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519 Melograno

"Stupida, un'altra volta, che parli ad uno specchio e mai alla persona giusta. E più stupida di te, so che non ne troverai, le tue paure inutili non finiranno"

    

                         

 

Visto che sono una persona profondamente gentile e corretta (quando nella premessa dico mie presuntissime doti significa che sono parecchio incazzata!) non farò nomi, o soprannomi, e racconterò solo fatti. Visto che sono una persona che parla troppo racconterò la storia, invece di astenermi, come dovrei.

 

Il paesaggio è quello di messenger in uno strano pomeriggio in cui non ho voglia di fare nulla (non troppo strano allora).

Di solito io evito di infastidirmi con persone che non meritano la mia attenzione e le blocco preventivamente però do anche parecchie opportunità, insomma se la prima volta ti odio penso sempre che la seconda potrebbe andare meglio, continuo con la terze e la quarta, anche la quinta, dipende dai casi.

 

Veniamo al punto.

 

Ho conosciuto Melograno (mi sembra un nome azzeccato) proprio su questo blog.

Mi è sembrato subito un uomo a modo, gentile, raffinato e con i miei stessi gusti per un paio di cosette, che non specifico sempre per gentilezza.

Poi lui mi ha aggiunta su messenger, abbiamo iniziato a parlare anche se poco, nonostante ci fosse una grande intesa apparente io sentivo qualcosa di storto.

Semplicemente lui aveva troppe cose in comune con me dopo, e solo dopo, che io le avessi dette.

Faccio un esempio: fingiamo che io avessi detto “amo particolarmente la matematica” lui avrebbe risposto “io la insegno”,o anche “il mio autore preferito è Moccia” (io), “ieri l’ho visto in un negozio di Hello Kitty” (lui).

Gradi di menzogna o verità ancora da verificare, non sto dicendo mentisse, non lo so, semplicemente io sentivo bugie, probabilmente essendo una visionaria. In più avevo sempre la sensazione che, in ogni nuova conversazione, non si ricordasse di me o della precedente, che mi confondesse soprattutto. Poi mi sembrava cercasse di arrivare da qualche parte perché tirava sempre fuori l’infelicità che c’è nella coppia (non posso essere più esplicita), la tristezza della vita e robe del genere.

 

Il senno del poi, comunque, è una scienza esatta.

 

Però il suo blog continuava ad essere e a sembrarmi grandemente affidabile: ben fatto, di argomenti raffinati e con link degni di stima anche da parte mia. Non si giudicano libri dalla copertina, persone da quello che mangiano e monaci dagli abiti, quindi nemmeno conoscenze dai blog (veramente?).

 

Io no sono la vergine delle rocce, però decido io se, quanto e in quale grado non esserlo. E soprattutto con chi. La mente è una cosa complicate: parlare di pissing, figging, fisting, spanking qui non mi crea nessun turbamento, affermazioni di poco conto invece, dette in contesti privati, con certi toni, certe allusioni, mi fanno sentire una poco di buono, come se avessi potere su quello che gli altri dicono.

 

Oggi il Melograno, di una certa età, precisiamolo, cercava di spingermi a dire cose strane.

Io, gentilissimamente, gli ho fatto notare che sono cose di cui una lady non parlerebbe e lui, come se niente fosse, mi ha consigliato di ridere ogni tanto, che sono troppo seria.

 

Bella tattica, leggermente infima ma bella, non lascia tracce.

 

Non so come mostrarvi “l’aria che respiravo”. Raccontata così, ovviamente, non sembra e certo non è, niente di grave, però c’è della sottilissima psicologia spicciola a voler mettere parole in bocca a una ragazza e poi far sembrare che sia lei a non essere sufficientemente in grado di capire uno scherzo.

 

Così oltre che colpevole finisci per sentirti anche stupida.

 

Comunque, per essere un pochino (magari tanto) maleducata, su cosa dovessi ridere lui non l’ha specificato eppure il concetto era molto esplicito.

 

La storia si è conclusa poco dopo quando lui mi ha chiesto di iniziare una “videochiamata”.

Io avevo la webcam accesa con un altro ragazzo (non che ci sarebbe nulla di male lo stesso ma specifico che io quest’altro ragazzo lo conosco di persona, mica per niente, perché voglio si sappia che detesto foto, video, webcam eccetera e non faccio eccezioni a caso), quindi gli ho semplicemente detto che in quel momento non era possibile.

 

Ho colto il suo disappunto, tanto che ho dovuto tirar fuori, da un cilindro, le parole “il mio fidanzato”, buttandole casualmente in giro, per stabilire distanze.

Lui ha capito il messaggio lanciandomi  contro una rispostaccia.

Quindi io, che do tante possibilità alle persone, ho cercato di cambiare discorso.

Lui ha concluso dicendo che non voleva insistere.

Conclusione ad effetto perché mentre io ci ho letto “non mi far perdere tempo” voi, leggendola asetticamente, mi vedete matta. Certo, aggiungendo che non ha aspettato nemmeno una mia risposta, che se ne è andato senza aggiungerci un ciao, forse la cosa vi apparirà, almeno a voi, diversa.

Io l’ho chiuso, bloccato e cancellato.

Per essere certa non resuscitasse improvvisamente.

E ho quindi notato, qualche ora dopo, sparizioni anche da altri luoghi: casualità. Chi dice di no?

 

Lui è certamente innocente ed io una paranoica malata però è la mia sensazione di “violenza” a comandare, almeno su di me.

 

Non voglio fare la santa, non voglio far passare la cosa come chissà quale violenza mentale eppure devo dire che poche cose mi hanno mai fatta rimanere così male, poche cose mi hanno fatta sentire tanto sporca.

Perché quando accetto amicizie a caso di persone che non conosco, su fb, io lo metto in conto che può succedere, e ci vado con le dovute precauzioni (quanto meno mentali), ma se una persona di cui mi fido, peggio, che finge di leggermi (e proprio qui, e se devo specificare, in momenti "particolari") mi fa di queste cose, io, poi, non mi do pace.

 

Quello che mi fa più rabbia è che dopo cose così si fa molta fatica a crede agli altri uomini, a quelli che ti dicono che sei bella, e che lo dicono solo perché magari lo pensano veramente.

 

Tanta la voglia di pulizia, a seguire, che nel pomeriggio, impossibilitata a studiare (per l’incazzatura), ho lavato anche i piatti (più che altro bicchieri e cucchiaini sporchi di caffè) che dovevo lavare da almeno una settimana!

Pubblicato il 10/11/2010 alle 0.55 nella rubrica diario.

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