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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
11 gennaio 2013
[La Maricaparlante] Match
"Dell'Utri è una persona perbenissimo, 
cattolico, fine bibliofilo, ha 4 figli. 
Ha solo un difetto: essere nato a Palermo". 

Silvio Berlusconi, 10 gennaio 2013 

Immagino di non essere poi così originale nel parlavi della puntata andata in onda ieri sera sul la7 di servizio pubblico e visibile, per coloro, ma pochi temo, se la fossero persa, su serviziopubblico.it, prima o poi.

Intanto devo dire che il match mediatico ha monopolizzato tutti i socialnetwork e tutti i forum che io abitualmente frequento. Dalla macchina infernale e universale facebook ai piccoli forum di dieta e cibo. Per quelli come me che aspettavano lo scontro diretto tra la banda (comunista suggerirebbe Berlusconi) Santoro-Travaglio e il manipolatore reale Berlusconi dai tempi, non remoti di Annozero, non era un avvenimento da poco. 

Io di politica capisco dal poco al niente, iniziamo a tessere i presupposti di questo post, detesto chi parla di schifo globale della politica, di non andare a votare, di “ma tanto non cambia niente” perché passare dallo sdegno anti casta al qualunquismo secondo me facilissimo. E il qualunquismo non è una buona cosa, come non lo è la demagogia, la dittatura della tv, della maggioranza e della c.d. Normalità. 

Lo scontro, che forse ha sbagliato i tempi, che forse, oramai, non aveva più motivo di essere, non mi ha pienamente soddisfatta. Un misto di insoddisfazione mi attanaglia. Santoro, secondo me, ha sbagliato. Ha sbagliato nel cacciare (molto più gentilmente di questo verbo) Berlusconi dalla trasmissione, sarebbe stata una mossa intelligente se la dialettica del signor Berlusconi non l'avesse resa un po', abbastanza, scortese. Nelle intenzioni, preciso, la mossa non era affatto scortese, ma il signor Berlusconi se ha qualcosa di invidiabile è certo quella meravigliosa capacità di parlare. Ogni tanto però. Altre volte tira fuori dal cilindro delle assurdità che lo rendono tra il comico e un conduttore di isteria.
Ma Santoro, che non ha dalla sua la lucidità giusta o l'acutezza nelle risposte (non sempre almeno) ha un'altra grandissima dote, a mio avviso sempre, la passione. E' un uomo passionale e, proprio per questo, mi ispira un certo, mediatico, affetto, una certa, mediatica, stima.

Chi è stato meraviglioso, dall'inizio alla fine, è ovviamente quel gran genio di Marco Travaglio. Acuto, brillante, grandissimo scrittore, ironico, con la risposta pronta, educatamente sadico. Non ha la sicurezza di Berlusconi, o l'arroganza di Berlusconi, non lo so io, scegliete voi, ma forse non è del tutto negativo il “tremolare” ogni tanto.
Cito quella che per me è stata la migliore. In risposta alle accuse sui suoi processi per diffamazione Travaglio, quel comunista di (cit.), ha detto a Berlusconi: “se fossi così il re dei delinquenti , come lei dice, mi avrebbe già proposto la carica di presidente del senato”.
E' stato perfetto. Tempo, modo e sorriso, un Travaglio di perfezione.

Per non parlare dei suoi due articoli di stasera. Uno più musicale dell'altro. Questo mi piace, sopra a tutto, del programma di Santoro, queste parole, che Travaglio mi suona, così ben strutturate, così meravigliosamente armoniose, così ballabili, così immense. Il mio plauso va per i contenuti certo, ma di più ancora per la bellezza artistica. Io amo le parole e conseguentemente amo chi le sa usare bene.

Io, lo ripeto, di politica non ne capisco niente anche se mi piace e mi sforzo di informarmi e comprendere. Solo che è difficile informarsi (in questo paese?) ed è ancora più difficile comprendere. La mia idea politica mi spinge, ovviamente, a sinistra. Forse in un sogno utopico di sinistra, forse troppo in là. La situazione attuale mi spinge a votare il salvabile. Ed è meglio votare, anche poco convinti ma è sicuramente meglio che scegliere di far i qualunquisti e guardare la partita sul divano.
11 febbraio 2011
567 [la maricaparlante] Buon Buontempo

Teodoro Buontempo altri non è che il presidente de La Destra, quella di Storace (peccato abbiano rotto, potevo dire Santanché e avrei fatto un chiaro quadro dell’orrore).

 

Buontempo è uno di quei tipi che ti salta all’occhio sulle pagine di qualsiasi cosa tu stia leggendo perché ha detto una delle cose più imbecilli e piene di schifo che in uno stato decente possono essere dette.

E precisamente: “non accetterei mai gay nel mio partito”.

Che poi ricordiamolo, il suo partito, La Destra, è un partito democratico senza l’obbligo di definirsi antifascista, come disse Storace.

Per questo tra iscritti e simpatizzanti ci si chiama camerati, si inneggia al duce e ci si danno pacche sulle spalle contando il numero di belle pollastrelle che hanno avuto l’onore di un orgasmo da vero uomo testosteronico, italiano-peneduro, correttamente allevato cristiano.

 

Non ci ho messo molto, sentito l’appello, a immaginare me, con le lacrime agli occhi, a dire “finalmente ho trovato il mio presidente”. Già, l’idea di una maschio italico, fascista, da orgasmo al sabato sera direi che non può non affascinare le donnette moderne. E quindi ho subito cercato contatti con il buon Buontempo trovando su facebook, ancora una volta, la chiave di successo.

 

E così ho trovato “Teodoro Buontempo pagina uno”.

Ma non esiste nessuna pagina due, forse Buontempo pensava che sarebbe stato travolto dai fans-camerati, cosa che pare ancora non essere accaduta.

 

Però c’è la pagina uno che è degna di significati e riflessioni.

Io dal canto mio ho scoperto che non solo il buon Buontempo può darmi l’orgasmo italiano di patria ma ce ne sono altri che hanno le stesse caratteristiche e la stessa ottima provenienza.

 

Inizierei con un italiano pene duro che ci tiene a dire la sua sulle parole dette dal presidente sui gay nel suo partito. Cosa c’è di male a dire di non volere i gay? Infondo la destra è un partito anche troppo tollerante, Accettano i razzisti, i ladri, i pregiudicati, i mafiosi, gli omofobi, quasi anche i pedofili ma i gay, santa pace, non ce li vogliono. Dov’è il problema.

 

E infatti il soggetto uno scrive: presidente non badi a chi ha strumentalizzato le sue parole. Ha perfettamente ragione: rispetto per tutti ma rispetto anche dei nostri Valori e dei nostri Principi.

 

Ed eccoci tornati ai valori di un partito di destra.

Se io fossi di destra, e non lo sono, diciamolo sempre, mi indignerei parecchio a sentir dire che uno dei valori dei partiti di destra è tenere i gay (rispettandoli) fuori dal partito.

Non c’è nulla da strumentalizzare in queste parole, nulla che può sembrare o non sembrare. Qui stiamo dicendo che una persona è dentro o fuori da un partito in base ai suoi gusti sessuali.

 

Ma nella frase di cui sopra c’è un altro valore fondamentale del partito di destra, contenuto nel “rispettandoli”: l’ipocrisia e il finto perbenismo. Se Buontempo dicesse che i gay devono stare lontani dal suo partito perché il testosterone degli altri italiani instancabili-sesso potrebbe subire variazioni o essere soggetto a rischio, tutti potrebbero farsi una risata e condannare Buontempo per quell’omofobo che è ma parlando preventivamente di rispetto il caro presidente può stare tranquillo e dire che hanno strumentalizzato e frainteso le sue parole.

 

Rispetto è una parola stanca, abusata. Oramai senza valore.

 

Ma il buon Buontempo ospita sulla sua bacheca anche esternazioni più complete su che cosa intendano quelli che votano la Destra sulla destra.

A questo proposito è bellissima la discussione fra due “di destra” che cercavano di stabilire chi dei due fosse più della destra giusta, cioè chi fosse meno comunista (meglio morto che rosso –cit).

Detto tra noi a me sembrava una gara a chi fosse più senza cervello.

 

Riporto l’intervento che mette fine alla discussione e dichiara la vincita assoluta di questo secondo soggetto: "guarda che la mia provenienza fascista e dico "fascista" è da generazioni...ma ricordatevi solo che il fascismo quello vero di MUSSOLINI è oramai finito e lo dico a malincuore...!!! Pertanto perchè parlare male della DESTRA o dei partiti di destra (FINI IL TRADITORE ESCLUSO) non sarebbe meglio fare battute a quei porci dei COMUNISTI...???? Io la penso a questo modo”

 

Come ci si può battere con uno che ha provenienza fascista da generazioni?

Cioè, più che fargli i complimenti che possiamo fare? Chiaramente ha vinto.

Purtroppo per noi il fascismo di Mussolini è finito, però c’è una specie di isola di salvezza ne La Destra e quindi perché sprecare tempo a combattere le destre (con l’ovvia esclusione del traditore -banale io direi più che altro- Fini) quanto si possono insultare i porci comunisti?

 

Il fatto è che volevo sottolineare le frasi più allucinanti ma mi sono accorta di non poter non sottolineare qualcosa e quindi non sottolineerò niente.

 

Concludo con l’appello di una delle poche donne presenti nella pagina del buon Buontempo: il politico che pensa alle prossime votazioni e un politicante, il politico che pensa alle nuove generazioni e uno statista...Vorrei Teodoro Buontempo Presidente della Repubblica Italiana!

30 settembre 2010
494 [la maricaparlante] Figli d'arte

Spero che abbiate guardato le iene.

Perché se così non fosse, sono dispiaciuta, ma sono riuscita a trovare solo questo tipo di video, che non è propriamente quello che cercavo ma vabbe’. Amen. Anzi RAmen.

 

Non so se conoscete i rimbalzati, della Iena Gauthier.

Niente di incredibilmente fantasioso: semplicemente una Iena, in incognito, “rimbalza” i vip all’entrata delle discoteche. Cioè chiede loro “se sono in lista”, gli chiede il nome, gli chiede se hanno inviti: insomma, li sottopone al rito a cui viene sottoposto chiunque desideri entrare negli esclusivi locali disco della bella vita. E alla fine non permette loro di entrare, almeno sembra.

 

Per carità, i vip sarebbero anche d’accordo a sottoporsi alla procedura o a non entrare nelle discoteche, è quell’essere associati a “chiunque” che non gli va propriamente a genio.

 

Fintanto che la rimbalzata è la Tatangelo, comunque, tutto il caso si limita a lei che alza gli occhiali da sole (che porta in piena sera perché è una vippessa), che dice il suo nome ridendo e pensando che la povera scema all’entrata non riconosca sua altezza e poi, quando capisce che non entrerà nemmeno se è la Tatangelo (originaria di Sora, ciociara di sangue e col padre Dante che vende caciotte –tutto il mio rispetto per le caciotte) che si mette da parte e chiama quello che penso sia il padreterno. Niente di più che una figura di merda, insomma.

 

Quando però “i vip” (eh?) sono i figli di La Russa e Tremonti, rispettivamente Geronimo e Giovanni, le G PdL Rampolli, le cose diventano un poco più divertenti.

Magari volevano vedere le modelle della settimana della moda di Milano e quindi con la giusta fretta.

Oppure è tutto un fatto di principio e si sono giustamente indispettiti dal fatto che quella contadinozza (?) all’entrata non avesse subito riconosciuto i figli di due grandissimi ministri.

Eh, santocielo, come si sarà permessa?

 

Ma finché, abbassando la cresta, avessero fatto dietrofront, io non avrei detto niente. Invece, il figlio di La Russa, pensando forse di trovarsi allo stadio, o al governo volendo, si è messo a gridare dicendo alla povera scema “avanti, su, muoviti” o anche "andate a cag***, io me ne vado" perché lui, se non aveste capito, deve entrare, ha da fare, non può mica perdere tempo con queste cose. E’ in pericolo l’orgoglio italiano, l’amore per la fica: trasmesso dalla tv, esibito dal premier, quasi quasi stampato sulla bandiera. O sulla costituzione volendo.

 

E' finita che alle Iene non sono completamente stupidi, quindi la tipa ha finto ancora di controllare e poi ha dichiarato che “in lista c'è solo Tremonti”.

Povero il La Russino, perde le modelle per colpa del caratteraccio.

 

Vorrei tanto citare, visto che siamo in tema, anche il figlio di Bossi, però non saprei come fare.

Ah, ci sono, mi basta scrivere “idioti” da qualche parte, non devo specificare altro.

8 settembre 2010
480 [la maricaparlante] Le Sakineh cattoliche
"Aiuto, i mussulmani".
Lo sento gridare da giorni, a destra e manca.

Ed io non volevo unirmi ai cori, non volevo parlare dei due casi iraniani a cui fanno tributo tutte le bacheche di facebook (e parecchi blog).
Un po' perché mi pare assurdo che ogni tanto risalti fuori una notizia del genere e allora tutto il mondo si metta lì con dito teso a condannare, quando in realtà lo sanno tutti e sempre cosa succede, un po' perché ho una strana posizione a riguardo e un po' perché in effetti non ho una posizione definita.

La pena di morte è sempre, in ogni caso, un errore.
Perché nessuno ha il diritto di decidere della vita e della morte di un altro essere umano, perché una punizione deve servire a rieducare, a reinserire, a rispiegare non a togliere di mezzo esseri umani. Facendolo, si toglie senso alla vita stessa: capire, comprendere, migliorare dove è possibile.

Un territorio si bonifica, non gli si dà fuoco.
Un testo si corregge, non si strappa.

L'ho detto perché amo la precisione, ma so che sono concetti grandemente diffusi.
Almeno tra le persone degne di interesse.

Ora, siamo certi di poter quantificare l'orrore di una pena di morte per metodo?
Forse un'iniezione letale non è una lapidazione in mezzo alla strada, ma basta tanto poco per gridare W L'AMERICA e MORTE AGLI ISLAMICI? Basta tanto poco per trasformare un caso umano in una politica anti-burqa, in una politica anti-libertà religiosa?

E' ovvio che la descrizione di una giovane donna, frustata, spogliata in mezzo ad una strada e presa a sassate ci colpisce negativamente. E meno male, abituati come siamo a sopportare la violenza.
Ma non lo so.
Non c'è giustizia in una Sakineh condannata a morte per adulterio. Certo che non c'è giustizia.
Invece c'è giustizia nell'andare in Iran, vietare la religione islamica e imporre "diritti civili"?
Quando mai un diritto si impone?

Sakineh va salvata.
Certo, penso che ce lo auspichiamo tutti. Forse però sarebbe più sensato auspicarci l'abolizione della pena di morte ovunque, e non solo dove la morte è più scenografica.
E' intelligente parlare di diritti violati dalla pena di morte e non dall'Islam.

Sarebbe più sensato ancora spendere soldi nell'incremento della cultura laica in quel preciso paese (e in molti altri -la chiesa cattolica non impicca i gay, ma poco ci manca, direi che potremmo spenderli anche in Italia quegli stessi soldi) invece che in campagne per trasporto di diritti e morale.
Come fossero pannocchie.

Il punto è sempre lo stesso:l'uso che le religioni fanno di dio.
La chiesa cattolica ci sembra migliore, meno sanguinaria ma io credo che siamo soltanto più abituati ai suoi crimini.
La chiesta cattolica, che impone il non controllo delle nascite non fa questi grandi favori alle donne, sapete?
Ovvio che i politicizzanti di destra intendano colpire ben bene l'Islam e dimostrarci quanto noi siamo più civili, ma non facciamoci ingannare.

Conosco la storia di un uomo molto religioso che per avere rapporti sessuali con la moglie, nel rispetto dei dogmi cristiani, le fece partorire 8 figli evitando qualsiasi metodo di controllo, dalla semplice educazione sessuale ai preservativi agli anticoncezionali.
I medici lo avvisarono che un nono figlio avrebbe fatto morire la donna.
Ma i cattolici sono bravi, tranne nell'astenersi.
Così la donna rimase nuovamente incinta, partorì il nono figlio e morì.
L'uomo dopo un anno si risposò, con tutta la sua religiosità rispettata.
(storia tratta da Bertrand Russel, perché non sono cristiano, 1957)

Nessuno ha lapidato nessuno ma una donna, ugualmente privata del suo corpo (nemmeno le cagne partoriscono così di frequente), è morta. E senza troppe lacrime del marito.

Non è così tanto una questione di Islam, la condizione delle donne è da manicomio anche con le pari opportunità.

Resta il fatto, comunque, che Sakineh ha infranto la legge.
Possiamo certo discutere di quale legge, di quanto ai nostri occhi occidentali sembri ingiusta (ed io non sto dicendo che non lo sia, semplicemente evito di dare giudizi morali su qualcosa che non comprendo) e di quanto la pena inflittale sia disumana, ma non possiamo prendere un fucile a testa e andare ad estirpare qualcosa che gli stessi mussulmani vogliono.
Non tutte le donne mussulmane sentono il velo come un'oppressione, non tutte le donne mussulmane odiano i mariti, non tutti i mariti le schiavizzano.

Quello che voglio dire è che bisognerebbe prestare attenzione prima di pensare d'avere il monopolio della giustizia, bisognerebbe evitare di trasformare i casi umani (morali, etici, personali) in casi religiosi-politici. Bisognerebbe evitare di pensare di essere sempre l'occidente migliore possibile.

Esemplificante in questo senso è il comportamente speciale e il coraggio ammirevole di Daniela S. Santanché, che dio l'abbia in gloria, che ha dichiarato: "per salvare Sakineh variamo una legge anti-borqa".
In Italia.

Prima o poi qualche sassata la daranno a lei e, nonostante io mi auguri che un simile barbaro comportamente non avvenga, proprio quel giorno io eviterò di dirvi che la violenza è sempre da scoraggiare.
E lo farò perché tante volte piace anche a me farmi gli affari miei.
radio
22 giugno 2010
438 [la maricaparlante] Radio no radio

                    

(non calpestiamo la verde ironia)

 

Radio padania libera.

Posso decidere di non crederci, dopo averla sentita?

 

Una radio per diffondere l’anti-unità, l’anti-italianità e l’anti-civiltà.

Tutto accentato.
 

E c’è tutto il repertorio:

Il verde ottuso;

Le vecchine intelligenti che chiamano per dichiarare al mondo e a dio (cit.) di non essere più intezionate a pagare per gli altri (vorrei un centesimo per tutte le volte che ho sentito queste parole);

 

Esatto, bene, bravi.

 

Spendiamoli quei soldi per istituire scuole di italiano (anche) in Padania, così finalmente capirò qualcosa di quello che la signora diceva senza l’ausilio del conduttore.

 

C’è la lega nord a imperare;

Ci sono le battutine a Travalgio, Grillo e Annozero;

C’è pure qualche siciliano; e palra!

Eh, misericordiosi padani!

Anche se poi i due conduttori se la ridono sarcasticamente.

 

E volete sapere come rispondono alle telefonate?

Non stramazzate al suolo, ma rispondono veramente “Buona Padania”.

E se l’altro è un vero padano risponde al saluto con “Buona Padania”.

Per un totale così configurato.

Buona padania a voi.

Buona padania a noi.

Buona padania a tutti.

 

Un incendio cortesemente.

 

Ci sono poi le parolacce;

Bene.

 

Non c’è miss Padania, momentaneamente.

Bene.

 

Ma non in ogni luogo la potete ascoltare radio padania libera.

Però non disperatevi, abbiamo il sito internet, così anche le sporche (e ladre) romane come me possono ascoltare il Verbo.

 

http://www.radio-padania.com/rpl/defaultasp.asp :per chi fosse interessanto al decelebramento.

 

E sul sito internet, creato dalle meravigliose e anvanzate tecnologie padane ci sono anche i sondaggi.

Cosa vi aspettate di sentire a radio padania?

Dai, pensate a una cosa semplice?

Non è quella.

I Padani che ascoltano, in Padania, radio Padania libera vogliono sentire (...suspance) canzoni padane.

L’avreste mai detto?

Io no, proprio no.

Pensavo a cantani partenopei.

(per i padani si legga: zingari che emettono suoni fastidiosi e che sarebbe meglio fossero staccati, anche coattamente, dalla penisola)

I padani, in Padania, vorrebbero sentire canzoni padane tutte rigorosamente in dialetto per capire almeno un po’ il testo (quelli più colti diciamo).

 

Ma ci sono pure altri interessantissimi sondaggi, come: “chi votarai alle prossime elezioni?”.

Pensate che i padani della Padania che sentono radio Padania libera e ballano canzoni padane vogliano votare l’Italia dei Valori?

No, avete sbagliato, voteranno la Lega.

Meravigliatevi cortesemente.

 

A che punto siamo con quell’incendio?

 

_______

Non solo in Padania ci sono imbecilli e non solo al sud uomini con sani valori, sembra banale dirlo ma precisiamo. Io ironizzavo su “quei” proprio “quei” padani. Quelli che detestano l’unità con il sud, quelli di “Roma Ladrona”, quelli vestiti da vichinghi (o non so cosa), quelli che danno festini razzisti in cui offendono qualsiasi cosa non sia padana, quelli della lega per dirne una.

 

17 maggio 2010
417 [la maricaparlante] Famiglia naturale

Qualcuno migliore di me potrebbe aver detto che molti dubbi possono essere dissolti semplicemente osservando la natura.

E questo ha un significato.

Certo, significa che non diamo il titolo di “migliore di me” così gratuitamente.

 

Devo altresì dire che io di dubbi, sull’argomento (mica in generale) non ne ho mai avuti.

Però ho avuto conferme.

Essia, le mie visioni delle cose saranno meramente “candide”, che poi è un’espressione per dire stupide, però è molto meglio essere stupidi che buoni.

Ed è meglio essere belli soprattutto.

Anche se è molto peggio essere stupidi che cattivi.

Ma questo non c’entra e porta confusione, dimenticate.

 

Allora, devo farvi vedere una cosa.

Regia: fotografia!

 

 

Qualcuno indovina cosa è?

Cioè, oltre a “gatti”.

 

Ecco, questa è una famiglia, una famiglia naturale.

 

Facciamo a capirci sulle definizioni.

Siamo d’accordo tutti che questa è una famiglia assolutamente naturale?

Nessuna perversione sessuale, nessuna inclinazione “strana” degli esseri gatti, nessuna psicologia complicata, nessun rapporto con preti pedofili.

Semplici gatti che riproducono altri gatti.

Nel mio giardino se vi interessa.

 

Ora, i “comunisti”, vorranno farvi credere che una famiglia tradizionale non è la sola “idea” possibile di famiglia naturale. Vorranno dirvi che la famiglia può essere composta anche da un solo genitore o da coppie dello stesso sesso.

Ma appunto, quelli sono “comunisti”.

 

Una famiglia vera, naturale, si basa sulle fondamenta che due adulti di sesso opposto hanno costruito.

Adulti non mussulmani se poi beccate un leghista.

 

Del resto, questa sana teoria è supportata da “La Natura”.

Come nella foto di famiglia naturale da me stessa fornita.

Vedete i gattini della foto?

Sono sani, normali, felici.

 

E grassottelli.

 

E sapete perché sono tanto grassottelli?

Perché sono stati allattati da due gatte.

Già, quelle sono due gatte femmine.

Lesbiche se così possiamo dire.

Hanno usato il gatto-maschio a scopo riproduttivo e poi hanno cresciuto i figli insieme.

 

Non è una storia romantica, non ci provate a strumentalizzarmela così, è una storia dimostrativa:l’omossessualità (come l’eterosessualità) è un’inclinazione (o preferenza) sessuale assolutamente naturale.

 

(due gatti gay nel mio giardino? Svergognati, come lo nasconderò al vicinato?!)

 

1 maggio 2010
410 [la maricaparlante] Cose che non si imparano a scuola

"e questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà"

 
Ed io che non la conoscevo?
Perché certe cose non le insegnano a scuola?
Sono sconvolta.
Sarà la pirma cosa che insegnerò a mio figlio.
(vabbe', figlio, si fa per dire)
27 aprile 2010
408 [la maricaparlante] Bossisimpatia

Cos'è la Bossi simpatia?

Di certo non un modo di essere del soggetto Bossi Umberto, figuriamoci.

E non è nemmeno un mio invito personale al povero Bossi, al quale, di tappa, ne rimane ormai solo una.

Ma nessuno qui vuole certo mettere fretta alla signora con la falce.

Bossi ringrazi, senza martello.

 

Per "Bossisimpatia" si intende, io intendo, la tendenza riservata a "quelli come Bossi" (altrimenti detti "Lega, schifo e Co") di essere considerati altro dall'umanità.

 

Sì, altro dall’umanità.

 

Un esempio esplicativo.

Silvana Comaroli (ovviamente Lega Nord), ha recentemente proposto che agli immigrati, che desiderano aprire un’attività commerciale, venga prima richiesto il superamento di un test di lingua italiana.

Nulla in contrario ai test sulla lingua italiana in sé, è quel “agli immigrati” che mi suona leggermente razzista.

Perché, agli italiani farebbe male qualche congiuntivo indovinato?

E con Lapo Elkan che facciamo?

Non rimane che l'esilio.

 

Per sistemare le cose la riforma è stata così ampliata: (e) ad ogni bel negozietto nostrano è imposto un traduttore simultaneo di dialetto in modo che i clienti riescano a capire almeno tre sillabe del discorso.

 

Ma la Comaroli, che dio l’abbia in gloria, non si è fermata a questo primo, brillante, tentativo di legge razzista, e ha fatto domanda per rendere le cose anche più spiacevoli.

Si dorrebbe, secondo lei, prescrivere anche il divieto di aprire negozi con insegne in lingua straniera favorendo invece le insegne dialettali, o in limiti estremi, italiane.

 

Ecco perché la Comaroli può, e deve, essere definita una bossisimpatica.

 

Eppure nonostante la padania sia infestata di gente tanto spiacevole, non sul metro Camaroli (Bossi) io personalmente giudico ogni padano.

Non sul fatto che in una mensa ad Adro (servizio di giovedì scorso, annozero, Sandro Ruotolo), nel bresciano, è stato dimostrato tanto razzismo da poterci erigere un muro, mi metto a dar dire che a nord ogni muro è fatto di razzismo.

Può essere bossisimpatico anche un calabrese, per intenderci.

 

Insomma, mi sembra una regola, non dico di civiltà, ma sicuramente di buon senso non giudicare per categorie ma singolarmente.

 

Eppure su facebook anche le più banali leggi dell’intelligenza vengono capovolte da chicchessia.

 

Mi incuriosirebbero molto i complicati sistemi mentali che spingono i soggetti a parlare credendo di possedere il monopolio della verità se non mi facessero, prima di incuriosirmi, incazzare.

 

Stabiliamo un presupposto, così da non confonderci.

Generalizzare su qualsiasi gruppo, popolo, categoria è la cosa meno intelligente che una persona possa fare.

 

I gay sono pedofili, le lesbiche puttane e i negri puzzolenti sono stereotipi abominevoli che l’umanità ha usato per anni ed anni.

Falsi ovviamente.

 

Ma anche espressioni come: i napoletani sono tutti simpatici e ladri, i romani tutti coloriti e volgari, i milanesi tutti grigi e ordinati, i siciliani tutti bigotti e pieni d’agrumi sono da considerare semplificazioni stereotipate e proverbiali, da evitare.

 

Eppure, le persone che hanno la mente che funziona a stereotipi, si sono ingegnate per trovare sempre nuovi modi di agglomerare esseri umani in categorie.

 

L’ultima delle accuse che ho letto, su una bacheca di facebook, contro i romani ha dell’incredibile.

Essi sarebbero rei, secondo una signora cinquantaquattrenne, di non essere veramente simpatici come quelli dei “films” (eh, che peccato!)

 

Ma guarda un po’ te, che gente!

Non parlano tutti “amò, cioè, er toro, ‘a roma”, incredibile.

Non a tutti piace “er vino dei castelli” e qualcosa che c’entra con il baccalà (com’era la canzone?).

Assurdo.

 

La signora con cui ho amabilmente discusso (cioè, io ero amabile, lei molto meno) sosteneva che tutti i romani, essendo come un ex marito, un tassista e chissà cos’altro, siano poco gentili, irrimediabilmente cafoni e senza la simpatica pelata di Verdone.

 

Ci tengo a precisare che dell’offesa gratuita che indirettamente mi ha rivolto (esclusi i capelli di Verdone) non mi interessava molto; per me i termini “italiana” “romana” non significano nulla: io sono cosmopolita celebralmente, ed è tutta un'altra cosa.

 

Sono intervenuta con una battuta, anche cretina, solo per voler sottindendere alla signora, che sembrava parlare per diretta illuminazione divina, che le persone si giudicano singolarmente e non in base alla regione di appartenenza.

 

Quindi ho scritto con ironia stemperante: “invece la padania è ricca di simpaticoni come Bossi, caspita, sarà colpa del tevere?!” con uno smile. Non volevo entrare nella disputa “Nord vs Sud”(che è secondo me, piutttosto idiota), cercavo solo di farle capire quanto il suo giudizio fosse troppo generale.

Ho citato Bossi a caso, perché pensando alla “simpatia” è il primo che mi è venuto in mente.

 

La signora si è parecchio adirata per il mio “buttarmi sulla politica”.

 

E allora, insospettita, ho preso informazioni sulla donna e ho scoperto quale parte politica preferisse.

Eh, non devo nemmeno dirvelo, lo so.

 

Quindi, se prima avevo citato Bossi casualmente, dopo l’ho fatto con intenzione.

“Ci leggo un panno rosso” mi ha risposto lei.

 

Per la Comaroli sarà una vittoria: un esempio di qualcuno che comprende la lingua italiana.

 

Le ho dato del lei e le ho semplicissimamente spiegato, stavolta senza forme ironiche, che bisognerebbe dare giudizi singoli.

Lei mi ha risposto che devo smetterla di lanciare accuse e che si scusa per il tono confidenziale che aveva precedentemente usato.

“l’ho imparato a Roma” ha aggiunto.

 

Già, la devo smettere con le accuse.

 

Poi ha raccontato la sua storia di un tassista romano incivile dicendo che QUINDI (un’idea strana della conseguenzialità) a Roma la gentilezza è rara.

 

Io ho concluso dicendole che si può dire che tutti i tassisti di Roma siano poco gentile tanto quanto si può dire che tutte le donne che votano PdL siano galline vecchie inutili persino per il brodo. “Sono generalizzazioni sbagliate” ho aggiunto assicurandomi che il messaggio non le arrivasse distrorto.

 

Poi ovviamente, come fanno in tanti, non avendo null’altro da dirmi ha attaccato sul e con il personale; ha parlato della sua esperienza, della mia poca esperienza (nessuno che sappia essere originale!), di un suo linfoma e di qualche altra cosa.

 

Ho lasciato perdere, e quando lascio perdere è perché ho vinto platealmente.

Grazie per l’applauso spontaneo.

 

(*brutta, proprio brutta settimana, se vi interessa saperlo.)

27 marzo 2010
382 [La Maricaparlante*] A Roma succede così

*Questa è una proposta commerciale. Aldo Chiarle ha una rubrica sull’Avanti! intitolata l’Aldoparlante (non era preferibile l’Aldociarlante?). Io direi che è ora di chiuderla e sostituirla con la mia.

“Si mette male la missione, scimmie rallentano la spedizione” (Jumanji, 1995 -Joe Johnston)
 
Domenica e Lunedì si sviluppa in gran parte della “nostra (?)” penisola un articolato e intrigatissimo sistema di schede, croci, liste e nomi.
Non vi lasiate abbindolare dal termine semplicistico che usano (soprattutto i comunisti) di “elezioni”: il meccanismo è infinitamento più complesso.
Mettere una crocetta ed esprimere il voto potrebbe, ad un’analisi approfondita, risultare complicato o perlomeno bisognoso di spiegazioni.
 
Fortunatamente ci sono le “telefonate salvavita” (niente Beghelli).
Rispondo.
 
 “Salve” mi dice una anonima ma squillante vocetta femminile “sto lasciando qualche informazione sulle modalità di voto per le elezioni, le dispiace?”
Non mi illudo di essere originale e, come succede nei film, nemmeno mi lascia il tempo di dire “mister B.”  che prosegue con un’altra domanda.
“Sa che domenica 28 marzo si vota?”
No, vivo in Lapponia.
“Sì” rispondo scegliendo un tono d’ovvietà ma lasciando perdere il sarcasmo.
Lei coglie il sorrisetto udibilissimo, e continua meno squillante ma sempre convinta.
“Bene. E sa anche che pur non potendo votare la lista del PdL può dare la sua preferenza a Renata Polverini e al centro destra in una delle liste collegate?”
Io non la guardo, ma solo per l’impossibilità data dalla cornetta telefonica; se potessi la guarderei con disincanto.
 
Credono che ingozzandoci di tg telecomandati riescano a farci assomigliare ai pokemon?
 
Stavolta la risata amara non la trattengo: “certo” le rispondo “volendo….”
La tipa ridacchia e continua nella formula che le è stata comandata: “ehm, quindi saprà anche le modalità di voto? ...deve semplicemente mettere una croce su “Renata Polverini”…”
 
Ah.
Eh no, questa non la sapevo.
Non sapevo che per votare dovessi mettere una croce su Renata Polverini, pensavo di poter scegliere il candidato da me.
 
Orrore!
 
E, orrore, non propriamente per le telefonate pubblicitarie, lo fanno parecchi e non solo a destra (ma comunque, se ci tenete a sapere la mia opinione, io non lo trovo corretto), quanto più per il modo di far passare questa telefonata non come quello che è (“campagna elettorale”) ma come “lascito di informazioni (neutrali) sulle modalità di voto”.
 
Non è la questione quantistica di voti a preoccuparmi ma il modo di fare: insinuare subdolamente, infilare di nascosto, come sempre.
Imbrogliare gli elettori.
 
Santoro lo dobbiamo guardare su internet (in pessima qualità) perché c'è una scusa legale a imporre la  par condicio, però poi riceviamo belle telefonate promozionali con i suggerimenti di voto.
 
Un signore (in ospedale, da mio padre) tutte le volte che vede passare B. in televiosione (o i figli, i ministri, le nuore, i nipoti) inizia a lanciare parolacce e maledizioni.
E questo solo perché non ha Duomi a portata di flebo, altrimenti lancerebbe anche quelli.
15 febbraio 2010
362 Nella busta A c'è il socialismo, vedete voi

"Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai? "
(Fabrizio De Andrè -Verranno a chiederti del nostro amore)


                                                               
Oh, quante cose voglio dire.

Facciamo così, scegliete una busta.

La busta A, la B o la C.

Come?

La A?

Aaaah...

 

Magari oggi, avendoci pensato qualche giorno, il fatto ha perso di eccezionalità ma sabato, veramente, vacillavo tra una crisi mistica e l'altra.

Vi racconto quel poco che ho capito partendo dai fatti.

Apro la casella elettronica e affondo lo sguardo distrattamente in quella che penso essere (prima di leggerla) una email inutile.
L'oggetto è "Jurassic Park".
Eh?
Sicuramente non mi interessa.
Mi sbaglio.

E' quando leggo le parole "Aldo C" e "Suo blog" (suo=mio!) che la concentrazione si teletrasporta immediatamente.
Quindi rileggo.

"ma va là!: scrivere (sul Suo blog) di Aldo C: è come
rievocare il jurassic park!!!!
Tempo perduto, inutile, sprecato, inquinato, desolato."

Questo è il messaggio dalla curiosa punteggiatura che mi trovo di fronte.

Aldo C?

Uhm, io lo so di cosa parliamo (295 Necrologi anticipati).

Ma diciamolo, ho dei problemi con le cose non dette: per esempio, mi chiedo sempre perché non dirle.

 

Il messaggio prosegue con informazione di contatto, un sito internet una "canzone socialista" per "eventuale pubblicazione sul Suo blog".

Resisto all'impulso sfrenato di dire: "ehi, ma datemi del tu –mi sento vecchia- e non maiuscolate "Suo, Lei ecc" io non sono dio!" e scrivo un'email di risposta.

 

"Grazie per la risposta" la replica è quasi immediata.

 

"Oh bè, io rispondo sempre, il difficile è, casomai, non farmelo fare."

Lo penso e, stavolta, lo scrivo, la formalità mi annoia in poche righe.

 

Poi inizio a pensare e mi viene in mente che da qualche parte avevo una nozione/pensiero sui "nuovi socialisti".

Non un pensiero positivo se qualcuno se lo stesse chiedendo.

 

Chiarle appunto è un socialista.

(qualcosa vorrà pur dire no?)

Eppoi, ci sono i nuovi socialisti del PdL (non è un ossimoro, ma un dato di fatto.)

E Craxi con tutta la sua via di fuga

 

Non un pensiero positivo, ripeto.

 

Ma certo, anche Pertini era un socialista.

E Pertini mi piace.

Un uomo che ha combattuto veramente, un antifascista senza macchioline strane sull’onore.

Un’altra pasta rispetto a quello della via insomma.

 

Ecco, il mio pensiero sui socialisti è, come dire, confuso.

 

Credo di pensare che ne potrei condividere i valori.

Anche se, visti i momenti attuali, non se sono certa.

Allora vi dico quello per cui sono io.

Io sono per uno stato laico e di diritto, in primis.

Un posto in cui l’uomo nell’uguaglianza sia l’idea prima, il perno.

In cui non vi siano classi sociali, in cui il figlio del ricco abbia le stesse possibilità del figlio del povero, in cui ricchezza e povertà non siano drasticamente separate, in cui si dia importanza al singolo certo, rispettandone la diversità culturale, sociale, religiosa, sessuale ma in un’idea globale di uguaglianza dei diritti.

Un posto in cui si insegni la religione e la filosofia per arrivare all’ateismo (non quindi per l'eliminazione della spiritualità ma per una consapevole maturazione interiore).

In cui la ragione prevalga sull’istinto (anche, e soprattutto, sull’istinto del singolo –che esiste nella sua natura- di accaparrarsi potere su potere)

 

La mia visione politica, sconfina nel sociale.

 

Questo non è un blog politico, sottolineamolo.

Ho scritto di Chiarle senza politica, solo perché è un maleducato (okay, ma anche la sua visione politica è fastidiosa).

Ho scritto di questa email solo perché sono stata felice che il mio post su Aldo Chiarle sia stato letto (insomma, così "tanto" letto) da qualcuno che per quello stesso post mi ha anche scritto una email.

Do un nome e un link:
 Gianni Gigliotti
, “l’ideatore” di Azione Riformista.


Se devo essere del tutto sincera (e lo sono sempre) sono stata combattuta se citar(li) o meno, ma poi ho pensato che è meglio sapere qualcosa in più che qualcosa in meno e che, leggendo, chiunque potesse scegliere, senza la mia “eventuale” non informazione, cosa pensare di A.R.

 

 

Io cosa ne penso non l’ho ancora capito, ma ci sto arrivando.

Il sito è fatto bene, soprattutto la sezione delle immagini (“GRAFFITI” -evitate Craxi): con tutto quel rosso!

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



IL CANNOCCHIALE