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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
5 aprile 2011
587 Deviazioni dalla guerra fredda

Sapete cosa si dice di Lucumone, passato alla storia come il quinto re di Roma e precisamente Tarquinio Prisco? Bè, sicuramente se ne dicono tante ma quella che a me viene sempre in mente è la storia che racconta di come la moglie lo abbia fatto credere vivo seppur morto per non so bene quale tempo.

 

Ed io ecco, non vorrei ridurmi a tener in vita un blog morto.

 

Non è morto questo blog, ma è molto più riflessivo di un tempo e come accennavo sotto ha perso un po’ di quella libertà che caratterizza i blog personali su internet: ha perso quel completo essere un mondo a parte, un mondo slegato dalla realtà. E non perché la realtà sottile ci si è infilata affondando piante di lavanda e lasciando un paio di sacchi della spazzatura in giro, ma perché anche il virtuale è entrato un po’ nel reale e adesso fa parte di entrambe le sfere e quindi necessariamente qualsiasi cosa io dicessi in quella virtuale, qui cioè, avrebbe ripercussioni anche in quella reale.

Si paga tutto, oppure vanno fatti dei compromessi prima.

 

Perché nessuno paghi le parole qui (in senso metaforico e addio purissima materialità mia) attualmente ho deciso di cedere a qualche compromesso aspettando che i tempi siano maturi perché io sia meno “confusa” (cit.). Ma non sono confusa, anche se mi piacerebbe cadere in quella definizione e dire addio ai pensieri, sono codarda e non ho nessuna intenzione di rischiare, non attualmente, non ora che c’è un po’ di forza di volontà in me.

 

E quello che non avete capito di queste righe è la vostra salvezza.

 

Ma questo con il post non c’entra assolutamente niente, o comunque non molto.

Il punto è che non voglio sospendere una guerra fredda che starei combattendo (magari da sola) però se non parlo di Roberto De Mattei mi si perfora l’ulcera.

 

Non vorrei che l’arrabbiatura, fresca, mi facesse perdere di mira una spiegazione chiara di quello che è Roberto De Mattei, di cosa fa nella sua vita e del motivo per cui non può farlo.

Quindi per un momento devo mettere da parte la mia voglia di dire “ecco un’altra prova del fatto che un cattolico non può essere un uomo di cultura” e cercare di esporre i fatti, più o meno insomma.

 

 

Se avete circa 5 minuti ascoltare questo video potrebbe far salire la stessa collera anche in voi e se siete cattolici forse potreste voler dismettere. Finalmente.

 

Sarà un mio limite, ma io credo che l’ottusità della chiesa, l’omofobia e questo assurdo senso di limitare la vita siano loro particolari requisiti. Questo significa che non vedo la possibilità di cambiare le cose, da parte degli stessi cristiani o di una forza esterna anche, ma vedo solo, nella mia idea di miglioramenti di questo mondo, una definitiva abolizione di una simile, ridicola, istituzione.

E sarà un’affermazione criticabile, lo so, fatelo pure.

 

Roberto De Mattei insegna qualcosa che ha a che fare con la storia all’università Europea di Roma ed pure vicepresidente del CNR. E già io fatico non poco a spiegarmi perché un cattolico dovrebbe aver a che fare con la ricerca ma ancora di più mi dico come si può permettere che un uomo che sostiene che la fine dell’impero romano sia in qualche modo connessa alla volontà di dio di punire gli esseri umani per l’omosessualità dilagante in quel periodo, insegni storia.

 

A parte l’assurdità storica che credo sia la cosa più idiota che io abbia sentito dire da parecchio tempo soprattutto da “fonte autorevole” (non finirà mai di sorprendermi) io credo che ci sia del condannabile, io direi reato, nelle parole che ha usato De Mattei per spiegare questi avvenimenti storici influenzati da dio. Certo, ha letto una “fonte storica” (uno scrittore cristiano dimenticato di nome Salviano di Marsiglia) ma non ha battuto ciglio su affermazioni che indicavano i gay come “mostruosità contro natura”, anzi, le ha definite quelle “parole su cui meditare”. E questo in una società civile sarebbe da considerarsi una grave violazione dei diritti umani, della dignità di persone (sì, gli omosessuali sono persone nota per i cattolici)

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Ma noi non viviamo certo in una società civile. Come credo sia giusto proibire le bestemmie in tv o in radio credo che sia giusto anche proibire queste stupide invettive, queste bestemmi di altro senso, queste violenze verbali.

Io lo metterei in galera per molto meno, ma si sa, io sono esagerata.

 

Il fatto che i cattolici abbiano convinzioni storiche e scientifiche assurde o che considerino gli omosessuali (o più precisamente tutti quelli che hanno una sessualità multipla, diciamo così) come perversi e maledetti sono e rimangono fattori già noti, come dicevo prima caratteri fissi, aspetti peculiari del cattolicesimo (immutabili, secondo me).

 

Quello che mi ha stupito, ma stavolta potrebbe essere ignoranza mia, è il concetto teologico espresso da De Mattei direi tra le righe.

De Mattei sostiene che Dio (maiuscolo perché è quello dei cattolici questa volta) è la causa anche del male nel tempo, dei castighi cioè non solo nel momento del giudizio ma anche nei momenti della storia.

L’esempio è appunto quello dei romani, puniti da Dio con la venuta dei barbari e nel momento storico quindi, non al giudizio. Non so se riesco a spiegarvelo. Stando a quello che so io della teologia cattolica, spiegatami con poeticità da un amico ma non per questo priva di assurdità, Dio non è l’artefice del male ma è semplicemente colui che alla fine salva dal male. Dio non guida gli uomini ma li lascia liberi di agire e questo perché essi lo scelgano volontariamente. Egli ha il potere di salvarli alla fine dei tempi ma non di salvarli prima. Ed i “miracoli” non sono fatti per salvare questo o quell’altro uomo ma per donare (il verbo mi fa granché ridere, ma vabbé) prove all’umanità, per mandare segni. La salvezza terrena non è contemplata, non se al di fuori di “testimonianza della potenza di Dio”.

 

E questo spiega perché Dio non interviene per salvare un bambino che brucia vivo o non interviene quando coglie, essendo onnisciente, i propositi di orrore di Hitler. Per riassumere, egli non interviene nel bene.

 

Seguendo le parole di De Mattei però mi viene da pensare che Dio, lo stesso Dio che non interviene nel bene, facendo il bene, intervenga invece nel male. Non so se spiego chiaramente il punto teologico. Se Dio non ha la necessità di intervenire nel bene perché la salvezza terrena non gli interessa perché dovrebbe essere interessato a fare il male terreno?

 

E in più: quindi Dio è capace di fare del male? Quindi è lui stesso a creare il male?

Sempre secondo quello che so di teologia cattolica, spiegatami dai  pochi cattolici che riesco a sopportare ovviamente, Dio non crea il male. Il male esiste e lui ha solo il grande amore di salvare, alla fine dei tempi.

Ma se secondo De Mattei Dio può creare il male nel tempo (lui lo chiama castigo perché così può sembrare quello che non è, può sembrare cosa buona e giusta) allora significa che può benissimo creare il male e che quindi tutto il male della storia, della vita, del tempo e dell’umanità sono creazioni sue, dirette.

Il male non è più quello che esiste e da cui Dio ci libera per amore (questa è una visione assurda, certo, ma molto bella), ma diventa una cosa creata dallo stesso Dio, derivante dallo stesso Dio, figlio, come il bene, dello stesso Dio.

 

Dio non esiste, ovviamente, ma la teologia cattolica esiste ed è veramente una cosa pessima.

29 marzo 2011
585 Il posto del cattolicesimo

Il titolo potrebbe ingannare, vi avverto.

In realtà non voglio intendere il “lasciare un posto al cattolicesimo”, per carità, volevo riecheggiare quella specie di soap opera che le mie compagne al liceo (leggeteci tutto il mio snobismo) vedevano con trasporto (“un posto al sole”) e usare “cattolicesimo” esattamente come contrario di sole, un misto tra ombra e spiacevole infertilità, quasi un deterioramento della terra.

 

Un posto al sole (stavolta non intendo la soap) ha la piacevolezza dell’essere scoperti, limpidi, in piena luce, l’ombra ha la spiacevolezza del nascondiglio, dell’oscurità, del segreto.

Ed io ho problemi con i segreti. Odio avere segreti (e non ne ho), odio dover mantenere qualche segreto (non me li dite, non li mantengo) ma quello che più di tutto odio, che mi fa sentire sporca, è essere in un segreto e non per mia libera scelta.

 

C’è una abbastanza sostanziale differenza tra un ateo di nascita e un ateo battezzato cattolico.

Il battezzato cattolico deve decostruire prima di costruire l’ateismo.

Deve abbattere dio. E questa è la parte più facile se vogliamo. Perché per abbattere dio basta vedere, basta pensarci, basta leggere le cose giuste, basta non lasciarsi sopraffare da quella paura di diventare soli. E non è la scelta più intelligente, non sto facendo altro snobismo, però senza dubbio è l’unica razionale.

Quello che l’ateo battezzato cattolico (uso questa espressione piacevole ma intendo l’ateo che è vissuto nell’educazione e nei non-valori cattolici) non capisce sempre facilmente è che non si deve solo eliminare dio (direi uccidere se potessi convincervi dicendo che è un’espressione mia), si deve eliminare anche il posto occupato da dio.

 

E’ una specie di scoperta: prendere atto che se hai distrutto dio non per questo hai distrutto anche il cattolicesimo con cui ti hanno foderato la pelle.

Non una bella scoperta insomma.

Scoprire che il cattolicesimo fa ancora lo schifo che vuole in te è quasi una violenza. Mi chiedo come si possa essere favorevoli al battesimo. E’ vero che i genitori trasmettono sempre ai figli un po’ di loro ed è anche vero che non si sfugge al male delle erbacce che crescono intorno al nostro essere (tutte quelle costruzioni che poi scopriamo non appartenerci) ma siccome queste sono già "naturalmente tante" io credo bisognerebbe trasmettere, volontariamente, solo gli strumenti per cercarle e valutarle queste credenze.

E chi ha detto che è facile?

Non è facile in generale, mi sembra facile sul battesimo: è solo credenza, niente strumento.

 

Torniamo al cattolicesimo in me. Mi fa un grande danno: mi impedisce di essere serena. Lo fa subdolamente facendomi pesare le mie migliori scelte.

Non che io decida di astenermi, sono cattolica non volente, mica stupida, però quel senso di aver mangiato nutella nel cuore della notte con i sensi di colpa alla fine che sento tutte le volte, mi inizia a stufare.

 

Cosa ho deciso di farci? Scriverlo, metterlo nero su bianco, deriderlo e pretendere che sia cacciato a pedate dalla me stessa migliore (che secondo me era, è  e rimane LadyMarica, Marica non è così fica).

 

C’è più cattolicesimo in me stessa di quanto io sia disposta ad ammettere, fracamente. E’ un cattolicesimo negativo (lo preciso ma dubito esista il cattolicesimo positivo) e involontario, che sporca le cose, le priva di vita, distrugge con gli imperativi categorici.

E svilisce enormemente. Finisci per dimenticare il gusto di un bacio e ricordarti invece tutti i motivi per cui non avresti dovuto darlo.

Il cattolicesimo svilisce il corpo, lo priva di naturalità, rende le sue reazioni (naturalissime) un segreto (lo dicevo), una cosa da nascondere. Sembra di non avere un vero controllo, non ve lo dico dove si finisce (al C.I.M. probabilmente).

 

Amare prese visioni nie. Non solo per quanto riguarda me, che sapevo di essere un essere difficile e non particolarmente normale, direi anche in generale.

Nelle società occidentali mi sembra di cogliere un cattolicesimo di fondo, anche dove cattolicesimo non sembra. Nel lessico per esempio.

Gli eschimesi hanno 7 modi diversi per dire mare. Noi alla parola mare, che è una, poi aggiungiamo predicati nominali e verbo essere.

Ce lo vedete il cattolicesimo?

Non siamo capaci di non vedere le cose se non come unità. Noi riconduciamo un mare agitato ad un’unita (il mare) e specifichiamo dettagli aggiuntivi (il suo modo di essere in quel momento).

Gli eschimesi usano due parole diverse per indicare un mare agitato e un mare calmo perché in effetti sono due cose diverse, sono profondamente diverse, non sono lo stesso mare, sono mari diversi.

Dio (intendo la costruzione dio, mica lom devo specificare sempre, vero?) è l’unità per eccellenza. E’ il primo a cui tutto il resto può essere ridotto. E’ proprio questa tendenza a cercare unicità anche nelle cose che invece sono meravigliosamente molteplici che ci rende “figli del cattolicesimo” o qualunque altra espressione amara si possa usare.

Siamo così tanto poco morali da pensare che esista una sola moralità e preferibilmente la nostra. Siamo così poco veri da pensare che esista solo una verità e precisamente quella del patto sociale.

E tutto questo ritorna al cattolicesimo, a quell’idea di fondo, che ci martella l’anima (anima: struttura sociale degli istinti e delle passioni (Nietzsche); al diavolo i monopoli cattolici!) di ricercare un’unità forzatamente nelle cose, invece di prendere coscienza con quanta molteplicità, incoerenza e dolore (di fondo) siamo noi stessi.

 

Dio non è affatto morto, dio non è mai stato tanto vivo, purtroppo. Il problema è forse che prima di ucciderlo va spodestato.

10 dicembre 2010
536 Credenze

Ho avuto tutto il giorno per postare ed ora, che è ora di andare a casa, mi prende la voglia.

Mi trattengo un po’ di più un ufficio, non mi farà male.

Cioè, “non mi farà male” a meno che insieme a me non si trattenga o un uomo con l’ascia o la mia pessima collega (avevo scritto una parolaccia, ma ci ho ripensato sempre tributativamente al nome del blog che ho scelto!).

Comunque sulla collega non proferirò altra parola.

Oggi.

 

Per il resto è stata una giornata ai limiti dell’inferno.

Credevo... e invece sono la solita fessa.

 

E a proposito di credere ho trovato, su facebook, una immagine piuttosto interessante.

 

          

 

Io ci ricamerei sopra una pubblicità progresso.


Immaginate.
Tutto buio, quella sola immagine e il pianto disperato di un bambino in sottofondo.

Poi il pianto diminuisce e la voce fuori campo maschile e brillante dice (per piacere, immedesimatevi un poco!):

“Stamperesti uno di quei simboli, a fuoco, sul corpo di tuo figlio? Quando gli stampi in testa una tua credenza gli fai lo stesso danno”

Con quel “tua” che aumenta a dismisura come insegnano gli effetti delle presentazioni powerpoint e il pianto del bambino che cresce.

 

I battesimi diminuirebbero (almeno se passassero la pubblicità tra un pezzo di uomini e donne e l’altro) e spero, con buona pace dei cattolici, diminuirebbero anche le famiglie che scelgono di avvalersi dell’ora di religione cattolica a scuola.

Non tanto nelle scuole medie inferiori e superiori (tanto quelle sono ore inutili in cui si finisce quasi sempre per sentire i deliri di un mezzo prete) ma soprattutto alle scuole materne ed elementari.

Mi ero scordata di questa tradizione barbara, stamattina una e-mail me l’ha ricordata (grazie!).

Non so perché, soprattutto all’asilo, non ricordavo ci fosse un’ora e mezza di indottrinamento cattolico.

 

L’imposizione del cattolicesimo nelle scuole pubbliche è un fatto allarmante.

Io vi ero così assuefatta che nemmeno ci pensavo più concretamente.

Certo, si può scegliere di non avvalersi (cito dal sito dell’UAAR “come se si rifiutasse chissà che vantaggio –io mi sentivo sempre un po’ in colpa sbarrando la casella, come se mi perdessi una cosa che gli altri facevano. Vabbe’.) ma a decidere, soprattutto ad asilo ed elementari (ma anche medie, forse), sono i genitori.

E ritorniamo al marcare a fuoco le credenze in menti che dovrebbero invece essere abituate a “cercare”, termine che a me ricorda sempre, inesorabilmente, progresso e scienza.

Per questo io credo necessaria l’istituzione di un’ora di storia delle religioni. Dalle materne alle superiori, materia obbligatoria, che mantenga il senso “religioso” collocandolo in una dimensione storico-conoscitiva.

 

Se a un bambino dai 3-4 anni insegni le diverse percezioni che si possono avere di dio, le diverse visioni della religione, i diversi gruppi religiosi non solo quel bambino avrà un'impostazione mentale aperta e tollerante (conoscendo veramente il diverso si annulla il razzismo) ma avrà anche più l'abitudine di "cercare cosa scegliere" e sostanzialmente di conoscere.

 

Ovviamente i metodi d’insegnamento andrebbero studiati, soprattutto per l’asilo. E questo, ma di economica non capisco un tubo, potrebbe generare un nuovo settore, un nuovo ambito di professione. Dico forse, magari in maniera molto minore roba simile esiste già e io parlo di acqua calda.


Il problema rimane sempre che in Italia non abbiamo alcun interesse a sviluppare una dimensione di questo tipo visto che è tanto più facile dirci quanto dio ci ami, esista e sia simile a noi.

teatro
30 novembre 2010
529 Umoristico ma, ebbene sì, sempre su dio (o Dio).

Nonostante io sia contraria alle promesse, perché nulla può essere tanto certo da essere ipotecato, anche se per brevi lassi di tempo, farò un'eccezione promettendovi che nonostante io ne parli spesso, di dio (il primo che dice "sempre" sarà immolato sull’altare della scienza –scherzo), non sarò (come spero di non esserlo mai stata) ripetitiva.

 

Se poi lo fossi non avete che da farlo presente a un mio qualsiasi contatto email.

Sto scherzando. Di nuovo.

 

Come i cattolici fanno proselitismo anche io, nel mio minuscolo, cerco di allontanare quante più persone possibili dalla religione. Per ora il risultato è circa zero.

Comunque riporto una conversazione avuta su facebook con un cattolico. Mi spiace chiamarlo cattolico, ma non saprei come chiamarlo. Lui è un individuo a che fa parte di una comunità: io lo tratterò non come comunità ma come individuo (scelta fatta dal richiedente).

 

Così per rispettare entrambe le identità (la mia e la sua) chiamerò me atea e lui cattolico, tenendo ben presente che i cattolici hanno cose in comune (più più che meno) mentre gli atei di cosa in comune ne hanno solo una: non credere in nessun dio.

Poi ci sono atei che rubano, atei che leggono la bibbia, atei che partecipano a orge e atei che si mantengono vergini fino al matrimonio (no, vabbe’. Quelli sono sfigati –scherzo. Sì, di nuovo). Il punto è che non si può dire lo stesso dei cattolici, non ci sono cattolici che partecipino a orge.

Dimentico sempre il perdono (semi-cit.).

Dico in linea generale.

 

Ne abbiamo dette tante di cose, io e il cattolico, riassumo e tagliuzzo per voi.

Sembra lunga ma è scorrevole, chi vuole leggere solo le cose sensate può leggere solo quello che dice A.

Scherzo, scherzo.

 

Quindi C è cattolico e A, ateo.

A voi stabilire chi sono io.

 

C:Tu e io parliamo di due cose diverse: io di Dio, di Cristo e dell'Uomo; tu di religione, di preti di regole morali e di sessualità.

 

A: Ti posso garantire che saremo diversi anche parlando di Dio, di Cristo e di Uomo escludendo la religione. Dio non esiste non solo per questioni di evidenza e di logica ma anche per questioni di moralità. Sai perché poi ci metto sempre dentro la religione e la chiesa? Perché Dio, anche se non esiste, non fa del male, ma le regole issate su una presunta esistenza ne fanno, eccome.

 

C: Certo che siamo diversi anche parlando di Dio. Tu Dio non sai nemmeno che esista mentre io sono convinto di averlo incontrato.

Non ci sono evidenze né logiche né morali per la non esistenza di Dio. Pensa che la mia ragione, mi dice esattamente il contrario, e la mia ragione non è certo inferiore alla tua.
Non dico che un ateo sia irrazionale (come invece tende a dire l'ateo del credente) dico solo che la sua ragione non vede una buona parte della realtà.

 

A: Come dicevo sulla tua bacheca non tutto può essere detto liberamente e ancora di più non tutto è relativo: ci sono posizioni giuste e posizioni non giuste. La nostra ragione non è uguale: una ha ragione, l'altra no. Io ovviamente credo sia la mia, tu l’opposto.

Ci sono evidenze logiche e morali per dire che Dio non esiste e se tu non lo ammetti non perché sei più stupido di me, ma perché percorsi di vita ti hanno portato a quella convinzione. Ancora di più quella convinzione è radicata in te.

Ma io non posso credere che ti spieghi tutte le cose razionalmente, che dai percentuali a ipotesi e possibilità, che ragioni per evidenze. Tu, come gli altri, ti sei convinto che la Fede spieghi tutto, ma non ti sei dato pena di analizzare questa spiegazione.
Se un bambino muore (facciamo questi esempi estremi e stereotipati) tu pensi che dio abbia un disegno non comprensibile, non spieghi nulla, semplicemente giustifichi cose senza senso.

Mi sbaglio? E allora dimmelo tu come te lo spieghi.

 

(ndr io sono sempre la più grafomane, dannazione!)

 

C:

Azzardo.
Tu parli (male) di chiesa e di regole, e di religioni, perchè è esattamente questa la radice del problema fra noi, e forse del tuo 'ateismo': il rifiuto di una norma morale, di un vincolo che leghi la suprema volontà umana e le impedisca i movimenti.
Il vero problema fra noi non è filosofico, ontologico, cosmogonico, il vero problema è la libertà del fare.
Se Dio pone delle regole al fare, allora io lo disconosco, ne nego l'esistenza e il gioco è fatto. Risultato? Io divento dio e mi permetto ciò che voglio.
Gesù Cristo fu crocifisso in nome della Legge e della Tradizione. Tu rifiuti Cristo in avversione alla Legge e alla tradizione.

 

Marica, siamo alle solite. Io non parlo "degli atei" se parlo di te. Tu invece generalizzi sempre.
La mia razionalità non è inferiore alla tua e tutto ciò che credo è sempre attentamente valutato dalla ragione, Anche di più, vista la mia formazione di base, ho bisogno di confrontarmi con la scienza.
Io ragiono proprio per evidenze, non funziono per fantasie, come forse pensi tu, ma non mi limito alla fisica, che invece è il solo terreno che tu sembri conoscere.
Io accedo alla metafisica e tu non so.

 

A: Tu sorvoli il problema.

Che è assolutamente filosofico, logico e soprattutto etico.

Veramente pensi che io non creda in dio perché questo mi permette di essere giudice di me stesso, di farmi le mie regole e così di fare, sostanzialmente, quello che mi pare? Allora potrei credere a un dio meno rigido no?

Potrei per esempio essere panteista e pensare che le orge servano a congiungermi con la mia spiritualità.

Scherzi?

 

Per esempio io amo particolarmente il velo islamico, qualora esso sia voluto dalla stessa donna che si sente non solo di obbedire a dio ma di essere più preziosa. Sono scelte che non danneggiano nessuno, mi capisci? Però non posso pensare che sia civile la regola islamica (di un certo islam!) di picchiare la moglie se si comporta male (ho fatto esempi anche con il cattolicesimo, incredibile ma vero! ndr).

 

Il problema vero è che io non trovo giustificazione a dio. E uno dei motivi è esattamente quello che ho scritto nel messaggio precedente (ndr morti orrende di innocenti) e a cui tu, infatti, non hai risposto.

Magari perché non si può rispondere a chi non ha “fede”. E allora vieni al mio discorso, le posizioni non sono uguali, la mia io la posso spiegare anche a te (che mai la condividerai) per capire la tua serve un requisito non della mente, ma derivante da dio. Se dio non esiste allora non esisterà nemmeno la fede ed io non potrò mai capirlo. E’ tutto chiuso in sé ed è per questo che manca totalmente di razionalità.

 

C: No non 'da dio’ (deriva questo requisito per la comprensione ndr), ma ‘da Dio'. Sai che non sono la stessa cosa.

Vero, verissimo.
Per questo dico che se non puoi arrivare a Dio con le tue forze, (nessuno lo può) puoi però arrivare ad ammettere che chi crede in Dio non è per niente irrazionale.


A: Perfetto. Per me questo passaggio racchiude tutto. E' un'affermazione di irrazionalità bella e buona. Se io la applicassi a qualsiasi altra cosa farebbe sorridere anche te, ma se lo applichiamo a dio (okay, a Dio se ci tieni) diventa ovvio.

 

Io vedo uomini che partoriscono dal polpaccio, tu no. E non puoi farlo finché non li vedrai, finché la stessa evidenza non ti darà modo (o mezzi) per vederli.

I miei uomini che partoriscono dal polpaccio esistono quanto il tuo Dio.

 

In finale io citerei Eistein, che mi pare sempre una cosa buona e giusta: “per essere l’immacolato membro di un gregge bisogna per prima cosa essere una pecora”.

28 ottobre 2010
512

Volevo, nel titolo, chiari richiami di esaltazione calcistica, o anche sportiva in generale, poi mi sono ricordata di non capire niente e ho lasciato il posto a "quando mi verrà in mente" (ben accetti sono sempre i suggerimenti -e anche i soldi!).

 

Bella lezione d’ateismo, stamattina.

 

Questo giustificherebbe il buon umore interrotto poi da scogli che comunque, mi dicono, non possono arginare il mare.

Soprattutto se il mare è intellettuale.

 

Lo stupore (o esaltazione) credo derivi dal fatto che non ero mai stata pienamente cosciente che si potesse, veramente, parlare del fatto “dio non esiste” così, in un bel luogo pubblico, davanti a giovani menti che sono lì a prendere appunti.

Non sto parlando di mettere in piedi un dibattito sul tema “dio esiste?”, no, parlo di assumere quella (dio non esiste –lo ripeto perché, lo sapete, mi piace!) come premessa acquisita, data per scontato, certa oserei dire, e costruirci sopra un ragionamento filosofico che non solo dà più forza a “dio non esiste” ma sviluppa tutta un’articolazione.

 

Per carità, l’ateismo imposto è tanto immondo quanto la religiosità imposta, ma la lezione di stamattina, di dio, proprio non prende in considerazione nulla, si limita a considerarlo una teoria sbagliata e superata esattamente come il geocentrismo.

Lo ha trattato semplicemente (e permettetemelo, meravigliosamente!) come esempio “limitativo della conoscenza umana”.

 

E’ stato un tripudio di bellezza espositiva, un convivio di buona cultura, un orgasmo seriale (climax ascendente?).

 

Per una volta insomma la mia posizione non era quella della satanista, della strana o della ribelle. Anzi, pensare “dio esiste” in quell’aula sarebbe stato un po’ come pensare seriamente che la terra si trovi al centro dell’universo e gli altri pianeti le girino intorno.

“Con tutto il rispetto possibile per i credenti”, ha aggiunto in fine il professore, concludendo che scegliere ciò che ci rassicura non è per niente da stupidi, anche se è privo di razionalità e di verità.

 

Partendo dal non dio (che per la prima volta è una partenza assunta e non un arrivo) il professore ha smontato un dubbio che io credevo non solo essenziale per la filosofia ma per l’intera comprensione del mondo “perché esistiamo?”, o, detta alla Leibniz, “perché esiste qualcosa invece che nulla?”

 

Il professore ha dimostrato che questa idea finalistica di perché esistiamo ha lo stesso senso del credere in un essere superiore: è una idea della nostra mente “ingenua” che riconduce gli scopi soggettivi umani ad uno “scopo oggettivo dell’umanità”, una finalità ultima che in realtà non ha motivo di esistere. Possiamo riscontrare finalità biologiche meccanicistiche (riprodursi) ma non finalità "morali".

 

Il nostro naso, insomma, non ha quella forma per permetterci di portare gli occhiali, e il sughero non è fatto per farci i tappi: non tutto gira intorno a noi.

In combinazione con il darwinismo, la specie umana non deve essere considerata altro se non insieme di esseri viventi, facenti parte dell’universo ma non in posizione preferenziale, dotati di volontà (anche se non della volontà di volere –semi-cit.).

In una parola, come non ha senso chiederci dello scopo che ha una montagna (e no, non è quello di farci le gite!) non ha senso parlare di scopi di esseri viventi. Viviamo per puro caso, l’unico senso possibile e scegliere personalmente cosa e come vivere.

 

Una lezione che speravo non finisse così presto.

 

Secondo me i manuali da liceo fanno male a presentare la filosofia con quella solfa di “amici del sapere”, farebbero meglio ad entrare in cose vive, mostrando i legami tra scienza, religione, umanità e autodeterminazione (per dirne alcuni) e spiegando che la filosofia non è altro che questo continuo dondolarsi nel dubbio.

24 settembre 2010
491 [dio non c'è] Capitolo Genesi

Diciamo da subito che lo scopo di quella pubblicità che dovreste veder camminare esattamente sotto "LadyMarica -tagliatele la testa" era, inizialmente, quello di rispondere a email strampalate di persone che non hanno altro da fare se non chiedere risposte ai blog su internet e non in campi importanti ma in fancazzismo mocciano generale.

Infatti originariamente (ed è ancora visibile sotto il disclaimer) la "pubblicità" recitava: 

Ehi, fermo, pubblicità progresso: hai un dubbio o problema esistenziale e non vuoi rivolgerti a Moccia?
Sei un cattolico in cerca di attenzioni o di aiuto per smettere?
Fai una domanda a LadyMarica, se mai sarà a corto di materiale ci scriverà un post, oltre a darti una risposta poco seria e incompetente ma probabilmente funzionale. Dai, scrivi a unimarica@hotmail.it

Era un modo cioè per trovare materiale o se volete canalizzare le stranezza del mondo. Lo è ancora. Io aspetto.

Invece, qualcuno l'ha presa un tantino più seriamente utilizzandola per qualcosa che non avevo pensato: fare veramente domande teologiche. 
Inutile dire che sono stata contenta, molto contenta.

Come ho precisato anche alla ragazza della domanda io non ho verità rivelate, altrimenti fonderei una religione, scrivo per scrivere. Fare domande teologiche a me non è certo importante e forse tantomeno utile, però, a fondo perduto si può sempre fare. Tanto per esprimere ad un'altra persona i proprio dubbi o la propria visione delle cose. Come è probabile forse non darò una buona risposta però ne darò certamente una.

La ragazza che chiamerò A mi ha scritto circa una settimana fa mettendomi a parte di un suo dubbio, venuto fuori dopo la discussione con una cristiana che non è solo cristiana ma anche una tremendamente incline alle favole. Cioè, oltre a credere che esiste dio (vabbe') la signora ritiene vera la storia della creazione.
Credevo che solo mia zia fosse rimasta a pensarlo, vabbe'.
Sì, la signora (e mia zia) crede alla storia intera della creazione, quella con l'argilla o fango, quella con la costola, quella della superiorità dell'uomo sulla donna. La ragazza ovviamente ha cercato di spiegarle l'assurdità di una simile teoria finché il livello non è diventato troppo basso, anche perché a quel punto prendere la mira sarebbe stata l'unica soluzione.

"Che ne sai che prima o poi non verrà fuori che è così?" disse in tono profetico colei che credeva a zanzare trasportate sull'arca di Noè.

La ragazza ovviamente, come qualsiasi persona che capisca qualcosa di scienza, sa che le teorie scientifiche non sono mai "ultime" cioè esatte e complete ma che è possibile che esse evolvano, cambino o anche vengano soppresse. Sono popper-influenzata. Di qui la sua domanda:
"ma che ne possiamo sapere che un giorno la scienza, che adesso non ha i medoti giusti, arriverà a capire che è successo esattamente come la creazione?"

E' una domanda molto intelligente, come ho avuto modo di dirle, perché si fonda su una base scientifica: la continua evoluzione scientifica. Dall'altro lato, invece, è una domanda che nasconde la nostra totale e antichissima assuefazione al cattolicesimo, assuefazione che è difficile da eliminare (persino per l'anticristo che c'è in me).

Fortuna che avevo appena letto la storia del pastafarianesimo, dell'unicorno invisibile rosa e, in definitiva, della teiera di Russel.

Quindi cambiamo i soggetti e richiediamoci la stessa cosa.
A lei ho fatto l'esempio con l'unicorno invisibile rosa, ma da qualche giorno sono stata toccata dalla "Sua Spaghettosa Appendice" e non posso far a meno di fare gli esempi con il Pastafarianesimo, ovvero la squisita religione del Flying Spaghetti Monsterism, nostro Signore Pastoso.
Cioè, quella forma di vita superiore, primo immobile volendo, invisibile ovviamente (ed è per questo che non lo vedete, miscredenti), che avrebbe creato (levate quell'ipotetico avrebbe: è così!) l'universo da ubriaco (e questo spiega il perché sia tutto così imperfetto).

(leggete su wikipedia i suoi attributi e i "comandamenti" cioè i "Io Preferirei Davvero Che Tu Evitassi", c'è da avere orgasmi multipli per il piacere dell'intelligenza) 

Insomma?
Chi ce lo dice che un giorno la scienza non scoprirà che discendiamo tutti, sul serio, dal Signore Pastoso perché abbiamo traccia di sugo nei capelli?

Più che scienza, converrete, che stiamo cavalcando una bizzarra forma di fantascienza e procedendo per questa logica tutto può essere dato per "possibile". La creazione ci sembra meno "ridicola" solo perché siamo più abituati a sentirla dire, ma in realtà il grado è esattamente lo stesso.

Nelle scuole, grazie a dio (non proprio esattamente), viene insegnato l'evoluzionismo darwiniano e non perché gli insegnanti sono tutti atei e comunisti ma perché è una teoria scientifica non ultimata (come tutte) ma che spiega, con prove e combinatamente alla teoria dell'ereditarietà biologica, come sia stata possibile l'evoluzione dell'essere vivente fino alla complessa forma di uomo.

E' possibile, probabile e reale una evoluzione di questa teoria, non la scoperta di qualcosa che ne è del tutto lontana o che, come sopra, sfocia nella più assurda fantasia umana. Il FSM forse non ci fa tanta paura per la sua gustosità come, invece, succede con il signore di fuoco, fiamme e inferno, ma il meccanismo, a ben pensare, è lo stesso.
Siamo così presuntuosi da pensare che l'essere che domina il mondo sia un uomo come noi e non ci poniamo nemmeno dubbi sul fatto che, forse, ce lo siamo veramente, ma veramente, inventato noi. Per non essere il nulla, per non morire nel nulla, per non lasciare il nulla dopo di noi.

Ma se proprio dobbiamo scegliere non è meglio pensare che se mangiamo spaghetti al venerdì, se rendiamo grazie al Signore Pastoso e se rispettiamo i suoi "insegnamenti" finiremo in un paradiso con un vulcano di birra e una fabbrica di spogliarellisti/spogliarelliste piuttosto che distruggerci la vita (e non solo la nostra) con Dio e tutte le sue limitazioni?

Grazie A per lo spunto.
Lode a te, signore appetitoso, nel giorno (ogni venerdì) che è festività religiosa nella tua lode (eh?).
15 luglio 2010
451 Solito dio
Odio arrabbiarmi.
Lo odio profondamente.
Succede raramente, ma solo perché non posso dire che non succeda mai.
Al massimo sono triste, dispiaciuta, delusa, offesa, incupita, ma perché sia rabbia, vera rabbia, si deve toccare qualche ingiustizia profonda.
 
E' persino più facile che m'innamori (se vale l'amore giornaliero, ovviamente!).
 
Non ci riesce quasi nessuno, nell'impresa, tranne ovviamente una categoria.
Lo sapete ed io so che lo sapete, ma lo dico per i distratti.
Loro, loro che tutto possono, i cristiani.
 
Io ci discuto sempre felicemente, per confrontarmi, per esprimere pensieri a voce alta e renderli migliori e soprtattutto nella disillusa speranza che riuscirò a redimerne qualcuno.
 
Macché, quel loro dio, ce l'hanno nel sangue.
 
Allora, su facebook, parlavo con il cristiano abitudinale.
Ha uno splendido italiano, una buona cultura e un unico difetto, che è ovviamente credere in dio.
Dio, maiuscolo, so che ci tiene.
Ma ha anche due pregi: non s'arrabbia e non sfugge, anche se sappiamo tutti i termini che uso con i credenti.
Insomma, mi fido abbastanza da avergli dato il link di questo luogo (quindi le offese sulla cristianità scrivetemele solo via email -sì, sto scherzando).
 
Durante la nostra discussione però si è inserito un altro cristiano.
Ben venga, certo, non mi spaventano nemmeno in massa.
Però ne è pieno il mondo, altro che minoranza!
 
E così la mia ulcera si è perforata.
 
Riporto il commento con cui il tipo, che chiamieremo L., si è intromesso tanto per renderci partecipi del suo originalissimo pensiero:
 
" ma cos'è la libertà? fare quello che si vuole ... suvvia siamo maturi ... proponiamo assolute libertà ma quando queste si manifestano in negativo subito poniamo se o ma ... sbaglio??? ... si pretende di stabilire vero o falso sulla base solo delle proprie sicurezze ... credenti e non ... suvvia atei siete superati ... sostituite alla fede altre fedi ... quindi dove stà la vostra emancipazione ... attaccate una Chiesa che non esiste più ... siete fermi al 1800 ... ma sapete che c'è stato un Concilio ... ne avete letto i documenti? mhmmm .... e la Chiesa non sono il papa, i vescovi e i preti ... è una relatà ben più grande ... studiate studiate ... se volete criticare cercate bene di conoscere ciò che criticate ... altrimenti dimostrate solo ideologismi e anche puro odio ... e quindi contraddicete a voi stessi ... scusate lo sfogo ... ma co ce vò ... ce vò ... "
 
Non è che dica poi cose così interessanti, potete anche non decifrarlo tutto volendo.
Non ero arrabbiata, ma esprimere il disappunto per simili illazioni mi è sembrato d'obbligo. Quindi con una puntina d'acidità ho scritto circa quanto segue:
 
"L. non so quali atei lei frequenti, io personalmente conosco il significato della parola concilio e conosco, abbastanza decentemente, la letteratura cristiana e gnostica (...).
 
E conosco anche la punteggiatura, e non è da tutti.

Ha ragione, noi atei critichiamo spesso la chiesa e così facendo siamo fermi al 1800. Bè, finchè la chiesa sosterrà posizioni del genere sarà difficile evolvere e superare. Se fosse stato per voi staremo ancora a credere che è il sole a girare, solo perché sulla bibbia c'è scritto "sole fermati", suvvia facciamo i seri, ammettiamo le cose che non vanno, anzi, ammettetelo tra voi, fate un nuovo concilio e evolvetevi, mica per niente, così anche noi potremmo criticare circa cose da 1850.

La libertà, sì, parliamo di libertà. La libertà è fare quello che si vuole senza danneggiare gli altri e rispettando la propria umanità, la propria morale e i propri valori. Diversi, da persona a persona. Mia nonna pensava che non si dovesse fare sesso prima del matrimonio, facendolo non sarebbe stata libera, avrebbe fatto una cosa che non le apparteneva. Io che non sono dello stesso avviso se mi costringessi a fare come diceva lei non sarei libera.
Ma certo questo non significa che farò del sesso una ragione di vita
(ndr anche se potrei!).

Mi devo scusare per lo sfogo anche io?!?"
 
Lui, non ha nemmeno capito che la storia della punteggiatura era riferita all'assenza di segni di interpunzione che coordinino e diano espressione alle frasi, e ha risposto facendo leva sul muro della sua presunzione:
 
"riguardo alla punteggiatura ... uashuashuahs ... scrivo di fretta e capita di sbaglià ... non c'è nulla di offensivo anzi ... per me sei libera di non credere ... ma se parli di chi non conosci (Dio)... prima impara a conoscerlo ... il fatto che non lo conosci non vuol dire che non esiste ... tutto qui ... "
 
Dio è uno dei miei primi pensieri.
Quanti post avrò scritto su congetture, notizie, libri o cose del genere?
Anche troppi.
Quante volte lo nomino?
 
Ecco, lui, solo per aver visto la mia età, senza aver letto il papiro che stavo scrivendo prima che lui s'intromettesse, mi giudica una che "di teologia non capisce molto".
Ah.
Rabbia, profondissima rabbia.
Per il giudizio dato aprioristicamente e senza uno straccio di prova.
 
Ho cercato di mantenermi calma, ma stavo per mandarlo in un bel paese (e non è il paradiso).
 
" io sono calma, me lo ripeto, ma non credo molto nell'autocontrollo. Mi dice cosa ne sa di quanto io conosca Dio? Alla presunzione c'è un limite, santo cielo
E la punteggiatura non è sbagliata qua e là, L., è inesistente e sostituita da puntini. Organizzano dei corsi di recupero in parrocchia, si informi."
 
Non avrei dovuto.
Mi odio quando mi faccio prendere così dall'ira e dalla facile soppressione di questi insetti fastidiosi (Marica!).
 
E infatti L. non  ha potuto dire null'altro che: "ma chi accusa ... mah ... leggi e non sa che i puntini di sospensione sono usati dagli esistenzialisti ... eccote la risposta ... "
Sì, anche l'italiano immondo è usato dagli esistenzialisti, come no.
Tutte capre.
 
E tanto per completare l'opera a far il coretto s'è aggiunta anche una donna cristiana, che forse, rispetto agli uomini è anche peggio, che ha sentenziato che "con certa gente" lei si asterrebbe dalla discussione.
 
Ma quale discussione se non ho fatto altro che essere presa per l'atea da crocifiggere che sono?
 
Niente, per far sbollire la rabbia mi sono iscritta ai gruppi contro l'uso eccessivo dei puntini sospensivi su fb, non sarà la protesta del secolo, ma è comunque una presa di posizione netta.
Nettissima.
21 giugno 2010
437 Dio non giocherà ai dadi ma al mimo senza dubbio sì
Quando uno gioca "ai mimi" e non si trova in una colonia estiva, privato dei mezzi più comuni di sopravvivenza, con solo preti intorno, e non ha nemmeno 15 anni, significa che c'è qualche problema.
Se poi due coppie (diciamola così) di nemmeno 30 anni medi, di domenica sera, dopo un giorno passato tra la teologia e l'italia, ci giocano divertendosi pure, allora i problemi sono più di "qualche".
Io sono favorevole, in casi come questi, ai vecchi ottimi sistemi.
Lo scambismo per esempio.

Se poi a mimare "mestieri" ci sono un gruppo di rincoglioniti è probabile che succeda che il mimatore si metta in piedi su una sedia, immobile e dica: "io non esisto".
Al che ti viene abbastanza normale pensare che forse, stia mimando "la sedia".
E stai lì, a pensare perché uno su una sedia dovrebbe non esistere.
O potrebbe anche.
Ti sfugge, con ogni logica, la metafora di "stare in alto".
Se poi è tanto "alto" dovresti arrivare a pensare "ai cieli".
Ma è il "io non esisto" ad essere la chiave.
Cosa non esiste nei cieli per definizione?
Non ho indovinato, anche se io, proprio io, avrei dovuto.
Allora il "mimatore", anche piuttosto innervosito, ha esclamato: "io sono dio!".
Credevo fosse una crisi mistica presuntuosa.

E' bello giocare con gli atei, non sai mai fin dove possono arrivare.

Devo dire che dio ha battuto tutto.
Ma abbiamo mimato anche una "passata di pomodoro" (dio, quel dio, solo sa come!) e il "fare il pollo".

Sembriamo malati di mente.
E, peggio, malati di mente ossessionati dalla religione.
E forse lo siamo, non dico di no, però bisogna anche dire che la nostra fantasia era stata eccitata a pranzo da una signora impossibile.

Non parlo di fede, badate: ho rinunciato al folle desiderio per il quale, in un mondo futuro ed evoluto, piano piano il cattolicesimo (e tutte le altre religioni) saranno solo un ricordo dei tempi bui e nessuno penserà più sul serio che esista un dio superiore (maddai, veramente?) che crea e governa.
Non parlo di fede, dicevo, ma di vera, gratuita e galoppante ignoranza.
Un altro esempio di come la religione sia  d a n n o s a.

La signora, considerandolo un alto argomento teologico, ha asserito che se non ci fosse dio (o essere superiore volendo) per quale motivo dovremmo noi rispettare regole morali (civili) di pacifica coesistenza e rispetto?
Sì, avete capito.
La signora sostiene, ha sostenuto, che se dio non esistesse, e quindi non ci fosse la minaccia di una "punizione eterna" (che poi filosoficamente la "punizione eterna" non ha alcuna logica -Cesare Beccaria, "dei delitti e delle pene", spiega che l'unico scopo di una punizione veramente tale è l'educatività e l'insegnamento) nessuno rispetterebbe nulla e "da cosa dovremmo essere impediti a far del male?".
Ecco, direi che con la metafora di pastori e pecore, qualcuno aveva già tracciato la strada di questa religione fatta per "non pensare".

Ma che la signora sia un raro esempio di stupidità egoista inumana è solo una parte.

Io e msdc (mezza specie di cugina) abbiamo tentato di parlarle e di, in qualche modo, intavolare un dibattito abbastanza civile. Eravo a pranzo, mica potevamo lasciare tutto così uno schifo.
Ma proprio mentre le spiegavamo come sia folle non agire o agire solo per il terrore della punizione e di come dal punto di vista meramente logico dio non possa esistere lei dall'alto del tavolo esclama: "che poi io all'ateismo non ci credo. Gli atei non esistono".
Posizione classica e, devo ammetterlo, vincente.
Cioè, non vincente in generale, vincente su di me (almeno un po', insomma).

E' come non riconosce l'indipendenza di uno stato autonomo appena dichiaratosi tale.
Insomma, è uno stato debole, appena affermato, che esce da dittature profonde, se qualcuno non lo riconosce tale è difficile continuare a "esistere".

Ora, io non sono uno stato estero, siamo d'accordo e non sono propriamentre debole, però quando uno tenta di "sminuire" una posizione in un modo così scorretto (negandone l'esistenza) mi agito non poco e ci metto anche 30 secondi ad abbandonare il proposito di lanciare il primo oggetto abbastanza pericoloso che mi trovo di fronte.

Anche io potrei  asserire che i credenti non esistono e che la percezione di dio per essi non è altro che un concentrato di motivazioni psicologiche (morti di familiari, desiderio di un aldilà, ecc), sociali (tradizione, educazione, ignoranza, paura) ed umane (cercare un "padre" che ci guidi, deresponsabilizzazione -Freud, non LadyMarica), ma lo trovo abbastanza semplificante e scorretto.

A me di dio (non solo di quello cattolico) non frega nulla nei termini di fede (mi interessa dal punto di vista speculativo, certo), ma ho rispetto per le persone che credono (quasi per tutte).
Rispetto che non significa quella "tolleranza" superficiale di "ignoriamoci", ma il rispetto di "discutiamo con congizione e intelligenza".

Ho un po' meno simpatia, rispetto alla categoria "uomini che credono" per i cattolici (non per tutti, precisiamo e non generalizziamo) perché sono loro, sempre loro a essere come il soggetto sopra descritto e perché in generale hanno posizioni da medioevo e non accettano alcun tipo di confronto.

Pregassero il dio che vogliono ma la smettessero, la smettessero assolutamente, di interferire con la civiltà.
Loro non sono civili? Si chiudessero nelle mura vaticane aspettando che un nuovo diluvio li liberi di noi.

Non lo faranno, anche loro sanno che non può accadere.

Alla fine abbiamo lasciato perdere, perché dopo un fiume di parole, l'impulso alla violenza e la conseguente rinuncia non rimarrebbe, nella teoria di "discutere con un credente idiota" che l'autodistruzione, ma non è ancora arrivato il giorno.

E poi, c'è sempre Wilde: "non discutere con un imbecille, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza".
13 maggio 2010
415 Segreti poco tersi

Oggi è un giorno importante

-issimo, direi, se mi piacessero, almeno un po’, gli assoluti superlativi.

In giorni così importanti è fatto carico, anche a quell’atea che sono (dove atea corrisponde ad insulto) di fare un po’ d’autocritica.

Volendo essere poetici, tredici minuti.

Già, perché oggi è il 13 maggio.

 

Ma avete una vaga idea di quello che significa?

Oggi è il giorno della “Madonna di Fatima”.

 

Ah, beati voi!

Mica è finita qua!

Oggi è anche il giorno della ricorrenza del proiettile che Wojtyla, il papa più amato del secolo, si beccò a S. Pietro.

Begli anni, io non posso ricordare nulla, era il 1981.

 

Brachino, il non giornalista che lavora a mediaset, c’ha messo un mezzo secondo ad associare le cose, ficcarci nel mezzo un altro paio di coincidenze e affermare quindi (con i quindi si può costruire un impero e una religione) che tra il papa amato e la madonna miracolosa esista un qualche “collegamento soprannaturale”.

 

Da quando hanno smesso di chiamarlo dio?

Caspita, Brachino-Holmes, che rivelazione: sarà dio quel collegamento soprannaturale o un alieno che partorisce dal polpaccio alla Luciano (uno scrittore antico-greco più o meno famoso)?

 

Bè, sapete cosa distingue la Madonna di Fatima da tutte le altre Madonne (anche se il soggetto sembrerebbe sempre lo stesso)?

Fatima è l’unica Madonna a guarire non solo fisicamente ma anche e soprattutto interiormente.

 

No, questa è la romantica visione di un decelebrato che ha affermato di essere stato guarito da non so quale tumore grazie all’aiuto divino.

 

Badate, per me chiunque può credere a quello che vuole, però lanciare questi messaggi anti progresso in televisione mi pare abbastanza pericoloso.

 

Prendete una pasticca di meno ma comprate “io prego” il fichissimo rosario elettronico che vi permette di “pregare insieme”, sfruttando quindi mica solo la religiosità delle persone, ma anche la solitudine.

 

Il tipo del messaggio “anti-progresso” ha, infatti, come se lavorasse per “io prego”, detto che “il rosario è la chiave di lettura della sofferenza”.

Nei due romanzi che ha scritto su queste cose, invece, c’è la chiave delle sue apparizioni.

Televisive.

 

La vera differenza tra le madonne è che quella di Fatima ha preteso di lasciare pure segreti.

E mica segreti “normali” che uno rivela e diventano rivelazioni.

No, segreti passibili di “interpretazioni nuove”.

 

Il terzo segreto di Fatima, il cui testo parla di “un vescovo bianco, ucciso da spari e/o frecce appena tornato da un viaggio” sembrava chiaramente risolto.

Con Wojtyla naturalmente.

Invece, sembra che proprio in questi giorni, il papa abbia dato notizia che “i segreti di Fatima non si esauriscono così miseramente” ma che nel messaggio terzo (e per questo poco terso) ci sia anche un richiamo ai tempi attuali, al male entrato nella chiesa (lo scandalo della pedofilia), alla sofferenza in generale e al supporto che sempre, e comunque, la vergine ci darà.

 

Vi darà, per carità, non mettetemi in mezzo “che è capace che fanno qualche regalo pure a me”.

 

3 gennaio 2010
330 [dio (non) c'è] Il non dio

Abbiamo (Io e me stessa) inziato l'anno in uno strano modo.
Con un profondo senso di non dio.

Mi scuso per l'assenza ingiustificata.
Cioè, non che io sia così presuntuosa da pensare che vi interessi
però mi sento in colpa per quelle tre/quattro mila persone suicidatesi per la mia assenza.
Stile Werther.

Dicevo del senso di non-dio.
Non parlo di esistenza (il dio in minuscolo chiaramente per forma già non esiste), ma del sentire così, improvvisamente che tutto è privo di senso, che la vita fa schifo, che c'è chi muore di freddo, chi di dolore.

E me la prendo con la favola cristiana che insegnano al catechismo: tutto è bello, nascono fiori tra le rocce e dio cammina vicino a te. Se vedi solo un paio di orme non preoccuparti, dio ti ha preso in braccio.

E invece, ci sono inferni infiniti.
C'è come una desolazione profondissima.
C'è un taglio, c'è chi se lo è fatto.
Chi se lo è fatto per sentire più amore.
Per sentire quella sofferenza di dentro invadere pure la pelle.
E poi c'è il sentire che tutto questo può uccidere l'anima...

Ho visto che Veronica ha baciato Sarah.
Aveva finito gli uomini sembra sia passata alle donne.
Nessuno lo vede il GF?


Una cosa rimane certa, i tagli e le cicatrici non spariscono anche se hai pianto tutte le tue lacrime per cacciarli dalla pelle.

Ma infondo è okay.
Magari la cicatrice è il segno che deve rimanere per ricordarsi di non farlo mai, mai più.

L'eccezione di mai dire mai.
Il dirlo due volte.

E poi sono stata a S.Pietro.
Anche se lo vorrei non posso dire che non sia bella.
La piazza, l'architettura, la simmetria, la genialità, la basilica stessa, il bianco, angeli e demoni...il film, già.

Insomma, non andavo in chiesa da parecchio e invece ho iniziato il 2010 vedendo più chiese di quelle che potrò vedere nel resto della mia vita (che esagerata).

Blogger (e lettori senza blog) cento di queste chiese.

Scusate, sono stanca.
Le chiese e l'abitante dio mi mettono sempre un sacco di pensieri negativi.

Buon anno.
(in ritardo mi sa)

 


(se ne avete voglia Renato Zero -nei giardini che nessuno sa)

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permalink | inviato da LadyMarica il 3/1/2010 alle 16:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa
18 dicembre 2009
322 [dio (non) c'è] Nervosi moderata
Ieri sera (tra un Santoro ed un altro) ho deciso che in questo periodo natalizio mi piacerebbe leggere qualcosa di divertente e leggero.
Il mio pensiero è subito andato alla Bibbia...

Ho già letto (in parte, frammentariamente ecc) la già citata opera ma mi sembrava intelligente leggerla di nuovo, con una maturità diversa, ed una concezione di dio differente:
un conto è leggere la Bibbia quando si crede, un conto quando sì è perso qualcosa, un conto quando si è certi di quello che si ritiene vero o meno.

Detto fatto.
Non ho voluto comprare una Bibbia nuova (non si sa mai andasse quanche soldo al Vaticano!) e così ho preso la Bibbia di famiglia (l'unico libro che c'è a casa mia -esclusi i miei- anzi, ne abbiamo -hanno- ben due!).
Le pagine sono di "carta velina" (igienica?), e temo non sopravviveranno ad una vera lettura.
D'altro canto la Bibbia non è fatta per essere letta... cosa pretendo?

Nero umorismo ateo a parte, la cosa che volevo raccontare con la Bibbia non c'entrava molto.

Da stamattina però non fanno altro che accadere cose tremende: che la nota entità inesistente (cit.) voglia comunicarmi la sua inesistenza?

In realtà di cose tremende ne è accaduta una sola.
Ma è bastata a rendermi un tantino nevrotica.

Li avete sentiti gli urli?
No, perché stasera ho superato anche me stessa.
Ho detto a mia madre (?) circa un quarto d'ora fa testuali parole:
"vaf******* stro***, muori"
Mai arrivata a un livello così alto di delirio.
Insomma al massimo glielo dico sotto voce!

La virgola dopo l'insulto è assurda, lo so.
Insomma, gridavo.
Chi altro usa le virgole quando grida?
In realtà la uso per ingentilire la cosa, ma c'è poco da mettere virgole...

Devo anche dire che lei (mia madre?) non ha molte cople oggi, se non quella di avermi trovato in giornata no.

L'unica responsabile della mia nevrosi sono io, che non faccio mai le scelte giuste.
Peggio, che non scelgo mai e lascio che le cose scorrano.
Il tempo, lo fa per definizione...

Non è accaduto nulla, nulla che io già non sapessi bene.

Semplicemente quando lasci sfuggire qualcosa, quando avresti da dire molto e invece dici solo una cazzata, quando senti che una seconda opportunità non ti verrà data o almeno non così, ecco, è in quel momento che un pochino... t'incazzi.

Colpa mia.
Della mia paranoia.
E del mio continuo "testare".
Il muro dovrei testare, altroché.
Sì, con la testa insomma.

Conclusioni politiche: io e Berlusconi una cosa in comune l'abbiamo. Un proverbio: "chi è causa del suo mal pianga se stesso!"

Conclusioni religiose: mai leggere la Bibbia ignari del pericolo che si corre. Mai leggere la Bibbia  a stomaco pieno. Mai leggere la Bibbia da soli.
22 novembre 2009
298 [dio (non) c'è] Domenica

(la qualità video è mediocre, ma è l'unico in circolazione. Tratto da Forza Venite Gente. S. Francesco e Chiara)

E' una nuova forma di protesta (o slogan pubblicitario).
Invece di andare in chiesa la domenica mattina venite da LadyMarica.ilcannocchiale.it

Dio non esiste.
Certo.
Ma con la bellezza, l'arte e la purezza, dio non c'entra nulla...

____________________________________________

Ah, alle medie abbiamo riprodotto "Forza Venite Gente".
Qualcuno vuole provare a indovinare che ruolo facessi io?
E' abbastanza semplice devo dire...  
Lo dico?
La pazza.
(quella che compare anche nel video)

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22 ottobre 2009
281 [dio (non) c'è] La rubrica della seriosità

Niente, non mi posso rassegnare.
Atea per vocazione devo continuamente essere portata a vedere come, nei fatti veri, dio alla fin fine esista.

Lo scopo di questa rubrica SERISSIMA è quello di mostrare dallo sguardo dell'atea anti-crocifisso (dal 25 ottobre sbattezzata anche -ma questa è un'altra storia) che infondo ci sono prove continue intorno a noi dell'esistenza di dio (e già detto così più che serio diventa serioso).


Lunedì prossimo comincia il Grande Fratello.
Anche quest'anno.
La pubblicità su mediaset recita: -4 giorni.

Agnostici e atei di tutto il mondo ricredetevi.
Dio c'è.
E questa ne è una prova.




Ed eccone subito un'altra senza dover fare troppa strada (ma solo quella dalla mia camera alla cucina): prima di scrivere queste "menate teologiche" avevo iniziato a far un po' di sugo per il pranzo (anche noi di un altro mondo tante volte dobbiamo scendere sulla terra).
Mi sono messa a scrivere e...ho bruciato tutto.
Ben 7 minuti di lavoro culinario sprecati.

Ora qualsiasi critiano-cattolico ben pensante (o religioso ma sempre ben pensante) è legittimato a dirmi: "vedi, punita per la tua mancanza di fede e per la tua strafottente ironia"
Ma andate alla Mecca.
Sì, certo dalla concorrenza (cit.)

(Scherzo, siete legittimati a dirlo veramente)


 


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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE