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Sulla paura

Ho fatto un sogno a tratti bellissimo stanotte. Tanti baci, tanta tenerezza. Poi è finito che ci siamo sparati. Non io e il baciatore, quello mi avrebbe divertita.
C'erano tante persone, che non si sa come occupavano altre stanze di casa mia. Ed entrambe, persone e stanze, erano alternativamente sconosciute e conosciute. Io guardavo la scena da sopra l’armadio, nascosta, e ho visto entrare un uomo e sparare a tutti. Anche il baciatore è morto.
Ho visto tanto di quel sangue che forse ero finita in una parodia trash di uno splatter.
Era un sogno, niente paura.

Non sto studiando, nonostante gli esami siano vicini, niente di niente. Ma perché mi fa male tutto. Ottima cosa la compensazione.
Niente paura. Almeno non ancora.

Vorrei tagliarmi i capelli. Però li ho finiti già qualche tempo fa.
Ecco perché preferivo averli lunghi, sapevo sarebbe arrivato il giorno in cui prendere posizione, almeno con loro, sarebbe stato piacevole.
I capelli, si sa, ricrescono. Niente paura, li taglierò appena succederà.

Avevo un amico. O almeno secondo me lo era. Poi mi è venuto in mente, suggerita ammetterò, che forse non era esattamente amicizia quello che lo spingeva ad essere tanto presente e carino nei miei momenti di buio. Allora ho chiarito la mia posizione, velatamente, precisando che quello che mi interessa, sfortunatamente, non è, con sempre più chiare evidenze, interessato a me ma io, per il maledetto momento, non cerco altre vie. L’amico ha detto che, per carità, lui capiva benissimo ma d’altronde io e lui eravamo solo amici. Bene. Da quel momento è scomparso da oramai dieci giorni. Io ho tentato di cercarlo ma ovviamente non mi risponde né richiama.
Faccio fatica a mandarlo giù. Ancora una volta mi sbaglio sulle persone senza appelli.

Devo solo ricordarmi di non credere nemmeno alle più oneste intenzioni sul mercato. E sulla paura sto.

Ho paura di finire le sigarette.

Non riesco a guardarmi allo specchio nemmeno più di sfuggita. L’ammasso di spazzatura che ci ho visto l’ultima volta mi è bastato.
Il problema non è quello che vedo e nemmeno quello che c’è, il problema è quanto la cosa mi ossessioni.

Niente paura. Tranne che per il mio maledetto abbonamento in palestra: se non riesco ad affrontare lo specchio gentile di camera mia come posso pensare di combattere contro quelli pubblici della palestra?

Aspetto venerdì. L’unica cosa che va bene attualmente è un gruppo di ragazzi che ho conosciuto a capodanno e che frequento da quel tempo. Come è successo non l’ho capito ma mi sento tranquilla, socievole e infinitamente leggera quando sto con loro. Forse non è il mio posto, però intanto, è un posto. E, senza paura, ci sto.

Alessandro Borghese e le sue mani veloci sono un sogno erotico che mi devo appuntare: mi fa sesso, senza paragoni, persino con le mani immerse nel pesce.  Oggi ha inventato un salmone al wasabi (mai sentito prima) che mi ha portato all’orgasmo già alla seconda spennellata di salsa.

Un po’ di paura me la mette il pensare di desiderare di essere rigirata come una sardina nella farina dalle sue mani.
Scusate. Il porno voleva essere solo velato, non così esplicito.


Il disordine mi soffocherà nella notte. Niente paura, non tutto, quindi, è perduto.

Pubblicato il 12/1/2012 alle 2.47 nella rubrica diario.

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