Blog: http://LadyMarica.ilcannocchiale.it

624 [3] Lettera ai cavoli

Carissimo ragazzo ancora non meglio identificabile,

ho deciso di scriverti in virtù di questa rarissima e fondamentale non conoscenza che ci unisce.

Sai cosa è meraviglioso? Che non conoscersi a questo modo non è ottenibile, almeno non facendo volutamente sforzi: direi che possiamo vederlo come un segno del tanto nominato (non da me) destino.

O congiunzione astrale volendo.

 

Non conoscerci ci rende seriamente due ipotetici fidanzati perfetti. Sarebbe persino la condizione più giusta per sposarsi. Ci rende simili il giusto, distanti il giusto, sessualmente perfetti e teneri senza sfociare in dolci. Quando (o se, ovviamente) ci conosceremo io inizierò a rimpiangere i tempi in cui non lo facevamo e mi mancherai molto. Con ogni probabilità penserai lo stesso anche tu ma non ce lo diremo mai.

 

So che esisti e non sei un (altro) frutto della mia mente solo perché mi scrivi di tanto in tanto qualche messaggio dalle non chiare frasi su fb. Purtroppo non sempre mi ricordo, o voglio sentirmi ricordare, che quello che uno non scrive, probabilmente, non c’è scritto.

Sono arrivata a pensare che forse me li scrivo da sola quei messaggi, magari in momenti di cui poi perdo il ricordo. Poi però non ho potuto far a meno di notare che non è propriamente il mio stile linguistico.

E, questa te la confesso solo perché in realtà tu tutto questo non lo leggerai mai, per una volta non ho pensato che il mio è infinitamente migliore (come succede con presunzione continuamente): ammetto che la cosa mi eccita.

 

Voglio comunicarti qualcosa che ti sorprenderà: oggi è lunedì.

E lunedì è sufficientemente prima di mercoledì. Però attento, non si può dire la stessa cosa di martedì. E di certo non si può dire la stessa cosa di mercoledì. Se poi lo vogliamo dire di giovedì dobbiamo cambiare il mercoledì di riferimento. Tutto è così relativo che mi sembra di aver sempre parlato d’aria.

E sarebbe una brutta sensazione ma non oggi che fa caldo e un po’ d’aria aiuta.

 

Il fatto è che questo deve essere un appuntamento con gli orecchini.

Mi dispiace, caro, ma su questo punto non ho intensione di rivalutare le cose. Ho promesso a me stessa la serietà nella faccenda. E l’unica serietà possibile è data dagli orecchini. Non tanti ma almeno due, uno per cartilagine auricolare.

 

Ed è per questo che devo saperlo prima. Sono certa che sarai comprensivo, almeno per quanto io posso non sapere che non lo sarai.

 

Oggi è lunedì, lo ripeto, ma domani non lo sarà più.

E devo trovare troppe cose, per gli orecchini, per fare in modo che anche martedì sia presto, sufficientemente, come lunedì. In primo luogo devo trovare gli orecchini ma direi che lo si poteva intuire. Poi a seconda degli orecchini verosimilmente anche le chiusure che sono sempre piccole, trasparenti e nascoste (come da corrispondente legge naturale). E in ultimo, ma certo non con meno importanza, devo trovare anche i buchi sulle mie orecchie, cosa a dir poco difficoltosa, almeno certi giorni.

Non posso appenderli senza buchi. Questa è la triste ma ammirevole verità.

 

I miei orecchini si uniscono a me per chiederti di far finire questo orrendo grado di dubbio. Ripeto e risottolineo, non per me che solamente mi dispererò indegnamente se la fantasia che mi ha tenuto compagnia per l’intero fine settimana dovesse risultare solo la mia idiozia che fraintende le cose, ma per gli orecchini che sono un principio a cui una brava ragazza non può rinunciare e hanno bisogno di tempo per la preparazione.

 

Rispettosi saluti
L.M.

Pubblicato il 11/7/2011 alle 17.58 nella rubrica lettere ai cavoli.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web