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LadyMarica [tagliatele la testa!] legge sashimi e mangia filosofia
11 dicembre 2012
[Lei] Senza domenica
Per chi se lo fosse perso sono iscritta a questo concorso. Oramai ho anche capito cosa posso “vincere”. E nonostante io sappia che le possibilità non esistono ho deciso di essere insistente.

Mi votate cliccando qui e il cuoricino. Sì, è così. E grazie.


Non lo so che voglio dire né quello che non voglio dire.

Un cono d'ombra, il mare, una domenica senza averne l'aria. Un caffé che non riuscirò mai a pagare io. Ottengo una cosa che voglio da 4 anni e qualche mese. Chissà poi se l'ho ottenuta veramente. Perdo punti, quei pochi che avevo, nella conversazione. Muoio di freddo e quindi devo trovare una toilette. Costantemente per tutto il pomeriggio. Sono un disastro completo col freddo. Ho la bocca secchissima e mi si spaccheranno le labbra.

Viaggio in macchina, col sole sugli occhi, fastidioso quanto piacevole.
Il semaforo è rosso e io ho scordato le sigarette a casa. Non troverò niente di aperto per comprarle. Io che dimentico a casa le sigarette. Qualcosa non sta andando razionalmente. Posso sopravvivere per qualche ora senza accendere niente, spero. Mi guardo intorno. Vedo dalla fila davanti a me, una macchina scura, spostarsi a destra per accostarsi. L'uomo, seduto alla guida, si è accostato, a quanto vedo, solo per baciare la ragazza sedutagli vicino. Non ho idea di che rapporto ci sia tra i due, mi metto a pensare. Solitamente, nel traffico, se trovo davanti a me due che si baciano gli suono un tantino prima che scatti il semaforo e me la rido guardandoli staccarsi in velocità. So che è un divertimento quasi scemo, ma sono più coraggiosa seduta in macchina per essere orribile. Questi si sono addirittura spostati. La coppia nella macchina scura si bacia senza prestare attenzione all'orologio. Non hanno alcuna intenzione di ripartire. Li guardo e penso a un sacco di cose. Lo hanno già detto a se stessi che, quasi sicuramente, non vogliono entrambi le stesse cose dall'altro? Se lo sono detti che molto probabilmente uno dei due finirà per non ottenere ciò che vuole? Mi chiedo se gli piaccia in egual misura. Ma penso anche che, se non gli piacesse in egual misura, non piacerebbe a nessuno dei due, lo si sentirebbe. Li guardo e penso che sono una bella coppia, esteticamente. Sono proporzionati, direi. Lui è molto alto, ha mani e braccia grandi. Lei non è così alta ma nemmeno una bambolina. Il bacio è lungo. Non sembra il primo, ma non lo so. Certo sarebbe divertente sapere che lui ha accostato veramente solo per baciarla. Ma è mai possibile che possa succedere una cosa così? Suvvia, quanto può essere vero? Mi chiedo se io non abbia interpretato male quello che guardo. Mi chiedo se, forse, avevano litigato prima.

Domenica senza averne l'aria, il sole e il mare. Il cono d'ombra che mi infreddoliva il sole, adesso mi scalda anche le mani. E io con le mani calde sono una novità.
Devo ancora cercare un bagno ma paziento.
Ho le labbra umide.

La macchina scura, con i due che si baciano, è ancora accostata ma io ho smesso di guardarli facendomi convincere dallo scattare del verde.
Viaggio in macchina e penso. Alla strada direi se qualcuno mi fosse seduto vicino per chiedermelo.
Spero che sia stata. Spero che non sia. Mi chiedo perché faccio cose che so benissimo essere poco logiche: sperare qualcosa, invece che vivere l'attimo è tempo perso.

24 ottobre 2012
[Lei] Questo sta diventando il blog di lei più che il mio

Mani che scorrono silenziose sulle gambe.
Lei è troppo interessata alla bocca di lui per vederle.
Dita che sollevano l’orlo della gonna, che accarezzano le gambe, poi le cosce, poi il loro interno, sempre più vicine a toccarne il centro. E la testa di lei, solo a sentirsi sfiorare da un unico dito sopra le spesse calze in quella direzione, o forse proprio perché lui la sfiora soltanto e lei immagina il resto, si sente bollita. Non può farci molto e comincia a non regolare il respiro, nemmeno vorrebbe ma non riesce a incamerare tutta l’aria che le servirebbe per contenere gli spasmi del corpo.
I respiri lenti, silenziosi, diventano quindi un susseguirsi breve, affannoso, eccitato, doloroso, che attende. Proprio mentre lotta con la sensazione di eccitamento, per lasciarsi andare e per non farlo, simultaneamente, lui la guarda, stacca la bocca, rallenta il movimento di quell’unico dito, e con un sorriso enorme e il tono dolce di chi sa perfettamente quello che sta facendo le domanda lentamente: “cosa c’è?” E dopo l’occhiata di lei, senza risposta, avendo capito perfettamente che cosa sta facendo continua con un finto ingenuo: “che succede?”.
Lei realizza di adorare quelle sue perfide provocazioni solo molto dopo, lucidamente, in quel momento sente solo una meravigliosa sensazione di essere squarciata in profondità.

23 ottobre 2012
[Lei] Prezzi invisibili

(sempre roba né vera né finta eh)

Quando l’ha visto ha pensato che “fosse stata magra”, un mantra di rinuncia chesi ripete, come se a sperarlo ci guadagnasse nell’avvicinarcisi, da quando siricorda, lo avrebbe adorato e comprato.
Il "fosse stata" ovviamente le suggerisce di non avvicinarcisi nemmeno a unsimile modello. Vestito nero, di pizzo nero, delicato e leggero.
Si può amarecosì tanto una pezza di stoffa ben tagliata?

Si cita una figlia, di De André,che provava il suo vestito nuovo e sorrideva e forse fa un po’ il gioco dellavolpe che non arriva all’uva e allora la dice acerba. Lei non arriva allataglia del vestito e allora la addita come frivolezza.
Però non è sola aguardare i vestiti del reparto “fossi stata magra” e quindi qualcuno laconvince a non considerare il congiuntivo e a provare il vestito da secca. C’èscritta una taglia che non può essere. Lei se lo prova e già le sembra assurdoche le entri e le cada addosso. Non ha il coraggio di guardarsi mafortunatamente non riesce a far l’asino di Buridano per più di 3 minuti. Quindialla fine alza gli occhi e si guarda. Con sua enorme sorpresa scopre che laragazza che la guarda disillusa più che preoccupata, ma anche preoccupata,dallo specchio è una che porta i suoi stessi capelli ma che con quel vestitosta bene. Senza se e senza molto, sta, semplicemente, bene.

Lo compra. Hacomprato un vestito che se fosse stata magra avrebbe comprato. Aggrotta lafronte pensandoci. La banalità di un pezzo di stoffa le stampa un sorriso infaccia, l’essere riuscita a coincidere, per 10 minuti, in un camerino, con lalei che vorrebbe essere cancella il termine banalità.

Sorride pensando di essere la candidata adatta per la pubblicità della Mastercard.

Le dita le scivolano tra le labbra con una automaticità spaventosa. Lo stomacosi contrae e tutto in lei sembra prepararsi a un rito troppe volte fatto. Ledita scorrono nella bocca, sfiorano il palato, si spingono in gola, fino aquanto è possibile, per tutto il tempo possibile. Lei stringe gli occhi e tuttosuccede. Non se lo ricorda nemmeno come è finita così.
Mangiava un panino, condelle amiche, dopo non aver quasi toccato cibo da tutto il giorno, più per lagiornata incasinata che per altro. Mangiava un panino, felice.
Poi il vestitole è comparso negli occhi, i denti che mordevano il panino sembravastrappassero pezzi di vestito. Pezzi di pizzo nero duri da inghiottire. Pezzidi pizzo nero che le riempivano lo stomaco, arrivavano in gola, soffocandola.
Ein un attimo finge la calma necessaria per raggiungere il bagno, lasciando ilvestito morso sul tavolo, senza grossi sensi si colpa per l’abbandono. Entranel bagno come se non stesse succedendo niente, ma i brandelli di vestitoingeriti continuano a soffocarla, entra in bagno come se tutto andasse bene ein realtà vorrebbe correrci. Compie il suo rito come se bevesse dopo una lungasete, gli occhi le diventano lacrimosi per i conati. Poi si calma, si sciacquamani e viso e torna al tavolo come se niente fosse.
La spaventa questa capacitàdi sdoppiarsi, questa capacità, mentre perde il controllo, di controllarsi.

Nonè un problema, quello che fa nel bagno in quei momenti, lei se lo dice sempre,non è un problema perché in fondo non è così abituale, non è un problema,perché, se lo fosse, almeno sarebbe magra, e lei magra non è.

Non è un problema, nienteè un problema, non finché quel vestito le entra, non finché ha quella sensazione di coincidersi così presente in testa.

1 agosto 2012
[Lei] Però l'amore è come il tabacco (cit.)
Questo è un blog e non una coperativa del bene nazionale.

Quella sua mano le sposta delicatamente i capelli dalla spalla. E’ un gesto semplice, ma che a lei piace, e fatto in quel modo, preciso, delicato, impercettibile.
Entrambi conoscono già dove li porterà quella strada, entrambi conoscono a memoria il percorso. Lui la guarda tentando parole, lei lo ascolta. Vorrebbe parlare un po’ di più, vorrebbe sentirsi più i pensieri invece l’unica cosa che le sembra di sentirsi nella testa sono folate di vento. Ribadisco, come tutte le volte che ho scritto di lei, che non deve essere propriamente un genio.
Lui la guarda, lei, nei punti morti di conversazione, gira lo sguardo altrove. Cerca di non guardarlo perché sa bene che tutto quello che non dicono le sue parole lo dice la sua faccia e lei non vuole che i suoi occhi gli chiedano un bacio. Succederà, lo sanno entrambi. Ed io, dal mio punto dell’osservazione, lo trovo quasi irritante questo lasciarselo scoprire. Lo sanno entrambi, ma nessuno vuole chiederlo, nessuno vuole mostrarlo all’altro. Non è un bacio che viene, non è un bacio leggero, è un bacio pensato, sofferto direi se pensassi di rendere bene.
Ed è tanto pensato, tanto sofferto che parte dalle mani.
Certe volte lei si domanda se a tutto questo lui abbia pensato prima per quanto siano delicati e infinitamente coincidenti i percorsi, tutte le altre volte, invece, pensa che non sia possibile calcolare così bene le tempistiche. Lui le tocca una mano. Lei cerca di non muoversi, di non lasciar trasparire quanto non aspettasse altro da tutta la sera. Non lo fa per lui, verso di lui, per un moto di freddezza con lui, in realtà lo fa per se stessa, perché non può ammetterselo. Non dopo che è stata quasi anni a dirsi quando tutto ciò non fosse stato nulla. Un conto però è parlarne da soli, convincersene quando si gioca in casa, un conto è convincersene quando quella mano effettua uno spettacolino di dolcezza sulle sue. A quel punto le dita di lei si muovono. Credo rappresenti una resa definitiva. Accarezzano quello a cui arrivano, una delle dita, senza precisione, di lui. Forse è a quel punto che lui comprende che non ci sono le reticenze che credeva. Le carezze si trasformano, i colli si flettono, le labbra si toccano. E divento uno strano miscuglio, di caldo, di storie, di parole, di carezze delicate, di gesti bollenti. Non si capisce come individuare la trama, non si capisce bene come fermarsi, non si capisce bene come continuare.

Lei ha solo un appello in testa. Gli vorrebbe dire che tanti anni fa lui, non sapendolo, le ha cambiato la vita e che oggi vorrebbe non le facesse male. Ma è un appello codardo, lontano dal momento lei lo capisce. Sia quel che sia, pianti e gioia, qualsiasi cosa, l’importante è che sia pieno, autentico. Infondo si dovrebbe temere più di vivere solo passioni controllate che di piangersi tutte le lacrime. Nessuno avrebbe detto che sarebbe tornata ad appoggiarsi su quella spalla, eppure così è andata, anche il resto, semplicemente, andrà.
E proprio mentre realizza tutto ciò le arriva una telefonata che la fa felice. Lei glielo dice, a lui, che è sul felice (moderatamente mi sembra di aver sentito) e lui, sorridendo ho visto, le risponde col tono cupo: «Ah, ti faccio felice?  Uhm, mi chiedo in cosa sto sbagliando!». Lei se la ride sentendo quanta tranquillità un po’ di spietata ironia possa dare.

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Curriculum vitae
[lo hanno detto di me]


se provi a toccarmi si cade e siamo nei sogni (Gianna Nannini)

ha un metaforico piercing sulla lingua (cit.)
 
un elegante stabilimento balneare (cit.)

un'aquila che si crede un pollo (cit.)

bambi incazzato con una predisposizione al sadomaso (cit.)

bieco genio del male (cit.)

la ladyoscar originale (semi-cit.)

tutta naso e coccole (cit.)

mi ricordi uno spaventapasseri (cit.)

ha più neuroni che tette (cit.)

te in arabia saudita staresti bene: col burqua non si vede nulla (cit.)

la tristezza fatta persona (cit. di Nonna)

berlinese (cit.)

ha il dono della parola (cit.)

tutt'altro che ripugnante (cit.)
 
Pubblicità e commercio di (tentati) valori (im)morali


(ricordatene sempre: il sesso è troppo bello per rimpiangerlo dopo)
 

(ringrziamo free per la gentile concessione)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
(libertà di scegliere, anche il velo) 
 
 


 


Persone con cui condivido una qualche certa parentela
 
 
 

(Sirius Black)
 

(Lady Oscar)
 
(Alessandro Magno)
 
(Friedrich W. Nietzsche)
 
(Woody Allen) 
 
(Fabrizio De Andrè)
 
 
 
 

Che relazione c'è tra le mie idee ed il mio naso? Per me nessuna io non penso col naso nè bado al mio naso, pensando. Ma gli altri? Gli altri che non possono vedere dentro di me le mie idee e vedono da fuori il mio naso? Per gli altri le mie idee e il mio naso hanno tanta relazione che se quelle, poniamo, fossero molto serie e questo (il naso) per la sua forma molto buffo si metterebbero a ridere! (Luigi Pirandello -Uno, Nessuno e Centomila)

Credi che t'avrei lasciato solo a mangiarti il cuore nel buio e nella solitudine senza cercare d'aiutarti a sopportare l'amaro peso della tua ignomia? Credi che non t'avrei fatto sapere che se tu pativi, io pure pativo; che se tu piangevi, pure nei miei occhi erano lacrime; che se tu giacevi nella casa della schiavitù ed eri disprezzato dagli uomini, io con il mio dolore avevo costruito una casa in cui rinchiudermi fino al tuo ritorno, un forziere in cui riporre tutto quanto gli uomini t'avevano negato per restituirtelo alla tua guarigione centuplicato (Oscar Wilde- De Profundis)

Dio è l'unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere (Charles Baudelaire)

Io non è che sia contrario al martimonio, ma mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi (Massimo Troisi)

Il cinico è colui che, sentendo profumo di fiori, si guarda attorno per cercare la bara (H.L. Mencken)

La calma è una vigliaccheria dell'anima (Lev Tolstoj)

Mi sento come uno dei tanti. Se mi taglio sanguino. E mi imbarazzo facilmente (Michael Jackson)

Alle anime superficiali occorrono degli anni per liberarsi di un'emozione (Oscar Wilde)

Le donne che non riescono a rendere affascinanti i loro errori, sono solo femmine (Oscar Wilde)

Amo molto parlare di niente, è l'unico argomento di cui so tutto (Oscar Wilde)

Cerchi la profondità? Guarda in superficie (Friedrich Nietzsche)

Essere soddisfatti di sè significa essere vili e ignoranti [...], è meglio aspirare a qualcosa che essere ciecamente, e impotentemente, felici (E. A. Abbott)

Non v'è rosa senza spine; ma vi sono parecchie spine senza rosa (Arthur Schopenhauer)

pregiudizi sempre. Altrimenti non potremmo escludere che stando a misurare le distanze tra gli oggetti nella nostra stanza si troverebbe una cura per il cancro (cit.)

Tanto ad andare, quanto a star fermi manchiamo sempre qualcosa (teoria del movimento/ semi-cit.)

Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato (Piergiorgio Odifreddi)

Non siamo soli a immaginare un nuovo giorno in Italia (Domani 21/04/2009)

Il mio tempo non è ancora venuto, alcuni nascono postumi (Friedrich Nietzsche)

Cosa sa più di pollo: spolpato o spappolato? (Mela Acerba cit.)

La vita è una cosa spiacevole ed io mi sono proposto di passare la mia a rifletterci sopra (Arthur Schopenahuer)

Al mondo non ci sono solo buoni, magari questo lo sapevo ma è diverso, viverlo sulla mia pelle, come ho fatto io con te (Tiziano Ferro -Ti voglio bene)

Nessuno, alla mia morte, mi decori di lacrime nè faccia funerali di pianto. Perché? Volo vivo tra le bocche degli uomini (Ennio, semi-tradotto)

Il denaro non dà la felicità, ma la sua mancanza vaforisce l'infelicità (Andrea G. Pinketts)

E poi a me spaventano più i cristiani che i cannibali: i cannibali di solito infieriscono su gente morta, i cristiani no (msdc cit.)

L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia (Stephen King)

L'abito non fa il monaco; e neanche il monaco fa l'abito, se no sarebbe un sarto (cit.)

Un tradimento come il tuo, Lesbia, costringe ad amare di più, ma a voler bene di meno (Catullo)

Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle (Voltaire)

Non tornare mai indietro, neanche per prendere la rincorsa (Ernesto Che Guevara)

Farai l'amore per amore o per avercelo garantito? (Fabrizio De Andrè)

Non è che per avere treni puntuali dobbiamo beccarci per forza il fascismo (rip cit.)

Non mi piace definirmi bisessuale. Mi sembra di escludere un sacco di gente, hai capito? Magari i trans. Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale (Gianna Nannini)

A chiunque è concesso un quarto d'ora di stupidità, ma lei ha veramente perso il senso del tempo (cit.)

Definire è limitare (Oscar Wilde)

Ti insulteranno a gran voce e tu ridi, ti chiuderanno la bocca e tu scrivi, se ti picchieranno, se ti imporranno divieti tu fatti beffa dei tuoi padroni e canta i loro segreti (Consigli di un pirla -Articolo 31)

E' da uomo non addotrinato alla filosofia addossare ad altri la colpa dei travagli, da mezzo addottrinato l'addossarla a se stesso, da addottrinato non darla nè a se stesso nè ad altri (Epitteto)

Un nonnulla basta a consolarci perché un nonnulla basta ad affligerci (Pascal)

Due stereotipi diversi non danno una persona originale, ma uno stereotipo al quadrato (Muriel Barbery)

Per essere l'immacolato membro di un gregge bisogna prima di tutto essere una pecora (A. Einstein)

Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire (V per Vendetta)

La filosofia è pericolosa, la filosofia vi rende dei disadattati permanenti (Roberto Finelli)

Combattere per la pace è come far l'amore per la verginità (John Lennon)

Se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te (Friedrich Niezsche)

un bondage di vaffanculo (Yaxara)

Il Mont-Blanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte (Nanni Moretti)



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