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Giorni

Non era serata. Rimane che non è nottata. Forse non era nemmeno giornata, mica lo so. Rimane anche che il mio più grande desiderio della giornata è che qualcuno venga a dirmi che non esisto. Non esisto?

Cosa avrò mai fatto che vi rende i fortunati lettori di questo inizio di tragedia scadente e quindi non greca? Niente di speciale in realtà, mi sono solo scontrata con le prove della mia assoluta stupidità. Voi potete non averne più dubbi da tempo, io qualcuno lo avevo.

Divieni ciò che sei è una frase Nietzschiana. Forse abusata, forse mai sentita, forse non lo so. Fatto sta che ho assolutamente idea di cosa significhi ma non ho la minima idea di cosa si debba fare quando noti che mentre inizi a capire chi sei noti anche che riesci a fare solo tutto il contrario di quello che sei, credi di essere o semplicemente vuoi essere.

E non venitemi a dire che non si può scegliere come essere. Non sono d’accordo, non totalmente. Ci sono cose che ti spingono a voler essere qualcosa e non qualcos’altro, certo, però si può cambiare. Anche rinascere certe volte. In senso metaforico eh.

Io non sono quello che faccio. Non sono una persona timida per esempio, non sono una stupida senza argomenti, non sono una a cui manca la capacità di vedere le cose, non sono una che qualsiasi cosa un altro le dica sorride e fa sì con la testa. Eppure oggi ho fatto esattamente questo. Sono silenziosa, è vero, sono riflessiva, sono calma però non nel senso, come oggi appunto, di un vegetale. Potrei giurarvi che le alghe nel fiume gelido in cui ho fatto il bagno avevano capacità comunicative e argomenti molto più interessanti dei miei.

Una mia amica mi ha presentato un tipo. Tipo che con tutta la mia fantasia chiameremo Esse. Mi piaceva la descrizione, mi è piaciuto al telefono, per quel poco che abbiamo parlato, e mi è piaciuto anche fisicamente. Ovviamente io conosco nulla di lui quindi non saprei dire se mi piace realmente, però posso dire che ha dei modi che mi colpiscono. Mi chiama principessa e voi lo troverete idiota ma mi fa tanto tenerezza. E quando mi regalano la tenerezza io mi beo. La tenerezza, una cosa complicata che non viene semplicemente se dici principessa o roba simile, anzi. E’ quel momento, quel timbro, quella particolare capacità.

Se c’è una frase che mi dicono e che detesto è quella sul fumare troppo. Odio quando mi sottolineano che fumo troppo, come se io non lo sapessi, o che fumare fa male. Sono un vegetale, eppure ancora comprendo qualcosa. Ecco, il modo in cui lui me l’ha detto l’altra sera Esse, brutale e con un “signorina” all’inizio mi pare, mi ha fatto un sesso incredibile. Non propriamente fastidio insomma.

Divagazione sulla tenerezza e sulle mie stranezze sessuali volutamente accorciata e conclusa. Torniamo al tipo. Torniamo al fatto che non sono, anche se lo faccio, un vegetale, che qualche argomento lo ho e che non sempre annuisco emettendo un irritante suono stridulo che sta a metà tra il riso e il sticazzi ma arriva solo come “sono vuota”. Eppure, lo ripeto ancora, oggi non ho fatto altro. Io con una come me non ci uscirei mai. E non è questione di tempo, è questione di interesse. Se una persona mi piace, anche solo semplicemente in amicizia, allora possiamo star sicuri che io con quella persona non parlerò mai di niente di interessante. E per esclusiva colpa mia eh. Ho paura che mi giudichi idiota anche se poi succede proprio perché ho questa paura che mi fossilizza. La paura decade dopo un certo tempo, dopo essermi scornata coi silenzi. Ma nelle amicizie, nei gruppi, la cosa è più semplice, con un uomo, in un rapporto a due è diverso.
Non è tanto che col tipo in questione io abbia dato il peggio di me il problema, è un problema che lo faccio sempre. E mi odio profondamente perché so di controllarmi ad una maniera così esasperata da uccidere qualsiasi mia iniziativa, parola, cosa.

Era da qualche giorno che ci pensavo e oggi ho proprio concretizzato l’idea.
Sono riuscita con questo gruppo di amici e presente c’era anche il tipo di cui sopra. Una ragazza, arrivata in ritardo, si è aggiunta al gruppo e in men che non si dica ha intavolato una conversazione fitta con Esse. Non ho esattamente rosicato, come si dice, per Esse, anche perché ho la vaga sensazione che non sarebbe il tipo per questa ragazza (ha parlato quella che si intende di relazioni, ditelo pure) ho rosicato perché ho pensato che io ci impiego 4 giorni a chiamarlo per nome mentre chiunque altro ci impiega 4 secondi a entrarci in confidenza.

Tutto ciò mi ha distrutto il morale. Aggiungiamo il fatto che oramai non dormo da tre giorni se non due orette sporadiche e qual cosina in macchina se non guido io e otterrete me stasera. Ma fate prima a guardare uno straccio per pavimenti. Grosso e sporco, mi raccomando.
E fumo troppo. Devo smettere veramente. O fare più sesso.

Pubblicato il 5/8/2012 alle 23.24 nella rubrica diario.

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