze] Rapinare banche

Ah, l'edit è cambiato solo in ufficio, o meglio per colpa mia.
Okay, tutto normale.
Soldi risparmiati, quelli dell'analista insomma.


Giornata piuttosto faticosa.
FF (la mia "amica" intendo) mi chiede se posso accompagnarla in banca (lontana, una banca lontana).
Decido che possiamo tentare.
Partiamo, guida lei, la sua macchina.
Rischiamo la vita solo due volte.
Poco male.
Ci perdiamo.
Ci perdiamo più gravemente.
Iniziamo a disperare.
Non capiamo le informazioni che chiediamo (io nemmeno le ascolto, pensando che invece userei il tom tom).
Alla fine chiedo (io personalmente, figurarsi!) a due ragazzi locali (eravamo in un paesino con tanto di dialetto) dove la maledetta banca si trovi.
Loro spiegano, io non comprendo.
(FF nemmeno la calcolo nella faccenda del "capire".)
Alla fine, gentilissimi ci accompagnano fino alla banca.
(Pensa un po'.)

Alla banca la situazione arriva all'apice della tragedia.
Non so che problemi ci sono con l'assegno in questione.
Alla fine il fidanzato di FF chiama la moglie dell'intestatario dell'assegno che ci raggiunge.
Una pazza, forse somigliante alla Maionchi (lo dico solo perché sto guardando X Factor?).
Il fidanzato di FF intanto ci passa disposizioni telefoniche segrete:
FF è sua moglie (in una finzione che io non ho capito se sia un gioco erotico, una necessità o un'altra idiozia) incinta di due mesi (secondo me è più credibile otto settimane!);
io sono la cugina di FF.
Mi pare una cosa un poco noiosa (anzi, non poco).
Io non mi ricordo nememno quando sono un'unica persona, figurarsi quando sono due persone.
Per fortuna alla moglie non è importato (ovviamente) nulla di chi io fossi.

Siamo state fuori dalla banca almeno tre ore.
A parlare con il fidanzato della doppia F, per organizzare il piano.
Alla fine della fiera non siamo riuscite nemmeno a cambiare l'assegno.
(Cioè, dopo essermi svegliata alle 8)

La prossima volta che devo essere coinvolta in queste dispendiose (energeticamente) attività di imbroglio-movimento-bugie, gradirei un passamontagna, due pistole e almeno una "meta" superiore ai trentamila euro.


 

23 settembre 2009
253 [Stranezze] Sedute aggiuntive

COSA E' SUCCESSO ALL'EDIT?

 

Io odio i cambiamenti.

 

NON POSSO SCRIVERE COSI', PROPRIO NON POSSO.

 

Per tutto questo, dovrò prenotare numerose sedute aggiuntive dal mio analista.


 

E chi paga? IO.

 

11 settembre 2009
241 [Stranezze] Dante Alighieri è la mia vera madre

Non è un bel periodo.
Mi vorticano contro mille cose e non riesco a fermarle, ma soprattutto a dominarle.
Di solito ho il controllo sulle mie azioni e anche di più sui miei sentimenti.
Sono una persona razionale.
Che succede?
Mi sembra di essere travolta da una corrente che mi sbatte a destra e a sinistra.

Mi sento poco leale.
Non dico di non esserlo, ma il non poter essere categorica, mi fa sentire...colpevole?
Ci si può scordare della morale, dell'etica e, si spera, della religione, ma non della lealtà.

E poi Pier Da Morrone, Celestino V, colui che fece per viltade il gran rifiuto...
Mi ha sempre spaventata correre, nuda, dietro un'insegna, punta da vespe e morsa da vermi.
Per l'eternità.

Mai corso il rischio, precedentemente, di finire tra gli ignavi.
Ho sfiorato i lussuriosi, ho naturale predilizione per gli epicurei e con un po' di fortuna finirò tra i suicidi (oh, ma non d'amore!).



Prima o poi perderò completamente la capacità di usare la voce (senza parlare della "disabituazione" al dialogo); ci sono giorni interi in cui non parlo proprio.
Il venerdì doctror mi costringe, ma per il resto mi esprimo a cenni del capo...
Forse...

Ma con chi dovrei parlare?


Mia madre (?) è molto preoccupata: Fibi è morta.
Fibi, certo la figlia di Righ.
A Beautiful.

La notizia di Fibi ha persino superato la gravità delle parole di Fini di qualche tempo fa
(e per quelle mia madre -?- è stata vicina al collasso): "gli immigrati sono esseri umani".

No mamma (???) tranquilla, Fini scherzava, i campi di concentramento riapriranno presto, Fibi resusciterà altre 20 volte.


(Mica lo so se sono cose così improbabili.)

 




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23 agosto 2009
227 [Stranezze] FINGIAMO che...

Lasciamo perdere?
Lasciamo perdere.

Sono cinque giorni che non faccio le uniche due cose senza le quali non si può vivere.
Una è scrivere, l'altra...bè, inutile perdersi in chiacchiere.

Io e Ce abbiamo una grande, grandissima, passione in comune: gli animali. Io però, a differenza sua, li preferisco morti. Ad ogni ragnetto strillo e saltello brandendo scarpe mentre lei sussurra (non uso verbi a caso, sussurra) che è “carino” e che dovrei lasciarlo vivere.
E questo avviene non solo per i ragni ma per ogni stramaledetto animalaccio che entra in una casa di montagna.
Tanti.

Io non voglio più salire in macchina con me.

Ieri sera veramente me la sono vista brutta.
A parte che non trovavo la strada giusta (ma ha una buona dose di colpa anche il navigatore) e poi…ad un certo punto ho imboccato una stradina: ho visto persone che suonavano e si sbracciavano ma non ho capito subito … che… che andavo nel verso sbagliato.
Mio-dio.
Non avevo visto il senso unico.
Terrore acuto.

Inoltre, le stradine senza asfalto e le curiose inversioni di marcia, in cui rischiavo di cadere dai monti per le fratte, hanno fatto impallidire anche la mia macchina, che da nera è diventata bianca (e a nulla sono valse le mie rassicurazioni che presto l’avrei riportata a casa!).

 

Ora.
F
ingiamo che qualcuno che ha dei seri problemi di autostima (discontinui in effetti) e che per caso abbia appena smesso di mordicchiarsi le unghie convinto di essere una tristezza infinita (ullalà!) grazie a processi di cui ignora le motivazioni inconsce, abbia scritto un “racconto” (racconto nel vero senso della parola, racconto) e, inviandolo ad un “sito” questo racconto sia stato pubblicato. Fingiamo poi che tra i commenti ci sia un “non è malaccio” e un “ma come si fa a scrivere…” (il che è praticamente la stessa cosa: lo stesso commento non buono) .
Fingiamo che suonino come: “robaccia” (e infondo lo è), finiamo che quindi quel qualcuno si senta un poco incapace.
Fingiamo che, sempre qualcuno, si senta come intorpidito, incapace di…scrivere.
Fingiamo.
Fingiamo poco sembra.
Seriamente, non parlo di nessuno che io conosca, dico in generale.
Okay, poco credibile.
Ma lasciamo perdere.

Il concetto è: le persone se lo immaginano mai che una parola può distruggere le menti instabili?


Ah, e quella del "commento" si chiama "Lady qualcosa" ...pure!

Domani, domani.
Meglio.
Andrò meglio.



L'unica domanda oramai è, quante multe avrò preso?

16 agosto 2009
224 [Stranezze] Visioni

 

Io ci ho messo quasi cinque minuti a capire.

Cosa si dovrebbe vedere per prima cosa?
Le gambe o la lampada?

Oh, io ho pensato che fosse un tramonto.
Mi devo preoccupare seriamente per le mie facoltà di deduzione alterate?




 




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13 agosto 2009
220 [Stranezze] Squarci di assurdità

*Minacce

Finisce la conversazione.
Sudo.
Fa caldo.

 

“Ti posso chiamare domani mattina per darti il bacio del buongiorno?”

 

Ma-ovviamente-no (lo penso solo, senza dirlo)!

 

Non resisto e gli scoppio a ridere in faccia (telefonicamente che sia!).
Purtroppo sono una cinica stronzetta.
E lui…”aspetta…settembre…!”

Garantisco io che non è un’affermazione giocosa: è una minaccia!
Farei bene a spaventarmi.

 

 

*Prostituti

 

F: non ti senti in colpa, mi fai venire fino a lì giù….fino a Roma.
I no, per niente in colpa, anzi…
F: uhm, allora hai ragione, non sei un angioletto!
I: ti ripagherò in qualche modo!
F: silenzio
I : silenzio
F: aaaaaaah…intendi in natura?
I: sì, ma ironizzavo…
F: ah no, credevo che volessi pagarmi…diresti una sciocchezza, non accetterei mai.

 

Pensava che gli volesse pagare la “prestazione”?
Suvvia, io sarò matta ma questi mi battono tutti.

 

(io cercavo solo di essere simpatica: ma vengo sempre fraintesa...ok, adesso sono provocatoria, ma lo dico...non c'è bisogno di guardare tanto in là)

 

*L’innocenza di lady
(e meno male qualcuno lo dice!)

 

“Eh, se abitassi più vicina non avrei esitato un momento a venire da te, a lasciare tutto per te (lo conosco da una settimana, una sola settimana!)…anche se mi sento un diavolo a tentarti. La tua innocenza è così bella…come ci si può non innamorare?”

 

La mia innocenza è così bella.
Prendiamo atto.
Sono un’innocente (ma speriamo di non finire come l’innocente di D’Annunzio: morto!)

 

*Luca

Su fb mi arriva un messaggio, distrattamente leggo Luca.
Penso io che sia…mi sbaglio, fortunatamente è un Luca meno impegnativo (non avrei la testa!). :P
Per l’intera conversazione ci prova, anzi nemmeno, tenta di spingermi a dirgli…cose.
Che orrore!
Lo lascio lì, probabilmente mezzo nudo.
Spero sia finita.

 

Il giorno dopo parlo con E.
Un’amica comune, sposata.
La quale mi dice che Luca ci prova con lei.
Le racconto quello che è successo.
E lei: “Oh Mari (mi chiamo Marica, dannazione!) sicuramente sa che ci parliamo e allora tentava di far ingelosire me.”

 

Sìsì, tutto il mondo ti gira attorno.
Non preoccuparti mi inchino tra poco.

 

Ecco, un caso in cui la sicurezza è d’avvero mal messa.

 

(se mi lasci tuo marito, che non solo è bellissimo ma anche attento, mi puoi persino chiamare Mari!)

20 luglio 2009
198 [Stranezze] Miracoli in rosso

E’ accaduto un fatto prodigioso.
(No, non ho trovato un fidanzato! )
Non meno di due ore fa mio padre, R., l’uomo per cui lavoro mi ha fatto un complimento.

 

“Noooooooooooo…..” (immagino le grida di sorpresa!)

 

E invece, contro ogni probabilità logistica è accaduto.
(temo il delirio?)

 

Io…ehm…sono, circa, intonata.
Nota più nota meno.
Nel senso, non sono certo Mina, però… certe volte me la cavicchio.
Non è una grande cosa.
Più che altro imito le “voci”
…provo a spiegare: nella mia testa io le sento mentre canto e riproduco; la mia voce (ovviamente) non assomiglia alla loro ma il risultato non…è…troppo… male.
Ma teniamo conto che è un giudizio di parte: io canto, io giudico…più “parte” di così!

 

 

Pensando che non canterò mai per nessuno che legge questo blog sto facendo un’eccezione.
Dico sempre di essere stonata (non che io non lo sia, ripeto, come sopra) perché…è una fissazione: dire cose che non sono vere (o almeno che lo sono in parte) per poi…boh, vedere le reazioni, e… poter “stupire” in meglio.
Il concetto (ma poi ritorno al punto) è che se si parte da 0 è più facile salire rispetto a quando si parte da 100.
Ovviamente nessuno garantisce che si arrivi al 100, ma almeno non c’è delusione.
Si potrebbe obiettare…no, obiezioni respinte.
Si potrebbe obbiettare….no, obbiezioni respinte.
[mi dicono che sono corrette entrambe le espressioni, fico! J]

 

Insomma, cantavo.

Ehm…sì, con il karaoke (ma quanto mi dovrei vergognare a dirlo?) e stranamente lo facevo in “pubblico” (cioè davanti a mia madre -?- e mio padre).
Solitamente se non sono sola, solissima (forse con mio fratello faccio un’eccezione o con S.) non lo faccio: mi agito già normalmente, con un microfono in mano avrei convulsioni continue.
Stasera, e non so ancora il perché, cantavo …con i miei.

 

Cantavo “e non finisce mica il cielo” di Mia Martini, e mio padre ha detto: “però, che vocetta!!”
E lo riconosco il tono di quando non sfotte.
Lui, penso di averlo detto “qualche volta”, non è che sia molto …felice…di me.
Eufemismo.
Anzi.
Stasera mi ha sconvolto e per una cosa di cui non credevo gli interessasse.
Bè, sì è seduto lì ad ascoltarmi (lo so, non sembra nemmeno più mio padre -mio padre che mi ascolta?-) e ha detto a mia madre (?) “senti mia figlia che voce?!”

Cavoli, succede però che da oggi non canterò più temendo di stonare e di farlo ripensare a “senti mia figlia che voce?!”

 

 

 

 

In tutta la sera c’è stato solo un piccolissimo attrito su una questione… “rossa”.

 

 

“….però il fumo con lui lo dividevo e il padrone non sembrava poi cattivo… hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo!” (Francesco De Gregori – Pablo)

 

Gli dicevo che il fatto che gli piaccia quella canzone “stona” rispetto alla sua “collocazione sociale”; chiunque abbai letto Marx e ascoltato gli SKA-P (anche simultaneamente, e anche senza apprezzare –Marx per esempio è davvero una palla!-) non può sintetizzare in nessun caso “il padrone comunista”…
Lui dice che solo io divido ancora il mondo in comunisti e non comunisti.

In realtà la divisione migliore che faccio è tra fascisti e gli altri.

Forse i mie schemi sociali-mentali sono un po’ rigidi, ma mio padre che si fuma una canna con la maglietta rossa del Che Guevara io proprio non lo vedo.
E questo sarebbe comunista.
Non vota (spesso) Berlusconi, certo.
Ma il mondo non si divide nemmeno in chi vota Berlusconi e tutti gli altri.
E non sfrutta (tranne me) i suoi dipendenti.
Però è un uomo numerico (definizione che il mio psicologo ha trovato eccellente!), logico, preciso, attento ai ruoli, alle posizioni, alle sacre scritture.
E questo non è comunista.

 

E poi è cristiano, bigotto, con il principio dell “integrità del nucleo familiare” e nemmeno questo è molto comunista!

 

Okay, ho rigide tabelle su cosa è comunista e cosa non lo è…e forse una visione delle cose arcaiche;
ma io penso che un colore bisogna sempre sceglierlo, poi ci sono le sfumature.
Ma la base rimane base.
Lui dice di aver base rossa.
E boh…mi risulta difficile vedercelo.

 

 

 

 

Non trovo una conclusione che connetta il comunismo e il fatto del “complimento canoro”.
Quindi
la salto a piedi pari (…) e lascio correre.




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16 luglio 2009
196 [Stranezze] Volgarità

 

“A te che te ne vai, darò la mia dolcezza, estrema verità, eterna mia incertezza…”
(Sogno- Gianna Nannini)


 

 

A me la musica (italiana soprattutto) piace tutta, da quella vecchissima che nessuno dei miei coetanei conosce a quella famosa e“nuova”. Adoro Mia Martini e allo stesso modo mi rimbecillisco sugli “articolo 31” pur essendo musica sostanzialmente maschile e un po’ colorita.
E potrei continuare con miliardi di esempi contrastanti, escludendo dalla lista (e più che altro per motivi personali) quasi soltanto Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo.

 


Da qui “l’assurdo” .

 

R.(sempre mio padre, l’uomo per cui lavoro ecc) dice: “è una cazzata che ti piace la Nannini, è volgare e cafona!”

 

Mia risposta -non detta, ovviamente-: “detto da chi utilizza nell'espressione tanta grazia e tanta eleganza, è coerente il dissenso!”

 

Ho detto, invece: “Possibile che nessuno ti abbia mai insegnato che con le espressioni impersonali si usa il congiuntivo? Mi pare che lo si insegni alle elementari!”

 

Non è che l’abbia presa poi così bene.
Non ne capisco il motivo, gli “insegno” dovrebbe essere felice!
In breve mi ha licenziata pure oggi (da quando lavoro sarà successo una ventina di volte, ma domani ci avrà già ripensato –purtroppo-!)

 

Mettiamo bocca anche sui miei gusti musicali?
Abbiamo già dato per quanto riguarda le preferenze sessuali, pittoriche, politiche, letterarie e naturalmente quelle religiose, esistono campi in cui non ha messo bocca?

 

Mon dieu…

 

[che altro si potrebbe dire?]

 

 

 

 

                                                       
 

11 giugno 2009
167 [Stranezze] Arrossire

Certe volte, non sempre, mi capita di arrossire anche solo per uno sguardo.
Si potrebbe pensare “dipende di chi è lo sguardo” e, invece, non è così.

In generale non mi imbarazzo facilmente, succede (banalmente) se mi piace molto (ma molto, molto) qualcuno e… per quasi nessun altro motivo.
Se mi imbarazzo incespico, non parlo, dico ma non dico (sintomi comuni) ma appunto accade raramente.
Arrossire poi è proprio difficile che succeda.

Non mi imbarazza affrontare nessun tipo di discorso in particolare (è una mezza bugia, qualcosa c’è ma non per imbarazzo, mi inorridisce ed è diverso) in nessun luogo particolare, con nessuno (fatta eccezione per la categoria sopra riportata).

 

Certe volte però (ritorniamo all’origine), mi succede di arrossire “senza particolari motivi” e senza preavviso.

 

Oggi per esempio ero alla cassa del supermercato e davanti a me c’era un ragazzo, non bello, non il mio tipo, nemmeno mi piaceva lontanamente ma quando mi ha guardata sono diventata violetta, (come il blog), lui chissà cosa avrà pensato e pensando io così sono diventata ancora più rossa.

 

E mi succede, a seconda della giornata, continuamente o mai.

 

Ho messo il fatto nella rubrica assurdi.
Ovviamente.




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7 giugno 2009
162 [Stranezze] Opinioni matematiche

Con Berlusconi il mio blog è diventato proprio pesante.
Apro la finestra per cambiare aria.

 

Nuova rubrica “assurdi”.
Eh già…
Potrei scrivere un libro sugli "assurdi" (e sui miei assurdi nemmeno a dirlo, DUE!).

______________
Breve conversazione tra X e I:

 

X( avvicinandosi): “Che profumo indossi oggi? Non so se lo hai cambiato, ma mi piace proprio.”
I (sorridendo): “No, in effetti è lo stesso di sempre, ma mi fa comunque piacere che tu me lo dica!”

 

Facciamo i conti?
Ebbene, cambia tutto a seconda della X.
(La matematica non è un’opinione)

 

Se X fosse un ragazzo chiunque penserebbe a un "flirt" (innocente che sia).

Se dicessi che X è una ragazza, invece, si potrebbe tranquillamente pensare ad una normalissima conversazione, amichevole.

 

E invece:
Se era una ragazza ci stavo flirtando, se era un ragazzo facevamo semplicemente conversazione.

 



Oppure:
Era un ragazzo gay.
Niente flirt e niente ragazza.

Okay. Così il mio equilibrio respira.
Odio queste etichettature…di comportamenti e comportati.

 

La matematica è senz’altro un’opinione.

 

[Ah, la conversazione è avvenuta veramente, ma i conti li lascio perdere.]

 

 

 




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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE